Stalking citofonico. Un modo tutto nuovo di importunare

Stalking citofonico. Un modo tutto nuovo di importunare

È successo qualche giorno fa a Centocelle, alle porte di Roma. Un tizio insiste pigiando più volte sui tasti del citofono, gridando a squarciagola di volere del denaro. Quando si rende conto che la sua richiesta rimarrà ancora una volta inascoltata, strappa via con forza il citofono dal muro aiutandosi con un taglierino. La proprietaria del condominio preso di mira da mesi dallo stalker lo riconosce immediatamente e lo denuncia alla polizia.

Bizzaria a parte, questo insolito episodio di Stalking citofonico, rivela ancora una volta tutta la caparbietà di un molestatore seriale a danno della propria vittima indifesa. Insomma, i modi di molestare la gente sembrano non avere limiti. Che si tratti anche in questo caso di stalking, lo possiamo evincere dalla presenza di due componenti principali: la molestia e la persecuzione, basati sul meccanismo della ripetizione, intrusività e insistenza.

Certo non tutte le vicende avranno lo stesso lieto fine dell’episodio appena descritto. Ci saranno sempre situazioni con risvolti peggiori. È per questo che è necessario affrontare il problema da un punto di vista preventivo. La tecnologia, ad esempio, può venirci in aiuto con diversi dispositivi adatti allo scopo. Installare qualsiasi telecamera di sorveglianza sarebbe potuto servire, molto probabilmente, a dissuadere lo stalker dal compiere l’azione persecutoria. E se tutto questo non bastasse? Beh, siamo convinti che il buon senso debba prevalere su tutto e che l’ultima parola è sempre bene lasciarla  a chi si occupa di difesa della persona e dell’ordine pubblico.

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