Bullismo a scuola: Consigli per risolverlo – Parte I

Bullismo a scuola: Consigli per risolverlo – Parte I

L’anno scolastico si avvia lentamente verso la fine, ma dopo le vacanze estive, arriverà il tempo del ritorno in classe, un momento eccitante per i ragazzi che possono incontrare di nuovo gli amici che non hanno visto per due mesi. L’altra faccia della medaglia però, è il dover rivedere bulli e molestatori che gli rendono la vita difficile o impossibile in classe.

Inoltre, il ritorno può causare ansia nei genitori che ricevono regolarmente chiamate dal preside o dagli insegnanti, perché il loro figlio è coinvolto in episodi di bullismo, ma come parte attiva. Cosa possono fare i genitori di entrambe le parti per far sì che i loro ragazzi si concentrino soltanto sullo studio e sul divertimento, invece che sulla violenza o la paura?

Se vostro figlio è vittima di bulli in classe, di seguito trovate alcune idee:

Parlate con lui
Fategli capire che non potete aiutarlo se non siete a conoscenza dei dettagli relativi alle situazioni che lo preoccupano. Ascoltate i suoi racconti e le sue sensazioni, restando calmi e senza esprimere giudizi affrettati. Cercate di collaborare con lui per trovare una soluzione che lo faccia sentire a suo agio.

Raccogliete informazioni
Cercate di essere informati e di raccogliere quanta più documentazione possibile riguardo agli eventi descritti da vostro figlio; Chi era presente (adulti e ragazzi), cosa è successo di preciso, quando e dove è avvenuto l’incidente in questione.
Assicuratevi che vostro figlio sappia la differenza tra fare la spia (riferire ad altri con l’intenzione di creare problemi alle persone coinvolte) e raccontare (riferire per chiedere aiuto). Ditegli che siete orgogliosi di come lui sia in grado di raccontare e rivivere insieme a voi momenti particolarmente difficili per lui.

Non dategli suggerimenti sbagliati
Non dite a vostro figlio di ignorare il bullo che lo molesta, e non provate ad insegnargli a difendersi o lottare. Incoraggiarlo a minimizzare le proprie reazioni può ridurre la frequenza degli attacchi, ma ignorare un problema raramente serve a risolverlo in maniera definitiva, mentre combattere renderebbe la situazione ben peggiore.

Non pensate che sia normale
Non commettete l’errore di pensare che il bullismo sia una normale parte del processo di crescita e interazione tra ragazzi. L’abuso, di qualsiasi tipo, non può mai essere considerato una cosa normale.

Informate gli insegnanti
Coinvolgete professori e preside della scuola, ma senza affidarvi completamente a loro come unica possibile soluzione. Riferire l’accaduto agli insegnanti non significa che il problema sia automaticamente risolto, in quanto molti professori e dirigenti scolastici non sono in grado di gestire i problemi relativi agli atti di bullismo. Tutte le parti coinvolte (molestato, molestatore, genitori, insegnanti ed amministratori scolastici) devono essere coinvolti per trovare una soluzione equilibrata.

Informatevi
Chiedete a scuola in quale modo vengono trattati i casi di bullismo, le sue varie definizioni (aggressioni fisiche, verbali, sessuali, o molestie online), e le conseguenze di ognuna di tali categorie.
Dovrebbe esserci anche una differenza tra comportamenti inappropriati e bullismo vero e proprio. I primi possono verificarsi, in varie occasioni, in tutti i ragazzi, senza però essere segno di un problema cronico. Il bullismo invece è un comportamento cronico e costante, che ha come intenzione finale quella di fare del male o intimidire la vittima.
Tali definizioni dovrebbero anche identificare le zone a rischio all’interno del complesso scolastico (cortile, palestra, bagni) ed un piano d’azione per prevenire o stroncare eventuali atti impropri.

Responsabilizzate vostro figlio
Più vostro figlio è giovane, più benefici potrà avere dallo svolgere un ruolo in una sorta di copione di come comportarsi in certe situazioni. Insegnarrgli a reagire in maniera ferma, o a fare finta di niente, o rispondere con ironia, possono rivelarsi soluzioni vincenti. L’importante è che impari a farlo mostrando poche emozioni e con fiducia in se stesso. Poterbbe essere necessario un po’ di tempo prima che tale tattica dia i suoi frutti, quindi permettetegli di muoversi alla velocità che più gli è congeniale.

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