Bullismo contro disabile a scuola. “Nostra figlia seviziata”.

Bullismo contro disabile a scuola. “Nostra figlia seviziata”.

Aleggia già l’ombra del mobbing presso l’Istituto Alberti di Savona: alcuni insegnanti, infatti, tra cui Adriana Caviglia, avrebbero pronta una denuncia, a tal proposito, contro il dirigente della scuola.

In questi giorni, invece, la scuola sarebbe al centro di un altro dibattito: si parla di bullismo tra ragazzi che, secondo l’avvocato difensore della vittima, Cristiano Angelini, e secondo la famiglia della stessa, sarebbe sfociato in qualcosa di più grave, che va dagli insulti per la malattia a toccamenti, a furti di materiale scolastico e merende, a ferimenti con oggetti acuminati.

Una posizione difficile quella degli studenti accusati e soprattutto della scuola, dagli insegnanti al dirigente stesso, che avrebbero dovuto vigilare ma che, secondo quanto riportato dalla vittima, sarebbero stati abbastanza superficiali nell’etichettare gli avvenimenti come semplici bravate di ragazzi un po’ vivaci.

“L’istituto ha fatto quello che poteva. Abbiamo discusso il caso in consiglio di classe e adottato provvedimenti disciplinari nei confronti dei ragazzi che si sono resi colpevoli della non integrazione del diverso e anche la famiglia si era dichiarata soddisfatta di quanto fatto dalla scuola”, afferma la vice preside Tiziana Saino.

Tuttavia, i genitori della ragazza parlano di atti persecutori e hanno chiesto l’intervento della magistratura, affinché siano accertate tutte le responsabilità per i reati previsti, che l’avvocato Angelini configura in lesioni, minacce, abbandono di persone minori o incapaci e danneggiamento.

Una vicenda, insomma, ancora poco chiara e che richiede maggiori indagini. Una vicenda come tante altre, in cui molto spesso è difficile distinguere tra “bravata leggera” e vero e proprio bullismo, un comportamento persecutorio e continuativo nei confronti della vittima, di cui arriva a segnare profondamente la psiche, soprattutto se si tratta di una persona che ha già problemi di un certo tipo, come in questo caso.

I pareri e le versioni discordanti degli insegnanti, poi, rendono più difficile l’individuazione delle responsabilità. Più facile sarebbe stato se, ai primi segnali di tali atti, fossero state installate delle telecamere nascoste, che avrebbero fornito prove inconfutabili di certi avvenimenti. Gli insegnanti avrebbero ancora negato l’evidenza?

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