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Allarme stalking all’interno dei condomini

maggio 30, 2013 Stalking Nessun Commento
vicini

Liti condominiali per volumi troppo alti, pulizie, sacchetti di immondizia nel pianerottolo o gestione degli spazi comuni sono all’ordine del giorno in quasi tutti i condomini. Pare che negli ultimi tempi siamo numerosi i casi in cui la tensione tra vicini sfocia in veri e propri episodi di stalking.

L’allarme è stato lanciato dall’associazione degli amministratori di immobili, che ovviamente consiglia alle vittime di rivolgersi in primo luogo all’amministratore di condominio e successivamente alle forze dell’ordine, se gli episodi non cessano. Poco o nulla si potrà fare in assenza di prove concrete. Molte strutture condominiali utilizzano telecamere di sorveglianza non solo per salvaguardare la sicurezza dei propri immobili, ma anche per difendere l’incolumità degli inquilini che abitano all’interno degli stessi.

Solitamente lo stalker “della porta accanto” agisce con dispetti, fastidi, mettendo pressione, ansia, paura, ma anche con minacce e vessazioni. Telefonate ad ogni ora del giorno e della notte, rumori molesti e volumi eccessivi, appostamenti, ingiurie e danneggiamenti a porte, cassette della posta e panni stesi e a qualsiasi tipo di oggetto alla portata.

Non atteggiamenti episodici, ma una serie di atti ripetuti nel tempo che hanno un chiaro intento persecutorio. Le ragioni di tale accanimento sono di solito piccole vendette personali dinanzi ad un torto presunto o reale. Il più delle volte può avere origine da cause molto banali. Al primo posto, secondo una recente ricerca sulle motivazioni delle liti condominiali, ci sarebbero le «immissioni», ovvero i rumori molesti e cattivi odori provenienti da altri appartamenti.

Nel caso in cui la denuncia venga esposta e i fatti possano essere comprovati attraverso filmati e registrazioni, il giudice diffiderà lo stalker dal persistere nei suoi comportamenti illeciti e potrà anche decretare l’allontanamento dello stesso dal condominio o, se è un esterno, imporgli di non avvicinarsi all’immobile entro una certa distanza.

Due persone in pochi giorni sfigurate con l’acido dagli ex

maggio 3, 2013 Stalking Nessun Commento
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Le storie d’amore finite male possono divenire davvero pericolose e spesso sono fonte di atti di stalking e persecuzioni che sfociano in vere e proprie violenze.

Ne sono esempio due tragedie avvenute di recente. La prima riguarda un’avvocatessa di 35 anni, Lucia Annibali, aggredita nei pressi della sua casa, a Pesaro, da un uomo con il volto coperto che le ha gettato sul viso dell’acido. La donna ha aperto il portone di casa e vi ha trovato dentro l’aggressore. Prima di essere trasportata in ospedale, in gravissime condizioni, avrebbe fatto in tempo a sussurrare il nome del colpevole. Il mandante sarebbe proprio il suo ex fidanzato, il collega, Luca Varani, 35 anni, di Pesaro, prontamente fermato per concorso in lesioni volontarie gravissime. L’uomo avrebbe mandato un uomo incappucciato a gettare dell’acido in faccia alla Annibali, con la quale aveva avuto una relazione sentimentale, poi troncata. La vendetta sarebbe stata meditata dal ragazzo non rassegnato dalla fine del rapporto e vedrebbe l’impiego di due albanesi, fermati anch’essi. La ragazza versa in condizioni molto gravi.

C’è da dire che le azioni di stalking non avvengono solamente ai danni delle donne. Una vicenda molto simile è accaduta infatti ad un 32enne di Roma, colpito al volto e al torace da acido muriatico. L’episodio è accaduto in una zona affollata, davanti alla fermata della linea del trenino Roma-Lido.
Ad aggredirlo sarebbe stato un uomo, ingaggiato da una donna delusa, più volte denunciata per atti persecutori. Anche in questo caso si tratta di una ex compagna a cui la fine della storia non era andata giù. Al momento dell’aggressione, l’uomo era in compagnia di una collega di lavoro, ferita lievemente ad un braccio dagli schizzi della sostanza chimica.

