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Cyberstalking e sistemi tecnologici di prevenzione

settembre 15, 2016 Stalking Nessun Commento
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Che la tecnologia abbia apportato alle nostre vite notevoli vantaggi è fuori discussione. Spesso però tendiamo a minimizzare i pericoli derivanti dall’utilizzo incauto degli strumenti tecnologici messi a nostra disposizione. Uno dei casi più emblematici in tal senso è quello che concerne lo stalking online, o cyberstalking, ovvero la molestia perpetrata a danno di individui che utilizzano la rete per comunicare tra loro.

Anche qui la forma persecutoria assume le sembianze di false accuse, minacce, manipolazione, sfruttamento dei minori e via discorrendo, tutte condizioni che si delineano come reati gravi e che il più delle volte finiscono per far sprofondare la vittima e i suoi familiari nello sconforto più cupo. Terreno fertile di tali attività illecite on line sono senza ombra di dubbio i social network, ma anche la posta elettronica e le applicazioni usate per inviare messaggi diretti, come WhatsApp, Viber ecc. Come se non bastasse, le telecamere degli stessi smartphone sono lì pronte a riprendere luoghi e persone da piegare al ricatto in mille modi possibili.

Una verità oltremodo sottaciuta dei reati di cyberstalking è che spesso questi vengono commessi da persone conosciute, e non da estranei come verrebbe logico pensare. Ex-fidanzati, amici allontanati, coniugi traditi, non esiste praticamente limite alla varietà di cyberstalker “domestici” pronti a colpire sul web. La Legge n.38/2009 ha introdotto in Italia il reato di “stalking”, assoggettandolo altresì alle nuove tecnologie. Tuttavia, a conti fatti, la tutela degli utenti della rete si è dimostrata per ora insufficiente. Adottare interventi di contenimento dello staking online, attraverso strumenti tecnologici di monitoraggio preventivo, potrebbe configurarsi come una delle soluzioni possibili al problema. Inutile ribadire che tali operazioni debbano ottenere, prima di tutto, il consenso della persona da monitorare.

Uno degli strumenti più efficaci in tal senso è lo spyphone, o cellulare spia, un software capace di assicurare ai familiari delle vittime di cyberstalking un certo grado di tranquillità. Questo perché il programma installato sul cellulare della persona da monitorare è in grado di girare un listato delle chiamate inviate o ricevute, leggere gli SMS e le chat istantanee, conoscere la posizione della vittima, ascoltare i suoni ambientali, acquisire nuovi nominativi salvati in rubrica con tanto di foto ecc., così da salvaguardare la persona da possibili attacchi di stalking. Una volta per tutte.

Stalking citofonico. Un modo tutto nuovo di importunare

settembre 10, 2015 Stalking Nessun Commento
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È successo qualche giorno fa a Centocelle, alle porte di Roma. Un tizio insiste pigiando più volte sui tasti del citofono, gridando a squarciagola di volere del denaro. Quando si rende conto che la sua richiesta rimarrà ancora una volta inascoltata, strappa via con forza il citofono dal muro aiutandosi con un taglierino. La proprietaria del condominio preso di mira da mesi dallo stalker lo riconosce immediatamente e lo denuncia alla polizia.

Bizzaria a parte, questo insolito episodio di stalking “citofonico” rivela ancora una volta tutta la caparbietà di un molestatore seriale a danno della propria vittima indifesa. Insomma, i modi di molestare la gente sembrano non avere limiti. Che si tratti anche in questo caso di stalking, lo possiamo evincere dalla presenza di due componenti principali: la molestia e la persecuzione, basati sul meccanismo della ripetizione, intrusività e insistenza.

Certo non tutte le vicende avranno lo stesso lieto fine dell’episodio appena descritto. Ci saranno sempre situazioni con risvolti peggiori. È per questo che è necessario affrontare il problema da un punto di vista preventivo. La tecnologia, ad esempio, può venirci in aiuto con diversi dispositivi adatti allo scopo. Installare qualsiasi sistema di telecamere sarebbe potuto servire, molto probabilmente, a dissuadere lo stalker dal compiere l’azione persecutoria. E se tutto questo non bastasse? Beh, siamo convinti che il buon senso debba prevalere su tutto e che l’ultima parola è sempre bene lasciarla  a chi si occupa di difesa della persona e dell’ordine pubblico.

