Tradimento coniugale: mogli e mariti fate attenzione a queste date!

Esistono specifici giorni dell’anno in cui è più facile essere traditi? Stando ai risultati di una ricerca avviata da due siti di incontri on line, sembrerebbe proprio di sì. Vediamo nello specifico di cosa si tratta. Dal sondaggio di Gleeden, che si autodefinisce “il primo sito di incontri extraconiugali pensato …

Furto di dati aziendali. Dipendenti infedeli responsabili nel 43% dei casi.

Da un recente studio di Intel Security, nota azienda statunitense di sicurezza informatica, emerge che il 43% del furto di dati aziendali sia da addebitare all’operato di dipendenti infedeli piuttosto che ad hacker attivi in operazioni di spionaggio industriale. Alcune aziende, d’altro canto, provano a tutelarsi riponendo fiducia nei cosiddetti …

Cyberstalking e sistemi tecnologici di prevenzione

Che la tecnologia abbia apportato alle nostre vite notevoli vantaggi è fuori discussione. Spesso però tendiamo a minimizzare i pericoli derivanti dall’utilizzo incauto degli strumenti tecnologici messi a nostra disposizione. Uno dei casi più emblematici in tal senso è quello che concerne lo stalking online, o cyberstalking, ovvero la molestia …

Flirt sul posto di lavoro: donne coinvolte più degli uomini

Dimenticatevi dello stereotipo del maschio seduttore e sciupafemmine: in tema di avance sul posto del lavoro le donne non sono seconde a nessuno. È quanto emerge da un sondaggio lanciato dal sito di incontri Incontri-ExtraConiugali.com, un risultato che forse lascia basiti alcuni esponenti del cosiddetto sesso forte, abituati a fare bello …

Articoli Recenti:

La videosorveglianza aiuta le aziende

In ambito aziendale, ogni anno, vengono scovati ben 6 milioni di ladri, senza parlare di quelli che riescono a farla franca. In tempi di crisi, come negli ultimi anni, aumentano anche i furti. Da alcune ricerche svolte in Inghilterra, il 78% delle perdite di magazzino (o ammanchi inventariali) deriva da infedeltà dei dipendenti. Le merci più ambite sono ovviamente quelle che costano di più, ma anche quelle di uso comune che possono essere più facilmente vendute “sottobanco”.

I sistemi di sicurezza, nel settore retail, sono aumentati del 65% negli ultimi 12 mesi. Si tratta di impianti completamente integrati, che oltre alle telecamere, dispongono di monitoraggio 24h su 24h anche tramite smatphone, tablet e pc, controllo degli accessi tramite serrature biometriche, sistemi di controllo accessi con allarmi antifurto e tag specifici.

La videosorveglianza risulta, quindi, non solo indispensabile contro i furti esterni, ma anche contro i furti di dipendenti “infedeli”. Come abbiamo visto più volte, non esiste un modus operandi univoco che contraddistingua i malintenzionati, dunque non si può monitorare internamente un’azienda se non con un controllo ben integrato.
C’è chi si limita ad usare strumenti aziendali per scopi personali, ma anche chi ruba, chi compie veri e propri sabotaggi o atti di vandalismo, chi vende dati, informazioni e segreti industriali a competitor o favoreggia atti di concorrenza sleale. A tal proposito è indispensabile anche un’analisi fisica del “contesto”, cioè dall’organizzazione fisica degli spazi fino all’insieme delle politiche e delle procedure di controllo che regolano la vita dell’azienda e dei suoi dipendenti. Questa può essere fatta con l’ausilio di aziende specializzate nel settore.

A questi sistemi di prevenzione e deterrenza, si aggiunge anche l’utilità della videosorveglianza per gli studi su clientela e acquisti. Infatti le stesse tecnologie di riconoscimento permettono anche di tracciare dei veri e propri identikit dei clienti e di suddividerli per tipologia. Quindi, la videosorveglianza, non è solo un metodo efficace per tutelarsi da furti e danneggiamenti, bensì è anche un ottimo strumento di valutazione e proiezione sul mercato.

