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La gelosia, inizio o fine di un rapporto?

La gelosia è un sentimento presente nell’uomo così come nella donna, la differenza risiede nell’approccio. Le donne si sentono tradite dal punto di vista emotivo per una questione di fiducia, mentre l’uomo non sopporta di avere un rivale dal punto di vista fisico. Sono numerosissime le persone che ogni giorno acquistano dei cellulari spia con cui poter controllare le chiamate, gli sms inviati e ricevuti dal partner, ma anche sapere in ogni momento dove si trova e con chi si sta relazionando. Bisogna anche dire che molte volte i gelosi hanno un sesto senso più spiccato. Infatti questi dispositivi vengono acquistati perlopiù da persone che hanno già dei sospetti riguardanti il comportamento del proprio compagno e non è raro che questi si rivelino fondati.

C’è chi dice che è solo una forma di egoismo e di possessività, altri dichiarano che senza di essa non si può parlare di vero amore. Da sempre la gelosia ha creato opinioni discordanti e da queste ne derivano destini opposti: uno è il rafforzamento dell’intesa, l’altro è il suo sgretolamento progressivo.

Il termine “gelosia” deriva dal greco e significa ardore e rivalità, in esso sembrano convogliare una passionalità aggressiva e una serie di comportamenti tesi a salvaguardare la coppia. Il geloso ha infatti uno spiccato istinto di protezione per la coppia stessa. Di fronte ad atteggiamenti particolari da parte di “esterni” nei confronti del partner, infastidito, agisce subito a favore dell’unione. A volte con ironia, a volte in maniera più aggressiva, fa notare la sua gelosia difendendo dal nemico. Di contro il partner può reagire sentendo la passione e rimanendo affascinato, oppure esserne infastidito.

A destare fastidio sono soprattutto i comportamenti eccessivi. Si tratta dei gelosi che non riescono a ragionare dinanzi a semplici sospetti. Si chiudono al dialogo, alzano la voce, minacciano di porre fine alla storia e a volte reagiscono con atti di violenza verbale, ma anche fisica. Episodi che segnano la coppia in maniera indissolubile. In questo caso, il problema risiede nella scarsa fiducia e nel timore dell’abbandono. Potrebbe trattarsi di un disturbo affettivo dell’infanzia.

Ma alla fine la gelosia è un sentimento molto comune, si sa “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”. E’ opportuno quindi correre ai ripari e togliersi qualche dubbio senza dover rovinarsi l’esistenza. La risposta potrebbe sicuramente essere un cellulare spia Endoacustica con il quale non farsi fregare proprio dalle persone più vicine.

La voce, spia del tradimento

L’infedeltà è molto diffusa ed in crescente aumento. Quasi un italiano su due ha confessato di avere un amante. Poco credibili sono quelle persone che sostengono di non aver notato nulla: qualcosa nella coppia di solito non va, a prescindere dal tradimento vero e proprio. Ci sono sempre degli indizi, degli atteggiamenti inusuali, delle prove. Ad esempio, gli uomini credono che le donne con la voce troppo squillante siano meno affidabili, mentre le donne sono convinte che gli uomini con un tono di voce molto profondo siano meno fedeli.

Sulla tematica della “voce”, intesa come fonte di informazioni paralinguistiche, si è espressa l’università canadese “McMaster”. In particolare, i ricercatori hanno esaminato la relazione tra la tonalità della voce e l’infedeltà percepita. Secondo gli esperti, proprio nella tonalità sono nascosti i meccanismi che portano alla scelta del proprio compagno. Infatti, ogni persona ha dei parametri di riferimento e ovviamente cerca di non impelagarsi in storie poco convincenti già “a primo ascolto”.

Lo studio ha comportato l’ascolto di alcune voci da parte di un gruppo di volontari. Ciò che ne è risultato è che sia gli uomini sia le donne usano la tonalità della voce come un segnale di tradimento futuro. In particolare credono che siano portati a tradire le donne con un tono alto e gli uomini con una tonalità profonda.
Il caso è scientificamente testato: gli uomini con la voce bassa hanno alti livelli di testosterone, mentre le donne con la voce squillante hanno un alto tasso di estrogeni. Come spesso accade dietro un caso sociale risiede una verità scientifica.
La voce è usata spesso per sedurre e per conquistare la propria preda anche telefonicamente. Spesso si usano dei cambia voce sia per nascondere la propria identità all’interlocutore che per rendere perfetta la propria voce al telefono.
Insomma il souve affair passa anche tra le intricate reti telefoniche.

