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Vademecum sul controllo degli adolescenti online

febbraio 17, 2014 Bullismo Nessun Commento

Tante le storie di ragazzi in cui l’uso del pc diviene un’arma pericolosa. Viene da pensare che il problema non sia solo la tecnologia. Ma la solitudine che si trasforma in paura e allontanamento dal mondo reale. A poco sembrano servire anche i tasti per la segnalazione di abusi, introdotti da Ask.fm e da Twitter dopo le polemiche sui giornali. Mandi una mail di protesta e molto spesso non succede niente. E a nulla servono le petizioni, come quella portata avanti da alcuni genitori che hanno chiesto la chiusura di Ask.fm. Se lo chiudi, domani ne nasce un altro. E non si può nemmeno pretendere di delegare la sicurezza degli adolescenti alle policy di iscrizione. Allora ai genitori non resta che una strada. Stare attenti. E fare anche di più. Tutelarli. Installando piccoli strumenti di controllo, invisibili all’utente e quindi non limitanti per chi utilizza il computer. Attraverso questi, è possibile controllare ciò che viene digitato o sta per essere postato e condiviso prima che sia troppo tardi. Dunque spiegare loro che non è un like o un post su Facebook a determinare quanto valiamo. Ma soprattutto che insultare qualcuno nascosti dietro un profilo anonimo è un comportamento da vigliacchi e da conigli.

Una volta garantita una protezione totale, si può lavorare con più calma con i ragazzi. Infatti controllare ciò che gli adolescenti fanno in rete non è facile. Ogni giorno nascono nuovi social network e applicazioni e le mode digitali sono davvero volatili.  Ma per i genitori fare attenzione all’educazione digitale dei figli è ormai imprescindibile. Ecco alcuni consigli per evitare che i nostri figli diventino vittime del cyberbullismo o si trasformino in soggetti attivi di questa pratica.

1. Anzitutto è buona usanza introdurre una sistema di controllo totale che vi permetta di conoscere in ogni momento cosa avviene online.

2. Tenete il computer di casa in salotto o in un ambiente comune in modo da poterlo usare insieme. Per quanto riguarda il telefonino, invece, non proibitelo trasformandolo in una trasgressione ma limitatene l’uso. Utilizzando software di monitoraggio a distanza che consentono di conoscere real time cosa avviene, con chi sono in contatto e soprattutto se qualche pericolo è in agguato.

3. Date il buon esempio, cercando di non farvi vedere sempre con lo smartphone in mano o attaccati al laptop. Non demonizzate social network e device, non servirebbe a niente se non ad allontanarvi dai vostri figli. Piuttosto cercate di dare il buon esempio usandoli in maniera consapevole e nel rispetto della privacy vostra e dei vostri figli.

4. Spiegate loro come difendersi dalle aggressioni online. E metteteli in guardia sui rischi che comporta diffondere in rete i dettagli della propria vita personale.

5. Parlate con lui/lei del cyberbullismo e spiegategli/le che non si tratta di qualcosa di reale. Ma di virtuale. Segnalate l’abuso agli insegnanti, alle autorità e ai responsabili dei social network. Nel caso chiedete un supporto psicologico per i vostri figli.

6. Se vostro figlio trascorre troppe ore al telefono e al computer potrebbe esserci qualcosa che non va. Dunque diventa estremamente necessario controllarli senza però essere visti per constatare costa sta realmente accadendo. Una delle spie può essere l’isolamento. Non voler andare a scuola e non voler più vedere nessuno è uno dei primi campanelli di allarme delle vittime di cyberbullismo.

Giappone: i vecchi cellulari sono amati dai traditori

Le app per nascondere doppie relazioni non stanno avendo un grande successo data la loro approssimazione e scarsa attendibilità. In Giappone modelli di cellulari ormai superati sono ancora ricercati e venduti perché, secondo gli utenti, sono in grado di proteggere la privacy meglio dei nuovi smartphone e aiutano chi ha più di una relazione a mantenere tutto nascosto. E così, i telefoni “antichi” in Giappone resistono all’avanzata di iPhone e sistemi Android.