Di base, l’azienda deve avere le idee molto chiare su come vuole gestire la propria sicurezza e la tecnologia deve mettersi al servizio delle esigenze di tutela. Dunque l’impresa deve affidarsi a professionisti nel settore della sicurezza e della sorveglianza, evitando sprechi di tempo e di denaro con sistemi mediocri che possono non solo essere inefficienti, ma anche apportare veri e propri danni all’azienda stessa. In conclusione, la sicurezza è una scelta e al tempo stesso una responsabilità alla base delle politiche aziendali.

Il tradimento avviene durante la pausa pranzo

Da sempre si cerca di individuare il momento in cui si è più propensi al tradimento. Se gli stereotipi televisivi ci hanno abituato a pensare al tradimento come un’attività prettamente notturna, dalle recenti ricerche è riportato che il momento più inflazionato da questo tipo di attività è la pausa pranzo. L’ora preferita sarebbe proprio tra le 12,30 e le 14,30 per sei italiani infedeli su dieci.

Il motivo? È difficile essere scoperti in quel lasso di tempo; è lecito non rispondere a chiamate ed sms durante il pranzo, dunque si hanno delle scuse più che plausibili. Inoltre non bisogna sottovalutare che si torna a casa dopo diverse ore, perché bisogna prima rientrare in ufficio, e questo permette di rimettersi in sesto, cancellando con più calma tutte le tracce. Si ritrova la giusta concentrazione e distacco.

Di qui si potrebbe anche avvallare la tesi secondo la quale le persone in carriera tradiscono di più. Più tempo giustificato fuori casa, più persone con cui essere a contatto, più pause pranzo e quindi più occasioni irrinunciabili.

E’ notizia degli scorsi giorni quella di un impiegato romano che ha visto piombare nel ristorante nei pressi dell’azienda in cui lavora, sua moglie, durante la pausa pranzo. La donna, dopo aver salutato cordialmente il marito, si è chiaramente accomodata con lui. L’uomo non ha avuto il tempo di avvisare l’abituale compagna di pranzo (e dopo pranzo) ed al suo arrivo si è consumato l’indicibile.

In realtà la visita a sorpresa non era affatto casuale. La donna, aveva installato sul cellulare del marito un software spia Endoacustica Europe. Attraverso questo strumento, aveva ascoltato in ambientale cosa combinava suo marito: cosa veniva detto durante e dopo la pausa pranzo. Inoltre monitorava da diverse settimane il traffico telefonico del marito: chiamate ed sms lasciavano poco all’immaginazione.

Sono questi i casi in cui la tecnologia offre prove schiaccianti e mette con le spalle al muro i traditori.

Allarme diffusione in rete di foto dei teenager. Finiscono in siti pedo-pornografici

dicembre 27, 2013 Bullismo Nessun Commento

Abbiamo più volte sottolineato quanto possa essere importante il controllo dei genitori sul pc utilizzato dai propri figli e le notizie di ogni giorno ce ne danno ampia conferma. Tutto inizia per gioco: una foto di se stessi maliziosa mandata ad una persona della quale ci si fida, che si conosce bene o per la quale magari si è persa la testa. Da lì quell’autoscatto intraprende un percorso che il teenager non riesce neppure ad immaginare, e non di rado rischia di giungere a destinazioni virtuali pericolose che abusano dei minori. I giovani utenti non hanno sufficiente consapevolezza della rete e dei suoi rischi. I dati del mondo pedo-pornografico virtuale sono allarmanti. Ecco perché fare sexting può essere molto pericoloso.

Di solito i messaggi seguono questo iter: la ragazzina li invia corredati di foto ammiccanti o semplicemente maliziose. Il ragazzino li riceve sul telefonino e li inoltra a sua volta ad un compagno, oppure quest’ultimo glieli sottrae a sua insaputa, oppure ancora, una volta finita la relazione, l’ex-fidanzatino li diffonde di proposito sui social network. Già a quel punto il cammino di quell’istantanea è a rischio e il protagonista o la protagonista della foto non sarà più in grado di gestirla. Risucchiata dalla rete, l’istantanea diventa virale, si divulga con la velocità di un virus e soprattutto rischia di essere notata da chi della pedo-pornografia fa un vero e proprio business.

