Quando un presunto tradimento sfocia in un efferato omicidio: la storia di Alessandra.

Quando un presunto tradimento sfocia in un efferato omicidio: la storia di Alessandra.

Sono due giorni che la notizia fa il giro del web ed in particolare dei Social Network. Si chiamava Alessandra, aveva 26 anni, un fisico invidiabile ed era così bella da suscitare la gelosia quasi morbosa del marito. Fin qui nulla, o quasi, di strano, chi non sarebbe geloso di una moglie così bella? Il problema nasce quando la gelosia diventa qualcosa di ossessivo, che spinge a vedere, a volte, anche quello che non c’è, come il tradimento da parte del partner.

È proprio quello che è successo a Giancarlo Giannini, operaio di 35 anni di Palma Campania, in provincia di Napoli, marito di Alessandra. Secondo lui, Alessandra lo aveva tradito e doveva a tutti i costi spingerla alla confessione, anche a costo della vita stessa. Sono le tre del mattino, i due figli di quattro e sei anni dormono e tra i due coniugi scoppia una lite furibonda. All’inizio sembrava una normale lite tra sposati, ma poi la situazione inizia a degenerare: Giancarlo inizia a picchiare Alessandra, prima con calci, pugni e schiaffi, poi, accecato dalla rabbia prende prima una forbice piccola, poi una più grande, insegue la sua “amata” per tutta la casa fino al balcone dove lei ha tentato di fuggire e la fredda piantandole la forbice nel petto.

I due figli non hanno visto nulla e sono al sicuro con gli zii, grazie anche all’intervento dei Carabinieri, allertati dalle chiamate dei vicini per l’evidente trambusto nel pieno della notte. Giancarlo confessa: l’ha uccisa perché lei lo tradiva, forse, e lui non ci ha visto più. Tradimento o no, nulla potrà giustificare un gesto così estremo, che lascia due bambini senza l’amore della propria mamma e, in un certo senso, anche senza il proprio papà, che ha tolto loro la cosa più importante.

Non è un caso isolato, purtroppo, questo. Secondo le statistiche un triste primato spetta all’Italia quest’ultimo anno: sono quasi 60 le donne uccise dalla furia omicida di uomini ossessionati, presumibilmente traditi o non rassegnati davanti ad un rifiuto. Numerosi sono, infatti, anche i casi di stalking sottovalutati e trasformatisi in tragedia.

Una situazione che fa riflettere, soprattutto sulla Rete, dove migliaia di persone da diverse parti del paese si scambiano opinioni su questi tristi fatti di cronaca. Si avverte soprattutto l’esigenza di tutelare le donne vittime di soprusi da parte di uomini che le “amano troppo” o che non si rassegnano ad un rifiuto. Per questo molte donne, per sentirsi più sicure, tendono sempre più a ricorrere alla tecnologia, a strumenti che le facciano sentire “controllate”. Si registra, infatti, un boom nella vendita di localizzatori satellitari, per far sì che si riesca a sapere dove sono in qualunque momento, e software spia per cellulari, per far ascoltare le proprie conversazioni telefoniche e ambientali. Piccoli strumenti che, tuttavia, possono aiutare nella prevenzione di tali atti di violenza.

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