Facebook per le coppie, nasce “Noi”

Dopo esser stato definito sfascia famiglie ed esser stato chiamato in causa in numerose separazioni dei giorni nostri, costringendo i partner più “smart” all’utilizzo di strumenti di controllo per pc, Facebook prova a far pace con le coppie online. Come? Rendendo anche la coppia social con l’applicazione “Us”, ovvero “Noi”, attraverso la quale gli instancabili romantici possono condividere tutto, ma proprio tutto, ciò che avviene all’interno della coppia: foto, pensieri, video e chi più ne ha, più ne posti.

In realtà “Noi” è un’estensione della funzionalità di Facebook già esistente, che consente di visualizzare i dettagli dell’amicizia clikkando sulla rotella in altro a destra del profilo, accedendo alle impostazioni della pagina, e quindi selezionando “vedi dettagli amicizia”. A questo punto viene visualizzata la cronaca delle interazioni tra due persone dal momento in cui hanno stretto l’amicizia social. “Noi” porta, attraverso un link, ad una pagina molto simile a questa, ma in maniera più diretta ed offre anche maggiori spazi personalizzabili. Oltre a tenere un diario con i suoi status e aggiornamenti, l’utente “accoppiato” potrà quindi gestire una puntuale cronaca d’amore, con il livello di privacy configurabile dalle impostazioni principali.

Se l’amore dovesse finire, la pagina Facebook di coppia potrebbe presto trasformarsi in una pagina di sfogo o meglio ancora in una pagina dove denigrare pubblicamente l’ex partner.
Negli USA una donna di 43 anni ha pubblicato sulla pagina “Noi” del suo amante una foto che ritraeva se stessa e l’uomo in atteggiamenti intimi. Ovviamente la sorpresa non è stata gradita dalla controparte, né tantomeno dalla partner ufficiale. In tanti utilizzando invisibili sistemi di controllo per pc che tengono alla larga questo tipo di scoperte, prevenendo il rischio di tradimenti online.

“Bang with friends”, l’app per far sesso con gli amici di Facebook

Bang with friends” è il nome della nuova app di Facebook che non desta dubbi già dal titolo, decisamente esplicito. Fare sesso con gli amici del social network lo scopo dell’applicazione sviluppata da tre sconosciuti al fine di “aiutare utenti anonimi ad acquisire nuovi amici per la notte”. Accedendo all’app vengono visualizzati gli amici di sesso opposto, infatti al momento prevedrebbe solamente accoppiamenti etero, solo per errore potrebbe visualizzare utenti che non hanno specificato il proprio genere. Una volta effettuato l’accesso è possibile inviare un chiaro messaggio alla persona che vi interessa. Il prescelto riceverà una notifica e potrà scegliere se rispondere o meno alla proposta. L’applicazione, pur promettendo totale anonimato a chi la utilizza, non convince gli amanti della privacy. Alcune notifiche, come quella dell’iscrizione alla pagina, rischiano di apparire pubblicamente. A differenza di altri servizi del genere “Bang With Friends” crea dei collegamenti solamente fra utenti che abbiamo fra i nostri amici su Facebook che non solo utilizzano il servizio, ma anche si mostrano disponibili ad un eventuale incontro al buio.

Circa 20mila sono stati gli iscritti nell’arco di una sola settimana nonostante le numerose critiche. Si accusa l’app di amplificare le potenzialità di un rapporto virtuale ai danni di una comunicazione face to face. Gli sviluppatori si difendono rendendo pubblico il loro intento di rivolgersi principalmente agli studenti del college che utilizzano i social per entrare in contatto con nuovi amici e far nascere nuove relazioni. Vogliono inoltre abbattere i tabù e i moralismi che ruotano attorno all’ambito sessuale. I creatori sostengono come l’applicazione – che mostra una donna parzialmente nuda sdraiata su un letto nell’immagine sulla home page – non sia pensata soltanto per gli uomini. A proposito della versione solo per eterosessuali spiegano che non è una presa di posizione contro la comunità LGBT, ma si tratta solamente di una versione provvisoria, ancora da migliorare che prevedrebbe anche limitazioni per minori e parenti.

Non c’è tregua nella giungla di internet con i social network che strizzano l’occhio alle relazioni clandestine e sono sempre più orientati a nascondere fatti e misfatti. Sembrerebbe impossibile “controllare” ciò che figli e partner combinano online. Per questo molti utenti, sia uomini che donne, utilizzano sistemi di monitoraggio pc a distanza che permettono di evitare spiacevoli sorprese ed umiliazioni pubbliche, o per meglio dire, social!

Giappone: i vecchi cellulari sono amati dai traditori

Le app per nascondere doppie relazioni non stanno avendo un grande successo data la loro approssimazione e scarsa attendibilità. In Giappone modelli di cellulari ormai superati sono ancora ricercati e venduti perché, secondo gli utenti, sono in grado di proteggere la privacy meglio dei nuovi smartphone e aiutano chi ha più di una relazione a mantenere tutto nascosto. E così, i telefoni “antichi” in Giappone resistono all’avanzata di iPhone e sistemi Android.

