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Addebito della separazione, solo in presenza di prove

L‘addebito della separazione è generalmente collegato al tradimento del coniuge e quando si parla di tradimento si fa generalmente riferimento ad un’infedeltà fisica. Tuttavia anche il tradimento platonico può essere una delle cause di addebito della separazione. Se infatti il flirt di un coniuge con una terza persona al di fuori del matrimonio mette in imbarazzo la moglie o il marito, ci possono essere gli estremi per la richiesta di addebito.

Si parla di “tradimento platonico” quando la relazione con l’amante non valica il limite fisico ma il rapporto d’intesa e complicità è talmente evidente agli occhi di chi è presente al punto che la dignità e l’onore del coniuge ne vengono lesi. Ciò significa che malgrado il tradimento non si sia consumato la presuzione che ciò è avvenuto contravviene agli obblighi matrimoniali.

Il fatto di esporre il coniuge a quella che può risultare a tutti gli effetti un’umiliazione pubblica significa venire meno a tale obbligo e potersi ritenere responsabile concretamente della fine del matrimonio.

In questo caso, come nel caso del tradimento fisico, la chiave di volta è costituita dalle prove. La separazione con addebito può essere attribuita sono se ci sono evidenze. Nella maggior parte dei casi gli alleati di chi sospetta un tradimento sono i microregistratori. Piccoli e discreti sono occultabili dovunque: in auto, in casa, sul luogo di lavoro e permettono di ottenere grandi risultati in termini di qualità delle immagini e nitidezza del suono.

Le donne in carriera tradiscono più frequentemente

Siamo proprio sicuri che a tradire siano solo gli uomini? E’ una discussione che, in realtà, non ha mai trovato delle conferme, almeno fino a quando l’indagine non ha cominciato ad interessare anche le aziende. Nonostante una sorta di innata tradizione parli di maggiori infedeltà da parte dei maschietti, sembra che non sia proprio così per le donne in carriera sempre molto impegnate e fuori casa per parecchio tempo.

Coloro che sono soliti svolgere analisi settoriali all’interno delle imprese non hanno dubbi: le ragazze che hanno più potere decidono più liberamente della propria vita e se si stancano della persona che hanno accanto non esitano, con o senza dispiacere, a liberarsene o, almeno, a “provare altro”. Ad interessarsi per primi di questa spinosa vicenda che va avanti da anni, sono stati i ricercatori della Tilburg University, in Olanda. Dalle loro osservazioni pare che indipendentemente dal sesso, le persone che ricoprono posizioni di potere siano più inclini al tradimento.

E sarà per questo che sono cresciute le vendite di spy phone, particolari telefoni che permettono di conoscere tutto il traffico telefonico della persona “spiata”, la posizione e permettono anche di ascoltare cosa avviene attorno all’apparecchio telefonico. Un controllo a 360° utilizzato sempre più di frequente da uomini (ma anche donne) che nutrono qualche dubbio circa il comportamento del proprio partner. A lavoro come nel tempo libero.

In questo senso, quindi, gli uomini non possono sentirsi al sicuro ma di certo nemmeno le donne, visto che le posizioni al vertice sono quasi sempre affidate al sesso maschile. Nello studio il team ha coinvolto oltre 1.500 professionisti, notando che la propensione all’infedeltà dipende molto dai livelli di potere ed autostima delle singole persone, sia uomini che donne. Per cui più si ottengono alte cariche e meno si diventa affidabili.

Il mito del “Don Giovanni”, ieri come oggi

Tante storie ci vengono proposte ogni giorno circa la necessità irrefrenabile di tradimento di cui sono affetti numerosi uomini, ma anche donne. Negli anni si è affermato il termine “Don Giovanni” per definire tanti uomini corrono dietro ad ogni gonna per il piacere di aggiungere un’altra conquista alla loro agenda. Questi uomini non si innamorano mai, seducono le donne e poi le abbandonano non solo per piacere sessuale, ma per un meccanismo inconscio di inganno l’altro sesso. Poi svaniscono, alla ricerca di nuove conquiste senza preoccuparsi del dolore e della rabbia che lasciano dietro di sé.

