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Ti stanno facendo le corna? Te lo dice un materasso

smarttress

Sembrerebbe quasi trattarsi dell’ennesima bufala mediatica, in realtà è tutto vero. Il materasso che svela il tradimento esiste e sta per essere commercializzato dalla ditta spagnola Durmet. Il suo nome? Smarttstress, appellativo che sta per smart + matress, ovvero materasso intelligente. Tutto ciò a ragion veduta, in quanto è fornito di ben 24 sensori di vibrazione ultrasonici capaci di catturare ogni più piccolo movimento, dalla semplice pressione di una mano a mosse ben più audaci e azzardate. Qualunque “anomalia” viene captata dai sensori e inviata a un’app scaricabile dalla rete, che avvisa dei movimenti in atto. A detta di costruttori e pubblicitari, il materasso dovrebbe “rassicurare uomini e donne non solo durante la notte, ma anche quando questi ultimi abbandonano le quattro mura per recarsi a lavoro”. Il costo di lancio si aggirerebbe attorno ai 1500 euro e sarà venduto su scala internazionale.

Siamo sicuri che questa nuova diavoleria tecnologica funzionerà allo scopo, anche se nel frattempo ci assale un dubbio silente: e le innumerevoli alternative alla classica alcova casalinga? Be’, in questo caso si potrebbe sempre rivolgere l’attenzione a un cellulare spia o spyphone. Non solo perché c’è chi non si sbarazzerebbe del suo amato smartphone neppure se cascasse il mondo, ma soprattutto perché lo spy phone ha dalla sua diverse altre funzioni come l’ascolto ambientale, quello telefonico, la localizzazione GPS e la lettura di SMS o chat di Facebook, Whatsapp ecc. E scusate se è poco.

Swipebuster: scopri se il tuo partner usa Tinder

swipebuster

Si chiama Swipebuster ed è un servizio on line che permette di recuperare alcune informazioni caricate su Tinder, l’applicazione preferita da chi non va tanto per le spicce in tema di incontri clandestini. Swipebuster si avvale nello specifico delle API di Tinder per restituire le foto degli utenti della famosa dating app per smartphone.

Il partner geloso che si iscrive a Swipebuster, sborsando la modica cifra di 5 dollari, deve solo sperare che la dolce metà non appaia nell’elenco in questione, altrimenti sono dolori. Già, perché sarebbe come ammettere a se stessi che il tradimento è nell’aria. Intanto gli sviluppatori del servizio di data retrieval indorano la pillola, informando gli utenti che il loro scopo principale è quello di metterli al corrente dell’enorme quantità di dati personali presenti in rete, ma soprattutto che questi ultimi sono estremamente vulnerabili.

Morale della favola, i partner più ansiosi hanno sì a disposizione l’ennesimo sistema che permetterà loro di individuare un comportamento a rischio del proprio coniuge, ma non avranno la certezza della scappatella consumata. Cosa che invece è possibile ottenere dai cosiddetti cellulari spia o spy phone. Si tratta di normali smartphone su cui è stato installato un software di ascolto ambientale, intercettazione delle telefonate, recupero integrale degli SMS, localizzazione del cellulare, e per alcune versioni di sistema operativo persino la lettura delle chat di WhatsApp, Facebook ecc. In questo caso ogni mossa incauta del partner sarà puntualmente monitorata per fugare qualsiasi dubbio.

Tradimenti. E se fosse tutta colpa di WhatsApp?

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WhatsApp ha rivoluzionato radicalmente il nostro modo di comunicare, rendendo persino più vivace e stimolante il dialogo di coppia. Messaggi, foto, video di momenti felici trascorsi insieme sono la testimonianza di quello che questa applicazione di messaggistica mobile è capace di offrire. Ciò nonostante, c’è sempre qualcuno che arriva a ricordarci che WhatsApp ha altresì spinto tante persone al tradimento, a una velocità decisamente più alta di quanto non succedesse prima del suo arrivo. Molti amori sono infatti naufragati in tempi da record, perché scoperti o messi in atto attraverso l’uso di questa applicazione. Siamo sicuri però che la colpa stia soltanto da una parte? D’accordo, c’è sempre il vecchio proverbio che recita “l’occasione fa l’uomo (e la donna) ladro”, ma il dubbio che qui si cerchi in qualche modo di accampare delle scuse è forte. Vediamo perché.

