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“Il sesso con una donna che dorme non è stupro”

settembre 27, 2012 Stalking Nessun Commento

Dopo l’ultima battuta di Todd Akin, parlamentare repubblicano del Missouri, che ha sostenuto la vecchia tesi in auge presso la destra conservatrice americana che una ”donna stuprata difficilmente rimarrebbe incinta”, dall’Inghilterra un’altra considerazione ridicola sull’abuso sessuale: “Il sesso con una donna che dorme non è stupro”. La battuta arriva questa volta da un deputato inglese per il Respect Party, raggruppamento di estrema sinistra, George Galloway.

A riportare l’affermazione, il Village Voice. Nel suo discorso misogino e offensivo, Galloway ha rincarato la dose sostenendo: “Non è che si può chiedere ogni volta”.

Le parole del deputato sono arrivate a commento delle vicende legate a Julian Assange, accusato di stupro in Svezia per aver avuto rapporti sessuali non protetti e con una donna addormentata. Per Galloway, quello di Assange è stato un “bad sexual etiquette”, un “cattivo comportamento sessuale”, ma “qualunque cosa sia, non è stupro”. Come per Akin, anche nel caso di Galloway, i suoi colleghi di partito hanno condannato le sue affermazioni. Proprio in questi giorni, il conservatore di destra contrario all’aborto in caso di stupro, nel tentativo di sottrarsi alle pressioni dei leader del Gop, che lo vogliono fuori dalla corsa elettorale, ha chiesto “perdono” in un video per “aver usato le parole sbagliate in modo sbagliato” e ribadendo che “lo stupro e’ sempre un’azione malvagia”.

Ovviamente non erano necessarie le parole del cervellone americano per far capire l’ingiustizia che si racchiude nello stupro. Secondo i dati Istat del 2010 in Italia sono sei milioni 743 mila le donne dai 16 ai 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita. A questi fanno seguito gli 84767 casi in America nello stesso anno e i circa 16000 casi in Inghilterra.

Dati a dir poco allarmanti che dovrebbero portare le donne a prendere le dovute precauzioni. Sempre più diffusi sono gli spray antiaggressione. Un esempio ne è l’X-spray di Endoacustica. E’ una versione avanzata del classico spray al pepe e ha effetti maggiori. Infatti si tratta di una schiuma di colore blu che spruzzata sul viso dell’aggressore, ne impedisce temporaneamente la visuale, e come se non bastasse, lascia macchie indelebili, che restano sul viso per circa tre giorni, facilitandone l’identificazione. Un sistema che certamente metterà in allerta i malintenzionati.

Le intercettazioni di Mr Grey

settembre 24, 2012 Stalking Nessun Commento

E’ il caso letterario del momento. Tutti ne parlano, qualcuno lo adora, altri lo criticano. La trilogia “Cinquanta sfumature” di E.L. James ha venduto in Inghilterra 100.000 copie in sette giorni a negli Stati Uniti si avvicina ai 20 milioni di copie, equamente divise tra ebook ed edizioni stampate.

La scrittrice, E.L. James, 49 anni e madre di due bambini risiede a Londra ed è una ex scrittrice tv di storie sulla criminalità. Rilascia raramente interviste ed il dettaglio più piccante che abbia mai rilasciato riguardo alla sua vita è che le piace mangiare la Nutella dal barattolo.

La novella erotica è stata derisa dai critici per la “scrittura terrificante” e per le “noiose” scene di sesso, ma ciò non ha fermato le donne appassionate dalla storia della vergine eroina che si imbatte nel bilionario amante del bondage. Infatti, nel libro, viene chiesto alla protagonista, Anastasia Steele di firmare un contratto che permetterebbe a Mr Grey di avere completo controllo delle sua vita, includendo ovviamente la soddisfazione di ogni desiderio che Grey abbia a letto. L’uomo è un amante del bondage e del sadomaso e per l’illibata Ana Steel tutto ciò appare in un primo momento molto travolgente. Attorno a ciò ruotano i tre libri che ad oggi, in Inghilterra, sono più popolari del codice della strada e hanno venduto più di “Harry Potter e i doni della morte”.

