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Le conseguenze del bullismo in età adulta

maggio 6, 2011 Bullismo Nessun Commento

Le conseguenze di atti di bullismo e violenza subiti o compiuti durante l’adolescenza possono manifestearsi in età adulta, sia per il bullo che per la sua vittima.

Quando pensiamo al bullismo, ci vengono in mente immagini di botte tra ragazzi nel cortile della scuola, di alcuni di loro che vengono spintonati dai ragazzi più grandi, molestati sull’autobus o fatti oggetto di scherzi che, tutto sommato, noi adulti riteniamo innocui, pensando che sia una cosa normale tra ragazzi e che le sue conseguenze siano tutto sommato minime e si manifestino soltanto nel breve termine.

Invece, non si tratta soltanto di una cosa tra ragazzi. Secondo molte ricerche, è stato dimostrato che gli effetti degli atti di bullismo possono protrarsi anche nell’età adulta, sia nella vittima che nel suo molestatore, per il resto delle loro vite.

Il bullismo in sé è un atto molto pericoloso per entrambe le parti coinvolte. Esso genera sensazioni forti quali la paura, la vergogna, l’imbarazzo e i sensi di colpa nella vittima. I bulli usano le minacce per ridurre al silenzio le loro vittime, nella stessa maniera in cui un molestatore, un violentatore o anche un pedofilo possono costringere le loro vittime a non parlare.

Gli effetti a breve termine possono già essere molto profondi. Secondo i risultati delle ricerche, infatti, i ragazzi che vengono molestati a scuola mostrano molto spesso i seguenti sintomi:

– Tristezza a scuola
– Atteggiamento introverso
– Minore considerazione dei sentimenti altrui
– Maggiori problemi di integrazione
– Aumento dell’ansia
– Tendenza alla depressione

Alcuni di questi effetti del bullismo possono manifestarsi soltanto nel breve termine, ma ci sono anche delle conseguenze a lungo termine. Questo è vero in particolare se gli episodi di bullismo si protraggono per un certo tempo. I bambini o ragazzi che vengono molestati:

– Sono a più alto rischio di depressione e scarsa autostima da grandi
– Hanno maggiori probablità di soffrire di insicurezza
– Sono più a rischio emicranie o mal di testa cronici
– Tendono ad assentarsi più spesso da scuola in maniera giustificata o meno
– Possono avere maggiori problemi relazionali e familiari in età adulta
– Potrebbero scappare da casa in presenza di problemi o discussioni familiari
– Potrebbero avere problemi di alcolismo e dipendenza da droghe
– Rischiano di abbandonarsi a comportamenti autodistruttivi

Molti di questi sintomi possono essere riscontrati anche nei pazienti sofferenti di stress post traumatico. Un recente rapporto emesso in Gran Bretagna da UK Charity Kidscape ha evidenziato come coloro che erano stati molestati da ragazzi si portassero dietro tali problemi per tutto il resto della loro esistenza. Alcuni di questi problemi comprendevano tendenze suicide o omicide, o difficoltà di relazione con il mondo esterno o anche con la propria famiglia.
Questa ricerca è stata anche comprovata dalla Yale School of Medicine negli USA, che ha rilevato un collegamento tra i molestati, i molestatori e la diffusione del suicidio tra i ragazzi.

Il bullismo non è solo un problema per i nostri figli maschi. Le ragazze possono ugualmente molestarne altre, usando l’arma dell’esclusione sociale nei confronti delle loro vittime. Gli effetti a lungo termine possono essere devastanti, e secondo gli esperti questo tipo di “bullismo sociale” è direttamente responsabile della scarsa autostima che porta le donne a soffrire per relazioni complicate, gravidanze non volute, abuso di alcolici e stupefacenti fino a malattie quali anoressia e bulimia, collegate alla scarsa confidenza in sé stesse e nella propria immagine pubblica.

Gli effetti del bullismo, comunque, non sono limitati soltanto a chi ne è vittima. Recentemente, dei ricercatori hanno evidenziato come su dieci ragazzi che a scuola vengono definiti come bulli, almeno sei subiscono una condanna per qualsiasi tipo di reato entro i 24 anni di età.

Gli effetti di tale comportamento molesto su coloro che lo compiono, possono essere rilevati anche in aree che normalmente sembrerebbero non essere collegate. I ragazzi che entro l’età di sedici anni hanno manifestato persistenti problemi a livello comportamentale (tra cui il bullismo stesso) radoppiano il rischio di soffrire, in età adulta, di fibromialgia o sindrome da dolore cronico, rispetto ai ragazzi senza simili problemi comportamentali.