Purtroppo storie del genere presuppongono nella maggior parte dei casi azioni o comportamenti minacciosi passati. Denunciare è fondamentale, ma senza prove è davvero difficile intervenire. L’utilizzo di strumenti tecnologici come microregistratori o microspie si è rivelato spesso fondamentale per raccogliere prove che prevengano episodi ancora più gravi come quelli descritti in precedenza. Video, audio ed immagini non possono essere messe facilmente in dubbio e quindi rendono più agevole l’opera delle forze dell’ordine, ma soprattutto la propria vita.

Denunciato per aver tagliato i capelli ad alcune donne nel bus

marzo 15, 2013 Stalking Nessun Commento
taglia capelli-2

La prudenza non è mai abbastanza. Luoghi pubblici, bar, strade sono spesso teatri di scene di aggressione e violenza da parte di perfetti sconosciuti.

A Bologna qualche giorno fa è stato fermato un 40enne barese con l’accusa di aver tagliato i capelli a numerose donne. Come è chiaro capire, l’uomo non è un parrucchiere, anzi per esser più precisi è impiegato nel settore metalmeccanico. E come si spiega allora la vicenda? Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo aveva una vera e propria mania, quella di tagliare i capelli a giovani donne. Un desiderio irrefrenabile che gli ha portato guai con la giustizia.

L’uomo ha insospettito i poliziotti perché è stato visto salire e scendere numerose volte dagli autobus, perquisito, è stato trovato in possesso di tre paia di forbici da parrucchiere e due ciocche di capelli femminili gelosamente custodite nella tasca interna del giubbotto. Portato in Questura, il maniaco ha ammesso di averle tagliate a giovani donne a bordo dei mezzi pubblici. Non è escluso che il feticista, che vive e lavora nel barese, si sia recato fino a Bologna in occasione della fiera della cosmesi e della bellezza, certo di trovare molte “vittime” alle quali tagliare i capelli. Tra le denunce c’è stata infatti una da parte di una visitatrice del Cosmoprof che si è rivolta al posto di polizia della fiera, per denunciare che qualcuno le aveva tagliato una ciocca di capelli. L’uomo è stato denunciato per violenza privata e porto illegale di forbici.

Un episodio quasi ridicolo, che può anche strappare un sorriso. Non si può dire la stessa cosa per le numerose violenze consumate per le strade ad opera di perfetti sconosciuti. Numerosissime donne, ma anche uomini, hanno pensato alla propria sicurezza e portano sempre con sé degli spray anti aggressione. Uno dei più affidabili è X spray, il prodotto anti aggressione di Endoacustica che consente di bloccare momentaneamente la visuale dell’aggressore grazie alla sua consistenza schiumosa di colore blu. Ovviamente Endoacustica ha pensato anche all’eventualità in cui l’aggressore si dia alla fuga. In questo caso, una volta rimossa la schiuma dal viso, il colore blu rimarrà sulla pelle per circa tre giorni e questo faciliterà l’identificazione del soggetto. X spray non è nocivo e costituisce un semplice accorgimento che potrebbe rivelarsi importantissimo.

Dieci anni di stalking da parte dell’ex amante

febbraio 14, 2013 Stalking Nessun Commento
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Sono finiti in tribunale una modenese di 49 anni, single e con un figlio, un distinto dirigente bancario, ora in pensione e sua moglie, al corrente della relazione clandestina intercorsa tra i due.
Episodi di stalking durati ben dieci anni, dal 2002 al 2012 e scaturiti da una relazione di natura esclusivamente sessuale. Dapprima sono arrivate continue e persistenti richieste economiche da parte della donna, poi le sceneggiate pubbliche per imbarazzare il banchiere. Il ricatto, quello di rivelare tutto alla moglie. Dal 2009 episodi ancora più aberranti: centinaia di sms, bigliettini lasciati nella cassetta postale o attaccati alla porta di casa, telefonate al numero fisso, messaggi attraverso terze persone.