Qualche tempo fa alcuni psicologi sociali hanno studiato a fondo il problema arrivando a un responso per lo più unamime: non è WhatsApp o qualsiasi altra applicazione la causa del deteriamento di tali rapporti, quanto una certa fragilità di coppia già in bilico da tempo tra noncuranza e rottura definitiva. Morale della favola, se tradisco è perché con il mio partner non ho più intesa. Punto e basta. Il ragionamento fila liscio come l’olio, visto che ogni epoca porta con sé le sue tresche amorose puntualmente consumate in mille modi possibili. Accusare WhatsApp, o i social network o qualsiasi altra diavoleria tecnologica di essere il diretto responsabile dell’aumento dei divorzi in tutto il mondo, sarebbe come puntare il dito contro il denaro perché condurrebbe alla perdizione.

Insomma, il problema è essenzialmente interpersonale e soggettivo. E per gli irriducibili? Ovvero per coloro che non saprebbero che farsene di tali studi e considerazioni, ma intendono vederci chiaro sulla fedeltà del proprio partner? Be’ per loro c’è sempre un software per cellulari spia spyphone, in grado di spiare assieme agli SMS, alle telefonate, all’ascolto ambientale e alla localizzazione, persino una conversazione di WhatsApp!

Difendersi dal bullismo on line con un cellulare spia

dicembre 15, 2015 Bullismo Nessun Commento
cyberbullismo-bullismo-online

Per il Cyberbullying Research Center, l’istituto di ricerca statunitense che studia le cause e le conseguenze del bullismo tra gli adolescenti, non ci sono dubbi: il cyberbullismo, o bullismo on line, possiede caratteristiche proprie che lo rendono diverso da qualunque altra forma di prevaricazione sociale. Vediamo di seguito i risultati emersi dallo studio su un campione di 457 studenti, tutti di età compresa tra gli 11 e i 15 anni, relativo a febbraio 2015.

Dispositivi più comunemente utilizzati dagli adolescenti

I telefoni cellulari continuano a essere i dispositivi elettronici più amati da questo target di adolescenti, impiegati soprattutto per inviare messaggi di testo (75,4%), usufruire di applicazioni mobili (74,2%) o giocare on line (66,2%). Per quanto riguarda l’accesso all’universo social, Snapchat (46,6%), Instagram (41,7%) e Facebook (32,9%) sono le piattaforme web più gettonate. Quasi del tutto snobbato è invece Twitter, che sembra non riscuotere particolare interesse da parte di questa fascia di età.

Vittime e artefici degli atti di cyberbullismo

Alla domanda se fossero mai stati interessati da una qualche forma di bullismo on line, il 34,4% degli intervistati ha risposto di sì. Il rumours sul web (19,4%), i commenti offensivi (8,3%), lo scambio di identità (6,4%) e la pubblicazione non autorizzata di foto (4,6%) sono stati invece i sistemi adoperati dai cyberbulli per attaccare le proprie vittime. Il 14,6% degli studenti ha inoltre ammesso di aver fatto ricorso al cyberbullismo per offendere altri studenti, con forme di approccio più o meno importanti come quelle riportate pocanzi.

Differenza di genere nel bullismo on line

Il genere femminile è quello più comunemente colpito da atti di bullismo on line con un 40,6%, contro il 28,2% di quello maschile.  Il 14% delle ragazze ha comunque ammesso di aver molestato altri studenti nei trenta giorni precedenti l’intervista.

Come arginare il dilagare del bullismo digitale

I numeri riportati qui sopra sottolineano un gravoso problema che necessita di essere risolto al più presto prima che diventi incontenibile. Per fortuna oggi esistono in commercio delle applicazioni, come i software per cellulare spia spy phone, che possono prevenire gli episodi di cyberbullismo. Si tratta per lo più di applicativi installabili sul cellulare del minore, capaci di ascoltare i suoni ambientali, registrare o monitorare chiamate in real time, leggere gli SMS inviati e ricevuti, così come spiare le tanto temute chat di messaggistica istantanea (Facebook, WhatsApp, Telegram ecc.) o restituire la localizzazione geografica del cellulare spia. Se utilizzato nel pieno rispetto della privacy, uno spyphone può rivelarsi un prezioso alleato per molti genitori ansiosi e sfiduciati.