Come dichiarato dal Wall Street Journal, pare che un vecchio telefono può essere un tesoro per il fedifrago incallito. In particolare si tratta di alcuni modelli Fujitsu serie F, ormai tecnologicamente obsoleti, ma dotati di grandi possibilità di controllo della privacy superiori anche a quelle di dispositivi di ultima generazione. Questi telefonino in Giappone sono stati soprannominati “uwaki keitai”, “telefoni dell’infedeltà“.

Tanti blog del Paese hanno dedicato attenzione al fenomeno, aggiungendo tanto di esperienze personali e testimonianze. “Le donne cercano di vedere cosa succede sul mio telefono quando non ci sono, e con questi telefoni semplicemente non è possibile”. Con la modalità privata implementata da Fujitsu serie F, nel momento in cui si riceve una comunicazione da numeri precedentemente inseriti in “elenchi invisibili”, ci sarà solo una lieve variazione delle icone della batteria o del segnale ricevuto dal cellulare. Per attivare o disattivare la modalità segreta, è necessario un gran numero di password e combinazioni.

Tra app, cellulari “antichi” e stratagemmi di ogni genere c’è chi ha pensato alla controparte. I traditi infatti hanno di contro armi sicure: si tratta di software spia Endoacustica che, installati in qualche minuto sul cellulare, consentono di ascoltare chiamate in entrata e in uscita in tempo reale, leggere sms, conoscere la posizione GPS e funzionano anche da microspie in quanto consentono di ascoltare ciò che avviene intorno all’apparecchio. Dunque i fedifraghi di ogni continente non hanno ancora vita facile vista la larga diffusione dei software Endoacustica.

Le tre tipologie di tradimento

Difficile sapere cosa accadrà nella testa di un tradito nel momento in cui scoprirà il misfatto: rabbia, disperazione, collera, umiliazione sono sentimenti che si intrecciano tra di loro nella maggior parte dei casi.
In Italia si stima che il 70% delle coppie sposate abbia tradito almeno una volta con alterni sensi di colpa.

Quando un fedifrago viene scoperto non fa differenza se si tratta di un episodio o di una serie di costanti eventi. I traditi non fanno distinzioni perché sono spesso in stato di irragionevolezza e sommersi dal senso di inadeguatezza e inferiorità nei confronti di chi ha accalappiato con arti misteriose il proprio partner. D’altra parte subentra una sorta di disconoscenza della persona che si ha/aveva accanto. Ci si sente incompresi, destabilizzati, senza punti di riferimento. Spesso si ricorre all’utilizzo di cellulari spia o microspie per cercare di comprendere affondo la questione.

Quasi nessuno ascolta a lungo il traditore o lo si ascolta in modo sommario e solo per sentire delle spiegazioni che, qualsiasi siano, non verranno comunque recepite.
In realtà sarebbe importante ascoltare. Ascoltare davvero le motivazioni perché, proprio dal tipo di tradimento, si può capire se fargli le valige o dargli un’altra occasione.

Il pensiero buonista comune insegna che il tradimento è uno. Senza entrare nella vera rottura che è quella del patto di fedeltà, ci sono troppe variabili caratteriali e di background che vanno indagate prima di dispensare giudizi o conclusioni affrettate.

Tanto per cominciare bisogna valutare eventuali mancanze emotive. Le ricerche dicono che le donne sono meno disposte a perdonare un tradimento dove subentra il sentimento, mentre gli uomini lo giudicano meno grave di quello per sesso.
Quando la spinta a tradire è la ricerca di affetto al di fuori della coppia è già annunciata una disfatta perché in questi casi entrano in gioco delle condivisioni emotive e di aspettativa che dovrebbero rimanere fuori da una coppia “illecita”.

All’inizio, sia nel tradimento per sesso sia in quello per mancanze, a comandare è l’ormone più o meno attivo, ma poi le strade si dividono. E ci si ritrova a provare emozioni adolescenziali e condividere più di quanto due perfetti amanti dovrebbero concedersi. Tradire con il cuore significa avere gettato la spugna, significa che il partner che evade ha raggiunto il suo punto di rottura e non riesce a vedere una via d’uscita al suo malessere. Alla base di questi tradimenti c’è spesso un’incomunicabilità trascinata nel tempo.

Il tradimento per sesso invece non presuppone una condivisione emotiva. L’amore per il coniuge non è messo in discussione e l’idea non è quella di cercare la formazione di un’altra coppia. E’ una scelta poco ponderata, d’istinto.

C’è chi parla di un terzo tipo di tradimento non classificabili nelle due categorie precedenti. Si tratta di storie basate sulla testa, nel piacere della conversazione, affinità elettive se vogliamo. E’ una relazione senza vincoli, dense di stima e rispetto reciproco. Anche in questo caso la figura del partner non viene intaccata, l’altro è un diversivo, risponde ad altre esigenze.

