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“Così ho salvato la mia azienda dall’infedeltà aziendale”

Un cliente di Endoacustica Europe, azienda leader nel campo della sicurezza e della sorveglianza, ha inviato una email in cui ha esposto il suo problema di infedeltà aziendale e ha spiegato come è giunto ad una soluzione.
“Sono l’amministratore di una grande azienda operante nel settore della produzione di componenti elettronici, e circa 9 mesi fa sono stato vittima di un caso di infedeltà aziendale. 

Ho contattato Endoacustica Europe in quanto numerosi miei clienti avevano sospeso la richiesta di fornitura da qualche tempo, senza addurre motivazioni convincenti e rispondendo in modo evasivo ad eventuali richieste di chiarimento.
Con gli stessi avevo un contratto di esclusività per la fornitura dei componenti, quindi ho iniziato a sospettare che potesse esserci un’ipotetica azienda, attiva nello stesso settore, che avesse preso contatto con i clienti della mia azienda. Ad essere sincero, non sospettavo minimamente dei miei dipendenti.

Ho quindi deciso di verificare cosa stava accadendo attraverso delle microcamere consigliate dal team Endoacustica Europe al fine di smascherare il presunto reato e documentare l’indagine con prove tangibili. Le telecamere nascoste hanno soddisfatto le mie aspettative.

 Ho piazzato gli strumenti in diversi ambienti, da quelli lavorativi a quelli ricreativi e ho monitorato le telefonate in ingresso ed in uscita. Poi, ho atteso. Attraverso alcune telefonate intercorse internamente ho captato che due dei numerosi dipendenti della mia società avevano intrapreso una attività in proprio. Un’attività concorrente alla mia. Ho ristretto il campo di indagine e ho facilmente raccolto numerose prove attestanti il fatto che i clienti che si sono allontanati dalla mia società sono stati (scorrettamente) sottratti proprio della società concorrente messa su dai due dipendenti infedeli. La storia aveva dell’incredibile e non sarebbe mai venuta alla luce senza appositi strumenti investigativi.

Con le prove raccolte ho potuto avviare una causa penale nei confronti dei miei ex-dipendenti, e sono in procinto di ottenere un consistente risarcimento economico. Vi ringrazio sentitamente per il vostro aiuto, ora sarei sull’orlo del fallimento se non avessi agito in tempo e con gli strumenti giusti!”

Storie di questo tipo sono sempre più frequenti, soprattutto in questo momento di crisi economica in cui accaparrarsi clienti è sempre più difficile. Agire in tempo spesso è la chiave per la ripresa di un’azienda e affidarsi a strumenti efficaci nel campo della sicurezza e della sorveglianza lo è altrettanto. Endoacustica Europe offre una vasta gamma di prodotti all’avanguardia a prezzi vantaggiosi che permettono la videosorveglianza in maniera discreta di ambienti e di persone.

Babysitter picchia brutalmente neonato che le impedisce di guardare la TV

Immagini sconvolgenti riprese da una telecamera nascosta di percosse selvagge contro un bambino piccolissimo da parte di una baby sitter russa. Sta facendo molto discutere questo video che riporta in maniera inequivocabile i maltrattamenti della tata. Secondo quanto dichiarato dalla stessa 55enne, a scatenare la sua rabbia sono state le incessanti urla del bambino che le impedivano di godersi il suo programma preferito in tv.

Il video è stato realizzato a Krasnoyarsk, una cittadina della Russia siberiana centrale. A scoprire tale brutalità gli stessi genitori del bambino che, insospettiti dagli estenuanti pianti del piccolo alla semplice visione della babysitter, hanno deciso di monitorare l’atteggiamento della donna durante l’orario lavorativo attraverso una microcamera installata in casa.

Le registrazioni non lasciano dubbi: ripetuti strattoni e schiaffi sulla testa e sul corpo del piccolo costituivano le “cure” quotidiane della babysitter orco. A scioccare è soprattutto l’inumana brutalità con cui la donna inveisce contro il bambino.

Al momento del fermo da parte degli agenti di polizia, la 55enne si sarebbe giustificata accusando i genitori del comportamento irrequieto del bambino: “Sono loro ad averlo rovinato – avrebbe detto la donna – il bambino grida per tutto il tempo e chiede sempre di essere preso in braccio”. A dire della babysitter, dunque, il suo atteggiamento farebbe parte di una sorta di “terapia educativa”, una forma di tutela decisamente poco umana.