Stalking all’interno dell’azienda, scattano le manette

luglio 22, 2014 Stalking Nessun Commento

Per nove volte ha vuotato una bottiglia d’acqua sulla stampante della collega mandandola in tilt. La donna ha poi riferito anche di aver trovato delle croci segnate sulle fotografie dei figli. Per una serie di “dispetti” il cui movente è ancora poco chiaro, un uomo di 65 anni della provincia di Brindisi, dipendente della Provincia, è stato raggiunto da un’ordinanza cautelare con cui si dispone il divieto di avvicinamento alla vittima.

Il reato contestato è di stalking oltre che danneggiamento in danno dell’ente Provincia.

Dopo la querela contro persone non identificate formulata dalla lavoratrice, la Digos ha installato telecamere nascoste all’interno dell’ufficio: l’uomo è stato filmato per due volte mentre versava acqua sulla postazione informatica provocando corto circuito all’impianto elettrico. La donna non aveva saputo indicare il responsabile dei fatti, ma per lo stato d’ansia provocatole da quanto accaduto ha dovuto far ricorso a cure mediche.

Storie di ordinaria amministrazione in aziende pubbliche e private alla stessa maniera. Dispetti, sotterfugi, furti di oggetti ed informazioni. E le conseguenze possono essere ben più gravi di una stampante rotta. I danni arrivano a carico dei dipendenti se tra di loro hanno gelosie ed invidie, ma anche ai danni dell’azienda nel caso di furto di informazioni determinanti per il futuro aziendale.

Per questo è importante dotarsi di validi sistemi di sorveglianza che scongiurino il rischio di “dispetti” e furbizie all’interno delle imprese. Molto spesso è dove non si dubita neanche lontanamente del personale e degli esterni di passaggio che si consumano i misfatti peggiori.

Sei vittima dello stalking? Ecco cosa fare

dicembre 16, 2013 Stalking Nessun Commento

Il reato di stalking si configura quando qualcuno (spesso, un ex partner) compie una serie di atti (che possono essere minacce o molestie, ma anche atti apparentemente innocui, come l’invio continuo di indesiderati sms, fiori, o biglietti) tanto da compiere violenza psicologica nei confronti della vittima ingenerandole un comprensibile stato di ansia e paura oppure costringendola a cambiare abitudini personali (sostituire utenza telefonica, cambiare residenza, ecc.) o ancora ingenerandole un fondato timore per la propria incolumità personale. Dunque è un reato contro la libertà morale della persona.

Minacce, percosse, molestie, in qualsiasi modo venga perpetrato il reato, la chiave di volta delle situazioni di stalking, è costituita dalle prove. Solo se si è in possesso di prove attestanti la reale situazione si può intervenire, denunciare ed uscirne. Per questo in moltissimi casi di stalking vengono impiegate microspie, telecamere nascoste ed altri strumenti di controllo che permettono di inchiodare il colpevole. In questo campo, l’utilizzo di prodotti professionali e affidabili è fondamentale.

Dal momento che non tutte le situazioni di stalking sono uguali, non è possibile generalizzare facilmente circa le modalità comportamentali di difesa che devono essere adattate. Esistono tuttavia alcuni consigli utili.

Innanzitutto, è inutile negare il problema. Spesso, dal momento che si ha difficoltà nel considerarsi una “vittima”, si tende ad evitare di riconoscersi in pericolo, finendo per sottovalutare il rischio e facilitando così lo stalker.

