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Tradimento coniugale: mogli e mariti fate attenzione a queste date!

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USA, scopre la dipendente che stava per rovinarlo grazie all’azienda concorrente.

uomo nascosto sotto la scrivania che spia i segreti aziendali

È successo ad un’azienda americana dell’Alabama. Stava per vedere tutti i suoi segreti rivelati all’azienda concorrente. Una sua dipendente infedele, seppur in un’ottima posizione e ben pagata, aveva inviato il suo curriculum ed una lettera di presentazione all’Ufficio Risorse Umane dell’azienda concorrente. Non una lettera qualsiasi. In essa, infatti, la dipendente infedele scriveva che se l’avessero assunta, avrebbe rivelato loro importanti informazioni sull’azienda per cui lavorava. Informazioni che addirittura avrebbero potuto rovinare quella stessa azienda.

Il caso ha voluto che il responsabile delle risorse umane dei concorrenti fosse un caro amico del proprietario della compagnia presso cui la donna lavorava che, pur venendo meno al segreto aziendale lui stesso, ha avvisato per tempo l’amico, permettendogli di prendere provvedimenti riguardo all’impiegata infedele.

“Direi che è qualcosa di abbastanza comune, ma la parte inquietante è che ha scritto di poter avere accesso ai segreti commerciali e piani aziendali che avrebbero fatto deragliare la mia azienda, se li avesse rivelati ad un concorrente – afferma l’imprenditore vittima di tradimento – Il mio primo istinto è stato quello di licenziarla in tronco il lunedì mattina, ma non volevo che il mio amico finisse nei guai. Avevo bisogno anche di maggiori prove”.

E quelle prove le ha ottenute, leggendo le email che l’impiegata infedele mandava dal proprio ufficio e mettendo sotto controllo i luoghi aziendali con microspie digitali audio, che gli hanno permesso di ascoltare quello che la donna ha affermato in diverse chiamate all’ufficio presso il quale aveva inviato la candidatura.

Messa davanti ai fatti, non ha potuto che confessare ed è stata immediatamente licenziata. Chissà se i concorrenti avranno deciso di assumere pronta a vendere informazioni riservate al miglior offerente!

Endoacustica Europe

“Mi lasci? Ti restituisco tutto, anche gli SMS!”. Denunciato per stalking.

luglio 23, 2012 Stalking Nessun Commento
cellulare che invia sms

Quando si parla di stalking, ovvero di atti persecutori, ci vengono in mente, soprattutto e purtroppo, ex partner che, non rassegnandosi alla fine di una relazione, perseguitano la persona oggetto del loro desiderio fino farle avvertire uno stato di ansia e paura che pregiudica il vivere quotidiano, la normalità.

Aprendo i giornali arrivano continue notizie di atti violenti compiuti da stalker nei confronti delle proprie vittime: si va da minacce di morte, che, anche se non sfociano poi in azioni violente, causano un certo disagio in chi le subisce, a pedinamenti, appostamenti e aggressioni, come nel caso del 34enne perugino che ha fatto esplodere una bomba carta sotto casa della ex.

Chi si trova ad essere vittima di tali atti, si sente in gabbia, come se non fosse più libero di spostarsi e di avere una vita sociale, temendo continuamente per la propria incolumità. Spesso si ha paura anche di denunciare: si teme di non essere creduti o si temono ritorsioni ben peggiori. Ci sono casi, come quello di una donna americana, in cui, però, le vittime sono riuscite a provare la loro condizione avvalendosi di strumenti come mini videoregistratori, che hanno permesso loro di registrare lo stalker al momento della minaccia.

Individuare il reato, però, non è sempre facile: si è già parlato in questo blog di uomo che, tentando di riconquistare la ex compagna, ha iniziato a mandare centinaia di fiori e di lettere ma, nonostante ciò, è stato condannato per stalking. E proprio in questi giorni arriva dal Trentino un’altra curiosa notizia: lui, un libero professionista di 60 anni, lei una donna più giovane di 20 anni. Hanno una relazione dal 2006 al 2010, poi si lasciano e lei gli dice “Restituiscimi tutto”. Lui la prende alla lettera ed inizia a restituire non solo regali, denaro e oggetti prestati, ma persino SMS inviati, per un totale di 1.800 messaggi e 13.000 euro. La donna allora lo denuncia per stalking, affermando di aver ricevuto minacce, pedinamenti e appostamenti. L’uomo, pur difendendosi dicendo che ogni incontro e che ogni messaggio era esclusivamente per restituire tutto alla ex compagna, come lei stessa gli aveva chiesto di fare, è stato condannato per molestie, con risarcimento alla donna di 280 euro.

