L’infedeltà virtuale può annullare un matrimonio

Ha destato grande scalpore, e non poteva essere altrimenti visto che si tratta di un caso unico al mondo, una sentenza di una Corte di Cassazione italiana secondo la quale, se un coniuge teorizza l’infedeltà coniugale, il matrimonio può essere annullato. La sentenza del tribunale civile segue quella del Tribunale …

Infedeltà coniugali, la Rete è la nuova frontiera

Secondo una statistica, in Italia i casi di infedeltà coniugale sono in continuo aumento. Infatti, secondo l’Associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani, almeno il 55% dei mariti ed il 45% delle mogli hanno tradito il proprio coniuge almeno una volta. Un contributo a tale aumento è indubbiamente dato dalla capillare presenza …

Infedeltà coniugale o infedeltà aziendale? La soluzione è in un telefono spia

A molti di noi, almeno una volta nella vita è capitato di avere dubbi sulla fedeltà del proprio partner o collaboratore, a seguito di comportamenti strani, assenze sospette, improvvisi ritardi ed altro ancora. Spesso e volentieri, fortunatamente, basta una discussione per fugare questi dubbi e realizzare che non c’e’ nulla …

Microfoni spia, e anche una cravatta può servire per spiare

Quando si ha bisogno di raccogliere informazioni senza che le persone intorno a noi se ne accorgano, per usarle in seguito, bisogna farlo nella maniera più discreta possibile, in modo da evitare di destare il sia pur minimo sospetto. Questo è particolarmente vero non soltanto per agenti delle forze dell’ordine …

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Quando mobbing e stalking si intrecciano pericolosamente, la storia di “Michela”.

maggio 18, 2012 Mobbing, Stalking Nessun Commento
mobbing

Non basta creare i reati e punirli, è importante anche cercare di prevenirli. È questo ciò che afferma l’avvocato Giulia Bongiorno, fondatrice, con Michelle Hunziker, dell’associazione Doppia Difesa contro la violenza sulle donne, dopo che lei stessa è stata vittima di stalking.

La figura di reato di “atti persecutori”, introdotta con la legge del 2009, è stata strutturata per perseguire qualsiasi forma di molestia, ovunque si realizzi. Accade molto spesso che questo reato si configuri in ambienti di lavoro sfociando, il più delle volte, in mobbing.

Parlando di stalking lavorativo in azienda, Alessandra Menelao, psicologa del lavoro, responsabile nazionale per mobbing e stalking del sindacato Uil (Unione italiana del lavoro), traccia quella linea sottile, e spesso varcata, tra stalking e mobbing e spiega: “Quando si teme per la propria incolumità si è di fronte allo stalking, che nasce da un serio disturbo psicopatologico, dalla non accettazione: di un rifiuto, di un successo altrui… Nel secondo caso, invece, si tratta di una pratica che può sì sfociare in comportamenti persecutori forti, manipolativi, per cacciare qualcuno dal posto di lavoro, ma dettati più che altro da ragioni di carattere interpersonale e organizzativo; in questo caso, la vittima può soffrire di disturbi post-traumatici e depressivi, ma non teme per la propria vita”.

Sicuramente teme per la propria vita Michela, nome di fantasia per mantenere l’anonimato, di una quarantenne straniera, ma cittadina italiana, che si è vista, nel giro di pochi mesi, costretta ad abbandonare il lavoro in quanto vittima di atti persecutori da parte della sua collega, con cui aveva messo su una società di sevizi.

Da vent’anni in Italia, separata e madre di due figli adolescenti, Michela racconta il suo calvario da quando era tutto rose e fiori a quando ha subito un demansionamento ed una brusca riduzione dello stipendio, cosa che ha segnato profondamente la sua vita, portandola a chiedere prestiti a familiari ed amici per mantenere i figli e pagare il mutuo da 600 euro mensili.

Parla di come è stata costretta a fare cose che esulavano dalle sue mansioni da impiegata, di come, dopo il suo rifiuto a subire questi abusi, abbia trovato chiuso il suo ufficio, con la serratura della porta cambiata. Era praticamente stata licenziata. Riammessa al lavoro dal giudice, è stata poi mandata a fare lavori manuali, che esulavano dalla sua funzione impiegatizia, fino al giorno in cui sono dovuti intervenire i carabinieri per sedare una lite che ha visto la stessa Michela finire all’ospedale con una prognosi di 15 giorni, aggredita dalle sue colleghe.

Poi è subentrata la malattia, la depressione, fino alla perdita totale del lavoro e, nonostante il giudice abbia imposto alla controparte di versare gli stipendi che le spettano, questa si è rifiutata, dando inizio ad una trafila giudiziaria senza fine. “La giustizia – afferma – non segue i tempi del pagamento delle bollette, nonostante mi dia ragione”.

Questo è solo uno dei tanti casi che accadono ogni giorno e, come si può notare, non riguarda solo il rapporto tra uomini e donne, ma anche tra persone dello stesso sesso, che spesso incappano in questo problema per gelosie e invidie. Per difendersi, secondo l’avvocato Bongiorno, è necessario prima di tutto riconoscere e prendere atto del problema e denunciare, dopo aver raccolto prove ed elementi a proprio favore, magari con l’utilizzo di microspie e microregistratori, che permettono di ascoltare a distanza e registrare quello che accade nell’ambiente di lavoro.