Italia e tradimento di coppia: statistiche sempre più scoraggianti

tradimento-di-coppia

Italia, terra di santi, poeti e navigatori, recita un vecchio detto. Ma forse d’ora in avanti sarebbe il caso di affiancare a queste lodevoli qualità una tara nazionale non proprio edificante: la propensione al tradimento coniugale. Già perché sul podio dei Paesi più inclini alle scappatelle amorose stilata dal quotidiano britannico “The Independent”, l’Italia occuperebbe, assieme alla Germania, il terzo posto con un 45% di traditori rei confessi. Avanti a noi ci sarebbero solo la Danimarca (46%) e la Thailandia (56%). A seguire troviamo invece la Francia (43%), il Belgio (40%), la Norvegia (40%), la Spagna (39%), la Finlandia (36%) e il Regno Unito (36%). Ma che dire delle città più libertine e meno fedeli del Belpaese? Dunque, secondo un’altra indagine redatta questa volta dal sito Incontri-ExtraConiugali.com, Roma deterebbe il primato di città più fedrifaga d’Italia con 65mila iscritti, seguita da Milano (42mila), Napoli (35mila), Palermo (23mila) e Genova (21mila). Riguardo infine al sesso degli iscritti al frequentatissimo portale di incontri, il 67% di questi sarebbero uomini.

Al di là delle statistiche, il problema dei casi di adulterio nel nostro Paese è reale e si riflette in tutta la sua drammaticità nella vita di coppia e in quella familiare. Purtroppo a farne le spese sono sempre gli stessi individui indifesi, costretti a subire ogni sorta di sorprusi e umiliazioni da parte di coniugi senza scrupoli. Litigi quotidiani, unioni che vanno in crash, coppie costrette a contendersi la tutela dei propri figli, non c’è praticamente ambito personale o familiare che non venga interessato dagli strascichi distruttivi di un tradimento di coppia. Non c’è dunque da meravigliarsi se molti si vedono costretti a spiare il proprio partner, correndo magari ai ripari prima che sia troppo tardi. Il dispositivo elettronico preferito in questi casi per ‘soppesare’ le mosse del proprio partner è lo spy phone, altresì conosciuto come cellulare spia. Si tratta di un normale telefonino su cui è stato installato un software spia, che permette di inviare a chi si appresta a sorvegliare il cellulare via web, l’audio delle chiamate, l’audio ambientale, gli SMS, le coordinate geografiche, la rubrica dei contatti, la messaggistica istantanea, le pagine visitate su Internet ecc. Ci sono poi altri metodi di spionaggio che possono servire ugualmente allo scopo, come ad esempio le microspie ambientali o GSM, i microregistratori digitali o le telecamere wireless.

Ognuno di questi dispositivi è particolarmente adatto a trasmettere immagini, suoni o qualsiasi altra ‘prova’ certa del tradimento in atto. Tuttavia bisogna tenere presente che l’uso di tali strumenti viola la privacy della persona, pertanto l’utente si assume ogni responsabilità riguardo a un loro utilizzo improprio.

Bullismo “rosa”, la soluzione dei genitori di Giulia

maggio 2, 2014 Bullismo Nessun Commento

Che siano vittime o carnefici poco importa. I genitori devono saperlo. Hanno il dovere, oltre che il diritto, di informarsi. Secondo un’indagine della Società Italiana di Pediatria, il 46% dei ragazzini ha assistito a episodi di bullismo, e più di uno su tre, il 34%, li ha subiti direttamente o attraverso un amico vittima. La novità emergente è il bullismo femminile. Il bullismo “rosa” è meno diretto, predilige comportamenti subdoli, sottili, anche più taglienti: insinuazioni, pettegolezzi, derisione pubblica, messaggini provocatori. Le vittime sulle quali accanirsi sono altre bambine o ragazzine, con “qualcosa in meno” agli occhi della prevaricatrice e della sua corte. Si tratta di un comportamento persecutorio poco evidente che solitamente dura a lungo prima di essere scoperto. Non a caso il cyberbullismo che si sta diffondendo sul web (persecuzione della vittima attraverso il suo profilo su un social network, diffusione di immagini denigratorie o intime rubate…), interessa doppiamente le ragazze rispetto ai loro coetanei, sia come vittime che come autrici. Non mancano ultimamente anche ragazze che agiscono con l’aggressività fisica diretta, come è apparso più volte in tv.