Se la molestia consiste nella richiesta di iniziare o ristabilire una relazione indesiderata, è necessario essere fermi nel “dire di no” in maniera chiara ed inequivocabile. Altri sforzi per convincere il proprio insistente persecutore, comprese improvvisate interpretazioni psicologiche che lo reputano bisognoso di aiuto, saranno lette come reazioni ai suoi comportamenti e quindi rappresenteranno dei rinforzi, in quanto attenzioni. Anche la restituzione di un regalo non gradito, una telefonata di rabbia o una risposta negativa ad una lettera sono segnali di attenzione che rinforzano lo stalking.

Comportamenti molto efficaci per difendersi dal rischio di aggressioni sono quelli prudenti in cui si esce senza seguire abitudini prevedibili, in orari di punta ed in luoghi affollati, magari portando con sé uno spray di difesa, per aumentare la sensazione di sicurezza.

Se le molestie sono telefoniche, si consiglia di non cambiare numero. Anche in questo caso, le frustrazioni aumenterebbero la motivazione dello stalker. È meglio cercare di registrare le telefonate in maniera tale da avere del materiale come prova di tali comportamenti non lascia prendere dalla rabbia o dalla paura e raccogliere più dati possibili sui fastidi subiti.

È utile mantenere sempre a portata di mano un cellulare per chiamare in caso di emergenza. Se si pensa di essere in pericolo o seguiti, non correre a casa o da un amico, ma recarsi prontamente dalle forze dell’ordine. In ogni caso, una volta raccolte le prove, nel tempo più breve possibile, il consiglio resta sempre quello di denunciare.

Il team che rapisce le ragazzine adescandole su Facebook

ottobre 31, 2013 Stalking Nessun Commento

Una macchina organizzativa ben strutturata ha portato al rapimento di una tredicenne bresciana, portata fino a Lugano da un adulto conosciuto via Facebook e affetto da turbe sessuali. All’inquietante piano hanno preso parte più persone, un gruppo organizzatosi per agganciare giovanissime prede attraverso i social network.

L’episodio ha avuto inizio a settembre quando la ragazzina, che frequenta la scuola media a Isorella, a sud di Brescia, ha allacciato un’amicizia attraverso Facebook con il ventiseienne. Lui ha cercato di far invaghire la ragazzina regalandole uno smartphone e i due hanno avuto anche modo di incontrarsi.

Poi, è scattato il piano, una fuga d’amore: lui arriva a Isorella in macchina e poco prima che lei entri a scuola la fa salire e parte in direzione della Svizzera. L’assenza a scuola dell’alunna viene subito notata; la direzione didattica aveva già avvertito la famiglia delle frequenti assenze. Intanto l’auto della coppia ha raggiunto un ostello della gioventù a Figino, alle porte di Lugano. È mezzogiorno, non ci sono posti disponibili. Secondo una prima ricostruzione la ragazzina viene lasciata sola nella hall e a quel punto realizza di essere finita in un gioco pericoloso. Telefona a casa in lacrime e racconta: «Sono con un amico conosciuto su Facebook, non so nemmeno io dove, vicino a Lugano… ». Le indagini si incrociano, la polizia di Lugano va all’ostello, attende l’arrivo del ventiseienne, lo arresta e porta in salvo la vittima.

La storia a lieto fine non è stata il frutto di una mattina di pazzia, ma l’exploit di una persona con inclinazioni pedofile e di una 23enne, complice dell’uomo e coinvolta nel rapimento della tredicenne.  Si attendono gli interrogatori di altre persone. Ma ormai il caso è chiaro: il sequestro è stato opera di più persone e ha avuto un movente sessuale.  La Procura di Brescia, nel frattempo, ha acquisito il computer e lo smartphone della studentessa. Là dentro ci sono le tracce di altri contatti avuti nel corso di questo, per fortuna breve, incubo. E sono proprio gli strumenti più vicini ai teenager che vanno tenuti sotto controllo come già fanno numerosi genitori. Con dei piccolissimi dispositivi di conrtollo per pc e software invisibili per smartphone è possibile proteggere e tutelare i propri figli, agendo prima che la situazione sfugga di mano.

