Tradimento coniugale: mogli e mariti fate attenzione a queste date!

Esistono specifici giorni dell’anno in cui è più facile essere traditi? Stando ai risultati di una ricerca avviata da due siti di incontri on line, sembrerebbe proprio di sì. Vediamo nello specifico di cosa si tratta. Dal sondaggio di Gleeden, che si autodefinisce “il primo sito di incontri extraconiugali pensato …

Furto di dati aziendali. Dipendenti infedeli responsabili nel 43% dei casi.

Da un recente studio di Intel Security, nota azienda statunitense di sicurezza informatica, emerge che il 43% del furto di dati aziendali sia da addebitare all’operato di dipendenti infedeli piuttosto che ad hacker attivi in operazioni di spionaggio industriale. Alcune aziende, d’altro canto, provano a tutelarsi riponendo fiducia nei cosiddetti …

Cyberstalking e sistemi tecnologici di prevenzione

Che la tecnologia abbia apportato alle nostre vite notevoli vantaggi è fuori discussione. Spesso però tendiamo a minimizzare i pericoli derivanti dall’utilizzo incauto degli strumenti tecnologici messi a nostra disposizione. Uno dei casi più emblematici in tal senso è quello che concerne lo stalking online, o cyberstalking, ovvero la molestia …

Flirt sul posto di lavoro: donne coinvolte più degli uomini

Dimenticatevi dello stereotipo del maschio seduttore e sciupafemmine: in tema di avance sul posto del lavoro le donne non sono seconde a nessuno. È quanto emerge da un sondaggio lanciato dal sito di incontri Incontri-ExtraConiugali.com, un risultato che forse lascia basiti alcuni esponenti del cosiddetto sesso forte, abituati a fare bello …

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ReThink. Un’app efficace contro i bulli della rete

settembre 29, 2015 Bullismo Nessun Commento
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Si chiama ReThink ed è una applicazione in grado di allertare, attraverso un semplice messaggio a comparsa, quando si stanno per inviare parole o frasi offensive in rete. Pur nella sua semplicità d’uso, l’app inventata da Trisha Prabhu, una ragazzina statunitense di appena 15 anni, sembra comunque fare bene il proprio lavoro. Ben il 90% dei suoi utilizzatori, infatti, è stato dissuaso dal software dall’inserire termini ritenuti inappropriati e allo stesso tempo invitato a sostituirli con altri meno offensivi. Insomma, ReThing suggerisce all’utente di “ripensarci” su prima di buttare giù qualcosa che potrebbe ferire un’altra persona.

L’idea di un’applicativo web capace di contrastare la piaga del bullismo in rete è nata un anno fa, quando la piccola programmatrice in erba legge sul giornale la storia di Rebecca, una ragazza di 12 anni suicidatasi a causa di un episodio di cyberbullismo. Rammaricata e ferita profondamente dall’episodio, Trisha non ha resistito alla tentazione di fare qualcosa per i suoi coetanei, vittime dello stesso reato. Così ha creato ReThink, un’applicazione che conta già parecchie migliaia di utenti soddisfatti.

Visto sotto un’ottica di prevenzione, il progetto messo su da questa geniale ragazzina ci sembra un’occasione più unica che rara. Non a caso nasce in un periodo che vede il dilagare dei social network, ritenuti da alcuni studiosi un mezzo subdolo e degradante per perpetrare azioni simili a quelle richiamate pocanzi. Ad ogni modo è importante non abbassare mai la guardia. In commercio esistono molte applicazioni che, alla stregua dell’applicazione ideata da Trisha, permettono di capire in anticipo se adolescenti e non sono in procinto di incappare in situazioni pericolose. Un sistema efficace potrebbe essere ad esempio uno spyphone, ovvero un telefono sul quale è stato installato preventivamente un software spia capace di monitorare chiamate, suoni ambientali, SMS, chat di messagistica istantanea (Facebook, WhatsApp ecc.) e localizzazione geografica. Una soluzione completa ed efficace a difesa delle vittime del bullismo in rete.

Stalking citofonico. Un modo tutto nuovo di importunare

settembre 10, 2015 Stalking Nessun Commento
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È successo qualche giorno fa a Centocelle, alle porte di Roma. Un tizio insiste pigiando più volte sui tasti del citofono, gridando a squarciagola di volere del denaro. Quando si rende conto che la sua richiesta rimarrà ancora una volta inascoltata, strappa via con forza il citofono dal muro aiutandosi con un taglierino. La proprietaria del condominio preso di mira da mesi dallo stalker lo riconosce immediatamente e lo denuncia alla polizia.