Difficile perdonare ed andare avanti mantenendo intatte la propria autostima e la propria identità. Il ricorso a strumenti di controllo spesso conferisce sicurezza e aiuta a ristabilire un rapporto anche sotto il punto di vista della fiducia. Solo tastando con mano che il tradimento non è ripetuto si può veramente credere al proprio partner.

Mettere al corrente di un tradimento può essere reato

E se scopro che il partner di una mia amica la tradisce, che faccio? Tutti ci siamo ritrovati in qualche circostanza dinanzi a questa domanda. La paura di scoprire un tradimento ai danni di una persona a noi cara e l’incapacità di reagire. Dirglielo la farebbe soffrire, non dirglielo sarebbe da vigliacchi e comprometterebbe il nostro rapporto qualora scoprisse il misfatto.

E alla fine si sa: “Chi si fa i fatti suoi campa cento anni”. Ma una donna palermitana non ha fatto tesoro di questo proverbio e ha informato la cognata tramite sms, dei tradimenti del marito. Messaggini contornati di offese rivolte alla donna accusata di non essersi accorta delle relazioni extraconiugali del compagno.
E sono state proprio queste espressioni poco felici a far scattare la condanna della Corte di Cassazione dato che la rivelazione dell’infedeltà del partner, unita alle ingiurie, ha costituito il reato di molestia in quanto la signora è andata a disturbare e ad alterare la tranquillità personale della vittima e del suo nucleo familiare, mettendo a repentaglio anche l’ordine pubblico, date le eventuali reazioni, tutt’altro che amichevoli, della parte offesa.

In giudizio l’accusata ha fatto ha cercato di giustificarsi ricorrendo alle “buone intenzioni” con cui ha agito nei confronti della cognata, ma ha dovuto comunque pagare una multa e le spese processuali, per un totale di oltre 2000 euro.

Dunque nel caso di tradimento non avremo più neppure le persone con cui abbiamo rapporti più intimi a darci una mano. Sarà per questo, e per molti altri motivi, che in tanti hanno scelto di installare software spia sul cellulare del partner o hanno impiantanto delle piccolissime microspie nei luoghi più frequentati. In questo caso saranno loro i nostri migliori amici.

Avere una falsa identità sul web è reato

C’è chi sul web si dipinge come la nuova Belen Rodriguez, chi preferisce sentirsi come il misterioso Jhonny Deep, fatto sta che moltissime persone creano ogni giorno account falsi al fine di vivere qualche momento di adulazione e, perché no, rimediare un invito a cena o una relazione clandestina.

I nomi di fantasia consentono di agire on line senza essere controllati da partner magari gelosi o consapevoli dell’indole poco fedele. Ma la corte di Cassazione mette fine a questo mondo parallelo fatto di belli imbusti e avvenenti giovinette affermando che avere una falsa identità sul web è reato e si rischia fino ad un anno di reclusione. Infatti la magistratura ha inquadrato la comunissima trasgressione come un delitto contro la fede pubblica e non contro la persona, in cui si prefigura un abuso dei mezzi di comunicazione offerti dalla rete

A tal proposito, la Cassazione ha confermato la condanna ricevuta per sostituzione d’identità da un uomo che aveva creato un account di posta elettronica utilizzando il nome di una propria conoscente con l’obiettivo di provocarle un danno. Attraverso l’utilizzo dell’indirizzo email della vittima, l’uomo aveva allacciato rapporti con utenti della rete spacciandosi per la ragazza che a sua volta aveva cominciato a ricevere telefonate con proposte di incontri a scopo sessuale.
La Corte d’appello ha chiarito che l’articolo n. 494 del Codice penale a tutela dell’identità ha come obiettivo anche la protezione della fede pubblica degli utenti che, come in questo caso, credono di entrare in relazione con una persona diversa da quella reale. Infatti gli inquirenti hanno sottolineato che ad esser preso in giro non è il server che fornisce l’account, ma gli utenti della rete che interagiscono con una persona “irreale”.

E’ vero dunque che iscriversi con una falsa identità è un gioco da ragazzi e potrebbe far vivere per alcuni istanti situazioni irreali e fantasiose, ma è vero anche che dobbiamo stare molto attenti. Prima della Cassazione potrebbe esserci infatti il nostro partner che, essendosi accorto di “strani movimenti”, utilizza dei piccoli accorgimenti per monitorare l’utilizzo del pc. E’ questo il caso dell’impiego di strumenti per il controllo del computer come le key hunter e le key record di Endoacustica che registrano ogni carattere che viene digitato sulla tastiera del pc senza destare il minimo sospetto. Traditori on line state ben attenti!

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