Furto di dati aziendali. Dipendenti infedeli responsabili nel 43% dei casi.

Da un recente studio di Intel Security, nota azienda statunitense di sicurezza informatica, emerge che il 43% del furto di dati aziendali sia da addebitare all’operato di dipendenti infedeli piuttosto che ad hacker attivi in operazioni di spionaggio industriale. Alcune aziende, d’altro canto, provano a tutelarsi riponendo fiducia nei cosiddetti …

Ecco quali sono le professioni più inclini al tradimento

Vi interessa conoscere i profili lavorativi più inclini al tradimento di coppia? Ebbene, grazie a una ricerca avviata sul sito di incontri Victoria Milan è stato possibile stilare una classifica dei lavoratori più interessati da questo incalzante fenomeno sociale. Non solo. Dall’analisi in questione è emerso anche che ben il …

Social network: la triste ascesa del mobbing orizzontale

Oggigiorno si fa presto a parlare di mobbing. Tuttavia non tutti sanno che oltre alla sua espressione generica che ormai tutti conoscono ne esistono altre, aventi ciascuna un significato ben preciso (leggi qui). In questa sede parleremo esclusivamente della forma che va sotto il nome di mobbing orizzontale e della sua …

Scopre il tradimento online della moglie. Lei lo picchia

Come abbiamo sostenuto diverse volte, i tradimenti avvengono sempre più spesso online. Ne è un esempio un recente episodio avvenuto a Viterbo. Un uomo, insospettito dal comportamento della moglie, che di notte si alzava e passava ore davanti al computer, ha piazzato una microcamera e l’ha ripresa mentre si autoscattava …

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Due persone in pochi giorni sfigurate con l’acido dagli ex

maggio 3, 2013 Stalking Nessun Commento

Le storie d’amore finite male possono divenire davvero pericolose e spesso sono fonte di atti di stalking e persecuzioni che sfociano in vere e proprie violenze.

Ne sono esempio due tragedie avvenute di recente. La prima riguarda un’avvocatessa di 35 anni, Lucia Annibali, aggredita nei pressi della sua casa, a Pesaro, da un uomo con il volto coperto che le ha gettato sul viso dell’acido. La donna ha aperto il portone di casa e vi ha trovato dentro l’aggressore. Prima di essere trasportata in ospedale, in gravissime condizioni, avrebbe fatto in tempo a sussurrare il nome del colpevole. Il mandante sarebbe proprio il suo ex fidanzato, il collega, Luca Varani, 35 anni, di Pesaro, prontamente fermato per concorso in lesioni volontarie gravissime. L’uomo avrebbe mandato un uomo incappucciato a gettare dell’acido in faccia alla Annibali, con la quale aveva avuto una relazione sentimentale, poi troncata. La vendetta sarebbe stata meditata dal ragazzo non rassegnato dalla fine del rapporto e vedrebbe l’impiego di due albanesi, fermati anch’essi. La ragazza versa in condizioni molto gravi.

C’è da dire che le azioni di stalking non avvengono solamente ai danni delle donne. Una vicenda molto simile è accaduta infatti ad un 32enne di Roma, colpito al volto e al torace da acido muriatico. L’episodio è accaduto in una zona affollata, davanti alla fermata della linea del trenino Roma-Lido.
Ad aggredirlo sarebbe stato un uomo, ingaggiato da una donna delusa, più volte denunciata per atti persecutori. Anche in questo caso si tratta di una ex compagna a cui la fine della storia non era andata giù. Al momento dell’aggressione, l’uomo era in compagnia di una collega di lavoro, ferita lievemente ad un braccio dagli schizzi della sostanza chimica.

Purtroppo storie del genere presuppongono nella maggior parte dei casi azioni o comportamenti minacciosi passati. Denunciare è fondamentale, ma senza prove è davvero difficile intervenire. L’utilizzo di strumenti tecnologici come microregistratori o microspie si è rivelato spesso fondamentale per raccogliere prove che prevengano episodi ancora più gravi come quelli descritti in precedenza. Video, audio ed immagini non possono essere messe facilmente in dubbio e quindi rendono più agevole l’opera delle forze dell’ordine, ma soprattutto la propria vita.