Bizzaria a parte, questo insolito episodio di stalking “citofonico” rivela ancora una volta tutta la caparbietà di un molestatore seriale a danno della propria vittima indifesa. Insomma, i modi di molestare la gente sembrano non avere limiti. Che si tratti anche in questo caso di stalking, lo possiamo evincere dalla presenza di due componenti principali: la molestia e la persecuzione, basati sul meccanismo della ripetizione, intrusività e insistenza.

Certo non tutte le vicende avranno lo stesso lieto fine dell’episodio appena descritto. Ci saranno sempre situazioni con risvolti peggiori. È per questo che è necessario affrontare il problema da un punto di vista preventivo. La tecnologia, ad esempio, può venirci in aiuto con diversi dispositivi adatti allo scopo. Installare qualsiasi sistema di telecamere sarebbe potuto servire, molto probabilmente, a dissuadere lo stalker dal compiere l’azione persecutoria. E se tutto questo non bastasse? Beh, siamo convinti che il buon senso debba prevalere su tutto e che l’ultima parola è sempre bene lasciarla  a chi si occupa di difesa della persona e dell’ordine pubblico.

Il posto ideale per tradire? Per gli italiani è l’automobile

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Da una recente indagine condotta dal Centro Studi e Documentazione della nota compagnia di assicurazioni  Direct Line, che ha preso in esame un campione di mille individui di età compresa tra i 18 e i 64 anni, è saltato fuori che l’auto è il posto preferito per tradire il  proprio coniuge. Non solo. Stando a quanto affermato da ben il 91% degli intervistati, l’automobile sarebbe anche un posto sicuro per una scappatella coniugale senza correre il rischio di essere scoperti.

Diversi i motivi alla base del tradimento: il 36% degli intervistati ha ammesso di aver tradito per puro caso, il 20% perché avvampato dalla passione del momento, il 29% perché non provvisto di abbastanza denaro, il 10% in quanto convinto che fosse  il posto ideale per sfuggire al controllo del proprio partner, e in ultimo un misero 5% consapevole di trovarsi al cospetto di un posto romantico per eccellenza.

Che dire poi delle location preferite dai fedifraghi itineranti? Assolutamente lontane da occhi indiscreti! Luoghi appartatissimi dunque (56%), aperta campagna (31%), ambienti dal paesaggio mozzafiato (12%) e perfino claustrofobici box per auto (1%). Alcuni risultati rasentano addirittura il grottesco, come nel caso del 3% degli intervistati che, oltre a essere stati colti in flagrante, hanno  dovuto subire la furia dei traditi, riversatasi direttamente sulla carrozzeria delle loro automobili in sosta. Insomma, l’affetto degli italiani per le auto non ha limiti, e le statistiche in questione lo confermerebbero. Anche se forse per qualcuno degli intervistati sarebbe stato più saggio preferire posti più intimi e meno rischiosi.

Fin qui i numeri di chi ha scelto di tradire. Ma che dire dei traditi? Beh, la loro voce forse non apparirà in alcun tipo di statitica, anche se immaginiamo il loro disagio per l’aver subito un torto di tale portata, Chissà se l’adozione di sistemi di sorveglianza audio video, come le microspie video GSM occultabili in auto o le cimici audio digitali per l’ascolto ambientale, alimentabili direttamente dalla batteria dell’automobile, avrebbero potuto evitare il peggio. Già, chissà.

E tu, quanto sei a “rischio alce”?

Si chiama Alcitour  la curiosa iniziativa lanciata dalla startup italiana di booking viaggi Wanderio, che da un po’ di giorni sta impazzando sul web. Si tratta di un test a risposta multipla rivolto a coppie che per vari motivi vivono una relazione a distanza, allo scopo di fugare dubbi di fedeltà reciproca. Dal punteggio ottenuto nel test è possibile sapere quanto si è a “rischio alce”, ovvero a “rischio infedeltà”. L’iniziativa sarebbe nata in seno al programma per studenti Erasmus, proprio per facilitare i collegamenti geografici col proprio partner situato in un Paese straniero. Non a caso, ultimando il test, si ottiene uno sconto spendibile su wanderio.com.

Manovra commerciale a parte, sembrerebbe comunque una simpatica iniziativa. Non fosse altro per il nomignolo attribuitole, che richiama a chiare lettere la figura di un animale famoso per le sue propaggini craniche, e al messaggio volto a sensibilizzare sul rischio tradimento causato proprio dalla lontananza fisica. In effetti la questione è assai spinosa per molte coppie che vivono la separazione come un’assenza, non solo fisica, ma soprattutto di slancio affettivo.