Come dichiarato dal Wall Street Journal, pare che un vecchio telefono può essere un tesoro per il fedifrago incallito. In particolare si tratta di alcuni modelli Fujitsu serie F, ormai tecnologicamente obsoleti, ma dotati di grandi possibilità di controllo della privacy superiori anche a quelle di dispositivi di ultima generazione. Questi telefonino in Giappone sono stati soprannominati “uwaki keitai”, “telefoni dell’infedeltà“.

Tanti blog del Paese hanno dedicato attenzione al fenomeno, aggiungendo tanto di esperienze personali e testimonianze. “Le donne cercano di vedere cosa succede sul mio telefono quando non ci sono, e con questi telefoni semplicemente non è possibile”. Con la modalità privata implementata da Fujitsu serie F, nel momento in cui si riceve una comunicazione da numeri precedentemente inseriti in “elenchi invisibili”, ci sarà solo una lieve variazione delle icone della batteria o del segnale ricevuto dal cellulare. Per attivare o disattivare la modalità segreta, è necessario un gran numero di password e combinazioni.

Tra app, cellulari “antichi” e stratagemmi di ogni genere c’è chi ha pensato alla controparte. I traditi infatti hanno di contro armi sicure: si tratta di software spia Endoacustica che, installati in qualche minuto sul cellulare, consentono di ascoltare chiamate in entrata e in uscita in tempo reale, leggere sms, conoscere la posizione GPS e funzionano anche da microspie in quanto consentono di ascoltare ciò che avviene intorno all’apparecchio. Dunque i fedifraghi di ogni continente non hanno ancora vita facile vista la larga diffusione dei software Endoacustica.

La coppia scoppia? Animali utilizzati come strumento di stalking.

luglio 18, 2012 Stalking Nessun Commento
animali domestici e stalking

L’AIDAA, Associazione Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, ha stilato un rapporto sulla condizione degli animali domestici in caso di separazione della coppia e, in genere, sull’utilizzo degli animali a scopo intimidatorio. Dalla ricerca, è venuto fuori che solo nel 2011 sono state ritrovate parti di circa 500 animali, di cui 20 cavalli (16 in Sardegna), uccisi e fatti a pezzi a scopo di minaccia. Teste mozzate di lupo, di cane, di capretto, agnelli incaprettati, volpi impiccate, zampe di cinghiale, spesso inviate all’indirizzo di persone vittime di estorsione.

Tutto questo soprattutto al sud e sulle isole, mentre il nord, in particolare Veneto (Padova e Venezia), Emilia (Reggio, Ferrara e Modena) e Lombardia (Milano, Varese e Sondrio), ma anche Roma e Massa Carrara, è interessate da un altro fenomeno che sta prendendo sempre più piede: ricatto al coniuge separato per la gestione dell’animale che magari si era deciso di allevare insieme. Sono oltre 700, infatti, le persone che si sono rivolte al tribunale di AIDAA per chiedere una consulenza sull’affidamento dell’animale domestico una volta finito il rapporto di coppia.

Emblematico è il caso di una signora che, tradita dal marito, aveva preso la decisione di lasciarlo, portando con sé il cane che avevano insieme. Se non fosse stato per la furbizia della donna, che aveva messo all’animale un collare con localizzatore GPS, forse il suo Argo non sarebbe stato più ritrovato, rapito dall’ex marito e ben nascosto per ricattare la donna.

Ma non ci sono solo i cani. Al centro delle controversie si trovano anche gatti, criceti, tartarughe, canarini e conigli, molti dei quali, ovviamente, non essendo microchippati, rimangono oggetto di litigi per anni.

Da segnalare sono anche diversi casi (circa 20) in cui gli animali domestici si sono trovati ad essere, loro malgrado, ad essere utilizzati per atti persecutori. Una donna di Sondrio, per esempio, ha denunciato per stalking il vicino di casa in quanto con la scusa di fotografare i conigli (che a suo dire davano fastidio) ha violato la privacy della proprietaria, riprendendola dentro le mura di casa.
In altri casi si trattava prevalentemente di mariti che con la scusa di voler vedere il cane o il gatto di casa in realtà cercavano di riconquistarle o controllarle entrando nelle case delle ex. Resta da chiedersi se una tale strategia di riconquista sia davvero efficace o sia solo un modo per accentuare i diverbi e allontanare le persone, anche a causa di una violazione della privacy non sempre gradita.

Endoacustica Europe

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