358 telefonate e 500 sms in un mese: l’amante diventa stalker

settembre 16, 2013 Stalking Nessun Commento

Dodici anni da amanti, tra incontri segreti e bugie. Poi la fiamma dell’amore si è spenta, almeno per lei, che ha deciso di troncare la relazione. Un duro colpo per lui, che non si è rassegnato dinanzi alla decisione. Ma riconquistarla si è rivelato impossibile. Così è scattata la presa di posizione: «O con me o con nessuno». La delusione si è già trasformata in ossessione: in un mese 539 sms e 358 telefonate.

Una storia di ordinario stalking se non fosse per centinaia di volantini e foto dei due amanti spediti a casa di lei ma chiaramente indirizzati al marito. L’amante deluso ha cercato anche di discolparsi del vile gesto denunciando ignoti per aver stampato i volantini che ritraevano momenti di clandestina intimità. Alla fine il pubblico ministero, esiti investigativi alla mano, condotti attraverso l’uso di strumenti altamente tecnologici, ha concluso che è stata tutta una macchinazione dell’uomo dal cuore spezzato.

I due amanti, di un comune della provincia di Bergamo, non sono proprio giovanissimi: lui, un 65enne, imprenditore edile caduto in disgrazia, 49 anni lei. La donna ha mentito per mesi a suo marito dicendo di aver trovato un lavoro. Al mattino si preparava, usciva di casa e raggiungeva l’amante, che pare l’aiutasse anche economicamente. 

Ma a gennaio ha deciso di chiudere il rapporto. Dopo numerosi tentativi di far cambiare idea alla donna, lui ha perso il controllo e ha cominciato a tormentarla. Lei non ha più sopportato la situazione, denunciandolo. Il pm ha affidato ad un esperto informatico l’installazione di un software di controllo sul cellulare della signora in modo da intercettare chiamate, sms e conoscere in ogni momento la sua posizione GPS al fine di tutelarla. Ciò che ne è uscito è stato amore, disperazione, molestie. La prassi dello stalking. A seguito di perquisizione nell’abitazione del 69enne, sono stati rinvenuti gli stessi volantini diretti al marito tradito. Lui si è giustificato con la denuncia contro ignoti presentata. Ma per il pm il quadro indiziario indica altro, cioè che l’uomo è uno stalker. Il giudice dopo aver ascoltato l’imprenditore, che ha ammesso la fine del rapporto, negando però di essere ossessionato dalla donna, ha imposto la misura cautelare di allontanamento.

La necessità di avere prove concrete spesso allunga i tempi necessari per arrestare situazioni di stalking. Il protrarsi del periodo di molestie potrebbe rivelarsi molto pericoloso. Per questo è necessario dotarsi privatamente, prima ancora che attraverso le forze dell’ordine, di strumenti atti al controllo e alla sorveglianza per la propria difesa personale e la tutela delle persone che ci circondano. Endoacustica Europe è l’azienda leader nel settore della sicurezza e della sorveglianza. La vasta gamma di prodotti offerti dall’azienda contribuisce ogni giorno ad ottenere prove schiaccianti per difendersi da stalking e molestie.

Allarme stalking all’interno dei condomini

maggio 30, 2013 Stalking Nessun Commento

Liti condominiali per volumi troppo alti, pulizie, sacchetti di immondizia nel pianerottolo o gestione degli spazi comuni sono all’ordine del giorno in quasi tutti i condomini. Pare che negli ultimi tempi siamo numerosi i casi in cui la tensione tra vicini sfocia in veri e propri episodi di stalking.

L’allarme è stato lanciato dall’associazione degli amministratori di immobili, che ovviamente consiglia alle vittime di rivolgersi in primo luogo all’amministratore di condominio e successivamente alle forze dell’ordine, se gli episodi non cessano. Poco o nulla si potrà fare in assenza di prove concrete. Molte strutture condominiali utilizzano telecamere di sorveglianza non solo per salvaguardare la sicurezza dei propri immobili, ma anche per difendere l’incolumità degli inquilini che abitano all’interno degli stessi.