Una vicenda curiosa, ma che porta a riflettere sul labile confine che spesso c’è tra un uomo troppo innamorato e non rassegnato alla fine di un rapporto ed uno stalker, pronto a passare da minacce verbali ad aggressioni fisiche.

Endoacustica Europe

Furti di merci e segreti industriali: è ora di difendersi!

infedeltà aziendale

Secondo una ricerca americana, condotta dal colosso delle telecomunicazioni Verizon Business, sarebbero in aumento i furti di merci e dati, e le frodi, soprattutto commesse tramite Internet.

Il dato più interessante però è che, se nel 40% si tratta di hacker, nel 48%, invece, è opera di dipendenti infedeli all’azienda, che utilizzano i propri diritti di accesso alle informazioni aziendali per il proprio tornaconto o per vendersi letteralmente ad aziende concorrenti, rivelando segreti industriali in cambio di un più lauto stipendio.

In alcuni casi si tratta di furti di piccola entità, di oggetti rubati per l’uso personale o ricettati. È il caso, per esempio, di un dipendente di un negozio di Perugia, che proprio ieri è stato fermato per aver rubato notebook e cellulari, lasciando le scatole vuote in uno stanzino, dopo aver cancellato i codici identificativi dei prodotti. È stato, tuttavia, possibile rintracciare la merce grazie al codice seriale dei telefonini.

C’è chi ruba poi, senza un particolare motivo: lo hanno ribattezzato il “collezionista di posta” ed è un dipendente delle Poste, appunto, che ha rubato corrispondenza per ben 700 chili, trattenuta nella propria casa, senza un particolare motivo e senza nessun guadagno.

Di maggiore entità è, invece, il danno apportato all’azienda da un dipendente delle Ferrovie dello Stato, un impiegato che ha intascato i soldi dei biglietti a prezzo di favore dei suoi ex colleghi. Una maxi truffa di centinaia di migliaia di euro, vendendo tessere falsificate agli ignari ex dipendenti.

Oltre ad una perdita diretta di denaro, quello che preoccupa maggiormente le aziende è rendersi conto che i propri segreti industriali, i propri progetti e bozze siano stati trafugati.

Dipendenti in odore di licenziamento o non valorizzati, che non mostrano particolare attaccamento all’impresa per cui lavorano, spesso si trasformano, appunto, in dipendenti infedeli, sempre pronti a rivelare segreti aziendali ai concorrenti: è il caso, per esempio, di un manager delle Acciaierie Valbruna che ha passato importanti informazioni ad un concorrente indiano ed è stato condannato a due anni di reclusione.

Diventa sempre più necessario, soprattutto in tempo di crisi, difendere i propri beni e i propri dati da eventuali attacchi di questo tipo. Spiare le conversazioni di dipendenti sospetti diventa sempre più una necessità. È stato proprio grazie ad un microfono spia, infatti, che un’azienda americana ha scoperto un proprio impiegato mentre trattava con rappresentanti della concorrenza. Colto in flagrante, è stato prontamente licenziato e denunciato. E, se da un lato c’è chi prende le difese dell’impiegato infedele, perché non messo nelle condizioni di essere soddisfatto della propria vita lavorativa, dall’altro ci sono i difensori, aziende, ma anche privati, del diritto di proteggere i propri segreti industriali.

Endoacustica Europe

USA, figlia vittima di bullismo. Papà assolda bulla per difenderla

luglio 19, 2012 Bullismo Nessun Commento
philip prokop

Philip Prokop, un padre 42enne di Shelton, nel Connecticut, è stato arrestato dopo il presunto pagamento di 21 dollari ad una ragazzina di 17 anni per attaccare una 13enne sospettata di bullismo verso sua figlia.

“La gente mi ferma nei corridoi, – ha detto la figlia di Prokop al Today Show – afferra il mio stomaco dicendo che sono incinta e mi chiede a che mese sono”.

