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Sono juventini gli uomini che tradiscono di più

settembre 19, 2012 Tradimenti Coniugali 1 Commento

Brutte notizie per mogli e fidanzate dei tifosi bianco-neri. Un recente sondaggio di Gleeden.com, primo sito di incontri extraconiugali in Italia, rivela: gli uomini italiani che tradiscono di più sono proprio i tifosi della Juventus. In questa particolare classifica ad inizio campionato, la coppa del tradimento 2012 va agli juventini, in pole position nelle avventure extraconiugali. La “vecchia signora” continua a dividere il cuore degli italiani. Il sito di incontri ha pensato alle donne fornendo anche la percentuale, sul podio ovviamente anche Inter e Milan. E dunque il  21% di presenze sul sito è dei tifosi della Juventus immediatamente seguiti dagli amici milanisti con il 16%. Con un solo punto di distacco si è piazzata l’Inter. Non salgono sul podio delle scappatelle i tifosi del Napoli, della Roma e del Lazio. Le mogli dei fan color granata, invece, possono dormire sogni tranquilli: nonostante siano nella stessa città dei leader del tradimento; i tifosi del Toro occupano l’ultimo gradino della lista con solo il 5%.  Sarà per questo che da quest’anno il Tornio è tornato in serie A. Dato che il campionato è ormai cominciato e le serate sportive con gli amici incalzano, alle donne italiane non resta che corredarli di un nuovo cellulare magari con microspia e GPS integrati.

È Milano la capitale… dell’infedeltà!

manifesto di un sio di incontri

“Essere fedeli a due uomini significa essere due volte più fedeli”: è questo il messaggio con cui è stata tappezzata Milano nei mesi scorsi. I manifesti sono stati divulgati dal sito di incontri online Gleeden, il primo sito di questo genere in Italia che, nella sua ultima campagna ha sfoggiato un altro slogan per attirare l’attenzione del gentil sesso: “32.000 donne sposate si connettono ogni giorno su Gledeen.com. E voi?”… una frase che vuole quasi sembrare un invito alla infedeltà e alla trasgressione. Entrambi i manifesti, come il sito, è dedicato proprio a partner e coniugi infedeli e, negli ultimi mesi, ha deciso di rivolgersi sempre più alle donne sposate, sempre più utilizzatrici di questo strumento.

Il numero citato nel manifesto, infatti, è più che veritiero e, se ad esso si aggiungono altri 22.000 infedeli solo nel capoluogo lombardo (249.000 in tutta Italia) di un altro sito di incontri, AshleyMadison.com, si può arrivare a comprendere come questo fenomeno sia abbastanza esteso.

Ma perché si è scelto proprio Milano per divulgare questi messaggi? Semplice: perché, secondo una stima fatta proprio dal sito AshleyMadison.com, il capoluogo lombardo sarebbe la capitale d’Italia… in quanto ad infedeltà!

Il 44% delle donne iscritte al sito, infatti, è di Legnano, ricca cittadina a metà tra la metropoli e Varese. Poi ci sono Rho, Pero, San Donato Milanese e, a seguire, tutto l’hinterland. I tradimenti, quindi, si consumano soprattutto alla periferia. “È possibile che la mancanza di stimoli spinga l’universo femminile residente in provincia a cercare di rivitalizzare matrimonio ed esistenza con qualche scappatella”, spiega il Ceo del sito Noel Biderman.

Ed i milanesi doc, non tradiscono? Non è proprio così. Secondo il sito, non è nemmeno questione di avere del tempo libero per tradire. Sono altre le cause di questo dato: i Navigli, per esempio, non figurano nemmeno tra i primi dieci quartieri più hot, forse perché lì risiedono soprattutto single. Il quartiere più fedifrago, invece, è Moscova, seguito dal centro città. Che ricchezza sia sinonimo di ambiguità? Potrebbe essere, ma intanto verrebbe da chiedersi cosa succederebbe se ai mariti venisse consigliato di regalare alle proprie mogli un cellulare con software spia o se essi decidessero di pedinare le presunte fedifraghe con un sistema GPS.