Ecco dunque nascere da più parti l’esigenza di rompere gli indugi e optare per un controllo a distanza del proprio partner, prima che il tradimento venga effettivamente consumato. Cellulari spia e telecamere wireless sono i dispositivi di sorveglianza più utilizzati per tenere d’occhio il proprio coniuge. E pensare che a detta di tanti la lontananza sarebbe utile a rafforzare l’interesse e la passione. Non ce ne vogliano quest’ultimi, per carità, ma forse a tal proposito varrebbe la pena buttare giù un paio di citazioni prese a caso:

Non fidarsi mai né di un marito troppo lontano, né di uno scapolo troppo vicino.
(Helen Rowland, scrittrice statunitense)

L’assenza dell’essere amato lascia dietro di sé un lento veleno che si chiama oblio.
(Claude Aveline, scrittore e poeta francese)

Sei a rischio tradimento? Chiedilo ai tuoi ormoni

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Se ben ricordate, in un precedente articolo abbiamo già parlato della componente genetica che potrebbe essere alla base del tradimento. A conferma di quanto detto allora, arriva ora una notizia che, se ben documentata, farebbe la gioia di qualunque fedifrago di questo mondo.

Secondo uno studio condotto da alcuni ricercatori australiani e svedesi, infatti, la promiscuità sessuale e l’attitudine a cambiare frequentemente partner sarebbero colpa di due recettori ormonali: vasopressina e ossitocina. A un livello basso del primo corrisponderebbe, soprattutto negli individui maschi,  una maggiore predisposizione all’infedeltà e al tradimento. Una carenza di ossitocina nelle donne spingerebbe invece queste ultime a voler desiderare una ‘via di fuga’ dalla normale routine di coppia. A essere interessati da tale pericolosa circostanza sarebbero ben il 63% degli uomini e il 40% delle donne.

I ricercatori sono giunti a questa conclusione mettendo su un esperimento in due fasi, nella prima delle quali hanno chiesto a più di 7mila individui, tutti gemelli e fratelli sposati o conviventi stabilmente da almeno un anno, con quanti partner avessero avuto rapporti l’anno precedente. Chi ha ammesso di aver avuto un maggior numero di partner, è stato individuato come più incline all’infedeltà di coppia. L’esperimento era mirato, nello specifico, a capire se il comportamento infedele era più condiviso da gemelli identici, aventi cioè lo stesso patrimonio genetico, piuttosto che da fratelli non identici. La risposta positiva in tal senso ha suggerito che il tradimento ha effettivamente una forte componente genetica, come già appurato in studi precedenti. Nella seconda fase dell’esperimento, la misurazione delle variazioni dei recettori di vasopressina e ossitocina ha confermato i dati fin là acquisiti. Niente male come scusa per tirarsi fuori, una volta per tutte, da situazioni imbarazzanti e matrimoni finiti male, vero?

Le cose però non stanno proprio in questi termini. Per molti uomini e donne messi alle strette da una possibile infedeltà del proprio partner, questi recenti studi non sembrano essere di alcun sollievo. Anzi, il fatto di attribuire la colpa del fattaccio alla genetica, non farebbe altro che alimentare il dubbio di un’ennesima scappatella all’orizzonte. Dunque che fare? Un aiuto potrebbe giungere dalla tecnologia e dall’uso di sistemi video a distanza, o dispositivi per l’ascolto delle telefonate. Tali strumenti permettono infatti di scoprire in anticipo le mosse fraudolente del proprio partner, evitando che la situazione precipiti. In ogni caso, la soluzione più ovvia ed auspicabile sembra proprio essere una maggiore stabilità e armonia di coppia. E l’alibi della genetica? Beh, se la prossima volta vi daranno del ‘cornuto’, ora sapete con chi prendervela!

Flirtare on line equivale a tradire? Alcune coppie sono pronte a scommettere di sì

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D’accordo, la cosa potrà sembrare un tantino esagerata, eppure oggi sono in tanti a credere che frasi romantiche e complimenti più o meno espliciti scambiati in chat, ad esempio su Facebook o WhatsApp, siano  responsabili di buona parte dei casi di separazione per infedeltà occorsi negli ultimi anni nel nostro Paese. La cosa più strana è che ad affermarlo non sono soltanto persone in là con gli anni, pronte a lanciarsi nell’ennesima crociata di moralismo galoppante contro Internet e i social network, ma anche giovani coppie che, guarda caso, si sono conosciute proprio attraverso l’uso di tali strumenti di comunicazione a distanza. Per di più, le ultime statistiche sulle separazioni parrebbero dar loro ragione.