Inoltre la storia rappresenta un vero e proprio manuale di intercettazione. Mr Grey controlla continuamente la sottomessa Ana in modi diversi. Le regala un BlackBerry con installato un software spia che gli permette di sapere in ogni momento dove lei si trovi e cosa stia facendo con il cellulare. In diversi momenti della storia Grey piomba nel luogo dove si trova la donna rintracciata attraverso il sistema GPS installato sullo spyphone. Un vero sistema di controllo che potremmo usare anche noi grazie a semplici espedienti tecnologici. Guarda qui!

 

Stalking: le donne inglesi hanno paura di denunciare e di non essere credute.

luglio 31, 2012 Stalking Nessun Commento

Secondo una recente ricerca, finanziata dalla Northern Rock Foundation e condotta dalla Durham University su un campione di 577 donne inglesi, la polizia e le forze dell’ordine non godono della piena fiducia in caso di denunce per violenze, domestiche e non, e stalking.

Secondo le donne intervistate questi, che sarebbero crimini molto seri per il 97% di loro, non sarebbero presi in seria considerazione dalla polizia. Di qui, la loro riluttanza a denunciare eventi del genere, anche per altri due principali motivi: la paura di combattere contro qualcuno che si conosce, spesso un parente, e la paura di non essere credute e che il proprio caso sia sottovalutato. Solo il 49% del campione ha affermato che denuncerebbe la violenza domestica e solo poco più della metà (53%) denuncerebbe in genere atti persecutori.

“Sappiamo che la polizia ha aggiunto nuove risorse e sta facendo grandi sforzi per migliorare sia la parte investigativa che l’assistenza alla vittima. Nonostante ciò, questa ricerca mostra che le donne sono ancora riluttanti a fare il primo passo e denunciare questi crimini alla polizia”, ha affermato uno dei ricercatori, il dottor Nicole Westmarland.

Paura di non essere protette abbastanza o nel modo giusto e paura di non essere credute, soprattutto. Ecco perché sempre più donne, vittime di continui abusi e stalking, si affidano a nuovi strumenti tecnologici che permettono di fornire prove certe della loro condizione di perseguitate, trovando così la forza di denunciare e di venirne fuori.

È il caso di Carol, una delle donne intervistate per la ricerca che, vittima da anni di stalking, ha deciso che così la sua vita non poteva più andare avanti e, per raccogliere prove contro il suo carnefice, ha deciso di munirsi di un mini videoregistratore, grazie al quale ha potuto filmare gli “incontri spiacevoli” e le minacce verbali del suo ex marito, che si stavano trasformando in vere e proprie aggressioni fisiche.

Carol alla fine è riuscita a dimostrare e denunciare, molte loro donne si nascondono dietro la loro stessa ombra, con la paura di parlarne con qualcuno, sia esso anche un parente o un amico. Questo in Inghilterra. Chissà se questa è una buona approssimazione di quello che succede anche in Italia, dove sono sempre più le donne perseguitate e soffocate da uno stalking che, come dimostrano le notizia di cronaca, spesso si trasformano in omicidi

Endoacustica Europe

“Mi lasci? Ti restituisco tutto, anche gli SMS!”. Denunciato per stalking.

luglio 23, 2012 Stalking Nessun Commento
cellulare che invia sms

Quando si parla di stalking, ovvero di atti persecutori, ci vengono in mente, soprattutto e purtroppo, ex partner che, non rassegnandosi alla fine di una relazione, perseguitano la persona oggetto del loro desiderio fino farle avvertire uno stato di ansia e paura che pregiudica il vivere quotidiano, la normalità.

Aprendo i giornali arrivano continue notizie di atti violenti compiuti da stalker nei confronti delle proprie vittime: si va da minacce di morte, che, anche se non sfociano poi in azioni violente, causano un certo disagio in chi le subisce, a pedinamenti, appostamenti e aggressioni, come nel caso del 34enne perugino che ha fatto esplodere una bomba carta sotto casa della ex.