L’Internet Watch Foundation, charity britannica esperta in tracciabilità e rintracciabilità di contenuti pedo-pornografici, ha dichiarato che questa modalità di diffusione degli autoscatti degli adolescenti è consueta. L’organizzazione ha provato a contare quante sono le istantanee osé scattate e diffuse quasi per gioco che vengono raccolte dai siti hard, concludendo che i numeri sono esorbitanti e che la stragrande maggioranza di foto e video hard generati dagli stessi giovanissimi vengono prelevati dalla collocazione originaria per essere pubblicati su siti per adulti. Anche gli scatti innocenti costituiscono ormai la fonte principale di approvvigionamento dei siti per adulti, con un danno psicologico, sociale ed emotivo incalcolabile per i giovanissimi. Ma i ragazzi non ne sono consapevoli, non pienamente quantomeno.

Inutile dire agli adolescenti che sarebbe meglio non diffondere foto di se stessi in rete: già nella prima condivisione si perde il controllo dell’immagine. Nel caso in cui però si sia sbagliato e si voglia arrestare il cammino di quell’autoscatto è possibile rivolgersi alla polizia postale, che si occupa di controllare tutto ciò che viene diffuso in rete.  Ma non sempre è sufficiente togliere una foto dai siti parassiti ed è giusto sapere che, una volta postato sul web, un contenuto potrebbe anche risiedervi per sempre. Senza alcun diritto all’oblio. L’unica soluzione potrebbe essere controllare in tempo reale a distanza ciò che i ragazzini compiono al pc. Utilizzando piccolissimi strumenti di monitoraggio, invisibili all’utente e quindi non limitanti per chi utilizza il computer, è possibile controllare ciò che viene digitato o sta per essere postato e condiviso prima che sia troppo tardi.

Sei vittima dello stalking? Ecco cosa fare

dicembre 16, 2013 Stalking Nessun Commento

Il reato di stalking si configura quando qualcuno (spesso, un ex partner) compie una serie di atti (che possono essere minacce o molestie, ma anche atti apparentemente innocui, come l’invio continuo di indesiderati sms, fiori, o biglietti) tanto da compiere violenza psicologica nei confronti della vittima ingenerandole un comprensibile stato di ansia e paura oppure costringendola a cambiare abitudini personali (sostituire utenza telefonica, cambiare residenza, ecc.) o ancora ingenerandole un fondato timore per la propria incolumità personale. Dunque è un reato contro la libertà morale della persona.

Minacce, percosse, molestie, in qualsiasi modo venga perpetrato il reato, la chiave di volta delle situazioni di stalking, è costituita dalle prove. Solo se si è in possesso di prove attestanti la reale situazione si può intervenire, denunciare ed uscirne. Per questo in moltissimi casi di stalking vengono impiegate microspie, telecamere nascoste ed altri strumenti di controllo che permettono di inchiodare il colpevole. In questo campo, l’utilizzo di prodotti professionali e affidabili è fondamentale.

Dal momento che non tutte le situazioni di stalking sono uguali, non è possibile generalizzare facilmente circa le modalità comportamentali di difesa che devono essere adattate. Esistono tuttavia alcuni consigli utili.

Innanzitutto, è inutile negare il problema. Spesso, dal momento che si ha difficoltà nel considerarsi una “vittima”, si tende ad evitare di riconoscersi in pericolo, finendo per sottovalutare il rischio e facilitando così lo stalker.

Se la molestia consiste nella richiesta di iniziare o ristabilire una relazione indesiderata, è necessario essere fermi nel “dire di no” in maniera chiara ed inequivocabile. Altri sforzi per convincere il proprio insistente persecutore, comprese improvvisate interpretazioni psicologiche che lo reputano bisognoso di aiuto, saranno lette come reazioni ai suoi comportamenti e quindi rappresenteranno dei rinforzi, in quanto attenzioni. Anche la restituzione di un regalo non gradito, una telefonata di rabbia o una risposta negativa ad una lettera sono segnali di attenzione che rinforzano lo stalking.

Comportamenti molto efficaci per difendersi dal rischio di aggressioni sono quelli prudenti in cui si esce senza seguire abitudini prevedibili, in orari di punta ed in luoghi affollati, magari portando con sé uno spray di difesa, per aumentare la sensazione di sicurezza.

