Inside Agency: domanda di sicurezza in crescita anche in Italia

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Social network: la triste ascesa del mobbing orizzontale

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Scopre il tradimento online della moglie. Lei lo picchia

Come abbiamo sostenuto diverse volte, i tradimenti avvengono sempre più spesso online. Ne è un esempio un recente episodio avvenuto a Viterbo. Un uomo, insospettito dal comportamento della moglie, che di notte si alzava e passava ore davanti al computer, ha piazzato una microcamera e l’ha ripresa mentre si autoscattava …

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Sembrerebbe quasi trattarsi dell’ennesima bufala mediatica, in realtà è tutto vero. Il materasso che svela il tradimento esiste e sta per essere commercializzato dalla ditta spagnola Durmet. Il suo nome? Smarttstress, appellativo che sta per smart + matress, ovvero materasso intelligente. Tutto ciò a ragion veduta, in quanto è fornito di ben 24 sensori di vibrazione ultrasonici capaci di catturare ogni più piccolo movimento, dalla semplice pressione di una mano a mosse ben più audaci e azzardate. Qualunque “anomalia” viene captata dai sensori e inviata a un’app scaricabile dalla rete, che avvisa dei movimenti in atto. A detta di costruttori e pubblicitari, il materasso dovrebbe “rassicurare uomini e donne non solo durante la notte, ma anche quando questi ultimi abbandonano le quattro mura per recarsi a lavoro”. Il costo di lancio si aggirerebbe attorno ai 1500 euro e sarà venduto su scala internazionale.

Siamo sicuri che questa nuova diavoleria tecnologica funzionerà allo scopo, anche se nel frattempo ci assale un dubbio silente: e le innumerevoli alternative alla classica alcova casalinga? Be’, in questo caso si potrebbe sempre rivolgere l’attenzione a un cellulare spia o spyphone. Non solo perché c’è chi non si sbarazzerebbe del suo amato smartphone neppure se cascasse il mondo, ma soprattutto perché lo spy phone ha dalla sua diverse altre funzioni come l’ascolto ambientale, quello telefonico, la localizzazione GPS e la lettura di SMS o chat di Facebook, Whatsapp ecc. E scusate se è poco.

Swipebuster: scopri se il tuo partner usa Tinder

swipebuster

Si chiama Swipebuster ed è un servizio on line che permette di recuperare alcune informazioni caricate su Tinder, l’applicazione preferita da chi non va tanto per le spicce in tema di incontri clandestini. Swipebuster si avvale nello specifico delle API di Tinder per restituire le foto degli utenti della famosa dating app per smartphone.

Il partner geloso che si iscrive a Swipebuster, sborsando la modica cifra di 5 dollari, deve solo sperare che la dolce metà non appaia nell’elenco in questione, altrimenti sono dolori. Già, perché sarebbe come ammettere a se stessi che il tradimento è nell’aria. Intanto gli sviluppatori del servizio di data retrieval indorano la pillola, informando gli utenti che il loro scopo principale è quello di metterli al corrente dell’enorme quantità di dati personali presenti in rete, ma soprattutto che questi ultimi sono estremamente vulnerabili.

Morale della favola, i partner più ansiosi hanno sì a disposizione l’ennesimo sistema che permetterà loro di individuare un comportamento a rischio del proprio coniuge, ma non avranno la certezza della scappatella consumata. Cosa che invece è possibile ottenere dai cosiddetti cellulari spia o spy phone. Si tratta di normali smartphone su cui è stato installato un software di ascolto ambientale, intercettazione delle telefonate, recupero integrale degli SMS, localizzazione del cellulare, e per alcune versioni di sistema operativo persino la lettura delle chat di WhatsApp, Facebook ecc. In questo caso ogni mossa incauta del partner sarà puntualmente monitorata per fugare qualsiasi dubbio.

