Dipendenza economica e tradimento: uno studio ci svela una possibile correlazione

In un articolo apparso qualche tempo fa sul sito dell’ASA (American Sociological Association), si fa menzione di una possibile correlazione tra la dipendenza economica dal proprio partner e i casi di tradimento. Così si esprime nell’articolo in questione il sociologo statunitense Christin L. Munsch, studioso del fenomeno: “Credete che le …

Sei vittima del micro-cheating? Scopriamolo insieme!

Credete di essere immuni da qualsiasi forma di tradimento? Non siate troppo fiduciosi nelle vostre capacità di controllo emotivo, perché potreste essere incorsi, senza neppure saperlo, in azioni di micro-cheating. Il termine in questione, traducibile grossomodo nella nostra lingua come micro-inganni, è saltato alla ribalta della rete qualche mese fa grazie …

Tradimento: i 10 Paesi del mondo in cui si tradisce di più

L’adulterio, si sa, non fa alcuna distinzione di sesso o nazionalità. Tuttavia proveremo in questo articolo a stilare una classifica delle nazioni più fedifraghe al mondo, agganciandoci ai dati emersi da un recente sondaggio della Durex, il noto marchio di profilattici. Siete pronti? Bene, cominciamo. 10° posto, Finlandia. Percentuale di …

Tradimento coniugale: mogli e mariti fate attenzione a queste date!

Esistono specifici giorni dell’anno in cui è più facile essere traditi? Stando ai risultati di una ricerca avviata da due siti di incontri on line, sembrerebbe proprio di sì. Vediamo nello specifico di cosa si tratta. Dal sondaggio di Gleeden, che si autodefinisce “il primo sito di incontri extraconiugali pensato …

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Sono juventini gli uomini che tradiscono di più

settembre 19, 2012 Tradimenti Coniugali 1 Commento

Brutte notizie per mogli e fidanzate dei tifosi bianco-neri. Un recente sondaggio di Gleeden.com, primo sito di incontri extraconiugali in Italia, rivela: gli uomini italiani che tradiscono di più sono proprio i tifosi della Juventus. In questa particolare classifica ad inizio campionato, la coppa del tradimento 2012 va agli juventini, in pole position nelle avventure extraconiugali. La “vecchia signora” continua a dividere il cuore degli italiani. Il sito di incontri ha pensato alle donne fornendo anche la percentuale, sul podio ovviamente anche Inter e Milan. E dunque il  21% di presenze sul sito è dei tifosi della Juventus immediatamente seguiti dagli amici milanisti con il 16%. Con un solo punto di distacco si è piazzata l’Inter. Non salgono sul podio delle scappatelle i tifosi del Napoli, della Roma e del Lazio. Le mogli dei fan color granata, invece, possono dormire sogni tranquilli: nonostante siano nella stessa città dei leader del tradimento; i tifosi del Toro occupano l’ultimo gradino della lista con solo il 5%.  Sarà per questo che da quest’anno il Tornio è tornato in serie A. Dato che il campionato è ormai cominciato e le serate sportive con gli amici incalzano, alle donne italiane non resta che corredarli di un nuovo cellulare magari con microspia e GPS integrati.

Due anni di reclusione per la prof di Palermo

settembre 17, 2012 Bullismo Nessun Commento

E’ di due anni di reclusione la pena inflitta all’insegnante della scuola media di Palermo che ha fatto scrivere ad un bambino sul quaderno 100 volte “sono un deficiente”. Secondo i giudici, infatti, non si può rispondere al bullismo con «l’uso della violenza, fisica o psichica».

