Una persona su tre spia le mail del proprio partner

Una persona su tre spia le mail del proprio partner

Mancato log-out, password poco sicure, ma soprattutto piccoli strumenti di monitoraggio. E’ questo ciò che facilita il controllo della posta elettronica del partner.  Secondo una ricerca di Google, realizzata su un campione di 2.000 persone in Italia, una persona su tre ha sbirciato almeno una volta la posta elettronica altrui.  Mail, documenti e informazioni sono spesso sotto la lente di ingrandimento di partner sospettosi.

La poca sicurezza delle password è uno degli “aiutini” per aver accesso al mondo informatico del partner. Pare infatti che il 10% degli utenti scelga il nome del proprio cane o gatto come password, mentre l’8% usa la  parola “password”. C’è chi poi rischia ancora di più, come quel 6% di persone che lascia la password appuntata su un post-it nei pressi del pc. Il 13% degli italiani dichiara di essere entrato in un account altrui indovinandone la password, approfittando del mancato log-out da una sessione attiva o per mezzo di strumenti di controllo. Fra questi, un terzo (33%) è entrato in quello del partner, atteggiamento soprattutto maschile, e quasi un quinto in quello del proprio ex (17%), questa volta però con una buona prevalenza delle donne. Uno su dieci ha, invece, cercato di indovinare la password di un collega di lavoro.

E forse indovinare non è così difficile come sembra, dal momento che addirittura l’11% dichiara di usare come password una data significativa, ad esempio l’anniversario di matrimonio, mentre l’11% ricorre alla data di nascita di un parente stretto. Il 62% cambiano la password solo quando diventa necessario, solo il 24% lo fa regolarmente, mentre il 16% dichiara di usare sempre le stesse password. In generale le donne sono più inclini a condividere la password con i propri partner. Più della metà degli intervistati scrive le proprie password da qualche parte: un diario, un file nel proprio PC, il proprio telefono, un post-it.

Se tutto ciò non dovesse avvenire, niente paura. I partner più smart si sono dotati di piccoli strumenti come key hunter e key record che, in modo del tutto discreto, consentono di memorizzare non solo password ed email, ma tutto ciò che viene digitato sulla tastiera del pc. Dunque una valida alternativa per chi è a contatto con partner più attenti alla propria sicurezza informatica.

C’è da riconosce che il più delle volte chi decide di controllare il partner, ha già una forte motivazione per farlo: sospetto di tradimento o di qualche affare poco chiaro. Dunque diventa di stretta necessità andare a verificare alcuni dubbi ed incertezze, meglio farlo con strumenti affidabili.

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