Inside Agency: domanda di sicurezza in crescita anche in Italia

videosorveglianza-sicurezza-aziendale

A detta dell’Inside Agency, l’agenzia internazionale di intelligence che ha sedi in USA, Russia, Gran Bretagna e in molti altri paesi europei ed extraeuropei tra cui anche l’Italia, 7 aziende su 10 non sarebbero dotati di sistemi di sicurezza adeguati. Una notizia non propriamente confortante e che prendiamo per vera, vista la loro reputazione ed esperienza di anni nel campo delle investigazioni e della gestione del rischio economico e finanziario. Vediamo però in dettaglio i dati emersi dall’analisi.

Oltre a quanto detto, si è scoperto che la maggior parte delle aziende è oltremodo sensibile alle problematiche legate al tema della sicurezza. 9 aziende su 10 lo considerano difatti di primaria importanza, e a tutti gli effetti, solo il 50% si ritiene soddisfatto dell’attuale assetto delle infrastrutture. Di conseguenza la domanda continua a crescere, assieme all’insoddisfazione di imprenditori, manager e responsabili aziendali che chiedono maggiori investimenti in tal senso. E in Italia? Mah, a parte l’impegno governativo nell’installazione di telecamere di videosorveglianza cittadine, per prevenire reati di pubblico dominio, le cose non sembrano andare diversamente.

Stimando che la domanda di sicurezza a livello globale raggiungerà i 170miliardi di euro nel 2020, urge veicolare anche qui da noi un certo tipo di informazione che sottolinei i vantaggi ottenibili dai moderni sistemi di sicurezza in azienda. Salvatore Piccinni, manager per l’Italia di Inside Agency ha dichiarato a tal proposito: “E’ ormai indispensabile disporre di un sistema di risk management che, mettendo al centro la protezione dei dati e delle informazioni, tuteli la reputazione, la competitività e il benessere finanziario della società. Ciò significa prepararsi, prevedere, anticipare o definire adeguati sistemi di gestione dei rischi”.

Non si può che essere d’accordo con lui, visto che anche qui da noi abbiamo aziende valide che commercializzano dispositivi si sicurezza efficaci contro furti, spionaggio industriale e frodi commerciali. Dotarsi, in aggiunta, di un sistema di videosorveglianza significa garantirsi maggiore tutela per puntare al futuro con serenità, vivendo le problematiche di sicurezza solo come un lontano ricordo.

Tradimenti. E se fosse tutta colpa di WhatsApp?

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WhatsApp ha rivoluzionato radicalmente il nostro modo di comunicare, rendendo persino più vivace e stimolante il dialogo di coppia. Messaggi, foto, video di momenti felici trascorsi insieme sono la testimonianza di quello che questa applicazione di messaggistica mobile è capace di offrire. Ciò nonostante, c’è sempre qualcuno che arriva a ricordarci che WhatsApp ha altresì spinto tante persone al tradimento, a una velocità decisamente più alta di quanto non succedesse prima del suo arrivo. Molti amori sono infatti naufragati in tempi da record, perché scoperti o messi in atto attraverso l’uso di questa applicazione. Siamo sicuri però che la colpa stia soltanto da una parte? D’accordo, c’è sempre il vecchio proverbio che recita “l’occasione fa l’uomo (e la donna) ladro”, ma il dubbio che qui si cerchi in qualche modo di accampare delle scuse è forte. Vediamo perché.

Qualche tempo fa alcuni psicologi sociali hanno studiato a fondo il problema arrivando a un responso per lo più unamime: non è WhatsApp o qualsiasi altra applicazione la causa del deteriamento di tali rapporti, quanto una certa fragilità di coppia già in bilico da tempo tra noncuranza e rottura definitiva. Morale della favola, se tradisco è perché con il mio partner non ho più intesa. Punto e basta. Il ragionamento fila liscio come l’olio, visto che ogni epoca porta con sé le sue tresche amorose puntualmente consumate in mille modi possibili. Accusare WhatsApp, o i social network o qualsiasi altra diavoleria tecnologica di essere il diretto responsabile dell’aumento dei divorzi in tutto il mondo, sarebbe come puntare il dito contro il denaro perché condurrebbe alla perdizione.