Ragazzi della “Roma bene” resi schiavi da una banda di bulli

aprile 26, 2013 Bullismo Nessun Commento

Numerosi genitori hanno da tempo adottato sistemi di controllo per il cellulare dei propri figli. Software invisibili che permettono il controllo a 360° di ciò che accade nella vita degli adolescenti dentro e fuori casa. Attraverso questi strumenti infatti è possibile ascoltare le chiamate, leggere sms in entrata e uscita, sapere in diretta cosa accade attorno al telefono e anche controllare la sua posizione.

Mezzi di certo discutibili, ma che in molti casi hanno salvato la vita di adolescenti in difficoltà. Purtroppo gli episodi di bullismo sono davvero frequenti e si realizzano in varie fasi, quindi intervenire in tempo è possibile, solo se sono si è a conoscenza di ciò che accade.

Una notizia di pochi giorni fa ha come protagonisti degli insospettabili. Rampolli della “Roma bene” resi schiavi da una banda di bulli che da anni terrorizzavano i coetanei costringendoli a rubare nelle proprie case. Pena: pestaggi ripresi con i telefonini. Continue minacce e vessazioni, costringevano i ragazzi a fornire somme di denaro comprese tra 100 e 300 euro, assieme a smartphone, oggetti in oro, scarpe, giubbotti, e qualsiasi altro indumento griffato o di valore, a volte sottratto anche dalla cassaforte di famiglia. Inoltre gli “schiavi” erano tenuti ad eseguire i loro ordini come accompagnarli dove e quando volevano, offrire loro da bere o da mangiare. Violenze fisiche e psicologiche, minacce, ingiurie erano le conseguenze se non avessero obbedito.

Ci sono voluti anni e tanto coraggio per denunciare ai carabinieri, i quali hanno fermato una banda di bulli, tra cui un maggiorenne italiano e cinque minorenni figli di stranieri. I danni morali e psicologici di certo non potranno essere facilmente ripagati.   Sono episodi come questi che spingono attenti genitori ad adottare sistemi di controllo per salvaguardare la vita dei propri figli.

Gli strumenti per capire se il partner ti tradisce

L’amore e la tecnologia, a volte, vanno davvero di pari passo, soprattutto quando sono le donne a sfruttare i mezzi informatici. Secondo uno studio della East Carolina University a Greenville, Carolina del Nord, le signore, attraverso pc e cellulari, vivono le loro relazioni, tanto che arrivano a spiare il partner ed anche a lasciarlo con una semplice mail.

C’è da dire che la tecnologia è entrata appieno nelle nostre giornate e quindi non dovremmo più stupirci davanti a questi dati. La cosa che tocca non è l’uso del mezzo, ma la difficoltà di guardarsi realmente negli occhi. Secondo l’indagine, il 34% delle donne intervistate ha dichiarato di aver interrotto via e-mail la relazione con il compagno più di una volta, contro il 14% degli uomini. Inoltre il 3% dei maschietti ha ammesso di aver nascosto una microcamera nella stanza dell’amante e il 5% di utilizzare regolarmente inseguitori cellulari per monitorarne gli spostamenti.  In generale, le donne sono più inclini a questo tipo di controllo, che manifesta una gelosia un po’ ansiosa,soprattutto quando ha il timore di venire tradita o allontanata; mentre gli uomini sono più morbosi e spioni.

Ormai per scoprire se il partner ti tradisce non c’è bisogno di andare da un investigatore privato, basta utilizzare dei validi strumenti. Ovunque lasciamo traccia del nostro passaggio, dal prelievo, alla strisciata della carta di credito, alla tessera del supermercato, ma la sicurezza di un eventuale tradimento, la si può avere solo adottando strumenti di controllo per pc e smartphone. A chi non è mai capitato di aver spiato il telefono o il computer del partner? Ciò che cambia oggi sono i mezzi con la quale questa “sbirciatina” viene messa in atto.

Ovviamente in cima alla classifica c’è il cellulare con l’annesso software spia che permette di ascoltare le chiamate, leggere sms in entrata e uscita, ascoltare cosa accade attorno al telefono e anche controllare la sua posizione;  al secondo posto (nei messaggi privati) c’è il pc, Facebook e infine le email, monitorabili attraverso strumenti di controllo per computer.

