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Bugie e tradimenti

Bugie e tradimenti hanno uno strettissimo rapporto. Le bugie sono causa e conseguenza della fine di una relazione e possono avere risvolti nella quotidianità. Ci sono persone che si professano sincere, che sostengono di non aver mai mentito, ma in realtà tutti abbiamo,  qualche volta, detto una bugia o chiamiamola “omissione”, “mezza verità”.

Esistono però uomini (ed anche donne) che della menzogna hanno fatto uno stile di vita. Mariti che professano fantomatiche “partite di calcetto”, mogli con frequenti “cinema con le amiche” e figli che “vanno a scuola” sono scene di ogni giorno per moltissime famiglie.

Fortunatamente la tecnologia ci tende la mano. In molti utilizzano piccoli strumenti che fungono sia da localizzatori satellitari che da microspie. Vediamo meglio come funziona ad esempio il Micro GPS/GPRS di Endoacustica che risponde pienamente a queste caratteristiche. Inserendo il dispositivo in una borsa, uno zaino, in un’auto o in qualsiasi posto preferiate, potrete conoscere in diretta o in differita dove si trova il localizzatore e quindi la persona interessata ed anche ascoltare ciò che accade attorno ad esso attraverso dei piccoli, ma potenti microfoni integrati. Sapere dove si trova realmente una persona e cosa sta facendo sarà un gioco da ragazzi.

La maggior parte delle individui che si affida a questo tipo di sistemi ha qualche dubbio sul comportamento dei propri cari, ma anche nei confronti di amici spioni o colleghi poco affidabili.  Hanno notato freddezza, distacco, atteggiamenti scaltri e sfuggenti e soprattutto hanno intenzione di non farsi prendere in giro e di affrontare la situazione senza paura. Riconoscere un bugiardo alla fine non è poi così difficile, basta qualche aiutino.

Gli strumenti per capire se il partner ti tradisce

L’amore e la tecnologia, a volte, vanno davvero di pari passo, soprattutto quando sono le donne a sfruttare i mezzi informatici. Secondo uno studio della East Carolina University a Greenville, Carolina del Nord, le signore, attraverso pc e cellulari, vivono le loro relazioni, tanto che arrivano a spiare il partner ed anche a lasciarlo con una semplice mail.

C’è da dire che la tecnologia è entrata appieno nelle nostre giornate e quindi non dovremmo più stupirci davanti a questi dati. La cosa che tocca non è l’uso del mezzo, ma la difficoltà di guardarsi realmente negli occhi. Secondo l’indagine, il 34% delle donne intervistate ha dichiarato di aver interrotto via e-mail la relazione con il compagno più di una volta, contro il 14% degli uomini. Inoltre il 3% dei maschietti ha ammesso di aver nascosto una microcamera nella stanza dell’amante e il 5% di utilizzare regolarmente inseguitori cellulari per monitorarne gli spostamenti.  In generale, le donne sono più inclini a questo tipo di controllo, che manifesta una gelosia un po’ ansiosa,soprattutto quando ha il timore di venire tradita o allontanata; mentre gli uomini sono più morbosi e spioni.

Ormai per scoprire se il partner ti tradisce non c’è bisogno di andare da un investigatore privato, basta utilizzare dei validi strumenti. Ovunque lasciamo traccia del nostro passaggio, dal prelievo, alla strisciata della carta di credito, alla tessera del supermercato, ma la sicurezza di un eventuale tradimento, la si può avere solo adottando strumenti di controllo per pc e smartphone. A chi non è mai capitato di aver spiato il telefono o il computer del partner? Ciò che cambia oggi sono i mezzi con la quale questa “sbirciatina” viene messa in atto.

Ovviamente in cima alla classifica c’è il cellulare con l’annesso software spia che permette di ascoltare le chiamate, leggere sms in entrata e uscita, ascoltare cosa accade attorno al telefono e anche controllare la sua posizione;  al secondo posto (nei messaggi privati) c’è il pc, Facebook e infine le email, monitorabili attraverso strumenti di controllo per computer.

Insomma non è inusuale trasformarsi in veri e propri James Bond con rischi e percoli annessi. Un’avventura se vogliamo che può portare alla luce tradimenti mai confessati o rinsaldare la relazione di coppia.