Calza bene la storia di Gisella, sedotta ed abbandonata, ma che ha fatto scudo della prima esperienza per non ripetere gli stessi errori.  “Dopo la separazione avvenuta circa sette anni fa, terminata a causa di ripetuti tradimenti di mio marito, ho avuto una relazione con un uomo della mia età molto coinvolgente. La nostra era una relazione a distanza, ci vedevamo nel weekend.

Negli ultimi due anni sono diventata esigente rispetto alla relazione, ho chiesto a lui di condividere un progetto di vita insieme e dopo tante fughe, le sue, ho capito che oltre l’immaturità c’era ben altro. Ho scoperto che passava molto tempo al telefono,“per lavoro” mi diceva. Ma questa volta non gli ho creduto. Durante uno dei nostri appuntamenti, ho aspettato che andasse in bagno, e approfittando della sua assenza, ho installato sul suo telefono un software spia. Da quel momento ho potuto monitorare a distanza le sue conversazioni, i suoi messaggi e la sua posizione. Inoltre quando volevo potevo far diventare il suo telefono una microspia ambientale, in modo da ascoltare tutto ciò che accadeva nell’ambiente in cui si trovava.

Devo dire che ho avuto un’ottima idea. Ben presto mi sono resa conto che frequentava altre donne, avvenenti, spesso impegnate, ma comunque conosciute al lavoro, al fine di condividere con le stesse momenti di autoerotismo.
In seguito alla mia scoperta, non ho esitato a mollare il “Don Giovanni”. Ho compreso che la mia dignità non è sub ordinabile in nessun caso. Ringrazio Endoacustica Europe che mi ha suggerito l’utilizzo del programma spia e lo consiglio a chi ha incertezze circa il proprio partner. Dietro un dubbio, c’è sempre un buon motivo, l’ho capito a mie spese”.

Il tradimento avviene durante la pausa pranzo

Da sempre si cerca di individuare il momento in cui si è più propensi al tradimento. Se gli stereotipi televisivi ci hanno abituato a pensare al tradimento come un’attività prettamente notturna, dalle recenti ricerche è riportato che il momento più inflazionato da questo tipo di attività è la pausa pranzo. L’ora preferita sarebbe proprio tra le 12,30 e le 14,30 per sei italiani infedeli su dieci.

Il motivo? È difficile essere scoperti in quel lasso di tempo; è lecito non rispondere a chiamate ed sms durante il pranzo, dunque si hanno delle scuse più che plausibili. Inoltre non bisogna sottovalutare che si torna a casa dopo diverse ore, perché bisogna prima rientrare in ufficio, e questo permette di rimettersi in sesto, cancellando con più calma tutte le tracce. Si ritrova la giusta concentrazione e distacco.

Di qui si potrebbe anche avvallare la tesi secondo la quale le persone in carriera tradiscono di più. Più tempo giustificato fuori casa, più persone con cui essere a contatto, più pause pranzo e quindi più occasioni irrinunciabili.

E’ notizia degli scorsi giorni quella di un impiegato romano che ha visto piombare nel ristorante nei pressi dell’azienda in cui lavora, sua moglie, durante la pausa pranzo. La donna, dopo aver salutato cordialmente il marito, si è chiaramente accomodata con lui. L’uomo non ha avuto il tempo di avvisare l’abituale compagna di pranzo (e dopo pranzo) ed al suo arrivo si è consumato l’indicibile.

In realtà la visita a sorpresa non era affatto casuale. La donna, aveva installato sul cellulare del marito un software spia Endoacustica Europe. Attraverso questo strumento, aveva ascoltato in ambientale cosa combinava suo marito: cosa veniva detto durante e dopo la pausa pranzo. Inoltre monitorava da diverse settimane il traffico telefonico del marito: chiamate ed sms lasciavano poco all’immaginazione.

Sono questi i casi in cui la tecnologia offre prove schiaccianti e mette con le spalle al muro i traditori.

Gli slip anti-tradimento: grande invenzione o strumento inaffidabile?

Un’azienda di biancheria intima giapponese ha creato degli slip  “anti-tradimento” che nascondono al loro interno un sensore “di controllo. Il prodotto è destinato a padri di famiglia molto premurosi, a mariti iper-gelosi o a fidanzate paranoiche. La particolarità del “pant” messo in vendita alla cifra di 99 dollari sta nel fatto che è dotato di un chip collegato direttamente ad un computer che permette di verificare il battito cardiaco e la temperatura corporea della persona che lo indossa (si pensa ad una donna visto il modello pubblicizzato), consentendo così di sorvegliare in qualsiasi istante i suoi movimenti.

