Due anni di reclusione per la prof di Palermo

Due anni di reclusione per la prof di Palermo

E’ di due anni di reclusione la pena inflitta all’insegnante della scuola media di Palermo che ha fatto scrivere ad un bambino sul quaderno 100 volte “sono un deficiente”. Secondo i giudici, infatti, non si può rispondere al bullismo con «l’uso della violenza, fisica o psichica».

Decisione controversa e dibattuta. Secondo l’avvocato difensore il temine “deficiente”, derivante da “deficere” ovvero “mancare”, non andava ad offendere il bambino giacché l’insegnante, voleva semplicemente intendere che l’alunno era stato mancante nel non rendersi conto di quello che aveva fatto. Obiezione di rispetto se non si tenesse conto dell’accezione comune che il temine ha nella società e quindi l’evidente volontà di offende, proprio come ha stabilito la Corte di Cassazione. «Non può ritenersi lecito l’uso della violenza, fisica o psichica, distortamente finalizzata a scopi ritenuti educativi». Metodi punitivi di questo genere non possono essere più ammessi nella pedagogia moderna.Al centro del mirino anche la reazione dei genitori che, secondo alcuni, avrebbero potuto risolvere la questione andando dal preside e chiarire in maniera “pacifica” con la professoressa. Altri ancora fanno appello alla perdita di autorevolezza degli insegnanti.

Difficile star dietro a comportamenti da bulli e difficile, d’altro canto, fare i genitori. Sempre troppo spesso è il dialogo che viene a mancare negli ambienti educativi e quindi diventa difficile capire e star dietro ai ragazzi. La tecnologia potrebbe correre in nostro aiuto. Sono in vendita sistemi che permettono di monitorare il contenitore di maggiori informazioni riguardante i teenager: il cellulare. Si tratta di software spia che permettono di tener d’occhio il traffico telefonico e quindi di comprendere gli atteggiamenti e le abitudini dei ragazzi. Una volta installati sul cellulare, questi software permettono di intercettare le conversazioni telefoniche, gli sms ricevuti ed inviati ed addirittura controllare la posizione GPS del cellulare spia. Ma vediamo meglio come funzionano: per ascoltare una conversazione dovrete semplicemente aspettare l’inizio di una telefonata; a questo punto riceverete un SMS sul cellulare controllore che vi avviserà quando la chiamata comincia. A questo punto, potrete chiamare il telefono spia dal numero pilota, ed ascoltare la conversazione telefonica in diretta e senza essere notati.

Per intercettare gli sms ricevuti ed inviati, invece, bisogna semplicemente inviare allo spyphone un SMS, contenente un comando speciale che attiverà questa funzione. Stessa cosa per scoprire la posizione GPS ed in tempo reale e a distanza arriverà un sms indicante latitudine e longitudine. Queste, inserite in Google Maps, vi daranno l’esatta posizione del telefono controllato. Inoltre chiamando lo spyphone è possibile ascoltare le conversazioni che avvengono attorno: il software del cellulare spia riconoscerà il numero chiamante ed attiverà il microfono.

Insomma un mare di caratteristiche in un semplice cellulare. I software spia possono essere installati anche su telefoni di ultima generazione e quindi si può unire facilmente un bel regalo ad un miglioramento della relazione. Questi e molto altro ancora possono essere acquistati visitando il sito www.endoacustica.com.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.