Tradimento coniugale: mogli e mariti fate attenzione a queste date!

Esistono specifici giorni dell’anno in cui è più facile essere traditi? Stando ai risultati di una ricerca avviata da due siti di incontri on line, sembrerebbe proprio di sì. Vediamo nello specifico di cosa si tratta. Dal sondaggio di Gleeden, che si autodefinisce “il primo sito di incontri extraconiugali pensato …

Furto di dati aziendali. Dipendenti infedeli responsabili nel 43% dei casi.

Da un recente studio di Intel Security, nota azienda statunitense di sicurezza informatica, emerge che il 43% del furto di dati aziendali sia da addebitare all’operato di dipendenti infedeli piuttosto che ad hacker attivi in operazioni di spionaggio industriale. Alcune aziende, d’altro canto, provano a tutelarsi riponendo fiducia nei cosiddetti …

Cyberstalking e sistemi tecnologici di prevenzione

Che la tecnologia abbia apportato alle nostre vite notevoli vantaggi è fuori discussione. Spesso però tendiamo a minimizzare i pericoli derivanti dall’utilizzo incauto degli strumenti tecnologici messi a nostra disposizione. Uno dei casi più emblematici in tal senso è quello che concerne lo stalking online, o cyberstalking, ovvero la molestia …

Flirt sul posto di lavoro: donne coinvolte più degli uomini

Dimenticatevi dello stereotipo del maschio seduttore e sciupafemmine: in tema di avance sul posto del lavoro le donne non sono seconde a nessuno. È quanto emerge da un sondaggio lanciato dal sito di incontri Incontri-ExtraConiugali.com, un risultato che forse lascia basiti alcuni esponenti del cosiddetto sesso forte, abituati a fare bello …

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Tentato rapimento di un bambino in spiaggia

luglio 25, 2013 Bullismo Nessun Commento

Una notizia molto inquietante circola in questi giorni sulle spiagge italiane. Un gruppetto di uomini, pare di origine indiana, ha tentato di rapire un bambino di pochi anni nelle vicinanze di una spiaggia del litorale a nord di Brindisi. I malintenzionati hanno agito in pieno giorno e solo grazie all’attenzione di un signore non sono riusciti a portare a termine il rapimento. Dopo aver lasciato l’auto sul ciglio della strada, pronta per la fuga, uno di loro ha atteso che qualche bambino si avvicinasse. Individuata la vittima, l’uomo ha attirato la sua attenzione e, con una scusa, lo ha invitato a seguirlo. Il bambino è caduto in trappola, mosso dalla tipica curiosità infantile. A questo punto, però, a rovinare i piani dei malintenzionati ci ha pensato un signore che, per fortuna, si è accorto di quello strano “movimento” e, avvicinandosi al bambino, ha messo in fuga il gruppetto.



Un incubo che ha turbato una tranquilla giornata di mare. Episodio purtroppo non isolato. Una disavventura simile capitò quattro anni fa ad un ragazzo di 11 anni, oggetto di “attenzioni” di due uomini che cercarono di farlo salire con la forza in auto, ma dovettero desistere di fronte alla sua reazione. Due anni prima, un altro ragazzino di 11 anni denunciò un tentativo di rapimento da parte di due zingari tra le bancarelle del mercato.



Fortunatamente molti pericolosi “allontanamenti” sono stati frenati grazie all’ausilio di strumenti come i braccialetti anti smarrimento. Si tratta di simpatici bracciali che il bambino indossa comodamente durante le sue giornate in spiaggia, in gita, al parco o in qualsiasi ambiente. Impostando una distanza limite, il bracciale allarma l’unità base, custodita da un genitore o da un supervisore, quando il bambino si allontana oltre la distanza predefinita. Lo stesso dispositivo funziona anche da allarme anti annegamento, segnala cioè quando il bambino è immerso in acqua oltre una data profondità. Molti lidi si sono attrezzati per fornire questo importante servizio ai bagnanti, altri genitori più avveduti si sono equipaggiati autonomamente acquistando il prodotto direttamente dal sito www.endoacustica.com.