Decisione controversa e dibattuta. Secondo l’avvocato difensore il temine “deficiente”, derivante da “deficere” ovvero “mancare”, non andava ad offendere il bambino giacché l’insegnante, voleva semplicemente intendere che l’alunno era stato mancante nel non rendersi conto di quello che aveva fatto. Obiezione di rispetto se non si tenesse conto dell’accezione comune che il temine ha nella società e quindi l’evidente volontà di offende, proprio come ha stabilito la Corte di Cassazione. «Non può ritenersi lecito l’uso della violenza, fisica o psichica, distortamente finalizzata a scopi ritenuti educativi». Metodi punitivi di questo genere non possono essere più ammessi nella pedagogia moderna.Al centro del mirino anche la reazione dei genitori che, secondo alcuni, avrebbero potuto risolvere la questione andando dal preside e chiarire in maniera “pacifica” con la professoressa. Altri ancora fanno appello alla perdita di autorevolezza degli insegnanti.

Difficile star dietro a comportamenti da bulli e difficile, d’altro canto, fare i genitori. Sempre troppo spesso è il dialogo che viene a mancare negli ambienti educativi e quindi diventa difficile capire e star dietro ai ragazzi. La tecnologia potrebbe correre in nostro aiuto. Sono in vendita sistemi che permettono di monitorare il contenitore di maggiori informazioni riguardante i teenager: il cellulare. Si tratta di software spia che permettono di tener d’occhio il traffico telefonico e quindi di comprendere gli atteggiamenti e le abitudini dei ragazzi. Una volta installati sul cellulare, questi software permettono di intercettare le conversazioni telefoniche, gli sms ricevuti ed inviati ed addirittura controllare la posizione GPS del cellulare spia. Ma vediamo meglio come funzionano: per ascoltare una conversazione dovrete semplicemente aspettare l’inizio di una telefonata; a questo punto riceverete un SMS sul cellulare controllore che vi avviserà quando la chiamata comincia. A questo punto, potrete chiamare il telefono spia dal numero pilota, ed ascoltare la conversazione telefonica in diretta e senza essere notati.

Per intercettare gli sms ricevuti ed inviati, invece, bisogna semplicemente inviare allo spyphone un SMS, contenente un comando speciale che attiverà questa funzione. Stessa cosa per scoprire la posizione GPS ed in tempo reale e a distanza arriverà un sms indicante latitudine e longitudine. Queste, inserite in Google Maps, vi daranno l’esatta posizione del telefono controllato. Inoltre chiamando lo spyphone è possibile ascoltare le conversazioni che avvengono attorno: il software del cellulare spia riconoscerà il numero chiamante ed attiverà il microfono.

Insomma un mare di caratteristiche in un semplice cellulare. I software spia possono essere installati anche su telefoni di ultima generazione e quindi si può unire facilmente un bel regalo ad un miglioramento della relazione. Questi e molto altro ancora possono essere acquistati visitando il sito www.endoacustica.com.

Quando il mobbing istiga alla vendetta: uccide il capo, arrestato.

agosto 1, 2012 Mobbing Nessun Commento

Non è facile capire cosa passa per la testa di chi subisce mobbing sul posto di lavoro. Di certo gli psicologi affermano che tali pressioni possono portare a diversi disturbi, soprattutto nei soggetti più deboli ed insicuri. Ansia e depressione in primis, elementi che non vanno sottovalutati, sia da parte di chi subisce che da parte di chi ha il coltello dalla parte del manico.

È successo a Torre del Greco: una donna di 54 anni, direttrice delle Poste, Anna Iozzino, è stata freddata a colpi di pistola da un impiegato, un uomo di 53 anni, che non riusciva ad accettare il suo demansionamento dagli sportelli al settore raccomandate. Cristofaro Gaglione, questo il suo nome, è stato catturato dopo cinque ore di fuga e, nelle molte ore di interrogatorio davanti al pubblico ministero, si è lasciato andare ad uno sfogo, affermando che di essere stato vittima di continui soprusi da parte della donna, che non perdeva occasione per umiliarlo.

Un “atto di giustizia”, l’ha definito Gaglione. Un atto che non può essere giustificato in nessun modo, nemmeno con il mobbing. Il mobbing si rivela, così, essere un problema ancora molto sottovalutato, dalle conseguenze spesso disastrose, nonostante in diverse città italiane sia nati degli sportelli appositi di denuncia. Bisogna però provare quello che si subisce per poter ottenere giustizia, non una giustizia “fai da te” come quella di Cristofaro Garaglione, che fa passare da vittima a colpevole chi la realizza, ma la giustizia quella vera, che vede chi subisce soprusi risarcito dei danni psicologici subiti.