Per disperazione l’uomo ha cambiato casa, ma non ha risolto il problema. La modenese è tornata all’attacco rubandogli la posta, intestandogli contratti di ogni sorta, rendendo palese la questione anche alla moglie. Ed ha addirittura prenotato sotto falso nome una camera nello stesso albergo dove la coppia passava le vacanze estive, pretendendo anche il pagamento del suo soggiorno.

L’uomo ha dapprima presentato una denuncia per ricatto a cui ha fatto seguito una controdenuncia della donna archiviata perché ritenuta insussistente. Il prefetto, su richiesta della vittima, ha obbligato la stalker a non avvicinarsi al dirigente bancario. Ma senza successo. L’anno scorso un’altra denuncia con nuovi particolari.
L’uomo parla di una donna che si sente tradita dall’abbandono, che pretende ciò che le era stato promesso e chiede continuamente denaro. Una donna che persino i familiari tengono a distanza e che vive di espedienti dietro una facciata rispettabile.
La persecuzione è terminata pochi mesi fa, quando lei gli ha fatto sapere di avere problemi di salute. Non è stata di certo la legge finora a fermarla come sempre ancorata alla mancanza di prove che attestino la sussistenza dello stalking. Casi simili hanno avuto anche epiloghi peggiori, altri hanno fatto ricorso a microspie e microcamere, collezionando valide prove per inchiodare i colpevoli.

Stalking da condominio, scatta l’allontanamento da casa

dicembre 28, 2012 Stalking Nessun Commento
condominio-300x225

Litigi e contrasti tra inquilini sono davvero molto frequenti. Volume della tv troppo alto, rumori ad ogni ora del giorno e della notte, dispetti, minacce.

Come da copione sono cominciati i disguidi in un condominio nella periferia di Milano: urla in casa e nella scalinata comune, rumori molesti, apparecchi ad alto volume. Protagonisti delle scenate una 40enne ed il suo ex convivente. La famiglia dirimpettaia ha chiesto più volte un po’di quiete e tranquillità, ma in tutta risposta ha ricevuto offese ed insulti. Ma non è tutto. Durante un’assemblea condominiale è stata esposta la vicenda ed il vicino è stato preso per il collo e bloccato contro il muro mentre gli veniva urlato a gran voce «voi del quinto piano siete morti, se vi incontro sulle scale vi ammazzo, ho la pistola io». A questo episodio che sa di film americano, hanno fatto seguito urla a squarciagola, bigliettini appesi alla bacheca condominiale con croci disegnate accanto al nome dei vicini, scritte minacciose e addirittura sms intimidatori sul cellulare.

Insomma la questione si è ben presto tramutata da semplice fastidio a vera e propria paura per la propria incolumità e per quella dei propri cari, finendo dallo psicologo che gli ha prescritto un farmaco per gli stati di ansia e gli attacchi di panico.A questo punto l’avvocato di famiglia ha ben deciso di inquadrare la vicenda nel range dello stalking e il pm, facendo ricorso ad un’interpretazione estensiva della legge sui maltrattamenti in famiglia, ha disposto l’ordine di allontanamento da casa per la vicina rissosa.
Questa misura cautelare può essere estesa a numerosissimi casi. Ciò che spesso pone un ostacolo all’attuazione è la mancanza di prove che testimonino atti persecutori e minacce. In molti casi sono state utilizzare delle microspie dalle forze dell’ordine, ma anche da persone che vogliono contribuire ad inchiodare i colpevoli. Con queste piccole telecamere occultabili pressoché ovunque è possibile registrare video e audio, potendo così metter fine alle proprie sofferenze.

Quando l’alunno si trasforma in stalker

dicembre 3, 2012 Stalking Nessun Commento
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Una professoressa giovane, bella e simpatica sicuramente farà breccia nel cuore di molti alunni. Oltre ad incrementare la volontà di studio e di attenzione alle lezioni, correrà il rischio di far innamorare qualche giovanotto. E’ questo quello che è accaduto ad una aitante professoressa di Martano.