Palpeggiamenti durante il colloquio di lavoro

luglio 18, 2013 Mobbing Nessun Commento

Quando è tornata a casa, è scoppiata in un pianto ininterrotto. E tra le lacrime ha raccontato quello che poco prima le era successo: durante il colloquio a cui si era presentata per un posto da segretaria, il titolare le aveva messo le mani addosso, palpeggiandola e facendole esplicite proposte di natura sessuale in cambio del lavoro. La mamma della ragazza, appena ventenne, ha preso il cellulare e ha chiamato immediatamente la polizia.

Mentre la ragazza veniva accompagnata all’ospedale per gli accertamenti del caso, gli agenti della questura hanno raggiunto l’azienda, una piccola ditta di trasporti, in cui sarebbero avvenute le molestie. Una volta sul posto, i poliziotti sono stati avvicinati da un’altra ragazza, anch’essa ventenne: anche lei avrebbe subito ripetuti palpeggiamenti da parte dell’imprenditore (un sessantenne con precedenti penali) durante il periodo di prova che aveva effettuato nell’azienda per quello stesso lavoro per cui la sua coetanea si era presentata dopo aver letto un annuncio del Centro per l’impiego.

Entrambe le ragazze sono state invitate in questura e le loro accuse sono state messe a verbale. Le molestie subite da parte dell’uomo erano praticamente della stessa natura. Le forze dell’ordine hanno voluto vederci chiaro sulla questione e, senza perdere altro tempo, hanno dotato la ragazza che svolgeva il periodo di prova di un orologio con microcamera incorporata e si sono piazzati nei pressi dell’azienda. La ragazza, rimasta in azienda per pochissimi minuto, ha registrato alcune conversazioni molto esplicite, fornendo prove schiaccianti.

Spetterà adesso alla procura della Repubblica esaminare le testimonianze e gli elementi di prova raccolti. L’imprenditore al momento è indagato per il reato di violenza sessuale. Purtroppo come spesso avviene gli inquirenti hanno bisogno di prove per procedere in maniera spedita con la prassi giudiziaria. Nel privato sarebbe opportuno presentarsi sempre ad “incontri al buio” che siano di natura professionale o personale, muniti di strumenti di auto tutela, in maniera da metter fine alla marea di abusi che si consumano ogni giorno e che mietono continuamente nuove vittime.

Tredicenne pestata fuori dalla scuola per aver rubato il fidanzato ad una coetanea

luglio 9, 2013 Bullismo Nessun Commento

C’è chi sostiene che gli adolescenti vadano lasciati in totale libertà di pensiero e di azione, altri esaltano serrati controlli. Come spesso avviene la verità sembra risiedere nel mezzo. Se è vero che la creazione di una propria identità richieda autonomia, è vero anche che “qualche dritta” non faccia male.

Negli ultimi anni, buona parte delle relazioni tra ragazzini passa attraverso internet e social network, per questo è necessario tenere sotto controllo l’uso che questi fanno del pc. Sarebbe ottimale monitorare i comportamenti dei propri figli “a distanza” e cioè conoscere ciò che loro fanno e con chi interagiscono senza che gli stessi ne siano a conoscenza, lasciandoli così liberi di esprimersi, ma lontani dai pericoli. Strumenti molto utilizzati sono i key logger e i key hunter, piccolissimi dispositivi di casa Endoacustica, che permettono di conoscere ogni particolare digitato sulla tastiera del computer.

Con l’utilizzo di questo tipo di strumenti, molti “incidenti” sarebbero stati evitati. E’ di poche settimane fa la notizia di una ragazzina picchiata violentemente fuori dalla scuola per aver “rubato il fidanzato” ad una coetanea. L’episodio si è verificato nei pressi di una scuola media del Pisano e non era del tutto inaspettato dalla vittima. Mesi e mesi di minacce e vessazioni tramite Facebook hanno condotto al pestaggio dell’adolescente.

Prima dell’aggressione tre ragazzine, due tredicenni e una quindicenne, hanno strappato di mano il telefono cellulare alla vittima con il quale hanno inviato un sms a sua madre per dirle di non andarla a prendere. Poi, la tredicenne è stata trascinata in un parcheggio vicino, scaraventata a terra e presa a calci e pugni. A salvarla, il padre di un altro alunno intervenuto per mettere fine al pestaggio. La ragazzina è finita al pronto soccorso e i genitori hanno sporto denuncia: «In ospedale – ha raccontato la mamma – mi hanno perfino detto di non farlo per non rischiare ulteriori ritorsioni contro di lei, ma ora voglio giustizia. Anche dalla scuola».
Probabilmente agire preventivamente è la migliore forma di giustizia che si può attendere.

