Quando il bullismo uccide, le storie di Fiona e “Francesca”.

Quando il bullismo uccide, le storie di Fiona e “Francesca”.

Fiona Gheraghty aveva 14 anni l’anno scorso, quando ha deciso che per lei non valeva più la pena vivere. Aveva 14 anni e un corpo che non riusciva ad accettare per quei chili di troppo che non solo la facevano sentire brutta, ma che la mettevano al centro di continui insulti da parte delle compagne di scuola.

Un istituto privato inglese da 15000 sterline di retta annuali, in cui Fiona era seguita non solo dagli insegnanti ma anche da psicologi perché, avendo un rapporto anomalo col cibo, era diventata bulimica. Ma a nulla è servito tutto questo.

Il padre, consulente ospedaliero, e la mamma, medico, l’hanno trovata impiccata fuori dalla finestra, dopo aver legato una corda al termosifone della sua camera. Ora, ad un anno dall’accaduto, l’inchiesta che era stata aperta subito dopo la tragedia ha confermato che Fiona si è uccisa a causa del bullismo a scuola, di cui era vittima. Troppo fragile per sopportare quelle offese che, in una ragazzina che sta ancora sviluppando il proprio carattere, possono avere effetti devastanti fino a portare a gesti così estremi.

La stessa cosa è accaduta qualche mese fa ad un bambino di 7 anni negli Stati Uniti e la stessa cosa stava per accadere ad una 15enne italiana. Francesca (nome di fantasia) veniva sempre presa in giro per le sue forme ancora da bambina dalle sue compagna che, invece, sembrano quasi delle donne già fatte. Insulti frustranti, anche da parte dell’altro sesso, che l’anno portata alla depressione. I genitori, però, fortunatamente si erano accorti in tempo che qualcosa non andava e le avevano regalato un cellulare con un software spia, grazie al quale erano riusciti ad ascoltare le conversazioni che la ragazza aveva con i “bulli”. Sono così riusciti a parlarle in tempo e ad avvertire gli insegnanti ed il preside della scuola, che hanno preso provvedimenti disciplinari contro i ragazzini.

Mai, come in questi casi, un intervento tempestivo è importante, sia per prevenire gesti estremi che per poter permettere uno sviluppo sano della fragile psiche adolescenziale.

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