Stando, infatti, a quanto riferito recentemente dall’AMI (Associazione Matrimonialisti Italiani),  il 30% delle separazioni avverrebbe per colpa di Internet e dei social network. Una percentuale che, nell’ultimo anno, ha visto l’Italia recuperare terreno su altre nazioni, soprattutto Inghilterra, Germania e Francia, ritenute fino a poco tempo fa sovrane incontrastate dell’online cheating, ovvero del tradimento favorito dallo scambio di messaggi via web. La situazione sembrerebbe dunque assumere connotati sempre più allarmanti e definiti, creando nel frattempo un esercito di coniugi assillati dal dubbio di tradimento della propria dolce metà.

Come fare per uscire dal vortice incombente dell’insicurezza? C’è chi si affida a uno spyphone per ascoltare le telefonate del proprio partner, leggendone altresì i messaggi o localizzandone la posizione geografica. Oppure chi fa ricorso a diversi dispositivi elettronici per la registrazione e l’ascolto audio e video quali: microregistratori digitali, cimici ambientali, microspie GSM, telecamere wireless e via discorrendo. A ogni modo, sono proprio gli spyphone o cellulari spia ad attirare maggiormente l’interesse dei partner più insicuri. L’uso massiccio di smartphone e tablet utilizzati per l’invio e la ricezione di messaggi attraverso la rete, ha fatto sì che tali dispositivi vengano scelti quale mezzo specifico per lo smascheramento del partner fedifrago. Non a caso, i cellulari spia di ultima generazione permettono persino di recuperare la chat di alcuni social network e programmi di messaggistica istantanea (Facebook, WhatsApp ecc.).

Secondo un altro sondaggio in rete è emerso che chi ha un profilo aperto sui social network ha molte probabilità in più di tradire o essere tradito a sua volta dal partner. Il tradimento vero e proprio si consumerebbe quasi sempre a seguito di uno scambio diretto di complimenti, avance e frasi cariche di forte valenza erotica. Per chi infine ci è già passato non ci sarebbero dubbi: il flirt on line è l’anticamera dell’infedeltà. Certo, qualcuno potrebbe obiettare se lo smascheramento preventivo del partner infedele porterebbe in ogni caso alla rottura del rapporto di coppia. Ma questa è un’altra storia.

Come spiare un cellulare. Scoprite se il vostro partner vi tradisce

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Volete prendere in castagna la vostra dolce metà, monitorando ogni sua chiamata, messaggio, movimento fatto dal cellulare? Regalategli uno spyphone, oppure installate sul suo telefonino un software spia. Se non altro arriverete a conoscere una volta per tutte l’auspicata verità. Già, perché, se essere traditi non è di per sé una bella cosa, essere all’oscuro del torto subito lo è ancor meno. E’ per questo che sempre più coppie si affidano a uno spyphone per spiare l’altro a sua insaputa. Ma cos’è uno spyphone? E soprattutto, come funziona? Vediamolo assieme.

Uno spyphone, o cellulare spia, è innanzitutto un normale cellulare sul quale è stata installata un’applicazione spia capace di restituire importanti informazioni di utilizzo quali: ascolto di chiamate in entrata e in uscita dal telefono, ascolto ambientale (funziona come una vera e propria microspia audio), lettura dei messaggi (SMS, MMS, WhatsApp, Facebook ecc.) e localizzazione geografica del dispositivo. Attenzione però, per poter funzionare con tutte queste funzionalità di rete il cellulare spia deve necessariamente appartenere alla categoria degli smartphone di ultima generazione (Android, Iphone, Black Barry ecc.).

E’ possibile installare sullo spyphone due tipi di software, entrambi funzionanti in contemporanea su un medesimo cellulare: un software ON- LINE, che adopera la rete Internet, e un software OFF-LINE che utilizza invece la rete GSM. Per comprendere meglio come spiare un cellulare, dovete però conoscere le caratteristiche degli applicativi da installare. Eccole:

1. Come spiare un cellulare con il Software ON-LINE

Questo applicativo installato sul cellulare spia utilizza la connessione internet, da SIM o da rete Wi-Fi, inviando a un server le informazioni del cellulare spiato. Per avviare il monitoraggio a distanza del cellulare, è sufficiente loggarsi via browser a una piattaforma di controllo on line. Da qui l’utente potrà non solo ascoltare e scorrere la lista delle chiamate effettuate e ricevute dalla persona interessata, ma anche ascoltare e registrare l’audio ambientale, leggere i suoi messaggi SMS, email o conversazioni di messaggistica istantanea (chat di WhatsApp, Facebook ecc). Inoltre avrà la possibilità di acquisire le foto dalla galleria, la lista dei siti internet visitati, quella dei contatti in rubrica e la posizione GPS del cellulare da spiare.