Prokop, sentendo sua figlia, decide allora di intervenire direttamente nella vicenda: va in un ristorante locale, si avvicina ai ragazzi che insultano sua figlia a scuola dicendo e chiede loro di porre fine alle presunte molestie.

“Mi presentai dicendo loro chi fossi e chi fosse mia figlia. Ho detto loro di porre fine agli atti di bullismo nei confronti di mia figlia”, ha affermato Prokup. “Poi ho visto una ragazza per terra. La stessa ragazza di cui mia figlia è stata vittima era addosso ad un’altra ragazza e la stava picchiando sul viso”.

Secondo lo Shelton Patch, Prokup è stato arrestato dopo che la polizia ha accertato che l’uomo aveva pagato l’adolescente che era a terra per picchiare la bulla di sua figlia. L’uomo, inoltre, avrebbe anche pagato un’altra 13enne per impedirle di farsi coinvolgere.

Ma Prokup si difende dicendo che tutto ciò che è stato detto su di lui è falso: sarebbe stato da ingenui fare tutto questo alla luce del sole, ha detto alla televisione WTNH.

Il 42enne è ora accusato di istigazione alla violenza e di lesioni su un minore. Arrestato, è stato rilasciato su una cauzione di10.000 dollari e dovrà comparire in giudizio l’8 agosto, secondo quanto afferma la NBC Connecticut.

Questo avvenimento ha scosso l’opinione pubblica, visto che non è il primo di questo genere. In Florida, infatti, una donna, Debbie Piscitella, è stata arrestata per il soffocamento di un ragazzo di 14 anni, per cyber-bullismo (presunto) verso sua figlia MCKenna, di 13 anni.

Apparendo in Good Morning America, Piscitella ha espresso rammarico per le sue azioni, dicendo di aver perso il controllo quando si è ritrovato faccia a faccia con il ragazzo, dopo che dirigenti scolastici avevano fallito nell’aiutare sua figlia.

Due avvenimenti lontani nello spazio dal contesto italiano, ma vicini per similarità di situazioni in cui molti ragazzi “inciampano”. Due atti estremi, quelli dei genitori, che riflettono le mancanze da parte delle scuole e di chi dovrebbe vigilare sui ragazzi. Una mancanza che porta spesso i genitori ad intervenire in prima persona per difenderli e per controllarli. Spiare le loro sta diventando una pratica diffusa che lascia aperto il dibattito tra i difensori della privacy a tutti i costi, anche quando si tratti di minori, e coloro che, invece, promuovono l’utilizzo di strumenti di controllo per spiare i propri figli e per prevenire certi atti.
Endoacustica Europe

La coppia scoppia? Animali utilizzati come strumento di stalking.

luglio 18, 2012 Stalking Nessun Commento
animali domestici e stalking

L’AIDAA, Associazione Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, ha stilato un rapporto sulla condizione degli animali domestici in caso di separazione della coppia e, in genere, sull’utilizzo degli animali a scopo intimidatorio. Dalla ricerca, è venuto fuori che solo nel 2011 sono state ritrovate parti di circa 500 animali, di cui 20 cavalli (16 in Sardegna), uccisi e fatti a pezzi a scopo di minaccia. Teste mozzate di lupo, di cane, di capretto, agnelli incaprettati, volpi impiccate, zampe di cinghiale, spesso inviate all’indirizzo di persone vittime di estorsione.

Tutto questo soprattutto al sud e sulle isole, mentre il nord, in particolare Veneto (Padova e Venezia), Emilia (Reggio, Ferrara e Modena) e Lombardia (Milano, Varese e Sondrio), ma anche Roma e Massa Carrara, è interessate da un altro fenomeno che sta prendendo sempre più piede: ricatto al coniuge separato per la gestione dell’animale che magari si era deciso di allevare insieme. Sono oltre 700, infatti, le persone che si sono rivolte al tribunale di AIDAA per chiedere una consulenza sull’affidamento dell’animale domestico una volta finito il rapporto di coppia.

Emblematico è il caso di una signora che, tradita dal marito, aveva preso la decisione di lasciarlo, portando con sé il cane che avevano insieme. Se non fosse stato per la furbizia della donna, che aveva messo all’animale un collare con localizzatore GPS, forse il suo Argo non sarebbe stato più ritrovato, rapito dall’ex marito e ben nascosto per ricattare la donna.