Insomma non è inusuale trasformarsi in veri e propri James Bond con rischi e percoli annessi. Un’avventura se vogliamo che può portare alla luce tradimenti mai confessati o rinsaldare la relazione di coppia.

Molestava le bambine in bagno: arrestato bidello

Un bidello di 65 anni di una scuola elementare di Vimercate (Monza-Brianza) è stato arrestato in flagranza di reato dai carabinieri per violenza sessuale ai danni di alcune bambine. I militari, su disposizione del giudice, avevamo installato delle telecamere nascoste nei bagni della scuola; attraverso questi strumenti hanno colto l’uomo proprio mentre stava trattenendo una bambina, contro la sua volontà. Le indagini sono partite dopo che una bambina ha raccontato alla maestra di essere stata molestata nei bagni. Al momento era presente anche una compagna, che ha confermato.

Sotto la direzione della Procura della Repubblica di Monza, i Carabinieri hanno quindi avviato un costante ed ininterrotto monitoraggio del comportamento del bidello tramite telecamere all’interno della scuola, accertando inequivocabilmente le sue responsabilità. In pochi giorni i militari hanno assistito a quattro episodi, arrestando l’uomo in flagranza.

Il 65enne, di origini sarde, sposato, si introduceva nei bagni femminili e, adescando le bambine, tutte sotto i dieci anni, le palpeggiava nelle parti intime. In casa sua, dinanzi ad una moglie ignara ed allibita, gli operanti hanno sequestrato un computer portatile e numerosi DVD che dovranno essere analizzati. Dagli accertamenti sull’arrestato, è emerso che l’uomo nel 1971 era stato condannato per un analogo grave reato a sfondo sessuale, che aveva commesso in Calabria, ai danni di una bambina di 12 anni, in una chiesa, ma aveva falsificato la documentazione e otto anni fa era stato assunto come bidello nella scuola elementare comunale.

Da questo episodio emerge chiaramente come sia fondamentale l’utilizzo di videocamere di sorveglianza in scuole e luoghi pubblici. Non ci sono giustificazioni per atti simili ed è giusto che i colpevoli paghino!

“Il flirt telefonico è tradimento”, parola di giudice

Al centro di una sentenza della Cassazione ancora una volta è il nostro compagno di vita, il telefono cellulare: incontri, conversazioni, email, scambi ed anche infedeltà passano attraverso il telefono. Proprio sulla mancanza di fedeltà si è espressa la Corte d’appello di Lecce che ha rigettato il ricorso nella causa di separazione di un marito tarantino accusato di aver flirtato al telefono con alcune colleghe.

Ebbene si, l’avveduta moglie aveva in mano delle prove schiaccianti: la registrazione delle telefonate intercorse tra il marito e due colleghe. Queste conversazioni a detta del giudice lasciavano «chiaramente trasparire» legami sentimentali «non ignoti sul posto di lavoro».

I giudici hanno associato al concetto di fedeltà coniugale quello di lealtà stabilendo che «la relazione con estranei rende addebitabile la separazione quando, in considerazione degli aspetti esteriori con cui è coltivata e dell’ambiente in cui i coniugi convivono, dia luogo a plausibili sospetti di infedeltà; pertanto ogni qualvolta essa, anche se non si sostanzi in un adulterio, comporti comunque offesa alla dignità e all’onore dell’altro coniuge».

La sentenza ha sorpreso  non poco l’ambiente forense dato che ormai è divenuto davvero raro l’addebito a causa adulterio a maggior ragione se questo non avviene in maniera fisica. In realtà ciò che rende spesso difficili queste separazioni è la dimostrazione effettiva dell’avvenuto adulterio. Fortunatamente negli ultimi tempi, molti partner di presunti fedifraghi si stanno attrezzando attraverso l’acquisto di cellulari spia che, nella stessa maniera in cui ha agito la signora tarantina, offrono la possibilità di verificare realmente ciò che sta accadendo alla propria vita sentimentale, ma soprattutto consentono di raccogliere prove schiaccianti. Attraverso un software spia è possibile ascoltare le chiamate, leggere gli sms in entrata e in uscita, ascoltare cosa avveniva attorno al telefono ed anche controllare in ogni momento la posizione GPS dell’apparecchio e quindi anche della persona che lo utilizza.

