I 10 segnali più frequenti che smascherano le vere intenzioni di un dipendente infedele

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I più fedifraghi in assoluto sono risultati i trentanovenni, dimostrando in tal modo una certa apprensione nei confronti della fatidica soglia dei 40, sebbene molti degli intervistati affermino che la vita cominci proprio a quell’età. Al secondo e al terzo posto di questa curiosa classifica compaiono uomini e donne di 49 e 29 anni. Il motivo di questa “suscettibilità” numerica al tradimento potrebbe essere spiegato con l’approssimarsi del cambio di decade, che suonerebbe a livello percettivo come un campanello di allarme per l’età che avanza. Come dire, lasciamoci andare che la vita non torna sui propri passi.

Nel frattempo le iscrizioni al sito di incontri, soprattutto in questi ultimi mesi estivi, sono aumentate del 25%. A ogni modo, che sia colpa della mancanza di eccitazione a letto (76% degli utenti), di un’opportunità che non ci si è potuti lasciar sfuggire (54%) o di una noia galoppante nella routine di coppia (46%), poco importa. Il tradimento on line per la maggior parte degli intervistati rappresenta una fuga da un rapporto soffocante e privo di slanci passionali. D’altronde è sempre stato così e sempre lo sarà, per quanto conoscere in anticipo un tradimento risparmierebbe a tantissima gente giorni, mesi, se non addirittura anni di inutili sofferenze.

Giusto per restare in tema di solidità di coppia: avete voglia di sincerarvi sulla fedeltà del vostro partner? Allora provate a sbizzarrirvi facendo uno dei test presenti in questa pagina. Scoprirete il livello di affidabilità del vostro menage coniugale, e magari, venire a conoscenza di alcuni lati oscuri del vostro carattere di cui nemmeno voi sospettavate l’esistenza!

I 10 segnali più frequenti che smascherano le vere intenzioni di un dipendente infedele

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Più volte su questo blog ci siamo occupati di infedeltà aziendale, mettendo in guardia imprenditori e direttori commerciali dal rischio di furto sistematico di informazioni da parte di dipendenti disonesti. In effetti oggigiorno non è poi così infrequente avere alle proprie dipendenze individui del genere, smaniosi solo di successo e denaro facile. Eppure non tutti sanno che è possibile smascherarli in qualunque momento, perché  la menzogna si avvale di meccanismi noti, segnali visivi e comportamentali capaci di fungere da spia di allarme in svariate occasioni. Segnali che il dipendente infedele invia senza neppure rendersene conto. Ecco quali sono i 10 segnali più comuni che un dipendente fraudolento può mettere in atto.

1. Esce spesso dalla sua stanza per parlare al telefono.
Se il tuo dipendente ha il “vizio” di uscire frequentemente dal suo ufficio, portando con sé il cellulare che squilla con insistenza, potrebbe sottacere le sue vere intenzioni. Certo, magari è solo geloso della sua privacy, ma la cosa è in ogni modo altamente sospetta.

2. Le gare d’appalto importanti vengono puntualmente perse. Molto spesso le offerte dei tuoi concorrenti superano di poco le tue.
Da alcune ricerche e interviste fatte in passato a imprenditori e manager di reparto è saltato fuori che la fuga di informazioni in ambito di gare d’appalto si avvalevano di metodi ben collaudati: le offerte lanciate dal concorrente in affari erano di poco superiori alle proprie. Questo per non dare troppo nell’occhio e allo stesso tempo garantire all’azienda rivale un certo grado di insospettabilità

3. In azienda si mormora di decisioni e direttive prese in tutta segretezza.
Indizio lampante di un tradimento aziendale quasi consumato: se le informazioni girano già per i corridoi della tua compagnia, puoi essere certo che la “bomba” sta per esplodere.

4. È insoddisfatto della sua posizione all’interno dell’azienda e del suo stesso lavoro.
Non è certo una novità. Un dipendente frustrato ha una maggiore probabilità di tradire l’azienda. Se in fin dei conti ha deciso di cambiare lavoro, perché dovrebbe importargli di nuocere all’assetto aziendale?

5. Nell’ultimo periodo ostenta una disponibilita economica che non coincide con le sue entrate ufficiali.
Certo non accadrà dall’oggi al domani, ma vedrai che presto la sua smania di apparire l’avrà vinta sul buon senso.