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Infedeli, attenzione! Il tradimento online per i giudici è una prova!

tradimento online

Diversi sono, negli ultimi mesi, gli articoli che si sono susseguiti su diversi siti e giornali cartacei su “Facebook sfascia-famiglie”: il social network, infatti, sarebbe, secondo una ricerca inglese, causa di divorzio in più del 20% dei casi nel Regno Unito, anche se le stime sarebbero applicabili anche alla realtà italiana.

Giunge, però, un avvertimento agli amanti del tradimento online: in ambito strettamente giuridico la dottrina più recente ritiene che la violazione del dovere di fedeltà si configuri anche nelle ipotesi di infedeltà sentimentale e addirittura di quella apparente. Quindi, anche qualora non si consumi realmente e fisicamente il rapporto, si può parlare di tradimento e, pertanto, il coniuge infedele vedrebbe addebitarsi la separazione.

“Emotional affairs” in inglese, “infedeltà emozionale” in italiano, termini che comprendono tutti quei rapporti che nascono sul web, all’inizio come semplici amicizie e, sempre rimanendo in un ambito prettamente virtuale, arrivano ad un coinvolgimento virtuale più forte, creando una vera e propria vita parallela. Senza considerare il fatto che, in diversi casi, sfociano in incontri in carne ed ossa, ma non necessariamente.

Secondo gli esperti, sempre più uomini, e in misura minore anche donne, cercherebbero in un “compagno online”, un nuovo modo di essere, che magari nella realtà non possono realizzare. Cercherebbero anche un/una confidente, in grado di capirli ed entrare in sintonia con loro, specialmente se il rapporto ufficiale, quello reale, è in crisi.

Sarebbe più facile, infatti, parlare ad uno sconosciuto dei propri problemi per svariati motivi, tra cui l’anonimato, la sicurezza che darebbe lo schermo, una minore paura di essere scoperti e la sensazione che quello che si sta facendo è solo parlare e non costituisca una violazione al sacro vincolo del matrimonio.

In realtà non è proprio così perché, secondo l’avvocato Laura Vasselli, esperta in diritto di famiglia, “la corte di Cassazione, che non è fonte di diritto ma crea orientamento sull’interpretazione della legge, ha stabilito che si può avere addebito se si dimostra che per almeno due anni un coniuge frequenta un’altra persona venendo meno ai doveri coniugali. Se si raggiunge e si dimostra un nesso di consequenzialità tra la crisi coniugale e la presenza di qualsiasi altra “distrazione”, vi può essere l’addebito. Il punto, dunque, non è tanto il tradimento, che potrebbe rappresentare a livello di relazione solo un momento di rabbia, ma il social network crea degli affetti stabili e quindi una continuità che crea delle vite parallele”.

E se si considera che per scoprire questo genere di tradimento sempre più persone, donne soprattutto, ricorrono a strumenti per scoprire le password dei propri partner, come i keylogger, allora ci si rende conto di quanto la rete stia inevitabilmente complicando i rapporti tra persone che, nel bene e nel male, devono fare i conti con il proprio alter ego virtuale.

Quando un presunto tradimento sfocia in un efferato omicidio: la storia di Alessandra.

carabinieri

Sono due giorni che la notizia fa il giro del web ed in particolare dei Social Network. Si chiamava Alessandra, aveva 26 anni, un fisico invidiabile ed era così bella da suscitare la gelosia quasi morbosa del marito. Fin qui nulla, o quasi, di strano, chi non sarebbe geloso di una moglie così bella? Il problema nasce quando la gelosia diventa qualcosa di ossessivo, che spinge a vedere, a volte, anche quello che non c’è, come il tradimento da parte del partner.