Un allievo ha perso la testa per lei e le ha riservato attenzioni non proprio del tutto innocue. Infatti ben presto il 28enne si è trasformato in un vero e proprio stalker ai danni della professoressa di inglese quasi coetanea. A furia di frequentare le lezioni private è cresciuta l’ammirazione per la dolce docente trasformandosi in una ossessione. Per manifestarle interesse, dunque, il giovane ha donato diversi regali per le feste, doni sempre accettati. Da qui si è passati all’invito ad uscire, ma il rifiuto della prof perché fidanzata non è stato gradito. Sono scattate azioni di convincimento alquanto morbose: appostamenti, pedinamenti, ovunque lei andasse trovava l’alunno. Arrivando addirittura a frequentare il maneggio dove era solita recarsi la donna. A questi episodi si sono aggiunte le minacce rivolte a lei e a suo fratello.

A questo punto la professoressa ha sporto denuncia e ha raccontato l’accaduto ai carabinieri. Stalking e ingiurie sono le accuse contestate dal pubblico ministero Stefania Mininni a conclusione delle indagini preliminari.
Dall’inizio della storia al momento della denuncia sono trascorsi ben 10 mesi. Generalmente si tende ad aspettare nella speranza che la situazione migliori, ma spesso ciò non avviene. Per difendersi da queste eccessive attenzioni che in molti casi diventano realmente pericolose, molte donne tengono in borsa uno spray irritante.
X spray, ad esempio, consente di bloccare momentaneamente la visuale dell’aggressione grazie alla sua consistenza schiumosa di colore blu. Ovviamente Endoacustica, l’azienda creatrice dello spray, ha pensato anche all’eventualità in cui l’aggressore si dia alla fuga. In questo caso, una volta rimossa la schiuma dal viso, il colore blu rimarrà sulla pelle per circa tre giorni e questo faciliterà l’identificazione del soggetto. X spray è un facile accorgimento che potrebbe rivelarsi importantissimo.

Violenza sugli uomini: dati allarmanti

novembre 28, 2012 Stalking Nessun Commento
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Si è soliti pensare alla violenza di genere intendendo l’eventualità in cui la vittima sia donna e l’autore del reato sia uomo. Questo tipo di informazione distorta è quella che viene veicolata solitamente dai media determinando un processo di sensibilizzazione unidirezionale e relegando ad una posizione del tutto marginale l’ipotesi secondo la quale la violenza è subita spesso anche dal genere maschile.
Gli episodi avvengono perlopiù all’interno delle mura domestiche e ciò spesso comporta, dato il legame spesso di natura intrafamiliare, il silenzio della vittima. Perciò qualsiasi tipo di analisi risulta limitata a causa del numero di persone incapaci di denunciare la propria condizione.

Una recente ricerca dell’Istat, che ha preso spunto da un’indagine svolta nel 2006 su un campione di sesso femminile, ha messo in luce come la violenza non conosca ordine e genere e venga attuata con eccessiva frequenza anche a danno degli uomini.
Una scena in cui una donna schiaffeggia un uomo, ad esempio, non suscita particolare sdegno o indignazione, anzi l’episodio viene spesso minimizzato e diviene perfino ridicolo, ironico. Dunque queste reazioni ci portano a pensare che la violenza attuata da parte delle donne non esista.
L’indagine a carattere ufficioso ha voluto proprio dimostrare come questa forma di maltrattamento esista e ha voluto anche far luce su un argomento sconosciuto, almeno in Italia, dalla letteratura scientifica. Qualche accenno è rinvenibile in riferimento a Stati Uniti, India, Canada e Regno Unito.
I questionari sono stati somministrati a soggetti di età compresa tra 18 e 70 anni per un totale di 1.058 individui di sesso maschile.