6. Il suo atteggiamento nei tuoi confronti è all’improvviso cambiato.
Mentire di continuo non è certo facile. Prima o poi scatta la coerenza con le proprie idee e il modo personale di vedere le cose.

7. Quando parla con te tende a fuggire il tuo sguardo.
Similmente al precedente punto, il corpo è incapace di mascherare a lungo una bugia. È per questo che il primo segnale visivo di un dipendente “doppiogiochista” sarà inevitabilmente la fuga dal tuo sguardo e dal tuo giudizio. A maggior ragione se ti ritiene un leader sicuro e inflessibile.

8. I rapporti con gli altri colleghi sono diventati piuttosto difficili e poco lineari.
Il livello di stress mentale vissuto in azienda da un dipendente infedele è sempre molto alto. Ecco perché i primi a farne le spese saranno proprio i colleghi di lavoro e l’entourage con cui egli è costretto a relazionarsi.

9. Si è improvvisamente isolato.
Le buglie e i sotterfugi posso influenzare a tal punto la persona da spingerlo all’isolamento. In fin dei conti chi potrà scoprire le sue vere intenzioni se sfugge la presenza degli altri?

10. È sempre meno interessato al suo lavoro e partecipa controvoglia alle attività aziendali.
Che abbia già deciso di sottrarti informazioni o semplicemente preso in considerazione la cosa, il luogo di lavoro viene comunque visto dal lavoratore fraudolento come un ambiente privo di stimoli e di qualsiasi attrattiva futura.

Bene. Ora che sai in che modo il tuo dipendente cela le sue vere intenzioni, ti invitiamo a fare il seguente test. Avrai a disposizione una mappa del suo comportamento e allo stesso tempo otterrai la soluzione pratica al problema.

8 cose che dovresti sapere sui traditori

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Navigando in rete ci siamo imbattuti per caso in questo curioso articolo, scritto dall’esperta di relazioni statunitense Sylvia Smith, dal titolo “8 Things You Must Know About People Who Cheat” (8 cose che devi sapere sui traditori). Alcuni punti messi in luce dall’autrice sulle possibili cause che spingerebbero le persone a tradire ci sono sembrati davvero originali, e per certi versi persino divertenti. Giudicate voi.

1. Preferenza per il rock ‘n’ roll

Alcune ricerche hanno dimostrato che il 41% dei traditori adora il rock ‘n’ roll. Ciò darebbe ragione a quanto i pubblicitari affermano da sempre: sesso e rock ‘n’ roll sono indissolubilmente legati. La musica pop interesserebbe invece il 16% dei traditori, seguita dall’11% dei fan della musica country e il 7% degli amanti della musica classica.

2. Le donne tradiscono alla pari dell’uomo

Ebbene sì, gli ultimi studi affermano che le donne tradiscono quanto gli uomini. L’unica differenza risiederebbe nel diverso coinvolgimento emotivo: in un rapporto extra-coniugale le donne hanno bisogno di sentirsi emozionalmente coinvolte, agli uomini interessa più che altro l’atto fisico in sé.

3. Si tradisce semplicemente perché si può

Contrariamente a quanto si crede non si tradisce perché si è infelici, ma perché ci si trova nelle condizioni di farlo. Difatti il 56% di uomini e il 34% di donne si ritiene appagato dalla propria vita di coppia. Semplicemente si coglie l’opportunità per sentirsi meglio con se stessi.

4. È tutta una questione di slancio

L’atto sessuale coinvolge il corpo alla stregua di un qualunque esercizio fisico. Non solo. Quanto più un rapporto viene consumato, tanto più lo si desidera. Avviare una relazione clandestina aumenterebbe, insomma, il desiderio sessuale. Di conseguenza anche l’intesa sessuale con il proprio partner abituale ne trae vantaggio.

5. Periodo di ovulazione 

Per scienziati ed evoluzionisti non è una novità, ma si è visto che le donne tradiscono con più frequenza quando sono nel loro periodo di ovulazione. Una diretta connessione con la natura e i comportamenti coinvolti nella conservazione della specie. In sintesi, la donna fertile tende ad avere più rapporti sessuali per accrescere la probabilità di concepimento.