D’altronde fedeltà non significa solo privarsi dall’avere rapporti sessuali con persone diverse dal coniuge, ma anche non tradire la fiducia reciproca. A questo va aggiunta la dignità lesa da un flirt con una persona estranea alla coppia che spesso compromette la rispettabilità della parte offesa. Dunque flirtare al telefono può costare molto più caro della semplice tariffa telefonica!

Con una microcamera filma e smaschera il marito che tenta di avvelenarla

Cerca online una microcamera nascosta in una sveglia, la acquista, la piazza in cucina e filma tutto. Il marito prende una boccetta, la svita e con il contagocce mette dell’acido cloridrico nella bottiglietta d’acqua della moglie. La sveglia-spia dotata anche di audio svela le parole dell’uomo: «Così muori». Ma la donna ha agito d’astuzia e proprio con quella microspia lo ha smascherato. Insospettitasi da un sorso d’acqua che qualche giorno prima le aveva bruciato la bocca e da un contenitore di acido scoperto nell’armadietto dei medicinali ha deciso di diventare investigatrice per tutelare sé stessa.

Temeraria e coraggiosa, prima di accusare il coniuge, ha voluto chiarire cosa stava succedendo in casa. Ha chiesto consigli ad alcuni parenti che le hanno suggerito di acquistare una piccola telecamera e di piazzarla nei pressi della sua bottiglietta d’acqua in modo da controllare cosa accadeva. Così ha scoperto la triste verità. Suo marito voleva farla fuori. A quel punto non si è fatta impietosire, ha raccolto le sue prove e ha raccontato tutto alla polizia.

Il giorno dopo Eliseo Bongiorno, 67 anni, incensurato, falegname in pensione, è stato prelevato dalla sua abitazione a Dalmine ed è stato portato in carcere con l’accusa di tentato omicidio aggravato dal legame con la vittima e dall’utilizzo di una sostanza venefica. Ha subito ammesso le sue colpe aggiungendo che non aveva intenzione di ucciderla “Volevo solo farla stare un po’ male, così avrebbe smesso di organizzare i pellegrinaggi da Padre Pio e di ascoltare Radio Maria tutto il giorno». Il suo difensore sta cercando un’alternativa al carcere, ma di certo il pensionato non potrà tornare nella sua abitazione.

Nella storia ci sono tutti gli elementi per un racconto in stile Agatha Christie: il piano del marito, il veleno, il sospetto della moglie, il figlio che vive ancora in casa con loro, l’altro figlio, sacerdote, e le indagini casalinghe con l’acquisto di una spy sveglia, un apparecchio normale all’apparenza, ma che nasconde in sé un registratore audio e video.

Come spesso avviene il miglior modo per tutelarsi è il “fai-da-te”. Fortunatamente strumenti per il controllo e la sorveglianza sono facilmente reperibili sul sito www.endoacustica.com e assicurano la massima efficienza in dimensioni ridotte e dunque risultano facilmente occultabili.

Escort a rischio

aprile 3, 2013 Mobbing Nessun Commento

Tempo di crisi e tempo in cui si è maggiormente disposti a scendere a compromessi per poter campare. C’è chi sceglie lavori più umili e chi sceglie di intraprendere una strada tanto redditizia quanto ardua, quella della prostituzione. Le escort, così come sono oggi comunemente chiamate, vendono il proprio corpo e non pagano le tasse. Un mondo ignaro ai più che divide il piacere dal lavoro.

Un esempio può essere la storia di Alessandra che si definisce “figlia di un paese il cui governo mortifica l’intelligenza di tanti giovani, ostacolandoli nell’espressione delle loro capacità, spesso a vantaggio dei “figli di”, relegando chi non ha “santi in paradiso” a lavoretti precari, con stipendi miseri”. Per cinque anni ha guadagnato 800 euro in nero a fronte di 10 ore in piedi dentro un negozio. Un affitto da pagare e la minaccia dell’anoressia che incombeva. Dopo battaglie sindacali e curricula inviati pressoché ovunque Alessandra non ha retto più e ha deciso di intraprendere “la via più semplice” come la definiscono in molti. “I miei incontri (non tutti ma la maggior parte) sono “stupri” a cui il mio corpo acconsente, ma che il mio spirito subisce. Nessuno mi regala i soldi, li devo guadagnare interpretando i loro desideri che solo a volte corrispondono ai miei. E’ il caro prezzo che pago per ottenere gli agognati soldi”.

