Guida alpina accusata di molestie sessuali e stalking

Guida alpina accusata di molestie sessuali e stalking

In molti ricorderanno la vicenda di Ario Sciolari, noto alpinista di San Vito di Cadore, che circa quattro mesi fa è stato condannato a tre anni e mezzo dai giudici di Belluno per aver molestato sessualmente un ragazzino, all’epoca 12enne. I fatti risalgono al luglio 2008 durante un campo estivo in Val di Zoldo. Durante il camping nel quale Sciolari si proponeva di far vivere ai ragazzini l’esperienza della vita a contatto con la natura sullo stile dei nativi americani, la guida avrebbe massaggiato il 12enne toccandolo nelle parti intime. Inoltre il ragazzino, che dormiva in tenda con Sciolari, si sarebbe svegliato nudo dopo essersi coricato vestito. Il ragazzino, ora 17enne, è ancora oggi in cura per le conseguenze di quell’esperienza.

La lunga requisitoria della pubblica accusa, che ha ricostruito i fatti, ha definito l’alpinista come un manipolatore, dalla personalità forte e incline a questo tipo di rapporti con gli adolescenti. Proprio in questi giorni, un’altra condanna per l’alpinista: un anno e nove mesi per stalking, per aver perseguitato via telefono e posta elettronica lo stesso minorenne. Stando all’accusa, dopo aver saputo della querela per gli abusi, Sciolari avrebbe iniziato a tempestare il ragazzino, la mamma e il compagno di lei con un gran numero di sms, e-mail e chiamate, spesso dai toni minacciosi. Molestie durate per quasi due anni. E’ stata la mamma del ragazzo, oggi 17enne, ha sporgere querela, stanca della presenza dell’alpinista scrittore nella loro vita. Ario Sciolari ha provato a risarcire il danno, ma l’accusa è andata avanti e si è arrivati a sentenza per il reato di stalking.

Spesso può apparire esagerato il controllo di alcuni genitori che utilizzano microspie e cellulari spia per “controllare” i propri figli. Dinanzi a queste vicende, purtroppo abbastanza frequenti, vien da chiedersi se questi strumenti siano davvero sinonimo di mancanza di fiducia o rappresentino un modo reale per salvaguardare i minori.

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