Provare l’intento persecutorio del demansionamento può essere la via di salvezza per uscire dal tunnel delle angherie e pressioni subite. Se solo Garaglione non avesse impugnato la pistola ma un videoregistratore digitale micro per registrare le umiliazioni di cui era vittima, forse si sarebbe evitato tutto questo e giustizia sarebbe stata fatta realmente.

Endoacustica Europe

Stalking: le donne inglesi hanno paura di denunciare e di non essere credute.

luglio 31, 2012 Stalking Nessun Commento

Secondo una recente ricerca, finanziata dalla Northern Rock Foundation e condotta dalla Durham University su un campione di 577 donne inglesi, la polizia e le forze dell’ordine non godono della piena fiducia in caso di denunce per violenze, domestiche e non, e stalking.

Secondo le donne intervistate questi, che sarebbero crimini molto seri per il 97% di loro, non sarebbero presi in seria considerazione dalla polizia. Di qui, la loro riluttanza a denunciare eventi del genere, anche per altri due principali motivi: la paura di combattere contro qualcuno che si conosce, spesso un parente, e la paura di non essere credute e che il proprio caso sia sottovalutato. Solo il 49% del campione ha affermato che denuncerebbe la violenza domestica e solo poco più della metà (53%) denuncerebbe in genere atti persecutori.

“Sappiamo che la polizia ha aggiunto nuove risorse e sta facendo grandi sforzi per migliorare sia la parte investigativa che l’assistenza alla vittima. Nonostante ciò, questa ricerca mostra che le donne sono ancora riluttanti a fare il primo passo e denunciare questi crimini alla polizia”, ha affermato uno dei ricercatori, il dottor Nicole Westmarland.

Paura di non essere protette abbastanza o nel modo giusto e paura di non essere credute, soprattutto. Ecco perché sempre più donne, vittime di continui abusi e stalking, si affidano a nuovi strumenti tecnologici che permettono di fornire prove certe della loro condizione di perseguitate, trovando così la forza di denunciare e di venirne fuori.

È il caso di Carol, una delle donne intervistate per la ricerca che, vittima da anni di stalking, ha deciso che così la sua vita non poteva più andare avanti e, per raccogliere prove contro il suo carnefice, ha deciso di munirsi di un mini videoregistratore, grazie al quale ha potuto filmare gli “incontri spiacevoli” e le minacce verbali del suo ex marito, che si stavano trasformando in vere e proprie aggressioni fisiche.

Carol alla fine è riuscita a dimostrare e denunciare, molte loro donne si nascondono dietro la loro stessa ombra, con la paura di parlarne con qualcuno, sia esso anche un parente o un amico. Questo in Inghilterra. Chissà se questa è una buona approssimazione di quello che succede anche in Italia, dove sono sempre più le donne perseguitate e soffocate da uno stalking che, come dimostrano le notizia di cronaca, spesso si trasformano in omicidi

Endoacustica Europe

Volkswagen vittima di spionaggio industriale da parte di partner cinesi.

La notizia è trapelata attraverso il giornale tedesco Handelsblatt: l’azienda cinese FAW, legata alla Volkswagen tramite una joint venture, avrebbe rubato dei modelli di motori da riproporre su un’auto da vendere non solo in Cina, ma anche in Russia, andando a competere con gli stessi partner tedeschi.

“È davvero una catastrofe”, ha affermato un manager della VW. Soprattutto se si considera che la Cina è il più grande mercato delle esportazioni dell’azienda tedesca. Solo l’anno scorso la casa tedesca ha venduto lì circa 2,26 milioni di automobili. Sempre secondo il portavoce della Volkswagen, il paese asiatico non sarebbe nuovo a questo tipo di furto di segreti industriali: essa, infatti, non permette ai produttori di auto stranieri di andare a produrre lì, a meno che non si instauri una collaborazione in joint ventures con le aziende cinesi, che devono comunque avere la maggioranza.

