Stalking: La storia di Alex – Parte II

Stalking: La storia di Alex – Parte II

Il secondo molestatore con cui ebbi a che fare decise di ignorare deliberatamente l’ordine della polizia che gli vietava di contattarmi o avvicinarsi a me. Continuava a chiamarmi, ma lo faceva via Skype, visto che le chiamate via Internet non sono rintracciabili e l’utilizzo di microspie poteva essere l’unica arma possibile.
Continuava a causarmi problemi anche in parrocchia, a calunniarmi, a scrivermi email, teneva addirittura un blog su di me, rubava la mia posta e la mia spazzatura, in pratica faceva quel che voleva con la mia vita.

Purtroppo, il mio avvocato mi disse che gli email da un servizio di posta gratuito (Hotmail, Gmail etc) non costituivano una prova plausibile, così come i blogs che non riportassero il suo nome, e naturalmente non potevo dimostrare che fosse lui a rubare la mia posta e la mia spazzatura, o a chiamarmi via Skype.

Questo è uno dei grandi svantaggi di Internet. Un molestatore può mandarvi migliaia di messaggi e, nonostante voi sappiate benissimo che è lui a scrivervi, se lo fa tramite un email gratuito da un punto Internet, non c’è modo di provare che sia stato effettivamente lui.
Infatti, l’avvocato mi disse che se l’avessi denunciato per via della sua attività su Internet (email, blog etc), avrei rischiato di essere condannata a mia volta per calunnia, perché il giudice non l’avrebbe ritenuta una prova valida.

Quindi, tutto quello che il mio molestatore avrebbe dovuto fare era rovesciare i termini della questione e dire che ero stata io a molestare lui, per farmi passare guai seri. Oggettivamente è assurdo, ma senza prove solide ed innegabili non è possibile dimostrare chi si astato a mandare email minacciosi o a scriver blog pieni di notizie infamanti ed ovviamente false.
Era giunto fino al punto di pubblicare i miei dettagli personali (data di nascita, codici personali, informazioni bancarie e numeri di carta di credito), ma non ero in grado di provare che fosse stato lui.

A causa di tutto questo, ho preso delle misure laboriose ma efficaci per proteggermi quali l’utilizzo di microspie e molti altri prodotti trovati sul sito Endoacustica.com, ed anche se alcune di esse sono di dubbia legalità, quando una cosa va fatta, va fatta.
Tempo fa, ho scoperto che chiunque può richiedere una lista delle attività automobilistiche, basta dichiarare che abbiano un buon motivo per farlo. Viene fatto tutto online, a seconda dello Stato degli USA dove ci si trova. Richiedendo la mia lista, sono rimasta sorpresa dalla quantità di informazioni in essa contenute.

Tutte le mie multe, eventuali incidenti che possano rivelare dove mi trovavo in un certo momento, che tipo di automobile guidavo al momento della multa o dell’incidente, ed ovviamente il mio indirizzo di casa. Se qualcuno volesse trovare la vostra dichiarazione dei redditi, potrebbe anche rintracciare la vostra automobile ed il vostro indirizzo di casa.
Per questo motivo, non ho il mio indirizzo di casa sulla patente. La mia sicurezza e la mia privacy sono molto piu’ importanti di una legge che ti dice di dichiarare sempre dove vivi. Non ho proprietà a mio nome, e tutto e’ pienamente legale. Se volete sapere come potete possedere delle proprietà senza averle registrate a nome vostro, consultate un avvocato esperto in questo settore.

La cosa ancora più sconvolgente è che pochi mesi fa scoprii l’esistenza di un sito dove basta inserire il numero di targa di un’auto per scoprirne le generalità del proprietario. Non ci credevo, allora provai ad inserire il numero di targa della mia auto e vidi comparire sullo schermo il mio nome ed il mio indirizzo, così come essi sono stati registrati nell’archivio della Motorizzazione.

Molta gente non si rende conto di quanto la loro privacy sia a rischio, sia online che offline. Provate a mettere il vostro nome su vari motori di ricerca, e potrete trovare il vostro profilo face book o quello di altri social networks, tutti i blog o i forum in cui compare il vostro nome, corredati con numeri di telefono ed indirizzo. Ricordatevi che ogni compagnia (società di carte di credito, banche, agenzie di ricerche di mercato, abbonamenti a riviste o giornali e praticamente ogni luogo dove voi possiate aver fornito i vostri dati completi di indirizzo e telefono) può essere in grado di vendere il vostro nominativo ed i vostri dettagli, a meno che non neghiate espressamente il consenso a farlo.

Olte a questo, ho scoperto qualche mese fa che tramite non so più quale sito, è possibile scoprire tutti i dettagli collegati ad un indirizzo email gratuito. Quindi, per chi usa Hotmail, Gmail o simili, il consiglio che mi sento di dare è quello di non usare mai i propri dettagli reali: il nome va bene, ma evitate di inserire l’indirizzo esatto, numero di telefono o altri dettagli sensibili. Usate informazioni che sarete comunque in grado di ricordare se doveste smarrire o dimenticare la password di accesso.

Per molti di voi questo potrà sembrare un caso di paranoia, ma se vi e’ mai capitato di subire molestie o atti di stalking, capirete benissimo che mantenere segreti i propri dettagli e’ un modo per salvaguardare la propria privacy e la propria pace.

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