Se fosse così semplice con una sonda ed un processore,  ogni adulterio potrebbe essere evitato o scoperto. Infatti quando lo slip viene indossato, la sonda individua una temperatura  differente da quella dell’ambiente e inoltra l’impulso al processore che a questo punto segnala l’ora precisa. In seguito, il sistema operativo rimane in stand-by e si riattiva soltanto dopo un altro cambiamento di calore.

La sonda in dotazione è in grado di registrare anche il ph della pelle, dando in questo modo la  prova che chi vestiva quelle mutande era il proprio compagno.  Il processore è anche connesso con dei fili che registrano la forma dello slip in modo da verificare eventuali cambiamenti di posizione. Dopodiché basta connettere lo slip con il processore ad un computer, che saprà rivelare se l’indumento è stato tolto e precisamente per quanto tempo. L’indumento è anche ergonomico e si può lavare semplicemente come gli altri intimi.

Una volta letta la descrizione del “pant” risultano lampanti numerosi dubbi e perplessità, su un indumento che ha poco di affidabile e credibile. Avere la necessità di svelare un tradimento è ben altra cosa anche perché spesso comporta turbamenti psicologici e dei fastidi anche a livello fisico. Chi ne ha reale bisogno si affida ovviamente ad aziende che lavorano nel campo della sicurezza e della sorveglianza. Uno degli strumenti più utilizzati, oltre alle microspie, è sicuramente lo spy phone o cellulare spia. E’ un prodotto assolutamente invisibile che facendo sentire così il partner libero di agire. Con numerosissime funzionalità il software è in grado di fornire risposte certe ed innegabili.

40enni alla ribalta: tre su quattro hanno un amante

Il tradimento è una passione, anzi un vizietto molto diffuso a tutte le età. Se n’è interessato in maniera particolare, un sito di incontri extraconiugali. Ne è risultato che le donne con più di 40 anni sono quelle che meno si scandalizzano davanti a qualche piccola scappatella e parlano tranquillamente tra di loro di rapporti intimi. In Italia, nonostante le abitudini, si ha ancora molto pudore a parlare della propria vita intima (non di quella degli altri), soprattutto per il gentil sesso, ma questo sondaggio indica un cambio di indirizzo per le donne tra i 40 e i 49.

Il 63% delle signore intervistate ammette di sentirsi più sicura e molto più disinibita  dopo aver superato la soglia della quarantina. Qualcuno sostiene che i 40 anni di solito segnano la fine di tante insicurezze. Oggi, che la prima gravidanza si è spostata più in là forse qualcosa è ulteriormente cambiato.

Per il 49% è la paura più grande è che il proprio compagno non accetti il cambiamento che le costringe a non assecondare la voglia di nuove esperienze. Atteggiamento non di certo condannabile. Infatti in molti casi si ricorre allo strumento più attendibile per smascherare un tradimento: il cellulare spia Endoacustica Europe. Spesso, a seguito di alcuni atteggiamenti “strani” da parte del partner, si scopre una relazione extraconiugale tenuta ben nascosta. Più della metà fissa incontri per vivere realtà nuove e di svago rispetto a ciò che trova a casa.

Il dato più grave rappresenta quello dell’insoddisfazione. Il 67% delle donne dichiara di non essere appagate nel proprio matrimonio. Tre donne su quattro ha un amante. Insomma, non male come percentuale. Meglio munirsi in anticipo!

Una persona su tre spia le mail del proprio partner

Mancato log-out, password poco sicure, ma soprattutto piccoli strumenti di monitoraggio. E’ questo ciò che facilita il controllo della posta elettronica del partner.  Secondo una ricerca di Google, realizzata su un campione di 2.000 persone in Italia, una persona su tre ha sbirciato almeno una volta la posta elettronica altrui.  Mail, documenti e informazioni sono spesso sotto la lente di ingrandimento di partner sospettosi.