Ma non ci sono solo i cani. Al centro delle controversie si trovano anche gatti, criceti, tartarughe, canarini e conigli, molti dei quali, ovviamente, non essendo microchippati, rimangono oggetto di litigi per anni.

Da segnalare sono anche diversi casi (circa 20) in cui gli animali domestici si sono trovati ad essere, loro malgrado, ad essere utilizzati per atti persecutori. Una donna di Sondrio, per esempio, ha denunciato per stalking il vicino di casa in quanto con la scusa di fotografare i conigli (che a suo dire davano fastidio) ha violato la privacy della proprietaria, riprendendola dentro le mura di casa.
In altri casi si trattava prevalentemente di mariti che con la scusa di voler vedere il cane o il gatto di casa in realtà cercavano di riconquistarle o controllarle entrando nelle case delle ex. Resta da chiedersi se una tale strategia di riconquista sia davvero efficace o sia solo un modo per accentuare i diverbi e allontanare le persone, anche a causa di una violazione della privacy non sempre gradita.

Endoacustica Europe

Bullismo contro disabile a scuola. “Nostra figlia seviziata”.

luglio 17, 2012 Bullismo Nessun Commento
segnale carrozzina

Aleggia già l’ombra del mobbing presso l’Istituto Alberti di Savona: alcuni insegnanti, infatti, tra cui Adriana Caviglia, avrebbero pronta una denuncia, a tal proposito, contro il dirigente della scuola.

In questi giorni, invece, la scuola sarebbe al centro di un altro dibattito: si parla di bullismo tra ragazzi che, secondo l’avvocato difensore della vittima, Cristiano Angelini, e secondo la famiglia della stessa, sarebbe sfociato in qualcosa di più grave, che va dagli insulti per la malattia a toccamenti, a furti di materiale scolastico e merende, a ferimenti con oggetti acuminati.

Una posizione difficile quella degli studenti accusati e soprattutto della scuola, dagli insegnanti al dirigente stesso, che avrebbero dovuto vigilare ma che, secondo quanto riportato dalla vittima, sarebbero stati abbastanza superficiali nell’etichettare gli avvenimenti come semplici bravate di ragazzi un po’ vivaci.

“L’istituto ha fatto quello che poteva. Abbiamo discusso il caso in consiglio di classe e adottato provvedimenti disciplinari nei confronti dei ragazzi che si sono resi colpevoli della non integrazione del diverso e anche la famiglia si era dichiarata soddisfatta di quanto fatto dalla scuola”, afferma la vice preside Tiziana Saino.

Tuttavia, i genitori della ragazza parlano di atti persecutori e hanno chiesto l’intervento della magistratura, affinché siano accertate tutte le responsabilità per i reati previsti, che l’avvocato Angelini configura in lesioni, minacce, abbandono di persone minori o incapaci e danneggiamento.

Una vicenda, insomma, ancora poco chiara e che richiede maggiori indagini. Una vicenda come tante altre, in cui molto spesso è difficile distinguere tra “bravata leggera” e vero e proprio bullismo, un comportamento persecutorio e continuativo nei confronti della vittima, di cui arriva a segnare profondamente la psiche, soprattutto se si tratta di una persona che ha già problemi di un certo tipo, come in questo caso.

I pareri e le versioni discordanti degli insegnanti, poi, rendono più difficile l’individuazione delle responsabilità. Più facile sarebbe stato se, ai primi segnali di tali atti, fossero state installate delle telecamere nascoste, che avrebbero fornito prove inconfutabili di certi avvenimenti. Gli insegnanti avrebbero ancora negato l’evidenza?

Endoacustica Europe

Quando gli atti persecutori passano attraverso il cellulare, come difendersi.

luglio 16, 2012 Stalking Nessun Commento
stalking attraverso il telefono

Due anni e quattro mesi, questa la condanna inflitta dai giudici al commesso 35enne di Bergamo che lo scorso anno aveva tempestato la ex 30enne con una media di 36 chiamate e messaggi al giorno, più di 1000 in un mese.

I due si erano lasciati ad aprile e l’uomo, non sopportando e non rassegnandosi al distacco, aveva iniziato a mandare messaggi ingiuriosi e minatori alla donna che, stanca delle continue offese e minacce, ha ben pensato di recarsi dalle forze dell’ordine e denunciare il suo ex per stalking.