Babysitter picchia brutalmente neonato che le impedisce di guardare la TV

Immagini sconvolgenti riprese da una telecamera nascosta di percosse selvagge contro un bambino piccolissimo da parte di una baby sitter russa. Sta facendo molto discutere questo video che riporta in maniera inequivocabile i maltrattamenti della tata. Secondo quanto dichiarato dalla stessa 55enne, a scatenare la sua rabbia sono state le incessanti urla del bambino che le impedivano di godersi il suo programma preferito in tv.

Il video è stato realizzato a Krasnoyarsk, una cittadina della Russia siberiana centrale. A scoprire tale brutalità gli stessi genitori del bambino che, insospettiti dagli estenuanti pianti del piccolo alla semplice visione della babysitter, hanno deciso di monitorare l’atteggiamento della donna durante l’orario lavorativo attraverso una microcamera installata in casa.

Le registrazioni non lasciano dubbi: ripetuti strattoni e schiaffi sulla testa e sul corpo del piccolo costituivano le “cure” quotidiane della babysitter orco. A scioccare è soprattutto l’inumana brutalità con cui la donna inveisce contro il bambino.

Al momento del fermo da parte degli agenti di polizia, la 55enne si sarebbe giustificata accusando i genitori del comportamento irrequieto del bambino: “Sono loro ad averlo rovinato – avrebbe detto la donna – il bambino grida per tutto il tempo e chiede sempre di essere preso in braccio”. A dire della babysitter, dunque, il suo atteggiamento farebbe parte di una sorta di “terapia educativa”, una forma di tutela decisamente poco umana.

Purtroppo, eventi di questo genere si sono verificati di recente anche in diverse zone dell’Europa e degli Stati Uniti. La necessità di lasciare in affidamento i propri figli durante le ore di lavoro, porta spesso ad assumere come babysitter gente sconosciuta che si presenta alla porta sfogliando curriculum ad hoc e decantando decenni di esperienza nel settore.

Ora, sulla scia delle numerose notizie sempre più shoccanti, i genitori oltre a prestare tutte le attenzioni possibili nella scelta della tata, utilizzando sempre più spesso degli strumenti per la sorveglianza, come la microcamera utilizzata dai genitori russi. Lo strumento ideale è nella maggior parte dei casi è il DVR All in One, un microregistratore audio e video che viene installato pressoché ovunque anche in prese elettriche o giochi per bambini. In questo modo non si desta alcun sospetto e si può agire per garantire la sicurezza dei bambini.

Urla contro l’amante del marito: condannata dalla Cassazione

Il momento in cui si scopre un tradimento è sicuramente catastrofico. Scenate isteriche, urla furiose, notti in bianco. Non è raro ricorrere ad offese pubbliche ed ingiuriose. Queste potrebbero anche portare guai seri, come è successo pochi mesi fa ad una signora di 43 anni, colpevole di essersi sfogata in pieno centro cittadino, a pochi metri dal Tribunale, dicendo all’amante del marito di professione avvocato: “Sei un cesso, ma ti sei vista? Io sono la moglie di Flavio e questo cesso è l’amante…”. A tal proposito la Cassazione si è espressa in maniera chiara: chi rivolgerà insulti alla nuova compagna del partner o al nuovo compagno dovrà pagare una multa. Dunque la signora si è ritrovata a pagare ben 800 euro di multa. Le parole offendono l’aspetto fisico ed esteriore e sono idonee a ledere la sfera personale e privata di una donna, la cui immagine è stata offuscata anche nell’ambito del proprio ambiente professionale.

È vero che nel privato ognuno è libero di fare ciò che crede, ma non vale la stessa cosa per l’ambito pubblico. In ogni caso il  tradimento si può anche perdonare, ma prima c’è un percorso da fare, non sempre semplice.

Il problema non risiede nell’amante, ma nel proprio rapporto di coppia. Dopo un tradimento è fondamentale recuperare la fiducia nel partner. Come fare? Sarebbe scontato dire che ci vuole del tempo, ma spesso questo non è abbastanza. In numerosi casi dopo un tradimento, le “vittime” non stanno più semplicemente ad aspettare il trascorrere del tempo, ma preferiscono salvaguardare se stessi e la propria dignità. Per questo installano sul cellulare del traditore un software spia che permette di monitorare i suoi spostamenti, il suo traffico telefonico ed anche di ascoltare cosa accade nell’ambiente che lo circonda. In questo modo possono verificare se realmente si è trattato di un atteggiamento episodico o se si tratta davvero della fine di un rapporto.