Il 63,1% del campione ha dichiarato di aver subito almeno un episodio di violenza fisica per mano di una donna nel corso della propria vita. Al primo posto vi è la minaccia di esercitare violenza e la modalità più comune risulta essere tipicamente femminile: graffi, morsi, capelli strappati. Tra le “altre forme di violenza” appaiono tentativi di folgorazione con la corrente elettrica, investimenti con l’auto, mani schiacciate nelle porte e nei cassetti, spinte dalle scale.
Per quanto riguarda la violenza sessuale, il 48,7% del campione ha dichiarato di aver subito almeno un episodio di tale violenza ad opera di una donna. La percentuale maggiore riguarda l’interruzione senza motivi comprensibili di un rapporto intimo avviato. Questi eventi hanno reso la vittima depressa, mortificata, umiliata portando spesso conseguenze a livello psicofisico come insonnia, senso di inferiorità, calo dell’autostima, inadeguatezza. In alcuni casi è stato necessario ricorrere a terapie ed analisi. Non meno rilevante si è rivelata la parte di uomini costretti ad avere rapporti sessuali anche in forme non gradite, incluso attività di gruppo e scambi di coppia. Alcune di queste pratiche hanno provocato anche segni visibili, cicatrici, ustioni.
Infine per quanto riguarda gli atti persecutori il 31,9% del campione ha ammesso di averne subito da parte di una donna. Dalle analisi che ne sono derivate risulta dunque che oltre il 12% degli uomini avrebbe subito almeno un atto persecutorio ad opera di una donna nel corso della vita.
Al termine di questo excursus sulla violenza di cui sono vittima gli uomini risulta opportuno dare qualche consiglio anche ai maschietti. La soluzione più ovvia può essere quella di denunciare, ma d’altro canto risulta spesso difficile dimostrare questo tipo di violenze specie se nell’ambito di una relazione. L’utilizzo di microspie e microregistratori si è rivelato in numerosi casi opportuno al fine di raccogliere prove contro il persecutore sia esso uomo o donna.
Come abbiamo visto, le modalità aggressive non trovano limiti nella prestanza fisica o nello sviluppo muscolare e quindi possono essere attuate anche da persone fisicamente fragili e gracili. Ebbene dunque prestare attenzione a questi episodi siano essi verbali o fisici.

Quando la suocera diventa stalker

novembre 7, 2012 Stalking 1 Commento
Close-up of a senior woman looking off to the left.

La relazione tra suocera e nuora, si sa, è spesso fatta di compromessi e disguidi che possono sfociare in vessazioni e tormenti che rendono ben poco tranquilla la vita familiare.

Nel Vicentino, una donna di 69 anni è indagata per stalking per aver reso praticamente impossibile la vita della nuora. A quanto è stato dichiarato agli inquirenti, la signora si lamentava continuamente della nuora. Il disordine in casa, le spese eccessive, il modo di vestirsi, l’orario di levata dal letto, le caratteristiche fisiche e comportamentali…sono tutti temi al centro delle lamentele della mamma del marito. A questo si sono aggiunte molestie vere e proprie: pedinamenti, controlli telefonici, incursioni improvvise. Ovviamente il tutto “per il bene” del pargolo ormai ultraquarantenne.

Una storia molto simile si è verificata qualche mese fa a Viterbo. In entrambi i casi si tratta di tormenti psicologici. Tutte e due le donne in questione sono state inseguite, messe sotto controllo telefonico. Nel caso della suocera vicentina, la donna aveva instaurato un vero e proprio rapporto di rivalità con la moglie del figlio, come se si stessero contendendo lo stesso uomo. Mentre la donna viterbese voleva fortemente ripristinare la relazione del figlio con la ex, ormai finita proprio a causa della sua invadenza.

Lettere, spyphone, pedinamenti e microspie sono tutti elementi riscontrati nel corso delle indagini. D’altronde i dati parlano chiaro: sono aumentate le denunce verso signore insoddisfatte della donna scelta dai propri figli. E quindi anche le giovani donne potrebbero “tutelarsi” magari utilizzando un cellulare non intercettabile o ricorrendo ad una bonifica ambientale che permette di rilevale e disattivare tutte le microspie nascoste.

Madri gelose, iperprotettive e uomini molto spesso “mammoni” e non in grado di prendere una posizione in merito alla diatriba madre-moglie. Egli stesso vittima e complice dello stalker. Spesso il problema è di natura culturale. La coppia per sopravvivere in quanto tale ha bisogno dei propri spazi vitali e quindi è fondamentale stabilire dei patti che permettano una serena relazione familiare e magari stabilire una soglia massima di invadenza della tanto cara mamma.

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