Insomma, il problema è essenzialmente interpersonale e soggettivo. E per gli irriducibili? Ovvero per coloro che non saprebbero che farsene di tali studi e considerazioni, ma intendono vederci chiaro sulla fedeltà del proprio partner? Be’ per loro c’è sempre un software per cellulari spia spyphone, in grado di spiare assieme agli SMS, alle telefonate, all’ascolto ambientale e alla localizzazione, persino una conversazione di WhatsApp!

Difendersi dal bullismo on line con un cellulare spia

dicembre 15, 2015 Bullismo Nessun Commento
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Per il Cyberbullying Research Center, l’istituto di ricerca statunitense che studia le cause e le conseguenze del bullismo tra gli adolescenti, non ci sono dubbi: il cyberbullismo, o bullismo on line, possiede caratteristiche proprie che lo rendono diverso da qualunque altra forma di prevaricazione sociale. Vediamo di seguito i risultati emersi dallo studio su un campione di 457 studenti, tutti di età compresa tra gli 11 e i 15 anni, relativo a febbraio 2015.

Dispositivi più comunemente utilizzati dagli adolescenti

I telefoni cellulari continuano a essere i dispositivi elettronici più amati da questo target di adolescenti, impiegati soprattutto per inviare messaggi di testo (75,4%), usufruire di applicazioni mobili (74,2%) o giocare on line (66,2%). Per quanto riguarda l’accesso all’universo social, Snapchat (46,6%), Instagram (41,7%) e Facebook (32,9%) sono le piattaforme web più gettonate. Quasi del tutto snobbato è invece Twitter, che sembra non riscuotere particolare interesse da parte di questa fascia di età.

Vittime e artefici degli atti di cyberbullismo

Alla domanda se fossero mai stati interessati da una qualche forma di bullismo on line, il 34,4% degli intervistati ha risposto di sì. Il rumours sul web (19,4%), i commenti offensivi (8,3%), lo scambio di identità (6,4%) e la pubblicazione non autorizzata di foto (4,6%) sono stati invece i sistemi adoperati dai cyberbulli per attaccare le proprie vittime. Il 14,6% degli studenti ha inoltre ammesso di aver fatto ricorso al cyberbullismo per offendere altri studenti, con forme di approccio più o meno importanti come quelle riportate pocanzi.

Differenza di genere nel bullismo on line

Il genere femminile è quello più comunemente colpito da atti di bullismo on line con un 40,6%, contro il 28,2% di quello maschile.  Il 14% delle ragazze ha comunque ammesso di aver molestato altri studenti nei trenta giorni precedenti l’intervista.

Come arginare il dilagare del bullismo digitale

I numeri riportati qui sopra sottolineano un gravoso problema che necessita di essere risolto al più presto prima che diventi incontenibile. Per fortuna oggi esistono in commercio delle applicazioni, come i software per cellulare spia spy phone, che possono prevenire gli episodi di cyberbullismo. Si tratta per lo più di applicativi installabili sul cellulare del minore, capaci di ascoltare i suoni ambientali, registrare o monitorare chiamate in real time, leggere gli SMS inviati e ricevuti, così come spiare le tanto temute chat di messaggistica istantanea (Facebook, WhatsApp, Telegram ecc.) o restituire la localizzazione geografica del cellulare spia. Se utilizzato nel pieno rispetto della privacy, uno spyphone può rivelarsi un prezioso alleato per molti genitori ansiosi e sfiduciati.