Chi ha intenzione di andare a vendere le proprie auto in Cina, pensando di trovare davanti a sé un enorme mercato (come effettivamente è), deve comunque tenere in conto che può essere soggetto a furto di brevetti e spionaggio industriale che rasenta il filo dell’infedeltà aziendale, considerati i rapporti di partnership con le aziende del paese che bisogna necessariamente avere.

I tedeschi, dal canto loro hanno affermato che stanno analizzando più da vicino il problema, considerando anche gli stretti rapporti di fiducia che hanno legato la Volkswagen e la Faw in passato, e lo stanno facendo in maniera relativamente “mite”, consapevoli che il problema è abbastanza diffuso.

Ciò non toglie, tuttavia, che la rivelazione di segreti industriali di questo tipo costituisce un’enorme perdita economica per chi la subisce e, perciò, richiede delle contromisure per spiare i potenziali partner infedeli e prevenire, così, la diffusione di informazioni riservate. Un po’ come ha fatto una grande azienda alimentare spagnola, che ha potuto scoprire i “traditori”, grazie a microspie nascoste in cartone, in quelli che apparentemente sembrerebbero normali imballaggi, ma che in realtà hanno portato alla luce del sole un complotto che stava conducendo l’azienda alla deriva, favorendo i concorrenti.

E la Volkswagen, come penserà di agire? La vendita di milioni di auto dello scorso anno sul mercato cinese può giustificare un comportamento così sleale da parte della FAW?

Endoacustica Europe

Bullismo e atti violenti nei giovani: tra differenze, cause e soluzioni.

luglio 27, 2012 Bullismo Nessun Commento

Quando si parla di bullismo non si ha mai una precisa definizione di cosa questo sia. Il suo significato, infatti, cambia da paese a paese: mentre in Inghilterra, per esempio, il termine indica un atteggiamento aggressivo da parte di una persona, o di un gruppo di persone, nei confronti dei pari, con i quali vi è una profonda asimmetria di potere, dovuta per esempio a condizioni sociali, razziali o sessuali diverse, in Svezia la parola bullismo si identifica con mobbing, cosa che in Italia, ed il altri paesi, ormai viene rapportato esclusivamente alla sfera lavorativa.

In Italia quando si parla di bullismo ci si riferisce, quasi esclusivamente, a comportamenti molesti da parte di giovani, soprattutto adolescenti, verso ragazzi della loro età o anche più giovani. Atteggiamenti aggressivi che vanno dagli insulti verbali a vere e proprie aggressioni fisiche. E, seppure sia un fenomeno di cui non si parli molto, nonostante in molte scuole si stia cercando un maggiore dialogo sul tema e una educazione al rispetto altrui, ciò non toglie che vi siano casi anche gravi, che sfuggono al controllo di chi dovrebbe vigilare sui ragazzi, dagli insegnanti, spesso anche loro stessi vittime, ai genitori, che tante volte non sanno che il loro figlio è vittima di bulli o bullo lui stesso.

Se gli insulti si possono tollerare, anche se in realtà la psicologia dimostra che non è così in quanto vanno ad incidere sulla personalità in formazione dell’adolescente, decisamente più inaccettabile è l’aggressione fisica, e non sono pochi i casi in cui si verifica. Basta leggere le notizia di cronaca. Solo qualche giorno fa è comparsa la notizia di un 14enne di Vicenza selvaggiamente picchiato e derubato dai suoi “compagni” di piscina, di qualche anno più grandi e, ancora, la notizia, persino più grave, di un ragazzo di Palermo, che è stato accoltellato da un gruppo di ventenni che volevano rubargli lo scooter, facendogli rischiare la vita.