6. Ricucire un matrimonio

Un tradimento costringe, volendo o nolendo, a fare un bilancio della propria vita di coppia, portandola a riconsiderarla con occhi diversi. A detta di alcuni, avere un amante migliorerebbe paradossalmente la qualità del matrimonio stesso. Ma ovviamente non è sempre così.

7. Amanti noti

Curioso, ma la maggior parte dei traditori non si allontanerebbe di molto dal suo entourage abituale. Si stima infatti che l’85% dei fedrifaghi avvia una relazione con un collega di lavoro, un amico o un vicino di casa, le stesse persone con cui si passa la maggior parte del proprio tempo.

8. Tradisco perché desidero essere beccato

Circa il 50% dei traditori vuole in realtà essere scoperto. Si tratterebbe in qualche maniera di un meccanismo inconscio per sottrarsi a una situazione divenuta insostenibile. Essere scoperti e accusati di infedeltà alleggerirebbe il senso di colpa per far tornare ogni cosa alla normalità. Sarebbe lo stesso partner infedele, insomma, a lasciare degli indizi sulla propria colpevolezza.

Spunti interessanti, vero? A ogni modo circoscrivere il problema del tradimento a poche felici battute non basta. La presa di coscienza di un possibile adulterio può esporre a rischi psicologici di estrema gravità. Prima di qualsiasi altro intervento, è dunque opportuno fare prevenzione. Scoprire in anticipo l’infedeltà del proprio partner, ad esempio, permette di poter ricorrere ai ripari, evitando inutili elucubrazioni mentali e ansie. In tal senso un cellulare spia, come una telecamera nascosta o un microregistratore possono rivelarsi strumenti efficaci e molto spesso risolutivi.

Ti stanno facendo le corna? Te lo dice un materasso

smarttress

Sembrerebbe quasi trattarsi dell’ennesima bufala mediatica, in realtà è tutto vero. Il materasso che svela il tradimento esiste e sta per essere commercializzato dalla ditta spagnola Durmet. Il suo nome? Smarttstress, appellativo che sta per smart + matress, ovvero materasso intelligente. Tutto ciò a ragion veduta, in quanto è fornito di ben 24 sensori di vibrazione ultrasonici capaci di catturare ogni più piccolo movimento, dalla semplice pressione di una mano a mosse ben più audaci e azzardate. Qualunque “anomalia” viene captata dai sensori e inviata a un’app scaricabile dalla rete, che avvisa dei movimenti in atto. A detta di costruttori e pubblicitari, il materasso dovrebbe “rassicurare uomini e donne non solo durante la notte, ma anche quando questi ultimi abbandonano le quattro mura per recarsi a lavoro”. Il costo di lancio si aggirerebbe attorno ai 1500 euro e sarà venduto su scala internazionale.

Siamo sicuri che questa nuova diavoleria tecnologica funzionerà allo scopo, anche se nel frattempo ci assale un dubbio silente: e le innumerevoli alternative alla classica alcova casalinga? Be’, in questo caso si potrebbe sempre rivolgere l’attenzione a un cellulare spia o spyphone. Non solo perché c’è chi non si sbarazzerebbe del suo amato smartphone neppure se cascasse il mondo, ma soprattutto perché lo spy phone ha dalla sua diverse altre funzioni come l’ascolto ambientale, quello telefonico, la localizzazione GPS e la lettura di SMS o chat di Facebook, Whatsapp ecc. E scusate se è poco.

Swipebuster: scopri se il tuo partner usa Tinder

swipebuster

Si chiama Swipebuster ed è un servizio on line che permette di recuperare alcune informazioni caricate su Tinder, l’applicazione preferita da chi non va tanto per le spicce in tema di incontri clandestini. Swipebuster si avvale nello specifico delle API di Tinder per restituire le foto degli utenti della famosa dating app per smartphone.

Il partner geloso che si iscrive a Swipebuster, sborsando la modica cifra di 5 dollari, deve solo sperare che la dolce metà non appaia nell’elenco in questione, altrimenti sono dolori. Già, perché sarebbe come ammettere a se stessi che il tradimento è nell’aria. Intanto gli sviluppatori del servizio di data retrieval indorano la pillola, informando gli utenti che il loro scopo principale è quello di metterli al corrente dell’enorme quantità di dati personali presenti in rete, ma soprattutto che questi ultimi sono estremamente vulnerabili.