Se le molestie sono telefoniche, si consiglia di non cambiare numero. Anche in questo caso, le frustrazioni aumenterebbero la motivazione dello stalker. È meglio cercare di registrare le telefonate in maniera tale da avere del materiale come prova di tali comportamenti non lascia prendere dalla rabbia o dalla paura e raccogliere più dati possibili sui fastidi subiti.

È utile mantenere sempre a portata di mano un cellulare per chiamare in caso di emergenza. Se si pensa di essere in pericolo o seguiti, non correre a casa o da un amico, ma recarsi prontamente dalle forze dell’ordine. In ogni caso, una volta raccolte le prove, nel tempo più breve possibile, il consiglio resta sempre quello di denunciare.

Furto di merce in azienda: le telecamere smascherano gli insospettabili

A dare l’allarme che nel magazzino c’era una falla è stato il commercialista. «Cosa crede di fare? Qui c’è un sacco di vendita in nero» ha rimproverato il cliente. L’imprenditore, un 43enne con una prospera attività di commercio nel settore alimentare, non credeva alle sue orecchie: «Ma io non ha mai venduto in nero». Nessun dubbio, a quel punto, sul motivo delle incongruenze nei libri contabili: qualcuno rubava nei magazzini.

Un dipendente infedele? Come scoprirlo? Dopo giorni di ansie e preoccupazioni e notti insonni, l’imprenditore ha cercato su internet. Ha trovato un’azienda italiana, leader nel settore della sicurezza e della sorveglianza e si è rivolta a questa. Dopo un’attenta consulenza, ha piazzato quattro telecamere nascoste in punti strategici dell’azienda e ha atteso. Cosa ha scoperto? Che i ladri in azienda erano due e tra l’altro insospettabili: uno spedizioniere e un’impiegata. Licenziati, o meglio costretti a dimettersi, non sono stati denunciati per furto ma è stato chiesto loro, attraverso il tribunale civile, di restituire l’ammontare della refurtiva, circa 60mila euro.

Ma vediamo come hanno agito. L’addetto alle consegne era un uomo di trentasette anni che si occupava di caricare i camion e portare a destinazione la merce. Frodava l’azienda truccando le spedizioni. Sul registro elettronico contabilizzava, ad esempio, dieci bottiglie in partenza, in realtà ne caricava sul camion venti. Le dieci bottiglie registrate venivano vendute regolarmente al destinatario, le dieci eccedenti ceduti sottoprezzo in nero. Così l’azienda subiva un doppio danno: spariva della merce e diminuiva il giro d’affari dato che alcuni clienti compravano più merce rubata che regolare, risparmiando e riempiendo le tasche dello spedizioniere. Il giochetto sarebbe andato avanti per almeno sei mesi nel corso dei quali il dipendente avrebbe incassato almeno 25mila euro. Ma la sua attività di furto nei confronti dell’azienda non si limitava a questo, perché oltre alla merce rubata per la vendita c’era quella sottratta per il proprio consumo: il dipendente faceva spesa per sé e per la famiglia, gratuitamente, nel magazzino aziendale. Le prove raccolte sono rimaste nelle registrazioni delle telecamere nascoste piazzate nei locali dell’azienda. L’occhio elettronico avrebbe ripreso anche la spesa clandestina di un’altra insospettabile dipendente, una fidata 43enne che, secondo le accuse, avrebbe fatto sparire merce per anni.

I due dipendenti, dopo esser stati scoperti, si sono comportati in modo diverso. Lui, dopo aver ammesso tutto, ha restituito i 25mila euro stabiliti dal decreto ingiuntivo del giudice civile. Lei invece, che secondo il tribunale deve all’azienda 35mila euro, avrebbe tentato (invano) di fare opposizione.

Gli slip anti-tradimento: grande invenzione o strumento inaffidabile?

Un’azienda di biancheria intima giapponese ha creato degli slip  “anti-tradimento” che nascondono al loro interno un sensore “di controllo. Il prodotto è destinato a padri di famiglia molto premurosi, a mariti iper-gelosi o a fidanzate paranoiche. La particolarità del “pant” messo in vendita alla cifra di 99 dollari sta nel fatto che è dotato di un chip collegato direttamente ad un computer che permette di verificare il battito cardiaco e la temperatura corporea della persona che lo indossa (si pensa ad una donna visto il modello pubblicizzato), consentendo così di sorvegliare in qualsiasi istante i suoi movimenti.