Quando si leggono queste notizie, ci si chiede sempre dove siano i “grandi”, dove siano i genitori, non tanto della vittima, che lo è suo malgrado, ma dei carnefici. Cosa porta un ragazzo, o una ragazza (il bullismo si declina anche al femminile), a scaricare la sua rabbia sui più deboli? Da cosa deriva la sua rabbia? Gli psicologi attribuiscono certi comportamenti a componenti sociali e soprattutto familiari. E, se da un lato, ci sono genitori che riconoscono il problema e tentano di indagare e risolverlo, come una mamma milanese che ha regalato a suo figlio, sospetto bullo, un cellulare con software spia per poterlo controllare e capire il perché di certi atteggiamenti, visto lo scarso dialogo, dall’altro c’è chi lascia questi ragazzi al loro destino, pensando che l’aggressività sia quasi un fatto genetico difficile da modificare.

Endoacustica Europe

Dequalificazione non è prova di mobbing se non si dimostra l’intento persecutorio.

luglio 26, 2012 Mobbing Nessun Commento
mobbing

Mobbing, una parola che non tutti conoscono, che racchiude situazioni dalle diverse sfumature ma che presentano risvolti psicologici per le vittime davvero simili. Insulti, umiliazioni e demansionamento sono solo alcuni degli aspetti del mobbing che spesso degenera in vere e proprie molestie aggressioni fisiche, oltre che verbali. Tutte azioni rivolte ad un lavoratore da parte di colleghi, molto spesso di grado superiore, in quanto in una posizione che permette loro di esercitare tali pressioni sulla vittima fino a portarla all’allontanamento dal lavoro.

Un problema, quello del mobbing, ancora poco trattato, ma che colpisce sempre più persone che si ritrovano “incastrate” in ricatti morali del tipo “in questo periodo di crisi non puoi permetterti di lasciare il lavoro, anche se subisci angherie”.

C’è chi, però, a questi soprusi sul lavoro si è ribellato, provando il danno subito e chiedendo un trattamento più giusto, oltre che un adeguato risarcimento. È il caso di Francesco, un impiegato 40enne di un’azienda tessile che si è visto trasferire dall’ufficio marketing al call center dell’azienda, dopo aver subito aggressioni verbali, minacce e, in alcune circostanze, aggressioni fisiche da parte del suo superiore.

“Ho sempre fatto il mio lavoro con passione e dedizione. Ho sempre pensato che la collaborazione sia la chiave per il successo di un’azienda. Non avrei mai immaginato di potermi trovare in una situazione del genere”. Invidia per il successo altrui, è questa l’unica spiegazione che Francesco si dà. L’unica causa che può aver portato il suo superiore a volerlo vedere cadere sempre più in basso, umiliato e demansionato. Dopo il grande successo di una campagna pubblicitaria progettata dallo stesso Francesco, infatti, il suo capo ha iniziato ad affidargli compiti sempre più banali e di scarsa rilevanza rispetto alla sua professionalità e qualifica. Ma Francesco, se all’inizio è riuscito a celare il suo malcontento, all’ennesima richiesta fuori luogo ha risposto apertamente rifiutandosi di portare a termine il compito affidatogli perché al di fuori delle sue mansioni.

Dopo il rifiuto è iniziata una serie di accese discussioni, nelle quali oltre ad essere insultato, sarebbe anche stato strattonato dal capo, che avrebbe poi adottato questo atteggiamento ad oltranza. Grazie all’utilizzo di mini registratori digitali, Francesco è riuscito a registrare tutto ciò che stava accadendo e a denunciare i soprusi subiti, dimostrando come anche la dequalificazione rientrasse nell’intento persecutorio posto in essere dal suo capo. Cosa non irrilevante, se si considera che la Sentenza della Corte di Cassazione n. 12770 del 23/7/2012 ha stabilito che, per costituire prova di mobbing, il demansionamento va dimostrato come atto compiuto con evidente intento persecutorio. Un semplice trasferimento da una posizione più elevata ad una più bassa, quindi, non costituirebbe prova di mobbing di per sé.  Una sentenza già in pasto alle polemiche.

Endoacustica Europe

Passavano ai concorrenti segreti aziendali, dipendenti infedeli scoperti con microregistratori digitali.

dipendenti infedeli

In tempi di crisi si sa, si cerca di fare di necessità virtù, anche andando contro principi morali e, sempre più spesso, anche contro la legge. Si è riscontrato un sensibile aumento dei casi di infedeltà aziendale, non solo di piccoli furti e truffe a danno dei propri datori di lavoro, ma anche di rivelazione di segreti commerciali importanti ad aziende concorrenti.