Chi si trova ad essere vittima di tali atti, si sente in gabbia, come se non fosse più libero di spostarsi e di avere una vita sociale, temendo continuamente per la propria incolumità. Spesso si ha paura anche di denunciare: si teme di non essere creduti o si temono ritorsioni ben peggiori. Ci sono casi, come quello di una donna americana, in cui, però, le vittime sono riuscite a provare la loro condizione avvalendosi di strumenti come mini videoregistratori, che hanno permesso loro di registrare lo stalker al momento della minaccia.

Individuare il reato, però, non è sempre facile: si è già parlato in questo blog di uomo che, tentando di riconquistare la ex compagna, ha iniziato a mandare centinaia di fiori e di lettere ma, nonostante ciò, è stato condannato per stalking. E proprio in questi giorni arriva dal Trentino un’altra curiosa notizia: lui, un libero professionista di 60 anni, lei una donna più giovane di 20 anni. Hanno una relazione dal 2006 al 2010, poi si lasciano e lei gli dice “Restituiscimi tutto”. Lui la prende alla lettera ed inizia a restituire non solo regali, denaro e oggetti prestati, ma persino SMS inviati, per un totale di 1.800 messaggi e 13.000 euro. La donna allora lo denuncia per stalking, affermando di aver ricevuto minacce, pedinamenti e appostamenti. L’uomo, pur difendendosi dicendo che ogni incontro e che ogni messaggio era esclusivamente per restituire tutto alla ex compagna, come lei stessa gli aveva chiesto di fare, è stato condannato per molestie, con risarcimento alla donna di 280 euro.

Una vicenda curiosa, ma che porta a riflettere sul labile confine che spesso c’è tra un uomo troppo innamorato e non rassegnato alla fine di un rapporto ed uno stalker, pronto a passare da minacce verbali ad aggressioni fisiche.

Endoacustica Europe

La coppia scoppia? Animali utilizzati come strumento di stalking.

luglio 18, 2012 Stalking Nessun Commento
animali domestici e stalking

L’AIDAA, Associazione Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, ha stilato un rapporto sulla condizione degli animali domestici in caso di separazione della coppia e, in genere, sull’utilizzo degli animali a scopo intimidatorio. Dalla ricerca, è venuto fuori che solo nel 2011 sono state ritrovate parti di circa 500 animali, di cui 20 cavalli (16 in Sardegna), uccisi e fatti a pezzi a scopo di minaccia. Teste mozzate di lupo, di cane, di capretto, agnelli incaprettati, volpi impiccate, zampe di cinghiale, spesso inviate all’indirizzo di persone vittime di estorsione.

Tutto questo soprattutto al sud e sulle isole, mentre il nord, in particolare Veneto (Padova e Venezia), Emilia (Reggio, Ferrara e Modena) e Lombardia (Milano, Varese e Sondrio), ma anche Roma e Massa Carrara, è interessate da un altro fenomeno che sta prendendo sempre più piede: ricatto al coniuge separato per la gestione dell’animale che magari si era deciso di allevare insieme. Sono oltre 700, infatti, le persone che si sono rivolte al tribunale di AIDAA per chiedere una consulenza sull’affidamento dell’animale domestico una volta finito il rapporto di coppia.

Emblematico è il caso di una signora che, tradita dal marito, aveva preso la decisione di lasciarlo, portando con sé il cane che avevano insieme. Se non fosse stato per la furbizia della donna, che aveva messo all’animale un collare con localizzatore GPS, forse il suo Argo non sarebbe stato più ritrovato, rapito dall’ex marito e ben nascosto per ricattare la donna.

Ma non ci sono solo i cani. Al centro delle controversie si trovano anche gatti, criceti, tartarughe, canarini e conigli, molti dei quali, ovviamente, non essendo microchippati, rimangono oggetto di litigi per anni.