2. Come spiare un cellulare con il Software OFF-LINE

L’applicazione OFF-LINE sfrutta la rete GSM per trasformare il cellulare spia in una vera e propria cimice per l’ascolto audio a distanza. Basta effettuare una semplicissima chiamata da un numero programmato come “numero pilota”, per ascoltare tutto quello che accade nelle vicinanze del telefonino spia. Con questa soluzione software è altresì possibile ottenere la lista delle chiamate in entrata e in uscita dal telefono, la lettura dei messaggi (solo testo SMS) e la posizione GPS, per sapere dove si trova il cellulare in quel dato momento.

La cosa più interessante di questi software è che non lasciano alcuna traccia sul cellulare della “vittima”. Niente più sfarfallii e bip improvvisi, come a volte accadeva per i cellulari spia di prima generazione. Non avete la possibilità di regalare un cellulare spia? Niente paura. I tal caso potrete trasformare un telefonino compatibile in uno spyphone, installando il programma spia in pochissimi secondi. Insomma, verrebbe il caso di dire: moglie e mariti fedifraghi siete avvertiti, il vostro doppio gioco potrebbe avere i minuti contati!

Endoacustica Europe, leader mondiale nella vendita di cellulari spia di ultima generazione, propone spyphone software per smartphone Android, Blackberry e iPhone. Il nostro supporto tecnico riguardo alla vendita e installazione di software per cellulari spia non si esaurisce con l’acquisto. I nostri tecnici saranno a vostra disposizione in ogni momento per la soluzione di qualsiasi problema o chiarimento, consigliandovi sull’utilizzo ottimale del prodotto.

La nostra consulenza post-vendita prevede i seguenti servizi:

  • Consulenza gratuita telefonica diretta alla migliore soluzione del problema
  • Istruzioni di utilizzo e installazione del prodotto
  • Assistenza sulla programmazione e l’inserimento dei dati

Come ottenere i tabulati telefonici di un partner infedele

Sappiamo bene che con l’introduzione in ogni momento della nostra vita di telefoni e smartphone, avere una relazione segreta è molto più semplice. Molte volte, un partner infedele userà degli accorgimenti chiave per evitare occhi indiscreti, o semplicemente terrà il telefono sempre con sé per tutto il tempo, in modo che il partner non possa averne accesso. Altre volte userà l’apparecchio telefonico di casa per non destare sospetti. In ogni caso, se credete che il vostro compagno o la vostra compagna possa avere una relazione extra, potete controllare le chiamate telefoniche, sia in entrata che in uscita, attraverso i tabulati telefonici.

Se il telefono risponde ad un contratto stipulato insieme, allora ottenere queste informazioni è semplice. Tutto quello che dovete fare è contattare la compagnia telefonica, e richiedere i tabulati telefonici inerenti al periodo di circa un mese dal momento della richiesta. In questa maniera potrete controllarli online o farveli spedire in forma cartacea.

Un’altra possibilità, è quella di ottenere il numero del telefono del vostro partner e la password, utilizzati per accedere al sito internet della compagnia telefonica utilizzata. In questo caso dovete semplicemente andare sul sito della compagnia, inserire il numero e la password, e in pochi minuti avrete tutte le informazioni di cui avete bisogno. Però tenete presente che spesso il software della compagnia invia un messaggio sul numero telefonico che viene controllato, informando che si stanno visualizzando i dati sensibili di quella linea telefonica.

Se tutto ciò non vi basta, contattate l’azienda leader nel settore della sicurezza e della sorveglianza. Saprà consigliarvi lo strumento più adatto per portare allo scoperto l’infedele.

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 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spy phone, o cellulare spia, è un normale cellulare su cui viene installato un software spia capace di intercettare qualsiasi azione intrapresa sul cellulare stesso (chiamate, SMS, foto ecc.). Il software spia per spyphone è funzionante sulla maggior parte degli smartphone con sistema operativo Android, iOS e Blackberry.

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Nuovissimi microregistratori digitali con durata di registrazione fino a 1200 ore. Utilissimi per raccogliere prove o scoprire tradimenti di ogni tipo. I modelli ad attivazione vocale VAS permettono inoltre una maggiore autonomia di consumi. Affidabilità, efficacia e prezzo conveniente.
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Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta e il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
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