Sicari assoldati per uccidere l’avatar del figlio

febbraio 1, 2013 Bullismo Nessun Commento

L’utilizzo di pc, cellulari e videogiochi, si sa, può creare dipendenza e a doverne fare i conti sono spesso i genitori degli affetti. C’è chi ha trovato la soluzione nell’installazione di software spia sul cellulare del figlio, in modo da monitorare costantemente le sue attività o chi utilizza dei sistemi di controllo per pc.

Ha avuto una bizarra idea il padre di un videogiocatore accanito di ben 23 anni, residente nella provincia dello Shaanxi. Ha assoldato un killer incaricato di eliminare l’avatar con cui il figlio si impersonificava in un gioco di ruolo. Mr Feng, il nome del genitore disperato, non sapeva più come indurre il figlio a staccarsi dal pc e andare a cercare un lavoro. Giocava incessantemente dai tempi del liceo, e la produttività di Xiao ha perso colpi. Prima i voti negativi a scuola, poi non riuscendo a tener fede agli impegni di nessun genere. Il padre, non fiducioso nel lavoro dei centri specializzati nella disintossicazione da tecnologie, ha pensato di combattere la propria battaglia sul terreno preferito dal figlio, un gioco di ruolo, dove milioni di iscritti si danno appuntamento per combattere. Il papà ha osservato con attenzione e ha selezionato i giocatori più esperti affidando loro il compito di uccidere l’avatar del figlio ogni volta che questo si fosse collegato per giocare. La tattica omicida avrebbe dovuto dissuadere il figlio.

Ma così non è stato. I sicari digitali hanno sempre portato a termine il loro compito, impedendo al personaggio di Xiao di giocare per più di qualche minuto, uccidendolo ogni volta. Il ragazzo stranito da tanta ferocia ad un certo punto ha chiesto al proprio assassino il perché di tanto accanimento, venendo a scoprire il mandante. Xiao ha comunicato al padre che poteva fare a meno del suo videogioco, ma non avrebbe accettato alcun lavoro che non ritenesse “meritevole di essere svolto”.
La cosa non stupisce gli esperti ritenuto che la dipendenza da pc e videogiochi risiede in problematiche psicologiche più profonde e non va risolta in maniera “brusca”. L’utilizzo di strumenti di controllo pc a distanza può aiutare a capire le motivazioni insite nella scelta di non staccare gli occhi dal pc.

Il divorzio all’epoca del pc

Il momento della separazione è per una coppia un evento spesso traumatico, di certo poco felice. Gestire oggetti, relazioni e figli, nel caso ce ne siano, diviene davvero difficile nel momento in cui si vuole evitare il più possibile l’incontro con il “responsabile dei propri disagi”. Pare che a tal proposito uno strumento in grado di alleviare questo tipo di fastidi sia proprio la tecnologia.
Come è evidente parlare con una persona davanti allo schermo di un pc non offre lo stesso calore di una relazione fisica e verbale. Email, chat, agende elettroniche condivise (per la gestione dei figli, magari) possono rappresentare espedienti per “raffreddare” la relazione, evitando anche di fare spiacevoli incontri con i nuovi partner. In questo modo potrebbe essere possibile alleggerire il clima di tensione tra i due e dinanzi ai bambini.
La comunicazione digitale, inoltre, abbrevia l’uso di frasi che toccano la sfera emotiva, rendendo minima la struttura di un enunciato. Soggetto, verbo e complemento, tutto qui.

Ciò che potrebbe minare questa sorta di protezione offerta dalla tecnologia è la componente psicologica. Se da una parte è ancora vivo un forte sentimento, si potrebbero avviare situazioni inverse. L’utilizzo di cellulari spia è davvero molto diffuso in questi casi: monitorare ogni azione compiuta dall’ex partner con il telefono, visualizzare la sua posizione e ascoltare tutto ciò che avviene attorno all’apparecchio installando solamente un software all’avanguardia sul telefono…un gioco da ragazzi!

E anche nel momento in cui i dubbi sorgono sull’utilizzo di chat, email e social network ci sono strumenti che permettono di controllare con facilità cosa viene visualizzato, scaricato o qualsiasi carattere viene digitato sulla tastiera. keyrecord, keylogger e keyhunter sono strumenti all’ordine del giorno.

Dunque la tecnologia potrebbe rivelarsi ancora una volta un’arma a doppio taglio. Sugli smartphone sono addirittura disponibili app che aiutano a gestire la separazione mettendo insieme i flussi di comunicazione e quelli economici dei due soggetti, in alcuni casi addirittura condividendo le agende. Ma siamo sicuri che siano tutti d’accordo?

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