Se fosse così semplice con una sonda ed un processore,  ogni adulterio potrebbe essere evitato o scoperto. Infatti quando lo slip viene indossato, la sonda individua una temperatura  differente da quella dell’ambiente e inoltra l’impulso al processore che a questo punto segnala l’ora precisa. In seguito, il sistema operativo rimane in stand-by e si riattiva soltanto dopo un altro cambiamento di calore.

La sonda in dotazione è in grado di registrare anche il ph della pelle, dando in questo modo la  prova che chi vestiva quelle mutande era il proprio compagno.  Il processore è anche connesso con dei fili che registrano la forma dello slip in modo da verificare eventuali cambiamenti di posizione. Dopodiché basta connettere lo slip con il processore ad un computer, che saprà rivelare se l’indumento è stato tolto e precisamente per quanto tempo. L’indumento è anche ergonomico e si può lavare semplicemente come gli altri intimi.

Una volta letta la descrizione del “pant” risultano lampanti numerosi dubbi e perplessità, su un indumento che ha poco di affidabile e credibile. Avere la necessità di svelare un tradimento è ben altra cosa anche perché spesso comporta turbamenti psicologici e dei fastidi anche a livello fisico. Chi ne ha reale bisogno si affida ovviamente ad aziende che lavorano nel campo della sicurezza e della sorveglianza. Uno degli strumenti più utilizzati, oltre alle microspie, è sicuramente lo spy phone o cellulare spia. E’ un prodotto assolutamente invisibile che facendo sentire così il partner libero di agire. Con numerosissime funzionalità il software è in grado di fornire risposte certe ed innegabili.

Regole alla base della sicurezza aziendale

Secondo un’indagine realizzata dall’ACFE – Associazione Americana di Analisti delle Frodi – le aziende perdono ogni anno almeno il 5% dei propri profitti a causa di furti e di altri reati ad opera dei dipendenti. Il danno potenziale è stato stimato, a livello globale, in tre miliardi di dollari. Le frodi da parte dei dipendenti colpiscono tutte le realtà aziendali, piccole, medie e grandi. Si manifestano, ovviamente, con cause, modalità e impatto molto diversi, ma hanno un denominatore comune: da un lato, la mancanza di conoscenza dei rischi e delle vulnerabilità interne e, dall’altro, l’incapacità di prevenire e gestire l’infedeltà dei propri collaboratori. Si tratta di una problematica complessa e di un fenomeno in continua evoluzione.

Gli studi, portati avanti anche in un’ottica criminologa, sono ancora limitati e spesso relativi solo ad alcuni contesti, ma lo scenario che evidenziano è piuttosto chiaro: le aziende sopportano rischi economici, diretti e indiretti, causati dai propri dipendenti, a tutti i livelli della scala gerarchica. Di contro, spesso sono le aziende stesse a fornire le opportunità per la realizzazione di abusi e violazioni.

In media, le imprese impiegano circa 18 mesi per intercettare le frodi e più si allungano i tempi di detection, maggiori sono il danno e l’impatto sul contesto aziendale. Attualmente, la maniera più diffusa per venire a conoscenza dell’esistenza di un abuso interno è la “soffiata”. Cioè un altro dipendente che fa da “spia” circa un illecito. Nel 30% dei casi, i responsabili/manager dormono sogni tranquilli svolgendo costanti attività di monitoraggio attraverso strumenti ad hoc. Infatti, quasi sempre, la causa di tali avvenimenti è da ricercarsi nella totale assenza delle politiche antifrode e, nei rari casi in cui queste sono presenti, nella loro inadeguatezza o inefficacia. Solo chi si affida a professionisti nel settore della sicurezza e della sorveglianza è in grado realmente di prevenire frodi di ogni genere.

A prescindere dai numeri, ciò che interessa sottolineare è la rassegnazione che le aziende sembrano avere nei confronti del rischio di frode; in altre parole, le imprese cercano di nascondere la propria incapacità di limitare l’infedeltà dei dipendenti dietro la una specie di tacita tolleranza. Peccato che questa soglia si sposti sempre più in avanti, anno dopo anno, e che oltre questa soglia non via sia quasi mai un piano efficace ed efficiente di contrasto alle frodi. Costruire e, soprattutto, implementare, una strategia antifrode, in ambito aziendale, non è difficile e, comunque, non se ne può fare a meno.

