Allarme diffusione in rete di foto dei teenager. Finiscono in siti pedo-pornografici

Allarme diffusione in rete di foto dei teenager. Finiscono in siti pedo-pornografici

Abbiamo più volte sottolineato quanto possa essere importante il controllo dei genitori sul pc utilizzato dai propri figli e le notizie di ogni giorno ce ne danno ampia conferma. Tutto inizia per gioco: una foto di se stessi maliziosa mandata ad una persona della quale ci si fida, che si conosce bene o per la quale magari si è persa la testa. Da lì quell’autoscatto intraprende un percorso che il teenager non riesce neppure ad immaginare, e non di rado rischia di giungere a destinazioni virtuali pericolose che abusano dei minori. I giovani utenti non hanno sufficiente consapevolezza della rete e dei suoi rischi. I dati del mondo pedo-pornografico virtuale sono allarmanti. Ecco perché fare sexting può essere molto pericoloso.

Di solito i messaggi seguono questo iter: la ragazzina li invia corredati di foto ammiccanti o semplicemente maliziose. Il ragazzino li riceve sul telefonino e li inoltra a sua volta ad un compagno, oppure quest’ultimo glieli sottrae a sua insaputa, oppure ancora, una volta finita la relazione, l’ex-fidanzatino li diffonde di proposito sui social network. Già a quel punto il cammino di quell’istantanea è a rischio e il protagonista o la protagonista della foto non sarà più in grado di gestirla. Risucchiata dalla rete, l’istantanea diventa virale, si divulga con la velocità di un virus e soprattutto rischia di essere notata da chi della pedo-pornografia fa un vero e proprio business.

L’Internet Watch Foundation, charity britannica esperta in tracciabilità e rintracciabilità di contenuti pedo-pornografici, ha dichiarato che questa modalità di diffusione degli autoscatti degli adolescenti è consueta. L’organizzazione ha provato a contare quante sono le istantanee osé scattate e diffuse quasi per gioco che vengono raccolte dai siti hard, concludendo che i numeri sono esorbitanti e che la stragrande maggioranza di foto e video hard generati dagli stessi giovanissimi vengono prelevati dalla collocazione originaria per essere pubblicati su siti per adulti. Anche gli scatti innocenti costituiscono ormai la fonte principale di approvvigionamento dei siti per adulti, con un danno psicologico, sociale ed emotivo incalcolabile per i giovanissimi. Ma i ragazzi non ne sono consapevoli, non pienamente quantomeno.

Inutile dire agli adolescenti che sarebbe meglio non diffondere foto di se stessi in rete: già nella prima condivisione si perde il controllo dell’immagine. Nel caso in cui però si sia sbagliato e si voglia arrestare il cammino di quell’autoscatto è possibile rivolgersi alla polizia postale, che si occupa di controllare tutto ciò che viene diffuso in rete.  Ma non sempre è sufficiente togliere una foto dai siti parassiti ed è giusto sapere che, una volta postato sul web, un contenuto potrebbe anche risiedervi per sempre. Senza alcun diritto all’oblio. L’unica soluzione potrebbe essere controllare in tempo reale a distanza ciò che i ragazzini compiono al pc. Utilizzando piccolissimi strumenti di monitoraggio, invisibili all’utente e quindi non limitanti per chi utilizza il computer, è possibile controllare ciò che viene digitato o sta per essere postato e condiviso prima che sia troppo tardi.

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