Da segnalare sono anche diversi casi (circa 20) in cui gli animali domestici si sono trovati ad essere, loro malgrado, ad essere utilizzati per atti persecutori. Una donna di Sondrio, per esempio, ha denunciato per stalking il vicino di casa in quanto con la scusa di fotografare i conigli (che a suo dire davano fastidio) ha violato la privacy della proprietaria, riprendendola dentro le mura di casa.
In altri casi si trattava prevalentemente di mariti che con la scusa di voler vedere il cane o il gatto di casa in realtà cercavano di riconquistarle o controllarle entrando nelle case delle ex. Resta da chiedersi se una tale strategia di riconquista sia davvero efficace o sia solo un modo per accentuare i diverbi e allontanare le persone, anche a causa di una violazione della privacy non sempre gradita.

Endoacustica Europe

Quando gli atti persecutori passano attraverso il cellulare, come difendersi.

luglio 16, 2012 Stalking Nessun Commento
stalking attraverso il telefono

Due anni e quattro mesi, questa la condanna inflitta dai giudici al commesso 35enne di Bergamo che lo scorso anno aveva tempestato la ex 30enne con una media di 36 chiamate e messaggi al giorno, più di 1000 in un mese.

I due si erano lasciati ad aprile e l’uomo, non sopportando e non rassegnandosi al distacco, aveva iniziato a mandare messaggi ingiuriosi e minatori alla donna che, stanca delle continue offese e minacce, ha ben pensato di recarsi dalle forze dell’ordine e denunciare il suo ex per stalking.

L’uomo sarebbe stato riconosciuto colpevole anche per i reati di minacce, violenza privata e violazione di domicilio e assolto, invece, per quelli di sequestro di persona e violenza sessuale.

Nonostante gli avvocati difensori del commesso abbiano dimostrato come l’uomo sia stato in un certo senso “incentivato” ad inviare i messaggi dalla stessa vittima, che in 300 occasioni avrebbe risposto alle presunte molestie telefoniche, i giudici lo hanno giudicato colpevole e condannato.

Non è certo un caso isolato questo, ma spicca per la mole dei messaggi inviati e per il senso di tormento che la vittima avrà provato nel riceverli.

Il telefono cellulare, apparecchio di cui ormai non si può più fare a meno, si trasforma spesso in un mezzo per compiere atti persecutori, dapprima verbali, ma che spesso sfociano in violenze fisiche sulla vittima. Fermare lo stalker o, in qualche modo, farlo desistere, non è sempre facile. Ma la tecnologia permette oggi di sentirsi più al sicuro.

Se foste degli stalker, continuereste a chiamare un numero al quale, invece della la vostra ex, risponde una voce maschile? Qualcuno magari sì, ma è stato dimostrato come i cambiavoce telefonici siano molto efficaci nel prevenire questi atti, facendo credere allo stalker che la vittima abbia cambiato numero o che sia sempre accompagnata. Continuereste a chiamare o ad inviare messaggi intimidatori ad un numero che magari non è più della vostra ex o a una persona che non è mai sola?

Endoacustica Europe

Lei lo lascia e lui la riempie di poesie e lettere. Accusato di stalking.

luglio 11, 2012 Stalking Nessun Commento
lettera d'amore

Si è abituati a sentire, quando si tratta di stalking, di uomini e donne violenti che, non accettando il rifiuto da parte di quello che vedono come l’oggetto del proprio desiderio, riversano la propria rabbia proprio su quella persona che dicono di amare fortemente. Un “fortemente” che rasenta il limite della follia e che sfocia in un amore malato, possessivo e ossessivo, che fa della persona “amata” la vittima di atti persecutori.

In questi ultimi giorni, però, è apparsa sul Corriere una notizia a dir poco bizzarra: un uomo di 67 anni, un certo Giovanni Castellaneta, di Roma, non accettando di essere stato lasciato dalla sua compagna di dieci anni più giovane, dopo un amore intenso durato quattro anni, decide non far passare un giorno senza scrivere una lettera piena di sentimento e passione alla sua bella. E di notte, nonostante i continui rifiuti di lei, scavalca il muretto del suo giardino e infila la lettera nella cassetta della posta.

Non solo lettere, ben 140, ma anche poesie romantiche, cartoline (67) e mazzi di rose inviati al domicilio della donna che, dopo due anni di continue e dolci attenzioni, non ce la fa più e si presenta con tutto il malloppo di missive alla Polizia e denuncia l’uomo per atti persecutori.