Il team che rapisce le ragazzine adescandole su Facebook

ottobre 31, 2013 Stalking Nessun Commento

Una macchina organizzativa ben strutturata ha portato al rapimento di una tredicenne bresciana, portata fino a Lugano da un adulto conosciuto via Facebook e affetto da turbe sessuali. All’inquietante piano hanno preso parte più persone, un gruppo organizzatosi per agganciare giovanissime prede attraverso i social network.

L’episodio ha avuto inizio a settembre quando la ragazzina, che frequenta la scuola media a Isorella, a sud di Brescia, ha allacciato un’amicizia attraverso Facebook con il ventiseienne. Lui ha cercato di far invaghire la ragazzina regalandole uno smartphone e i due hanno avuto anche modo di incontrarsi.

Poi, è scattato il piano, una fuga d’amore: lui arriva a Isorella in macchina e poco prima che lei entri a scuola la fa salire e parte in direzione della Svizzera. L’assenza a scuola dell’alunna viene subito notata; la direzione didattica aveva già avvertito la famiglia delle frequenti assenze. Intanto l’auto della coppia ha raggiunto un ostello della gioventù a Figino, alle porte di Lugano. È mezzogiorno, non ci sono posti disponibili. Secondo una prima ricostruzione la ragazzina viene lasciata sola nella hall e a quel punto realizza di essere finita in un gioco pericoloso. Telefona a casa in lacrime e racconta: «Sono con un amico conosciuto su Facebook, non so nemmeno io dove, vicino a Lugano… ». Le indagini si incrociano, la polizia di Lugano va all’ostello, attende l’arrivo del ventiseienne, lo arresta e porta in salvo la vittima.

La storia a lieto fine non è stata il frutto di una mattina di pazzia, ma l’exploit di una persona con inclinazioni pedofile e di una 23enne, complice dell’uomo e coinvolta nel rapimento della tredicenne.  Si attendono gli interrogatori di altre persone. Ma ormai il caso è chiaro: il sequestro è stato opera di più persone e ha avuto un movente sessuale.  La Procura di Brescia, nel frattempo, ha acquisito il computer e lo smartphone della studentessa. Là dentro ci sono le tracce di altri contatti avuti nel corso di questo, per fortuna breve, incubo. E sono proprio gli strumenti più vicini ai teenager che vanno tenuti sotto controllo come già fanno numerosi genitori. Con dei piccolissimi dispositivi di conrtollo per pc e software invisibili per smartphone è possibile proteggere e tutelare i propri figli, agendo prima che la situazione sfugga di mano.

Calendario

novembre: 2017
L M M G V S D
« Ago    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Login

ADS

 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spy phone, o cellulare spia, è un normale cellulare su cui viene installato un software spia capace di intercettare qualsiasi azione intrapresa sul cellulare stesso (chiamate, SMS, foto ecc.). Il software spia per spyphone è funzionante sulla maggior parte degli smartphone con sistema operativo Android, iOS e Blackberry.

 MICROREGISTRATORI
Nuovissimi microregistratori digitali con durata di registrazione fino a 1200 ore. Utilissimi per raccogliere prove o scoprire tradimenti di ogni tipo. I modelli ad attivazione vocale VAS permettono inoltre una maggiore autonomia di consumi. Affidabilità, efficacia e prezzo conveniente.
 MICROFONI DA MURO
Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.
 CAMUFFATORI DI VOCE
Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta e il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.

 ALLARME ANTI-ANNEGAMENTO E ANTISMARRIMENTO
localizzatore rf

Allarme anti-annegamento e antismarrimento è un sistema di protezione che combina un allarme anti-annegamento ed uno anti-smarrimento, ed è particolarmente efficace come sistema elettronico di sicurezza per proteggere i vostri bambini o animali domestici.