Con la crisi aumenta l’infedeltà aziendale: come difendersi.

microspie e infedeltà aziendale

 

Con la crisi economica, sono decine i lavoratori licenziati da diverse società in tutta Europa e, secondo gli esperti, si osserva una crescita del furto di segreti industriali. Non sono veri e propri ladri, si tratta piuttosto di persone arrabbiate che, prima di andare via, con la prospettiva di un futuro senza retribuzione, copiano del materiale digitale della propria azienda per poterlo utilizzare successivamente a scopi di lucro.

Ciò che emerge, dunque, da queste analisi, è che oggi il pericolo per le aziende tende sempre più a venire dall’interno che dall’esterno, da virus per esempio.

Ed il pericolo interno si rivela essere più pericoloso, perché più subdolo e difficile da scoprire, nonostante le tecnologie moderne mettano a disposizione dei datori di lavoro diversi strumenti per controllare i computer aziendali o gli stessi ambienti di lavoro, come microspie economiche, di ridottissime dimensioni e facili da occultare nelle suppellettili o in qualsiasi oggetto.

Grazie alle microspie, infatti, è possibile ascoltare istantaneamente e registrare tutto ciò che sta accadendo, sia audio che video, nell’ambiente posto sotto controllo, permettendo così di cogliere in flagranza di reato eventuali traditori del segreto aziendale.

Il problema dell’infedeltà aziendale, quindi, è particolarmente delicato non solo perché difficile da scoprire, se non si hanno gli strumenti adatti, ma perché richiede azioni finalizzate alla prevenzione e repressione che devono essere in ogni caso rispettose delle norme dello Statuto dei lavoratori.

È importante, in tal senso, quindi, procedere prima alla rilevazione di comportamenti che configurino la violazione giuridica e morale dell’obbligo di fedeltà di un proprio dipendente o collaboratore e poi all’implementazione di strumenti e pratiche che permettano di tenere in sicurezza i dati delle proprie aziende, evitando che i traditori possano utilizzare in maniere impropria idee, strategie, brevetti, conoscenze o ledere in qualche modo il buon nome dell’azienda.

 

Storie di tradimenti: tra pentimento e voglia di trasgredire, l’adulterio raccontato in rete.

immagine di tradimento

Spulciando qua e là la rete, sono molti i forum e i siti che raccolgono opinioni e testimonianze di tradimenti coniugali, o del proprio partner in genere. Più che testimonianze di fatti esterni, sono storie vissute in prima persona, evasioni leggere e spensierate ma che spesso hanno conseguenze devastanti sugli equilibri personali e di coppia.

È un fenomeno che riguarda donne e uomini in egual misura, e allo stesso modo uomini e donne non si fanno problemi nel raccontare le loro scappatelle, magari rassicurati, però, da pseudonimi che celino la vera identità.

“Ho tradito mio marito. È iniziato un po’ per gioco, con un flirtare via email con un collega di lavoro. Poi abbiamo finito con l’incontrarci dopo il lavoro. È successo in tre diverse occasioni”. Così si racconta Coral, se così si chiama, nascondendosi dietro un avatar felino. “Io amo mio marito – continua- , ma quello che mi manca di me e della mia vita da single è dormire con chiunque io voglia. Quando non ero sposata non avevo problemi nell’andare a letto con diversi uomini. Non mi sento colpevole e non ho rimorsi. Mio marito finora non ha scoperto nulla”.

Nessun senso di colpa, quindi, per Coral, che è stata anche abbastanza furba e scaltra nel non essere scoperta.

Tramite la lettura di una vecchia email è stata, invece, scoperta Broken143, così si fa chiamare in rete, una donna americana che ha tradito suo marito con il suo migliore amico, anche se solo per una volta. “Sono sposata con il più grande uomo sulla Terra. Sono felice da anni. È stato solo un momento di debolezza e stupidità e per questo io ed il nostro amico abbiamo deciso di far finire la cosa. Ma mio marito ha scoperto una vecchia email dai toni focosi ed ora non vuole più vedermi. Non dormo, non mangio, so di aver fatto a pezzi il suo cuore ma io non posso stare lontano da lui”.

È sicuramente pentita e amareggiata per quello che ha fatto, questa donna, ma questo non deve giustificare l’adulterio e, indubbiamente, la vera vittima di questa storia è suo marito che, per fortuna o no, è riuscito a scoprirlo.

Oggi, però, chi dovesse sospettare un tradimento da parte del proprio partner e non fosse fortunato come il marito di Broken143 nel trovare le prove, può fare affidamento su diversi strumenti all’avanguardia, come diversi tipi di microspie, microregistratori e cellulari spia, che consentono di registrare conversazioni telefoniche e ambientali e di localizzare, se necessario, il proprio partner.

Niente di più facile, grazie alle ridottissime misure di questi apparecchi che si possono facilmente occultare in oggetti di uso quotidiano e in capi di abbigliamento del proprio partner, senza che questi se ne renda conto.

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 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spyphone o cellulare spia gsm, è un normale telefonino su cui è stato installato preventivamente un software spia, che permette di monitorare la persona in possesso del telefono stesso. Lo Spyphone deve essere regalato (in ambito familiare), o concesso in dotazione (in ambito lavorativo).
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