Purtroppo, eventi di questo genere si sono verificati di recente anche in diverse zone dell’Europa e degli Stati Uniti. La necessità di lasciare in affidamento i propri figli durante le ore di lavoro, porta spesso ad assumere come babysitter gente sconosciuta che si presenta alla porta sfogliando curriculum ad hoc e decantando decenni di esperienza nel settore.

Ora, sulla scia delle numerose notizie sempre più shoccanti, i genitori oltre a prestare tutte le attenzioni possibili nella scelta della tata, utilizzando sempre più spesso degli strumenti per la sorveglianza, come la microcamera utilizzata dai genitori russi. Lo strumento ideale è nella maggior parte dei casi è il DVR All in One, un microregistratore audio e video che viene installato pressoché ovunque anche in prese elettriche o giochi per bambini. In questo modo non si desta alcun sospetto e si può agire per garantire la sicurezza dei bambini.

Allarme stalking all’interno dei condomini

maggio 30, 2013 Stalking Nessun Commento

Liti condominiali per volumi troppo alti, pulizie, sacchetti di immondizia nel pianerottolo o gestione degli spazi comuni sono all’ordine del giorno in quasi tutti i condomini. Pare che negli ultimi tempi siamo numerosi i casi in cui la tensione tra vicini sfocia in veri e propri episodi di stalking.

L’allarme è stato lanciato dall’associazione degli amministratori di immobili, che ovviamente consiglia alle vittime di rivolgersi in primo luogo all’amministratore di condominio e successivamente alle forze dell’ordine, se gli episodi non cessano. Poco o nulla si potrà fare in assenza di prove concrete. Molte strutture condominiali utilizzano telecamere di sorveglianza non solo per salvaguardare la sicurezza dei propri immobili, ma anche per difendere l’incolumità degli inquilini che abitano all’interno degli stessi.

Solitamente lo stalker “della porta accanto” agisce con dispetti, fastidi, mettendo pressione, ansia, paura, ma anche con minacce e vessazioni. Telefonate ad ogni ora del giorno e della notte, rumori molesti e volumi eccessivi, appostamenti, ingiurie e danneggiamenti a porte, cassette della posta e panni stesi e a qualsiasi tipo di oggetto alla portata.

Non atteggiamenti episodici, ma una serie di atti ripetuti nel tempo che hanno un chiaro intento persecutorio. Le ragioni di tale accanimento sono di solito piccole vendette personali dinanzi ad un torto presunto o reale. Il più delle volte può avere origine da cause molto banali. Al primo posto, secondo una recente ricerca sulle motivazioni delle liti condominiali, ci sarebbero le «immissioni», ovvero i rumori molesti e cattivi odori provenienti da altri appartamenti.

Nel caso in cui la denuncia venga esposta e i fatti possano essere comprovati attraverso filmati e registrazioni, il giudice diffiderà lo stalker dal persistere nei suoi comportamenti illeciti e potrà anche decretare l’allontanamento dello stesso dal condominio o, se è un esterno, imporgli di non avvicinarsi all’immobile entro una certa distanza.

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Il team che rapisce le ragazzine adescandole su Facebook

31 Ott 2013

Una macchina organizzativa ben strutturata ha portato al rapimento di una tredicenne bresciana, portata fino a Lugano da un adulto conosciuto via Facebook e affetto da turbe sessuali. All’inquietante piano hanno preso parte più persone, un gruppo organizzatosi per agganciare giovanissime prede attraverso i social network. L’episodio ha avuto inizio a settembre quando la ragazzina, che frequenta la scuola media a Isorella, a sud di Brescia, ha allacciato un’amicizia attraverso …

358 telefonate e 500 sms in un mese: l’amante diventa stalker

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Dodici anni da amanti, tra incontri segreti e bugie. Poi la fiamma dell’amore si è spenta, almeno per lei, che ha deciso di troncare la relazione. Un duro colpo per lui, che non si è rassegnato dinanzi alla decisione. Ma riconquistarla si è rivelato impossibile. Così è scattata la presa di posizione: «O con me o con nessuno». La delusione si è già trasformata in ossessione: in un mese 539 …

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Le storie d’amore finite male possono divenire davvero pericolose e spesso sono fonte di atti di stalking e persecuzioni che sfociano in vere e proprie violenze. Ne sono esempio due tragedie avvenute di recente. La prima riguarda un’avvocatessa di 35 anni, Lucia Annibali, aggredita nei pressi della sua casa, a Pesaro, da un uomo con il volto coperto che le ha gettato sul viso dell’acido. La donna ha aperto il portone …