Il pm, Antonio Calarescu, cerca di convincere Giovanni che è andato ben oltre un semplice ed innocente corteggiamento, ma l’uomo non si rassegna, non può stare senza esternare il suo amore, e continua a scrivere per la donna che ama. Le ultime lettere, però, gli vengono sequestrate, e lui viene mandato a processo per stalking. L’avvocato difensore, Ilaria Margherita Losi, cerca di convincere la vittima: “Lei potrebbe perdonarlo. Le sue sono soltanto bellissime lettere d’amore”.

Un caso decisamente insolito, lontano dalla violenza a cui si è abituati leggendo le notizie. Nessun pedinamento, nessun bisogno compulsivo di spiare la propria ex, solo dolcezza e sentimento scritti nero su bianco che portano inevitabilmente a chiedersi: può il troppo amore, anche se non sfocia in atti violenti, essere considerato stalking?

Quando un presunto tradimento sfocia in un efferato omicidio: la storia di Alessandra.

carabinieri

Sono due giorni che la notizia fa il giro del web ed in particolare dei Social Network. Si chiamava Alessandra, aveva 26 anni, un fisico invidiabile ed era così bella da suscitare la gelosia quasi morbosa del marito. Fin qui nulla, o quasi, di strano, chi non sarebbe geloso di una moglie così bella? Il problema nasce quando la gelosia diventa qualcosa di ossessivo, che spinge a vedere, a volte, anche quello che non c’è, come il tradimento da parte del partner.

È proprio quello che è successo a Giancarlo Giannini, operaio di 35 anni di Palma Campania, in provincia di Napoli, marito di Alessandra. Secondo lui, Alessandra lo aveva tradito e doveva a tutti i costi spingerla alla confessione, anche a costo della vita stessa. Sono le tre del mattino, i due figli di quattro e sei anni dormono e tra i due coniugi scoppia una lite furibonda. All’inizio sembrava una normale lite tra sposati, ma poi la situazione inizia a degenerare: Giancarlo inizia a picchiare Alessandra, prima con calci, pugni e schiaffi, poi, accecato dalla rabbia prende prima una forbice piccola, poi una più grande, insegue la sua “amata” per tutta la casa fino al balcone dove lei ha tentato di fuggire e la fredda piantandole la forbice nel petto.

I due figli non hanno visto nulla e sono al sicuro con gli zii, grazie anche all’intervento dei Carabinieri, allertati dalle chiamate dei vicini per l’evidente trambusto nel pieno della notte. Giancarlo confessa: l’ha uccisa perché lei lo tradiva, forse, e lui non ci ha visto più. Tradimento o no, nulla potrà giustificare un gesto così estremo, che lascia due bambini senza l’amore della propria mamma e, in un certo senso, anche senza il proprio papà, che ha tolto loro la cosa più importante.

Non è un caso isolato, purtroppo, questo. Secondo le statistiche un triste primato spetta all’Italia quest’ultimo anno: sono quasi 60 le donne uccise dalla furia omicida di uomini ossessionati, presumibilmente traditi o non rassegnati davanti ad un rifiuto. Numerosi sono, infatti, anche i casi di stalking sottovalutati e trasformatisi in tragedia.

Una situazione che fa riflettere, soprattutto sulla Rete, dove migliaia di persone da diverse parti del paese si scambiano opinioni su questi tristi fatti di cronaca. Si avverte soprattutto l’esigenza di tutelare le donne vittime di soprusi da parte di uomini che le “amano troppo” o che non si rassegnano ad un rifiuto. Per questo molte donne, per sentirsi più sicure, tendono sempre più a ricorrere alla tecnologia, a strumenti che le facciano sentire “controllate”. Si registra, infatti, un boom nella vendita di localizzatori satellitari, per far sì che si riesca a sapere dove sono in qualunque momento, e software spia per cellulari, per far ascoltare le proprie conversazioni telefoniche e ambientali. Piccoli strumenti che, tuttavia, possono aiutare nella prevenzione di tali atti di violenza.

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