Negli ultimi anni, con la diffuzione di Internet, si è ugualmente diffuso anche il bullismo virtuale, o cyberbullismo. Secondo alcune stime, ne è vittima almeno il 10 per cento degli adolescenti, e la cosa peggiore è che la vittima non ha un momento per sfuggire ai propri molestatori, che la perseguitano anche di sera o nel fine settimana.

Le molestie possono verificarsi continuamente via SMS, Facebook o altri siti, e le informazioni si spargono velocemente. Una volta postati, i messaggi insultanti potrebbero non essere cancellabili, e potrebbe essere assai difficile identificarne l’autore in maniera inequivocabile.

Secondo gli psicologi, è importante capire gli effetti che il bullismo adolescenziale può avere sugli adulti, rendendosi conto che quando si esce dalla scuola non si lasciano alle spalle tutti i problemi, ma alcuni di essi ci restano dentro, e manifestano i loro effetti ad anni di distanza ed in qualsiasi aspetto della nostra vita.

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Bullismo a scuola: Consigli per risolverlo – Parte II

aprile 27, 2011 Bullismo Nessun Commento

Se vostro figlio è il responsabile di atti di bullismo, e non la vittima, il genitore può rendersi molto utile per contribuire a trovare una soluzione al problema.

Non negate il problema
Come già detto, ignorare l’esistenza di un problema non lo farà sparire magicamente, e anzi spesso non fa altro che inasprirlo. Potrebbe non essere tutta colpa di vostro figlio, ma lui ne fa sicuramente parte, ed i problemi non possono risolversi senza che tutte le parti in causa possano essere soddisfatte o coinvolte.
Minimizzare l’importanza del problema equivale a comunicare a vostro figlio che i suoi comportamenti nei confronti degli altri siano accettabili.

Parlate con lui
Ascoltate la sua versione dei fatti e le sue sensazioni, e ricordatevi che ogni medaglia ha sempre due facce. Documentate gli aspetti specifici del suo comportamento, in modo da avere le informazioni necessarie per aiutare tutte le parti in causa a trovare una soluzione.

Aiutatelo ad immedesimarsi
Un sentimento che ai bulli manca è spesso quello dell’empatia. Quando parlate degli eventi in cui vostro figlio è coinvolto, chiedetegli di mettersi nei panni della vittima per provare come può sentirsi. Durante un film in TV, discutete apertamente con lui come si sentirebbe durante alcune scene, specialmente in quelle che rappresentano una lite.

Studiate un piano di riparazione
Chiedete a vostro figlio di aiutarvi a capire perché ha fatto del male ad un altro ragazzo, e perché lo ha fatto. Poi, trovate insieme a lui una soluzione per poter dimostrare in maniera significativa quanto sia dispiaciuto per essersi comportato in quel modo.
Chiedere semplicemente scusa potrebbe non essere sufficiente, deve chiaramente spiegare per quale motivo chiede scusa, e cosa ha intenzione di fare per evitare che la cosa si ripeta.

Riducete l’esposizione ad esempi sbagliati
Spesso, la violenza a cui sono esposti i nostri ragazzi è una causa di comportamenti altrettanto violenti, specie se i genitori non prestano la dovuta attenzione. Controllate attentamente i programmi che guardano in TV, i videogiochi coi quali si svagano, e gli altri bambini con cui fanno amicizia.
Ovviamente gli esempi violenti non devono essre completamente nascosti dalla loro vista, in quanto fanno parte della vita e presto o tardi bisogna farci i conti. Assicuratevi soltanto di parlarne coi vostri figli e di capire le sensazioni che tali esempi generano in loro. Grazie a questo dialogo, i vostri figli potranno sviluppare una propria opinione.

Trovate una guida
Spesso i bulli mancano anche di abilità nella socializzazione. Cercate di individuare qualcuno che, durante la vostra assenza, possa fare da supporto per vostro figlio in maniera regolare, in modo da aiutarlo a sviluppare un comportamento sociale accettabile.

Il bullismo ha un impatto potenzialmente devastante sul rendimento scolastico dei nostri figli e sul loro processo di crescita. Tutti hanno la responsabilità di aiutare gli altri, e nessuno ha il diritto di far loro del male.
I genitori devono fare tutto quanto in loro potere per assicurarsi che i loro figli si rechino a scuola sapendo di trovare un ambiente sicuro, dove viene garantita l’eguaglianza di ognuno di loro.
L’assenza di violenza e paura metteranno i nostri ragazzi nelle migliori condizioni per concentrarsi soltanto sul loro sviluppo, diventando così membri attivi e sereni della nostra società.