Frodi aziendali in crescita. Come correre ai ripari

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Dall’ultimo Global Fraud Report 2015 stilato dalla società di risk consulting Kroll, in collaborazione con l’Economist Intelligence Unit, emerge che l’81% dei casi di frodi aziendali hanno avuto come principale responsabile un dipendente o un dirigente dell’impresa. Si è calcolato, inoltre, che nel 2014 questo tipo di reati avrebbe interessato ben il 75% delle aziende internazionali, vale a dire tre imprese su quattro.

Dall’intervista fatta a 768  imprenditori provenienti da ogni parte del mondo è saltato fuori che il 36% di questi hanno subito una frode da parte dei propri manager o direttori di reparto, il 45% da dipendenti, e infine il  23% da intermediari esterni. Inoltre gli stessi intervistati avrebbero altresì subito, nell’ultimo anno,  un massiccio furto di dati e altrettanti attacchi informatici, per lo più compiuti da dipendenti (45%) o da venditori-fornitori (29%). Solo il 2% degli intervistati ha ammesso, invece, di essere stata presa di mira da hacker professionisti. In entrambi i casi, le principali cause sarebbero state l’alto tasso di ricambio dei lavoratori e l’esternalizzazione dei servizi aziendali.

Insomma, la situazione delle frodi in ambito aziendale sembrerebbe ovunque essere pandemica. Tuttavia la cosa lascia anche un po’ perplessi, giacché ci si dimentica spesso che per arginare questo tipo di reati basterebbe dotarsi di dispositivi elettronici audio e video adatti allo scopo. Come le telecamere wireless, ad esempio, o i sistemi di trasmissione audio video a distanza. Viste le circostanze, forse la domanda da porre in questi casi sarebbe dovuta essere: quanto tieni realmente alla sicurezza della tua azienda e ai tuoi soldi?

Social network: la triste ascesa del mobbing orizzontale

novembre 2, 2015 Bullismo, Mobbing Nessun Commento
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Oggigiorno si fa presto a parlare di mobbing. Tuttavia non tutti sanno che oltre alla sua espressione generica che ormai tutti conoscono ne esistono altre, aventi ciascuna un significato ben preciso (leggi qui). In questa sede parleremo esclusivamente della forma che va sotto il nome di mobbing orizzontale e della sua triste ascesa anche sui social network. Ricordiamo ai nostri lettori che col termine “mobbing orizzontale” si suole indicare tutti quei comportamenti oppressivi messi in atto sul posto di lavoro da individui di pari grado. Una situazione ben distinta dal mobbing verticale, che suggerisce invece l’insieme di atti vessatori perpetrati a danno del lavoratore da parte di figure preminenti e di grado più elevato, quali ad esempio un datore di lavoro o un superiore.

Ma torniamo al nocciolo della questione. Oggi, come dicevamo, non è infrequente assistere a episodi di mobbing orizzontale compiuti attraverso l’uso dei social network, Facebook in testa. Tali manovre hanno purtroppo portato alla luce una triste realtà, che si accompagna spesso ad altre fattispecie di reato quali il bullismo, la calunnia, la diffamazione ecc. Come se ciò non bastasse, ci si è messa anche una certa insufficienza di leggi e di normative giuridiche a complicare il tutto. Di conseguenza ognuno ha fatto quel che ha potuto per correre ai ripari: in alcuni casi si è trattato solo di cancellare il proprio profilo dal social di turno, in altre si sono invece rese necessarie misure più drastiche per ottemperare all’onere della prova (testimonianze giurate, listato delle comunicazioni via chat ecc.).

In casi di bullismo e cyber-bullismo, uno dei dispositivi più validi a disposizione di tutori e genitori apprensivi, si è dimostrato essere invece lo spyphone. Si tratta di un cellulare spia sul quale è stato preventivamente installato un software spia capace di assicurare un controllo totale sul telefono: ascolto di suoni ambientali e di telefonate, localizzazione GPS, lettura degli SMS e dei messaggi istantanei scambiati su Facebook, Viber, WhatsApp ecc. Si ricorda tuttavia che l’utilizzo di tali dispositivi è vietato dalla legge, per cui bisogna valutare attentamente, caso per caso, la migliore soluzione da adottare per non incorrere in illeciti.