È proprio quello che è successo a Giancarlo Giannini, operaio di 35 anni di Palma Campania, in provincia di Napoli, marito di Alessandra. Secondo lui, Alessandra lo aveva tradito e doveva a tutti i costi spingerla alla confessione, anche a costo della vita stessa. Sono le tre del mattino, i due figli di quattro e sei anni dormono e tra i due coniugi scoppia una lite furibonda. All’inizio sembrava una normale lite tra sposati, ma poi la situazione inizia a degenerare: Giancarlo inizia a picchiare Alessandra, prima con calci, pugni e schiaffi, poi, accecato dalla rabbia prende prima una forbice piccola, poi una più grande, insegue la sua “amata” per tutta la casa fino al balcone dove lei ha tentato di fuggire e la fredda piantandole la forbice nel petto.

I due figli non hanno visto nulla e sono al sicuro con gli zii, grazie anche all’intervento dei Carabinieri, allertati dalle chiamate dei vicini per l’evidente trambusto nel pieno della notte. Giancarlo confessa: l’ha uccisa perché lei lo tradiva, forse, e lui non ci ha visto più. Tradimento o no, nulla potrà giustificare un gesto così estremo, che lascia due bambini senza l’amore della propria mamma e, in un certo senso, anche senza il proprio papà, che ha tolto loro la cosa più importante.

Non è un caso isolato, purtroppo, questo. Secondo le statistiche un triste primato spetta all’Italia quest’ultimo anno: sono quasi 60 le donne uccise dalla furia omicida di uomini ossessionati, presumibilmente traditi o non rassegnati davanti ad un rifiuto. Numerosi sono, infatti, anche i casi di stalking sottovalutati e trasformatisi in tragedia.

Una situazione che fa riflettere, soprattutto sulla Rete, dove migliaia di persone da diverse parti del paese si scambiano opinioni su questi tristi fatti di cronaca. Si avverte soprattutto l’esigenza di tutelare le donne vittime di soprusi da parte di uomini che le “amano troppo” o che non si rassegnano ad un rifiuto. Per questo molte donne, per sentirsi più sicure, tendono sempre più a ricorrere alla tecnologia, a strumenti che le facciano sentire “controllate”. Si registra, infatti, un boom nella vendita di localizzatori satellitari, per far sì che si riesca a sapere dove sono in qualunque momento, e software spia per cellulari, per far ascoltare le proprie conversazioni telefoniche e ambientali. Piccoli strumenti che, tuttavia, possono aiutare nella prevenzione di tali atti di violenza.

Dagli Usa, l’anello che marchia il dito contro l’infedeltà.

anello anti-tradimento

Viene dagli Stati Uniti e si chiama anello anti-cheating, ossia anello antitradimento. È un anello che, portato per un certo periodo di tempo senza tirarlo via, marchia il dito con la scritta “I’m married”, “Sono sposato”. Questa è l’ultima invenzione di un’azienda americana, secondo la quale l’anello, marchiando il dito dei potenziali partner infedeli, metterebbe loro in condizioni di non provarci con il primo o la prima che capita.

Secondo una ricerca condotta dalla stessa azienda, infatti, oggi i single in cerca di partner non guarderebbero più il portafogli, o meglio lo guarderebbero in un secondo momento, ma il dito sul quale si porta la fede, per vedere se la persona interessata sia o sposata o meno.

E sempre lo stesso sondaggio rivela, dall’altra parte, che chi è propenso ad avventure extra-coniugali occasionali tenderebbe a togliere la fede quando frequenta luoghi come discoteche, bar o altri luoghi di incontri, quando non è accompagnato dal partner ufficiale.

Da oggi, però, secondo l’azienda americana, i mariti e le mogli fedeli non hanno più nulla da temere, grazie a questo anello che marchia il dito… come se una scritta bastasse a fare da deterrente a chi ha voglia di una scappatella senza compromessi.

L’anello, che tra l’altro non ha costi propriamente bassi, sta suscitando molte critiche. Si leggono, sui diversi siti che riportano la notizia commenti secondo i quali l’oggetto altro non sarebbe che il simbolo di una profonda mancanza di fiducia, senza la quale il rapporto non avrebbe ragione di esistere. Ci si chiede: “Se uno di voi sta prendendo in considerazione questo anello, allora probabilmente dovrebbe riconsiderare anche il matrimonio, punto”.