Solitamente lo stalker “della porta accanto” agisce con dispetti, fastidi, mettendo pressione, ansia, paura, ma anche con minacce e vessazioni. Telefonate ad ogni ora del giorno e della notte, rumori molesti e volumi eccessivi, appostamenti, ingiurie e danneggiamenti a porte, cassette della posta e panni stesi e a qualsiasi tipo di oggetto alla portata.

Non atteggiamenti episodici, ma una serie di atti ripetuti nel tempo che hanno un chiaro intento persecutorio. Le ragioni di tale accanimento sono di solito piccole vendette personali dinanzi ad un torto presunto o reale. Il più delle volte può avere origine da cause molto banali. Al primo posto, secondo una recente ricerca sulle motivazioni delle liti condominiali, ci sarebbero le «immissioni», ovvero i rumori molesti e cattivi odori provenienti da altri appartamenti.

Nel caso in cui la denuncia venga esposta e i fatti possano essere comprovati attraverso filmati e registrazioni, il giudice diffiderà lo stalker dal persistere nei suoi comportamenti illeciti e potrà anche decretare l’allontanamento dello stesso dal condominio o, se è un esterno, imporgli di non avvicinarsi all’immobile entro una certa distanza.

Due persone in pochi giorni sfigurate con l’acido dagli ex

maggio 3, 2013 Stalking Nessun Commento

Le storie d’amore finite male possono divenire davvero pericolose e spesso sono fonte di atti di stalking e persecuzioni che sfociano in vere e proprie violenze.

Ne sono esempio due tragedie avvenute di recente. La prima riguarda un’avvocatessa di 35 anni, Lucia Annibali, aggredita nei pressi della sua casa, a Pesaro, da un uomo con il volto coperto che le ha gettato sul viso dell’acido. La donna ha aperto il portone di casa e vi ha trovato dentro l’aggressore. Prima di essere trasportata in ospedale, in gravissime condizioni, avrebbe fatto in tempo a sussurrare il nome del colpevole. Il mandante sarebbe proprio il suo ex fidanzato, il collega, Luca Varani, 35 anni, di Pesaro, prontamente fermato per concorso in lesioni volontarie gravissime. L’uomo avrebbe mandato un uomo incappucciato a gettare dell’acido in faccia alla Annibali, con la quale aveva avuto una relazione sentimentale, poi troncata. La vendetta sarebbe stata meditata dal ragazzo non rassegnato dalla fine del rapporto e vedrebbe l’impiego di due albanesi, fermati anch’essi. La ragazza versa in condizioni molto gravi.

C’è da dire che le azioni di stalking non avvengono solamente ai danni delle donne. Una vicenda molto simile è accaduta infatti ad un 32enne di Roma, colpito al volto e al torace da acido muriatico. L’episodio è accaduto in una zona affollata, davanti alla fermata della linea del trenino Roma-Lido.
Ad aggredirlo sarebbe stato un uomo, ingaggiato da una donna delusa, più volte denunciata per atti persecutori. Anche in questo caso si tratta di una ex compagna a cui la fine della storia non era andata giù. Al momento dell’aggressione, l’uomo era in compagnia di una collega di lavoro, ferita lievemente ad un braccio dagli schizzi della sostanza chimica.

Purtroppo storie del genere presuppongono nella maggior parte dei casi azioni o comportamenti minacciosi passati. Denunciare è fondamentale, ma senza prove è davvero difficile intervenire. L’utilizzo di strumenti tecnologici come microregistratori o microspie si è rivelato spesso fondamentale per raccogliere prove che prevengano episodi ancora più gravi come quelli descritti in precedenza. Video, audio ed immagini non possono essere messe facilmente in dubbio e quindi rendono più agevole l’opera delle forze dell’ordine, ma soprattutto la propria vita.

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Dodici anni da amanti, tra incontri segreti e bugie. Poi la fiamma dell’amore si è spenta, almeno per lei, che ha deciso di troncare la relazione. Un duro colpo per lui, che non si è rassegnato dinanzi alla decisione. Ma riconquistarla si è rivelato impossibile. Così è scattata la presa di posizione: «O con me o con nessuno». La delusione si è già trasformata in ossessione: in un mese 539 …

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