È il caso di un imprenditore che stava vedendo pian piano fallire la propria azienda. I propri potenziali clienti, poco prima che firmassero i contratti, si tiravano indietro, rivolgendosi poi ad aziende concorrenti. Non si riusciva a spiegare come ciò fosse possibile, come facessero i competitors ad accaparrarsi la fiducia, ed i soldi, di quelli che dovevano essere i suoi clienti.

La risposta a questo mistero non si è fatta attendere: l’imprenditore ha deciso di nascondere in diversi punti strategici dei microregistratori ed ha sorpreso, in questo modo, due dipendenti infedeli, che passavano le informazioni sui clienti, che avrebbero dovuto essere riservate, ad una azienda concorrente, che ricambiava “il favore” con elevate provvigioni.

Un problema, quello dell’infedeltà aziendale, che rischia di mettere in ginocchio anche le realtà più solide, minandone le fondamenta dall’interno. Non è un caso, infatti, che sono sempre più le aziende che falliscono per uno scarso attaccamento dei propri dipendenti alle stesse e a causa di un “tradimento” da parte del personale interno.

L’azienda di cui si è portato l’esempio è stata, tuttavia, abbastanza fortunata nel trovare anche dipendenti non corruttibili. I due infedeli, infatti, avrebbero anche proposto, stando alle registrazioni, a diversi loro colleghi di entrare nel loro “giro” e di tacere sull’accaduto. Ma, evidentemente, non sono stati in grado di scalfire la loro integrità morale e il loro rispetto verso l’azienda.

Minare il rapporto di fiducia imprenditore-dipendente è un po’ come far venir meno la fiducia tra due coniugi: è un qualcosa di indelebile che porta a prendere provvedimenti atti a prevenire ulteriori e futuri tradimenti da parte del personale. Per questo l’imprenditore di cui si è parlato in questo articolo ha deciso di tutelare i segreti della propria azienda rafforzando un sistema interno di sorveglianza, utilizzando tecnologie all’avanguardia come i mini registratori che, sempre più piccoli e discreti, gli hanno permesso di venire a capo del tradimento che avrebbe portato la sua azienda in fallimento. Problema risolto? Non si può mai dire. Certo è che l’azienda è attualmente in ripresa.

 

Endoacustica Europe

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spyphone Uno spy phone, o cellulare spia, è un normale cellulare su cui viene installato un software spia capace di intercettare qualsiasi azione intrapresa sul cellulare stesso (chiamate, SMS, foto ecc.). Il software spia per spyphone è funzionante sulla maggior parte degli smartphone con sistema operativo Android, iOS e Blackberry.

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Allarme anti-annegamento e antismarrimento è un sistema di protezione che combina un allarme anti-annegamento ed uno anti-smarrimento, ed è particolarmente efficace come sistema elettronico di sicurezza per proteggere i vostri bambini o animali domestici.

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Che la tecnologia abbia apportato alle nostre vite notevoli vantaggi è fuori discussione. Spesso però tendiamo a minimizzare i pericoli derivanti dall’utilizzo incauto degli strumenti tecnologici messi a nostra disposizione. Uno dei casi più emblematici in tal senso è quello che concerne lo stalking online, o cyberstalking, ovvero la molestia perpetrata a danno di individui che utilizzano la rete per comunicare tra loro. Anche qui la forma persecutoria assume le …

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È successo qualche giorno fa a Centocelle, alle porte di Roma. Un tizio insiste pigiando più volte sui tasti del citofono, gridando a squarciagola di volere del denaro. Quando si rende conto che la sua richiesta rimarrà ancora una volta inascoltata, strappa via con forza il citofono dal muro aiutandosi con un taglierino. La proprietaria del condominio preso di mira da mesi dallo stalker lo riconosce immediatamente e lo denuncia …

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