Altre domanda che ci si pone è sull’effettiva efficacia del metodo, ossia: basta un anello che marchia il dito a fare da deterrente e a scoraggiare chi “ci vuole provare” e basta un oggetto del genere a rassicurare i partner fedeli e sospettosi? A tale domanda nella maggior parte dei casi la risposta è no e c’è chi afferma di affidarsi a metodi più sicuri, magari ad un cellulare con software spia o a sistemi che permettono di monitorare il pc del proprio partner. Insomma, ad ognuno il suo metodo, ma gli utenti dubitano fortemente che un anello possa essere la soluzione ai problemi di infedeltà.

Ma quali luoghi di divertimento, il tradimento passa sempre più spesso dall’ufficio!

tradimento in ufficio

Annamaria, nome di fantasia per mantenere l’anonimato, è proprietaria di un’azienda in cui lavora anche suo marito, con cui è sposata da 13 anni. Un giorno nota nel suo compagno strani atteggiamenti: maggiore nervosismo sul lavoro e a casa, risposte vaghe, una certa distanza fisica. Quelli che, insomma, possono essere dei segnali di tradimento. Ma, pur osservando suo marito in maniera più approfondita nei suoi spostamenti e azioni, non riesce a cavarne un ragno dal buco, fino a quando un giorno, guardando i video delle telecamere nascoste per la sorveglianza scorge un bacio “sbadato” e appassionato tra l’uomo e una dipendente.

Insomma, la ricerca condotta dall’Istituto di evoluzione sessuale (Ies) di Milano su 3000 internauti, metà maschi e metà femmine, tra i 18 e i 50 anni, è davvero rappresentativa: non solo con l’estate aumenterebbero i tradimenti, ma i più gettonati come amanti non sarebbero più bagnini, animatori e single da ombrellone, bensì i colleghi di lavoro, un po’ perché, vista la crisi, si va in vacanza molto meno, e un po’ perché magari si cerca nel collega una sorta di affinità anche mentale, una comprensione e una condivisione di problemi.

Ed è ancora più complicata la situazione quando nello stesso luogo lavorano moglie, marito e amante. Complicata ma più facile da scoprire, perché per quanto si faccia di tutto per tenerla nascosta, spesso sfuggono tra i due amanti occhiate e frasi complici che non passano inosservate ai colleghi, che cominciano a fare allusioni e battute.

Si avverte, inoltre, da parte del traditore, una maggiore distrazione e agitazione, la necessità, celata dietro straordinari, di rimanere in ufficio più a lungo, quando la compagna ufficiale è già tornata a casa, di organizzare viaggi di lavoro che tendono ad escludere la stessa. Tutti atteggiamenti che dovrebbero insospettire ma, secondo gli esperti, mai parlarne in pubblico.

Discutere davanti ai colleghi rappresenterebbe solo un’umiliazione, soprattutto per il tradito. È meglio, quindi affrontare certi discorsi quando si è da soli, a casa e, solo dopo essersi accertati del tradimento, parlarne con l’amante. Discussioni che, tuttavia, non risolvono il problema in quanto, in seguito a tali avvenimenti, sarebbe difficile una convivenza dei tre sul luogo di lavoro. Sarebbe, pertanto, opportuno, chiedere un trasferimento, quando possibile, o cambiare attività.

“Mia moglie mi tradisce con l’insegnante di mio figlio”. Da tradito a stalker.

È una delle tante storie di tradimenti dei giorni nostri. Tradimento o presunto tale, perché l’uomo in questione, pur avendo assoldato un detective per seguire la la presunta moglie fedifraga, non è riuscito ad ottenere le prove che la sua ex compagna, ormai in fase di separazione, avesse un altro uomo.

Poi lui stesso si è trasformato in investigatore, non molto discreto però, visto che, invece di usare strumenti per spiare la moglie di nascosto, ha pedinato e importunato la ex moglie apertamente, la quale l’ha perciò denunciato più volte per stalking. Così, questa storia dai molteplici risvolti è finita in tribunale. A testimoniare, proprio il detective assunto dall’uomo che, però, ha affermato di non aver riscontrato nessun incontro o situazione che potesse far intendere che la donna avesse un amante.