La poca sicurezza delle password è uno degli “aiutini” per aver accesso al mondo informatico del partner. Pare infatti che il 10% degli utenti scelga il nome del proprio cane o gatto come password, mentre l’8% usa la  parola “password”. C’è chi poi rischia ancora di più, come quel 6% di persone che lascia la password appuntata su un post-it nei pressi del pc. Il 13% degli italiani dichiara di essere entrato in un account altrui indovinandone la password, approfittando del mancato log-out da una sessione attiva o per mezzo di strumenti di controllo. Fra questi, un terzo (33%) è entrato in quello del partner, atteggiamento soprattutto maschile, e quasi un quinto in quello del proprio ex (17%), questa volta però con una buona prevalenza delle donne. Uno su dieci ha, invece, cercato di indovinare la password di un collega di lavoro.

E forse indovinare non è così difficile come sembra, dal momento che addirittura l’11% dichiara di usare come password una data significativa, ad esempio l’anniversario di matrimonio, mentre l’11% ricorre alla data di nascita di un parente stretto. Il 62% cambiano la password solo quando diventa necessario, solo il 24% lo fa regolarmente, mentre il 16% dichiara di usare sempre le stesse password. In generale le donne sono più inclini a condividere la password con i propri partner. Più della metà degli intervistati scrive le proprie password da qualche parte: un diario, un file nel proprio PC, il proprio telefono, un post-it.

Se tutto ciò non dovesse avvenire, niente paura. I partner più smart si sono dotati di piccoli strumenti come key hunter e key record che, in modo del tutto discreto, consentono di memorizzare non solo password ed email, ma tutto ciò che viene digitato sulla tastiera del pc. Dunque una valida alternativa per chi è a contatto con partner più attenti alla propria sicurezza informatica.

C’è da riconosce che il più delle volte chi decide di controllare il partner, ha già una forte motivazione per farlo: sospetto di tradimento o di qualche affare poco chiaro. Dunque diventa di stretta necessità andare a verificare alcuni dubbi ed incertezze, meglio farlo con strumenti affidabili.

Alto rischio di tradimento sotto l’ombrellone

Estate, sole, vacanze, mare, uomini e donne in bella mostra, voglia di trasgredire dalla solita routine e sale anche la voglia di tradire il/la proprio/a compagno/a.

Dati statistici alla mano provano che ciò che spinge al tradimento in vacanza è la voglia di trasgressione. A quanto pare, è proprio da sotto l’ombrellone che vengono lanciati gli sguardi proibiti ai vicini, tanto meglio se anche loro fidanzati o ammogliati. Sembra infatti che uno dei principali divertimenti dei vacanzieri sia quello di mettere alla prova la fedeltà delle altre persone sulla spiaggia.
A istigare i tradimenti sarebbe, per il 33% degli uomini, la visione irresistibile di corpi svestiti, in spiaggia come in città, mentre il 40% delle donne cede se si sente desiderata, protagonista di un incontro “magico”. E forse questo alleggerisce le colpe dei colpevoli.

Non si tratta di vera e propria voglia di tradire ma di un modo per sentirsi ancora desiderati, attraenti ed anche per prendersi un pò gioco dell’altro sesso o riaccendere la gelosia nel partner, la passione e il desiderio nella vita di coppia.

A parte chi passa intenzionalmente le ferie da solo, con reali intenzioni di tradire il partner. Chi tradisce veramente cerca di dare la colpa al clima spensierato e vacanziero, ma molto probabilmente chi tradisce al mare, lo può fare anche in casa, in ufficio, nella stanza di un hotel. E spesso la relazione cominciata in vacanza continua per diversi mesi attraverso pc e cellulari. Al sospetto di un tradimento, diverse persone hanno fatto ricorso a software spia che consentono di conoscere in tempo reale il traffico sul telefonino controllato, in modo da troncare la relazione sul nascere e non logorarsi durante le meritate vacanze.

Questa idea è ancora più valida dal momento che meno del 10% degli uomini confesserebbe il misfatto, negando fino all’inverosimile. La carne è debole, soprattutto se abbronzata e scoperta e le trasgressioni attirano tutti.

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spyphone Uno spy phone, o cellulare spia, è un normale cellulare su cui viene installato un software spia capace di intercettare qualsiasi azione intrapresa sul cellulare stesso (chiamate, SMS, foto ecc.). Il software spia per spyphone è funzionante sulla maggior parte degli smartphone con sistema operativo Android, iOS e Blackberry.

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