L’uomo sarebbe stato riconosciuto colpevole anche per i reati di minacce, violenza privata e violazione di domicilio e assolto, invece, per quelli di sequestro di persona e violenza sessuale.

Nonostante gli avvocati difensori del commesso abbiano dimostrato come l’uomo sia stato in un certo senso “incentivato” ad inviare i messaggi dalla stessa vittima, che in 300 occasioni avrebbe risposto alle presunte molestie telefoniche, i giudici lo hanno giudicato colpevole e condannato.

Non è certo un caso isolato questo, ma spicca per la mole dei messaggi inviati e per il senso di tormento che la vittima avrà provato nel riceverli.

Il telefono cellulare, apparecchio di cui ormai non si può più fare a meno, si trasforma spesso in un mezzo per compiere atti persecutori, dapprima verbali, ma che spesso sfociano in violenze fisiche sulla vittima. Fermare lo stalker o, in qualche modo, farlo desistere, non è sempre facile. Ma la tecnologia permette oggi di sentirsi più al sicuro.

Se foste degli stalker, continuereste a chiamare un numero al quale, invece della la vostra ex, risponde una voce maschile? Qualcuno magari sì, ma è stato dimostrato come i cambiavoce telefonici siano molto efficaci nel prevenire questi atti, facendo credere allo stalker che la vittima abbia cambiato numero o che sia sempre accompagnata. Continuereste a chiamare o ad inviare messaggi intimidatori ad un numero che magari non è più della vostra ex o a una persona che non è mai sola?

Endoacustica Europe

È Milano la capitale… dell’infedeltà!

manifesto di un sio di incontri

“Essere fedeli a due uomini significa essere due volte più fedeli”: è questo il messaggio con cui è stata tappezzata Milano nei mesi scorsi. I manifesti sono stati divulgati dal sito di incontri online Gleeden, il primo sito di questo genere in Italia che, nella sua ultima campagna ha sfoggiato un altro slogan per attirare l’attenzione del gentil sesso: “32.000 donne sposate si connettono ogni giorno su Gledeen.com. E voi?”… una frase che vuole quasi sembrare un invito alla infedeltà e alla trasgressione. Entrambi i manifesti, come il sito, è dedicato proprio a partner e coniugi infedeli e, negli ultimi mesi, ha deciso di rivolgersi sempre più alle donne sposate, sempre più utilizzatrici di questo strumento.

Il numero citato nel manifesto, infatti, è più che veritiero e, se ad esso si aggiungono altri 22.000 infedeli solo nel capoluogo lombardo (249.000 in tutta Italia) di un altro sito di incontri, AshleyMadison.com, si può arrivare a comprendere come questo fenomeno sia abbastanza esteso.

Ma perché si è scelto proprio Milano per divulgare questi messaggi? Semplice: perché, secondo una stima fatta proprio dal sito AshleyMadison.com, il capoluogo lombardo sarebbe la capitale d’Italia… in quanto ad infedeltà!

Il 44% delle donne iscritte al sito, infatti, è di Legnano, ricca cittadina a metà tra la metropoli e Varese. Poi ci sono Rho, Pero, San Donato Milanese e, a seguire, tutto l’hinterland. I tradimenti, quindi, si consumano soprattutto alla periferia. “È possibile che la mancanza di stimoli spinga l’universo femminile residente in provincia a cercare di rivitalizzare matrimonio ed esistenza con qualche scappatella”, spiega il Ceo del sito Noel Biderman.

Ed i milanesi doc, non tradiscono? Non è proprio così. Secondo il sito, non è nemmeno questione di avere del tempo libero per tradire. Sono altre le cause di questo dato: i Navigli, per esempio, non figurano nemmeno tra i primi dieci quartieri più hot, forse perché lì risiedono soprattutto single. Il quartiere più fedifrago, invece, è Moscova, seguito dal centro città. Che ricchezza sia sinonimo di ambiguità? Potrebbe essere, ma intanto verrebbe da chiedersi cosa succederebbe se ai mariti venisse consigliato di regalare alle proprie mogli un cellulare con software spia o se essi decidessero di pedinare le presunte fedifraghe con un sistema GPS.

Endoacustica Europe

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