Morale della favola, i partner più ansiosi hanno sì a disposizione l’ennesimo sistema che permetterà loro di individuare un comportamento a rischio del proprio coniuge, ma non avranno la certezza della scappatella consumata. Cosa che invece è possibile ottenere dai cosiddetti cellulari spia o spy phone. Si tratta di normali smartphone su cui è stato installato un software di ascolto ambientale, intercettazione delle telefonate, recupero integrale degli SMS, localizzazione del cellulare, e per alcune versioni di sistema operativo persino la lettura delle chat di WhatsApp, Facebook ecc. In questo caso ogni mossa incauta del partner sarà puntualmente monitorata per fugare qualsiasi dubbio.

Inside Agency: domanda di sicurezza in crescita anche in Italia

videosorveglianza-sicurezza-aziendale

A detta dell’Inside Agency, l’agenzia internazionale di intelligence che ha sedi in USA, Russia, Gran Bretagna e in molti altri paesi europei ed extraeuropei tra cui anche l’Italia, 7 aziende su 10 non sarebbero dotati di sistemi di sicurezza adeguati. Una notizia non propriamente confortante e che prendiamo per vera, vista la loro reputazione ed esperienza di anni nel campo delle investigazioni e della gestione del rischio economico e finanziario. Vediamo però in dettaglio i dati emersi dall’analisi.

Oltre a quanto detto, si è scoperto che la maggior parte delle aziende è oltremodo sensibile alle problematiche legate al tema della sicurezza. 9 aziende su 10 lo considerano difatti di primaria importanza, e a tutti gli effetti, solo il 50% si ritiene soddisfatto dell’attuale assetto delle infrastrutture. Di conseguenza la domanda continua a crescere, assieme all’insoddisfazione di imprenditori, manager e responsabili aziendali che chiedono maggiori investimenti in tal senso. E in Italia? Mah, a parte l’impegno governativo nell’installazione di telecamere di videosorveglianza cittadine, per prevenire reati di pubblico dominio, le cose non sembrano andare diversamente.

Stimando che la domanda di sicurezza a livello globale raggiungerà i 170miliardi di euro nel 2020, urge veicolare anche qui da noi un certo tipo di informazione che sottolinei i vantaggi ottenibili dai moderni sistemi di sicurezza in azienda. Salvatore Piccinni, manager per l’Italia di Inside Agency ha dichiarato a tal proposito: “E’ ormai indispensabile disporre di un sistema di risk management che, mettendo al centro la protezione dei dati e delle informazioni, tuteli la reputazione, la competitività e il benessere finanziario della società. Ciò significa prepararsi, prevedere, anticipare o definire adeguati sistemi di gestione dei rischi”.

Non si può che essere d’accordo con lui, visto che anche qui da noi abbiamo aziende valide che commercializzano dispositivi si sicurezza efficaci contro furti, spionaggio industriale e frodi commerciali. Dotarsi, in aggiunta, di un sistema di videosorveglianza significa garantirsi maggiore tutela per puntare al futuro con serenità, vivendo le problematiche di sicurezza solo come un lontano ricordo.

Tradimenti. E se fosse tutta colpa di WhatsApp?

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WhatsApp ha rivoluzionato radicalmente il nostro modo di comunicare, rendendo persino più vivace e stimolante il dialogo di coppia. Messaggi, foto, video di momenti felici trascorsi insieme sono la testimonianza di quello che questa applicazione di messaggistica mobile è capace di offrire. Ciò nonostante, c’è sempre qualcuno che arriva a ricordarci che WhatsApp ha altresì spinto tante persone al tradimento, a una velocità decisamente più alta di quanto non succedesse prima del suo arrivo. Molti amori sono infatti naufragati in tempi da record, perché scoperti o messi in atto attraverso l’uso di questa applicazione. Siamo sicuri però che la colpa stia soltanto da una parte? D’accordo, c’è sempre il vecchio proverbio che recita “l’occasione fa l’uomo (e la donna) ladro”, ma il dubbio che qui si cerchi in qualche modo di accampare delle scuse è forte. Vediamo perché.