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Bullismo a scuola: Consigli per risolverlo – Parte I

aprile 27, 2011 Bullismo Nessun Commento

L’anno scolastico si avvia lentamente verso la fine, ma dopo le vacanze estive, arriverà il tempo del ritorno in classe, un momento eccitante per i ragazzi che possono incontrare di nuovo gli amici che non hanno visto per due mesi. L’altra faccia della medaglia però, è il dover rivedere bulli e molestatori che gli rendono la vita difficile o impossibile in classe.

Inoltre, il ritorno può causare ansia nei genitori che ricevono regolarmente chiamate dal preside o dagli insegnanti, perché il loro figlio è coinvolto in episodi di bullismo, ma come parte attiva. Cosa possono fare i genitori di entrambe le parti per far sì che i loro ragazzi si concentrino soltanto sullo studio e sul divertimento, invece che sulla violenza o la paura?

Se vostro figlio è vittima di bulli in classe, di seguito trovate alcune idee:

Parlate con lui
Fategli capire che non potete aiutarlo se non siete a conoscenza dei dettagli relativi alle situazioni che lo preoccupano. Ascoltate i suoi racconti e le sue sensazioni, restando calmi e senza esprimere giudizi affrettati. Cercate di collaborare con lui per trovare una soluzione che lo faccia sentire a suo agio.

Raccogliete informazioni
Cercate di essere informati e di raccogliere quanta più documentazione possibile riguardo agli eventi descritti da vostro figlio; Chi era presente (adulti e ragazzi), cosa è successo di preciso, quando e dove è avvenuto l’incidente in questione.
Assicuratevi che vostro figlio sappia la differenza tra fare la spia (riferire ad altri con l’intenzione di creare problemi alle persone coinvolte) e raccontare (riferire per chiedere aiuto). Ditegli che siete orgogliosi di come lui sia in grado di raccontare e rivivere insieme a voi momenti particolarmente difficili per lui.

Non dategli suggerimenti sbagliati
Non dite a vostro figlio di ignorare il bullo che lo molesta, e non provate ad insegnargli a difendersi o lottare. Incoraggiarlo a minimizzare le proprie reazioni può ridurre la frequenza degli attacchi, ma ignorare un problema raramente serve a risolverlo in maniera definitiva, mentre combattere renderebbe la situazione ben peggiore.

Non pensate che sia normale
Non commettete l’errore di pensare che il bullismo sia una normale parte del processo di crescita e interazione tra ragazzi. L’abuso, di qualsiasi tipo, non può mai essere considerato una cosa normale.

Informate gli insegnanti
Coinvolgete professori e preside della scuola, ma senza affidarvi completamente a loro come unica possibile soluzione. Riferire l’accaduto agli insegnanti non significa che il problema sia automaticamente risolto, in quanto molti professori e dirigenti scolastici non sono in grado di gestire i problemi relativi agli atti di bullismo. Tutte le parti coinvolte (molestato, molestatore, genitori, insegnanti ed amministratori scolastici) devono essere coinvolti per trovare una soluzione equilibrata.

Informatevi
Chiedete a scuola in quale modo vengono trattati i casi di bullismo, le sue varie definizioni (aggressioni fisiche, verbali, sessuali, o molestie online), e le conseguenze di ognuna di tali categorie.
Dovrebbe esserci anche una differenza tra comportamenti inappropriati e bullismo vero e proprio. I primi possono verificarsi, in varie occasioni, in tutti i ragazzi, senza però essere segno di un problema cronico. Il bullismo invece è un comportamento cronico e costante, che ha come intenzione finale quella di fare del male o intimidire la vittima.
Tali definizioni dovrebbero anche identificare le zone a rischio all’interno del complesso scolastico (cortile, palestra, bagni) ed un piano d’azione per prevenire o stroncare eventuali atti impropri.

Responsabilizzate vostro figlio
Più vostro figlio è giovane, più benefici potrà avere dallo svolgere un ruolo in una sorta di copione di come comportarsi in certe situazioni. Insegnarrgli a reagire in maniera ferma, o a fare finta di niente, o rispondere con ironia, possono rivelarsi soluzioni vincenti. L’importante è che impari a farlo mostrando poche emozioni e con fiducia in se stesso. Poterbbe essere necessario un po’ di tempo prima che tale tattica dia i suoi frutti, quindi permettetegli di muoversi alla velocità che più gli è congeniale.