Lo stesso tipo di software che si installa in pochissimi istanti sul cellulare che si vuole tenere sotto controllo è usato anche per scoprire un tradimento o per monitorare il comportamento dei propri figli. Insomma non se ne può più fare a meno!

L’amante si lancia dalla finestra

Ecco un divertente esempio di come una soap opera prenda vita nella realtà. Un video proveniente dal Brasile raffigura l’esilarante fuga di un uomo dalla casa della sua amante dopo che il marito è rincasato all’improvviso. E la strada scelta per la fuga è una finestra al terzo piano.

La vicenda ha inizio con un marito e una moglie che litigano su un balcone al terzo piano di un condominio. “Di chi è questa camicia?!” esclama il marito in portoghese. La moglie con rabbia getta la maglia in una folla palesemente divertita.

Mentre il litigio va avanti, appagando la curiosità dei presenti, da una finestra su un lato appare un uomo a petto nudo e apparentemente agitato. Questo si lancia dalla finestra con  una fune di fortuna, creata annodando t-shirt e capi di abbigliamento vari e comincia coraggiosamente a scendere.

La folla schiamazza ridacchiando dello sfortunato e della coppia e urla “Cornuto” al marito portoghese, palesemente tradito. Intanto sulla scena arrivano i vigili del fuoco per assistere l’uomo nella fuga fortuita. I presenti urlano “Jump!” per invitare l’amante a saltare. E così l’uomo di tuffa sul tappeto di salvataggio, inveisce contro la coppia, mostrando il pugno, ed anche contro i curiosi accorsi; a piedi nudi, accigliato e a torso nudo, scappa via.

Questa storia può far sorridere, ma allo stesso tempo poteva avere un epilogo ben più serio, come spesso accade. In molti installano software spia sul cellulare del partner. Questi gli permettono di ascoltare chiamate, leggere sms in entrata ed in uscita, ascoltare ciò che avviene intorno al telefono ed anche conoscere la posizione geografica. Sono strumenti che aiutano ad evitare brutte sorprese, come l’episodio sopra descritto, e a capire se sulla coppia c’è l’ombra del tradimento.

VIDEO

Allarme stalking all’interno dei condomini

maggio 30, 2013 Stalking Nessun Commento

Liti condominiali per volumi troppo alti, pulizie, sacchetti di immondizia nel pianerottolo o gestione degli spazi comuni sono all’ordine del giorno in quasi tutti i condomini. Pare che negli ultimi tempi siamo numerosi i casi in cui la tensione tra vicini sfocia in veri e propri episodi di stalking.

L’allarme è stato lanciato dall’associazione degli amministratori di immobili, che ovviamente consiglia alle vittime di rivolgersi in primo luogo all’amministratore di condominio e successivamente alle forze dell’ordine, se gli episodi non cessano. Poco o nulla si potrà fare in assenza di prove concrete. Molte strutture condominiali utilizzano telecamere di sorveglianza non solo per salvaguardare la sicurezza dei propri immobili, ma anche per difendere l’incolumità degli inquilini che abitano all’interno degli stessi.

Solitamente lo stalker “della porta accanto” agisce con dispetti, fastidi, mettendo pressione, ansia, paura, ma anche con minacce e vessazioni. Telefonate ad ogni ora del giorno e della notte, rumori molesti e volumi eccessivi, appostamenti, ingiurie e danneggiamenti a porte, cassette della posta e panni stesi e a qualsiasi tipo di oggetto alla portata.

Non atteggiamenti episodici, ma una serie di atti ripetuti nel tempo che hanno un chiaro intento persecutorio. Le ragioni di tale accanimento sono di solito piccole vendette personali dinanzi ad un torto presunto o reale. Il più delle volte può avere origine da cause molto banali. Al primo posto, secondo una recente ricerca sulle motivazioni delle liti condominiali, ci sarebbero le «immissioni», ovvero i rumori molesti e cattivi odori provenienti da altri appartamenti.