Il presunto tradito si è difeso affermando che non voleva in nessun modo ossessionare la ex compagna, voleva solo salvaguardare la psiche di suo figlio, che sicuramente avrebbe sofferto per una tale situazione. Secondo lui, infatti, la donna avrebbe una relazione proprio con un professore del ragazzo e un giorno questi lo avrebbe aggredito utilizzando persino uno spray antiaggressione.

In realtà, per quanto il detective abbia affermato di aver visto la donna entrare nella casa dell’insegnante, non ha considerato il fatto che proprio quella casa faccia da sede della società sportiva di cui la donna è segretaria.

La donna, dal canto suo, ha dichiarato non solo di essere stata pedinata più volte, ma anche di essere stata in diverse occasioni strattonata. Gli appostamenti sotto casa ed i pedinamenti, inoltre, sarebbero avvenuti, al contrario di quanto afferma l’uomo, anche quando il figlio non c’era e, in una di queste occasioni, l’uomo avrebbe tirato via le chiavi dalla macchina della donna per impedirle di partire.

Una storia di tradimento e stalking abbastanza sui generis, che richiederà ulteriori approfondimenti e l’ascolto di altri testimoni per poter determinare se l’uomo, un dipendente pubblico che non ha mai avuto problemi con la giustizia, sia davvero uno stalker o, semplicemente, un uomo tradito per davvero.

Scopre la moglie incinta con il prete del paese. Scandalo: il sacerdote è ancora in attività.

donna che tradisce il marito col prete

I nuovi mezzi di comunicazione e le nuove tecnologie, si sa, possono essere un’arma a doppio taglio perché, se da un lato sono molto utili per immortalare momenti felici della propria vita e condividerli con i propri cari, possono essere anche un valido strumento per raccogliere le prove di un tradimento, rendendo il momento altrettanto indimenticabile, soprattutto quando certe cose vengono immediatamente diffuse sulla rete con nomi e cognomi.

È proprio ciò che è successo in Perù, dove un uomo, sempre più sospettoso e convinto che la moglie lo tradisse con qualcuno nella chiesa del paese, un giorno, non trovando la compagna in casa, si armato di telecamera ed è andato a cercarla nel “casa di Dio”.

Ha vagato per qualche minuto per le stanze sacre, fino a quando, sempre con la telecamera accesa, non è arrivato in sacrestia, dove ha sorpreso sua moglie nel pieno di un atto sessuale non con un uomo qualsiasi, ma con il prete del paese. Il sacerdote ha cercato di calmarlo, spiegandogli di essere caduto in una trappola, mentre la moglie, incinta di 4 mesi, è scoppiata a piangere dicendo che in realtà l’uomo abusava di lei, costringendola a soddisfare tutte le sue voglie sessuali.

Il marito, ovviamente, non ha creduto ad una parola della fedifraga ed ha inviato il filmato alla rete televisiva América Tv, facendogli fare, in questo modo, il giro del mondo. Il video, inoltre, è finito su YouTube, su cui ha più di 190 mila visite, con annessi commenti dispregiativi nei confronti sia della donna, Tedolinda Amaya Altamirano , che del prete e della Chiesa in generale.

Questa storia in realtà appartiene a più di un anno fa, al 2010 precisamente, ma sta facendo ancora discutere in Perù, ma un po’ anche in tutto il mondo, in quanto il sacerdote, José Antonio Boitrón, nonostante l’atto impuro commesso, prosegue ancora la sua attività pastorale dando la comunione ai fedeli e ponendosi come un esempio di moralità da seguire. Inoltre, fa sapere l’emittente televisiva che per prima trasmise il video della fedifraga, ogni qualvolta si provi a parlare con lui prima fa attendere la fine della messa e poi si dilegua.

Una storia rocambolesca dei giorni nostri, insomma, che potrebbe capitare un po’ a tutti, considerando anche il boom delle microspie per scoprire un tradimento. Ma, come diceva il vecchio proverbio? Chi nulla fa, nulla teme.

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