Italia e tradimento di coppia: statistiche sempre più scoraggianti

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Italia, terra di santi, poeti e navigatori, recita un vecchio detto. Ma forse d’ora in avanti sarebbe il caso di affiancare a queste lodevoli qualità una tara nazionale non proprio edificante: la propensione al tradimento coniugale. Già perché sul podio dei Paesi più inclini alle scappatelle amorose stilata dal quotidiano britannico “The Independent”, l’Italia occuperebbe, assieme alla Germania, il terzo posto con un 45% di traditori rei confessi. Avanti a noi ci sarebbero solo la Danimarca (46%) e la Thailandia (56%). A seguire troviamo invece la Francia (43%), il Belgio (40%), la Norvegia (40%), la Spagna (39%), la Finlandia (36%) e il Regno Unito (36%). Ma che dire delle città più libertine e meno fedeli del Belpaese? Dunque, secondo un’altra indagine redatta questa volta dal sito Incontri-ExtraConiugali.com, Roma deterebbe il primato di città più fedrifaga d’Italia con 65mila iscritti, seguita da Milano (42mila), Napoli (35mila), Palermo (23mila) e Genova (21mila). Riguardo infine al sesso degli iscritti al frequentatissimo portale di incontri, il 67% di questi sarebbero uomini.

Al di là delle statistiche, il problema dei casi di adulterio nel nostro Paese è reale e si riflette in tutta la sua drammaticità nella vita di coppia e in quella familiare. Purtroppo a farne le spese sono sempre gli stessi individui indifesi, costretti a subire ogni sorta di sorprusi e umiliazioni da parte di coniugi senza scrupoli. Litigi quotidiani, unioni che vanno in crash, coppie costrette a contendersi la tutela dei propri figli, non c’è praticamente ambito personale o familiare che non venga interessato dagli strascichi distruttivi di un tradimento di coppia. Non c’è dunque da meravigliarsi se molti si vedono costretti a spiare il proprio partner, correndo magari ai ripari prima che sia troppo tardi. Il dispositivo elettronico preferito in questi casi per ‘soppesare’ le mosse del proprio partner è lo spy phone, altresì conosciuto come cellulare spia. Si tratta di un normale telefonino su cui è stato installato un software spia, che permette di inviare a chi si appresta a sorvegliare il cellulare via web, l’audio delle chiamate, l’audio ambientale, gli SMS, le coordinate geografiche, la rubrica dei contatti, la messaggistica istantanea, le pagine visitate su Internet ecc. Ci sono poi altri metodi di spionaggio che possono servire ugualmente allo scopo, come ad esempio le microspie ambientali o GSM, i microregistratori digitali o le telecamere wireless.

Ognuno di questi dispositivi è particolarmente adatto a trasmettere immagini, suoni o qualsiasi altra ‘prova’ certa del tradimento in atto. Tuttavia bisogna tenere presente che l’uso di tali strumenti viola la privacy della persona, pertanto l’utente si assume ogni responsabilità riguardo a un loro utilizzo improprio.

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spyphone Uno spyphone o cellulare spia gsm, è un normale telefonino su cui è stato installato preventivamente un software spia, che permette di monitorare la persona in possesso del telefono stesso. Lo Spyphone deve essere regalato (in ambito familiare), o concesso in dotazione (in ambito lavorativo).

 MICROREGISTRATORI
microregistratori digitali Microregistratori digitali ad attivazione vocale, con durata di registrazione fino a 1200 ore. Sono usciti ormai da tempo dal grande schermo, per entrare di prepotenza nella vita di tutti i giorni, nelle situazioni più disparate che fino a pochi anni fa nemmeno la fervida fantasia di uno scrittore di spionaggio avrebbe potuto immaginare.
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