La storia di Alessandra non si è risolta però con il nuovo lavoro, anzi sono arrivati nuovi problemi. Un giorno la donna ha incontrato un uomo particolare. Uno di quello con molti soldi e poco cervello. L’ha aggredita dapprima verbalmente, poi è passato agli spintoni, mollandole un ceffone e prendendola a calci. La fortuna di Alessandra è stato l’X Spray di Endoacustica che la ragazza porta sempre con sé. Si tratta di uno spray anti aggressione che consente di bloccare momentaneamente la visuale dell’aggressore grazie alla sua consistenza schiumosa di colore blu e nel caso in cui l’aggressore si dia alla fuga e rimuova la schiuma dal viso, il colore blu rimarrà sulla pelle per circa tre giorni e questo faciliterà l’identificazione del soggetto.

La escort dopo aver spruzzato X-spray sul viso dell’aggressore ha chiamato aiuto mentre l’uomo, lasciandola in mezzo ad una strada, è fuggito. Fortunatamente non è andato lontano dato che è stato prontamente riconosciuto dalle forze dell’ordine dopo che la giovane aveva segnalato l’accaduto.

La conclusione della storia non vede il lieto fine. Alessandra continua a prostituirsi per sopravvivere e cerca come può di tutelarsi. “Il prezzo del meretricio è un indennizzo per la “violenza” subita dal nostro corpo, dalla nostra mente e dalla nostra anima”.

La gelosia, inizio o fine di un rapporto?

La gelosia è un sentimento presente nell’uomo così come nella donna, la differenza risiede nell’approccio. Le donne si sentono tradite dal punto di vista emotivo per una questione di fiducia, mentre l’uomo non sopporta di avere un rivale dal punto di vista fisico. Sono numerosissime le persone che ogni giorno acquistano dei cellulari spia con cui poter controllare le chiamate, gli sms inviati e ricevuti dal partner, ma anche sapere in ogni momento dove si trova e con chi si sta relazionando. Bisogna anche dire che molte volte i gelosi hanno un sesto senso più spiccato. Infatti questi dispositivi vengono acquistati perlopiù da persone che hanno già dei sospetti riguardanti il comportamento del proprio compagno e non è raro che questi si rivelino fondati.

C’è chi dice che è solo una forma di egoismo e di possessività, altri dichiarano che senza di essa non si può parlare di vero amore. Da sempre la gelosia ha creato opinioni discordanti e da queste ne derivano destini opposti: uno è il rafforzamento dell’intesa, l’altro è il suo sgretolamento progressivo.

Il termine “gelosia” deriva dal greco e significa ardore e rivalità, in esso sembrano convogliare una passionalità aggressiva e una serie di comportamenti tesi a salvaguardare la coppia. Il geloso ha infatti uno spiccato istinto di protezione per la coppia stessa. Di fronte ad atteggiamenti particolari da parte di “esterni” nei confronti del partner, infastidito, agisce subito a favore dell’unione. A volte con ironia, a volte in maniera più aggressiva, fa notare la sua gelosia difendendo dal nemico. Di contro il partner può reagire sentendo la passione e rimanendo affascinato, oppure esserne infastidito.

A destare fastidio sono soprattutto i comportamenti eccessivi. Si tratta dei gelosi che non riescono a ragionare dinanzi a semplici sospetti. Si chiudono al dialogo, alzano la voce, minacciano di porre fine alla storia e a volte reagiscono con atti di violenza verbale, ma anche fisica. Episodi che segnano la coppia in maniera indissolubile. In questo caso, il problema risiede nella scarsa fiducia e nel timore dell’abbandono. Potrebbe trattarsi di un disturbo affettivo dell’infanzia.

Ma alla fine la gelosia è un sentimento molto comune, si sa “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”. E’ opportuno quindi correre ai ripari e togliersi qualche dubbio senza dover rovinarsi l’esistenza. La risposta potrebbe sicuramente essere un cellulare spia Endoacustica con il quale non farsi fregare proprio dalle persone più vicine.

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