Una ragazza racconta: la mia esperienza con i bulli a scuola

aprile 21, 2011 Bullismo Nessun Commento

Il bullismo a scuola esiste da sempre ed è ovunque. Sinceramente, non so nemmeno se esista una maniera di intervenire per fermare tali episodi senza rendere la situazione ancora peggiore per la vittima.
Quando mi capitò di leggere la storia di una ragazza americana di 15 anni, che si era uccisa impiccandosi a causa degli scherzi di cui era vittima, per me fu un vero shock.

Questi scherzi io li subii quando andavo a scuola da adolescente, quando cominciava ad affiorarmi la prima acne giovanile e la mia famiglia era talmente povera che non potevamo nemmeno permetterci un paio di calze per me. Sinceramente non mi sono mai curata del dover andare in giro senza calze, i ragazzi sono molto più flessibili per certe cose e non si curano di certi dettagli.

Gli altri ragazzi della mia scuola, invece, se ne curavano eccome. Indossavo gli abiti dismessi da mia cugina, o quelli comprati in qualche negozio dell’usato. Non ho mai avuto un telefono cellulare, scarpe alla moda o qualcosa che risaltasse particolarmente.
Gli altri ragazzi mi additavano e prendevano in giro da una classe all’altra, e ancora mi ricordo parola per parola come fossero quasi disgustati nel vedere i miei vestiti, come mi dicevano quanto fossi brutta e non avessi il loro “stile” nel vestire o nel comportarmi.

Certo, erano “apprezzamenti” piuttosto innocui, ma per una ragazzina, facevano veramente male. Cominciai a farmi del male tagliandomi da sola, e piangevo tutto il giorno e tutta la notte, ogni santa notte. La mia maestra sentiva benissimo quello che mi dicevano, vedeva perfettamente quanto io piangessi, e mi ascoltava quando le dicevo che tutto questo era sbagliato.

Eppure, non fece assolutamente nulla. Non informò i miei genitori di quanto mi succedeva a scuola, non prese alcuna misura punitiva nei confronti degli altri ragazzi, assolutamente nulla. Neppure quando uno dei ragazzi mi picchiò con uno dei suoi libri fino a farmi piangere ed implorarlo di smettere. Non fece nulla, anzi mi disse semplicemente di smettere di piangere e di fare quello che gli altri alunni mi dicevano di fare.

Un’altra insegnante mi abbracciò mentre piangevo e si mise in piedi davanti alla mia classe urlando ai bulli di lasciarmi stare; questo però non fece altro che peggiorare la cose. Quella notte, andai a casa e ingoiai un intero flacone di pillole di sonnifero. Avevo solo 11 anni. Mia madre se ne accorse in tempo e mi fece sputare fuori tutto quello che avevo ingerito. Fu quella notte che i miei genitori scoprirono che la loro figlia veniva costantemente molestate in classe.

Ora che ho 17 anni, sono segnata in maniera indelebile, la mia autostima è sotto zero, non posso tornare nella scuola pubblica ed ho cambiato tre diversi psicologi, ma le cose non accennano a migliorare.
Non riesco ad affrontare la gente, non posso andare a fare shopping senza rinchiudermi nel camerino a piangere perché mi vedo brutta.

Dovevo affrontare costantemente i miei ex compagni di classe, che erano nella mia scuola ed avevano il mio stesso orario per il pranzo. Quindi decisi di abbandonare la scuola ed ora studio da casa con un insegnante di supporto. La mia vita è stata rovinata ed ora sono felice solo quando posso uscire a fare shopping.

In quei momenti mi sento migliore di loro, comprando cose nuove e spendendo soldi senza sosta, centinaia di dollari a settimana. Solo allora mi sento in pace con me stessa, per una sorta di rivincita, come se stessi gridando in faccia ai miei molestatori “Guardate, non sono più la ragazzina brutta, povera e malvestita, guardate quante cose belle e nuove che ho”.

Personalmente non so quale sia la soluzione migliore per fermare il bullismo. Quando la persona molestata lo dice ad altri, la situazione peggiora. I genitori dei bulletti di scuola dovrebbero intervenire per dare una bella sferzata ai loro figli molestatori e rimetterli sulla giusta via, e le scuole dovrebbero avere una maniera migliore per trattare simili casi.

Se vostri figlio viene molestato, dovete assolutamente intervenire ed aiutarlo. Queste cose non soltanto rovinano l’infanzia e l’adolescenza di un ragazzo, ma possono causare ferite che si portano dietro per tutta la vita. Quando vostro figlio ha bisogno di voi, siate pronti, vi potrà soltanto ringraziare.

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