Nel caso in cui la denuncia venga esposta e i fatti possano essere comprovati attraverso filmati e registrazioni, il giudice diffiderà lo stalker dal persistere nei suoi comportamenti illeciti e potrà anche decretare l’allontanamento dello stesso dal condominio o, se è un esterno, imporgli di non avvicinarsi all’immobile entro una certa distanza.

Cerca il fantasma e scopre un tradimento

Voleva essere il nuovo ghostbuster, ma in realtà si è ritrovato dinanzi ad un tradimento consumato in casa propria. E’ successo ad un uomo della Tasmania che, convinto che uno spirito maligno si aggirasse per la sua casa, ha posizionato una micro camera in cucina, pronto a mostrare al mondo le sue immagini esclusive. Ma quando ha visionato le immagini riprese dalla telecamera, ha scoperto ben altro tipo di misfatto: la sua compagna lo tradiva. Ma non è tutto, la persona con cui veniva consumato il tradimento era suo figlio, o meglio il figlio adolescente avuto dall’uomo da una precedente relazione.

La donna, di 28 anni, aveva una relazione con l’uomo da 11 anni e quest’ultimo era padre di un ragazzo di 16 anni. In Australia non è consentito avere rapporti sessuali con un minorenne e per questo, grazie alle prove raccolte, la ragazza è finita in carcere. Si è difesa raccontando di aver cominciato una relazione con il figlio del suo compagno alcune settimane prima, quando era entrata nella sua camera da letto per accordarsi sulle lezioni di guida che avrebbe dovuto impartire al ragazzino. Ma le cose sarebbero diversamente. La donna ha tentato di minimizzare, dicendo che si sarebbe trattato solo di “innocenti coccole”, ma il figlio ha raccontato una versione ben diversa. I due si sarebbero addirittura incontrati saltuariamente in una stanza d’albergo.

Il padre probabilmente avrebbe preferito trovare un fantasma in casa che assistere a quelle scene passionali. Inutile dire la sua reazione: furioso, l’uomo ha chiamato la polizia e durante l’udienza preliminare la ragazza si è dichiarata colpevole, ma anche ansiosa di poter “sistemare le cose”, ma molto probabilmente questo non sarà possibile data la gravità della situazione.

Accade sempre più spesso che, volontariamente o meno, vengano a galla episodi nascosti all’interno di abitazioni come anche di aziende pubbliche o private. L’utilizzo di strumenti professionali come microspie o microregistratori permette di far luce su situazioni poco chiare ed evitare che le stesse perdurino nel tempo.

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È successo qualche giorno fa a Centocelle, alle porte di Roma. Un tizio insiste pigiando più volte sui tasti del citofono, gridando a squarciagola di volere del denaro. Quando si rende conto che la sua richiesta rimarrà ancora una volta inascoltata, strappa via con forza il citofono dal muro aiutandosi con un taglierino. La proprietaria del condominio preso di mira da mesi dallo stalker lo riconosce immediatamente e lo denuncia …

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Sei vittima dello stalking? Ecco cosa fare

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Il reato di stalking si configura quando qualcuno (spesso, un ex partner) compie una serie di atti (che possono essere minacce o molestie, ma anche atti apparentemente innocui, come l’invio continuo di indesiderati sms, fiori, o biglietti) tanto da compiere violenza psicologica nei confronti della vittima ingenerandole un comprensibile stato di ansia e paura oppure costringendola a cambiare abitudini personali (sostituire utenza telefonica, cambiare residenza, ecc.) o ancora ingenerandole un fondato timore per la propria …

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Una macchina organizzativa ben strutturata ha portato al rapimento di una tredicenne bresciana, portata fino a Lugano da un adulto conosciuto via Facebook e affetto da turbe sessuali. All’inquietante piano hanno preso parte più persone, un gruppo organizzatosi per agganciare giovanissime prede attraverso i social network. L’episodio ha avuto inizio a settembre quando la ragazzina, che frequenta la scuola media a Isorella, a sud di Brescia, ha allacciato un’amicizia attraverso …

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Dodici anni da amanti, tra incontri segreti e bugie. Poi la fiamma dell’amore si è spenta, almeno per lei, che ha deciso di troncare la relazione. Un duro colpo per lui, che non si è rassegnato dinanzi alla decisione. Ma riconquistarla si è rivelato impossibile. Così è scattata la presa di posizione: «O con me o con nessuno». La delusione si è già trasformata in ossessione: in un mese 539 …

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