Qualche tempo fa alcuni psicologi sociali hanno studiato a fondo il problema arrivando a un responso per lo più unamime: non è WhatsApp o qualsiasi altra applicazione la causa del deteriamento di tali rapporti, quanto una certa fragilità di coppia già in bilico da tempo tra noncuranza e rottura definitiva. Morale della favola, se tradisco è perché con il mio partner non ho più intesa. Punto e basta. Il ragionamento fila liscio come l’olio, visto che ogni epoca porta con sé le sue tresche amorose puntualmente consumate in mille modi possibili. Accusare WhatsApp, o i social network o qualsiasi altra diavoleria tecnologica di essere il diretto responsabile dell’aumento dei divorzi in tutto il mondo, sarebbe come puntare il dito contro il denaro perché condurrebbe alla perdizione.

Insomma, il problema è essenzialmente interpersonale e soggettivo. E per gli irriducibili? Ovvero per coloro che non saprebbero che farsene di tali studi e considerazioni, ma intendono vederci chiaro sulla fedeltà del proprio partner? Be’ per loro c’è sempre un software per cellulari spia spyphone, in grado di spiare assieme agli SMS, alle telefonate, all’ascolto ambientale e alla localizzazione, persino una conversazione di WhatsApp!

Difendersi dal bullismo on line con un cellulare spia

dicembre 15, 2015 Bullismo Nessun Commento
cyberbullismo-bullismo-online

Per il Cyberbullying Research Center, l’istituto di ricerca statunitense che studia le cause e le conseguenze del bullismo tra gli adolescenti, non ci sono dubbi: il cyberbullismo, o bullismo on line, possiede caratteristiche proprie che lo rendono diverso da qualunque altra forma di prevaricazione sociale. Vediamo di seguito i risultati emersi dallo studio su un campione di 457 studenti, tutti di età compresa tra gli 11 e i 15 anni, relativo a febbraio 2015.

Dispositivi più comunemente utilizzati dagli adolescenti

I telefoni cellulari continuano a essere i dispositivi elettronici più amati da questo target di adolescenti, impiegati soprattutto per inviare messaggi di testo (75,4%), usufruire di applicazioni mobili (74,2%) o giocare on line (66,2%). Per quanto riguarda l’accesso all’universo social, Snapchat (46,6%), Instagram (41,7%) e Facebook (32,9%) sono le piattaforme web più gettonate. Quasi del tutto snobbato è invece Twitter, che sembra non riscuotere particolare interesse da parte di questa fascia di età.

Vittime e artefici degli atti di cyberbullismo

Alla domanda se fossero mai stati interessati da una qualche forma di bullismo on line, il 34,4% degli intervistati ha risposto di sì. Il rumours sul web (19,4%), i commenti offensivi (8,3%), lo scambio di identità (6,4%) e la pubblicazione non autorizzata di foto (4,6%) sono stati invece i sistemi adoperati dai cyberbulli per attaccare le proprie vittime. Il 14,6% degli studenti ha inoltre ammesso di aver fatto ricorso al cyberbullismo per offendere altri studenti, con forme di approccio più o meno importanti come quelle riportate pocanzi.

Differenza di genere nel bullismo on line

Il genere femminile è quello più comunemente colpito da atti di bullismo on line con un 40,6%, contro il 28,2% di quello maschile.  Il 14% delle ragazze ha comunque ammesso di aver molestato altri studenti nei trenta giorni precedenti l’intervista.

Come arginare il dilagare del bullismo digitale

I numeri riportati qui sopra sottolineano un gravoso problema che necessita di essere risolto al più presto prima che diventi incontenibile. Per fortuna oggi esistono in commercio delle applicazioni, come i software per cellulare spia spy phone, che possono prevenire gli episodi di cyberbullismo. Si tratta per lo più di applicativi installabili sul cellulare del minore, capaci di ascoltare i suoni ambientali, registrare o monitorare chiamate in real time, leggere gli SMS inviati e ricevuti, così come spiare le tanto temute chat di messaggistica istantanea (Facebook, WhatsApp, Telegram ecc.) o restituire la localizzazione geografica del cellulare spia. Se utilizzato nel pieno rispetto della privacy, uno spyphone può rivelarsi un prezioso alleato per molti genitori ansiosi e sfiduciati.

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