ARTICOLI IN RILIEVO

Cyberstalking e sistemi tecnologici di prevenzione

15 Set 2016

cyber-stalking

Che la tecnologia abbia apportato alle nostre vite notevoli vantaggi è fuori discussione. Spesso però tendiamo a minimizzare i pericoli derivanti dall’utilizzo incauto degli strumenti tecnologici messi a nostra disposizione. Uno dei casi più emblematici in tal senso è quello che concerne lo stalking online, o cyberstalking, ovvero la molestia perpetrata a danno di individui che utilizzano la rete per comunicare tra loro. Anche qui la forma persecutoria assume le …

Stalking citofonico. Un modo tutto nuovo di importunare

10 Set 2015

stalking-woman

È successo qualche giorno fa a Centocelle, alle porte di Roma. Un tizio insiste pigiando più volte sui tasti del citofono, gridando a squarciagola di volere del denaro. Quando si rende conto che la sua richiesta rimarrà ancora una volta inascoltata, strappa via con forza il citofono dal muro aiutandosi con un taglierino. La proprietaria del condominio preso di mira da mesi dallo stalker lo riconosce immediatamente e lo denuncia …

Stalking all’interno dell’azienda, scattano le manette

22 Lug 2014

Per nove volte ha vuotato una bottiglia d’acqua sulla stampante della collega mandandola in tilt. La donna ha poi riferito anche di aver trovato delle croci segnate sulle fotografie dei figli. Per una serie di “dispetti” il cui movente è ancora poco chiaro, un uomo di 65 anni della provincia di Brindisi, dipendente della Provincia, è stato raggiunto da un’ordinanza cautelare con cui si dispone il divieto di avvicinamento alla …

Sei vittima dello stalking? Ecco cosa fare

16 Dic 2013

Il reato di stalking si configura quando qualcuno (spesso, un ex partner) compie una serie di atti (che possono essere minacce o molestie, ma anche atti apparentemente innocui, come l’invio continuo di indesiderati sms, fiori, o biglietti) tanto da compiere violenza psicologica nei confronti della vittima ingenerandole un comprensibile stato di ansia e paura oppure costringendola a cambiare abitudini personali (sostituire utenza telefonica, cambiare residenza, ecc.) o ancora ingenerandole un fondato timore per la propria …

Il team che rapisce le ragazzine adescandole su Facebook

31 Ott 2013

Una macchina organizzativa ben strutturata ha portato al rapimento di una tredicenne bresciana, portata fino a Lugano da un adulto conosciuto via Facebook e affetto da turbe sessuali. All’inquietante piano hanno preso parte più persone, un gruppo organizzatosi per agganciare giovanissime prede attraverso i social network. L’episodio ha avuto inizio a settembre quando la ragazzina, che frequenta la scuola media a Isorella, a sud di Brescia, ha allacciato un’amicizia attraverso …

358 telefonate e 500 sms in un mese: l’amante diventa stalker

16 Set 2013

Dodici anni da amanti, tra incontri segreti e bugie. Poi la fiamma dell’amore si è spenta, almeno per lei, che ha deciso di troncare la relazione. Un duro colpo per lui, che non si è rassegnato dinanzi alla decisione. Ma riconquistarla si è rivelato impossibile. Così è scattata la presa di posizione: «O con me o con nessuno». La delusione si è già trasformata in ossessione: in un mese 539 …

Allarme stalking all’interno dei condomini

30 Mag 2013

Liti condominiali per volumi troppo alti, pulizie, sacchetti di immondizia nel pianerottolo o gestione degli spazi comuni sono all’ordine del giorno in quasi tutti i condomini. Pare che negli ultimi tempi siamo numerosi i casi in cui la tensione tra vicini sfocia in veri e propri episodi di stalking. L’allarme è stato lanciato dall’associazione degli amministratori di immobili, che ovviamente consiglia alle vittime di rivolgersi in primo luogo all’amministratore di …

Due persone in pochi giorni sfigurate con l’acido dagli ex

3 Mag 2013

Le storie d’amore finite male possono divenire davvero pericolose e spesso sono fonte di atti di stalking e persecuzioni che sfociano in vere e proprie violenze. Ne sono esempio due tragedie avvenute di recente. La prima riguarda un’avvocatessa di 35 anni, Lucia Annibali, aggredita nei pressi della sua casa, a Pesaro, da un uomo con il volto coperto che le ha gettato sul viso dell’acido. La donna ha aperto il portone …