I segnali che portano al sospetto che il proprio figlio sia vittima di bullismo sono ormai conosciuti: isolamento, apatia, rabbia, depressione. Ma questi elementi possono realmente fornirci delle risposte? Non sono di questo avviso i genitori di Giulia, ragazzina di 13 anni, sgomenti dinanzi alla convocazione della preside della scuola perché la figlia avrebbe guidato maltrattamenti ripetuti nei confronti di una compagna di classe, Aurora, “colpevole” di aver chiesto di entrare a far parte del club di amiche, capeggiato da Giulia, che ha messo in atto “prove di iniziazione” per Aurora: usarla come schiavetta, costringerla a mangiare caramelle già leccate, farle fare i compiti al loro posto, forzarla a dire bugie agli insegnanti e ai genitori…Aurora non ce l’ha fatta e ha confessato tutto alla maestra ed è cominciata un’altra storia che investe le famiglie e la scuola. Oltre allo stupore ed all’incapacità di ideare punizioni esemplari, i genitori di Giulia hanno deciso di non lasciare più via di scampo alla piccola bulla. Hanno installato un software spia sul suo cellulare con cui possono controllare tutto ciò che fa la ragazzina: da telefonare ed sms, ad ascolto ambientale e monitoraggio della posizione real time. Inoltre hanno messo sotto controllo anche i suoi movimenti online attraverso strumenti di monitoraggio del pc a distanza.

Questi imprescindibili accorgimenti si affiancano al dialogo e alla ricerca di un rapporto intimo con i ragazzi, molto spesso difficile in età adolescenziale. Gli interventi sono necessari sia per le vittime che per le carnefici che rischiano di vedersi attribuire un’etichetta sociale oltre che a degenerare nel tempo. Ma sono ancora più necessari in un’ottica di prevenzione e di protezione dei propri figli.

Gli italiani tradiscono con gli ex

Sapere se il partner ci tradisce è alla base delle incertezze nel 90% dei rapporti. Telefonate di nascosto, freddezza nella relazione, atteggiamenti sfuggenti, mettono in allarme e destano sospetti circa la fedeltà del proprio partner.  La sete di sapere se il partner ci tradisce trova risposte positive in numerosi casi nei quai vengono impiegati software spia e piccolissimi video registratori installati di nascosto in auto, uffici ed abitazioni privati. Ma non è tutto. Da una ricerca degli ultimi giorni emerge che sei italiani su dieci tradiscono con l’ex. La voglia di revival piccanti pare essere una tentazione a cui cede il 66% dei traditori italiani. Come mezzo privilegiato per riaccendere la passione, si piazza alla prima posizione Facebook che, per il 39% si è rivelato lo strumento più efficace.

La ricerca condotta da un sito di incontri extraconiugali evidenza un costante aumento del numero di persone attratte dall’idea di tornare sui propri passi invece che di impelagarsi in nuove conquiste. E non si tratterebbe di “ex qualunque”. A far battere nuovamente il cuore è sempre più spesso il ragazzo o la ragazza dei tempi dell’università (45%), ma anche il primo amore del liceo nel 31% dei casi.

Riaccendere una vecchia passione è facile, soprattutto quando si conservano di un ex ricordi intensi e spensierati. Di colpo si riscopre la familiarità di quegli attimi che non hanno a che fare con figli, mutui, lavoro e responsabilità. Ma da questi  tradimento occasionali si rischia di non uscirne più. Inevitabilmente, insieme ai ricordi tornano a galla sentimenti, questioni irrisolte e dubbi spesso frutto di una semplice illusione.

Qui entra in gioco l’astuzia del partner che non deve farsi sopraffare dalla routine ma deve affrontare con coraggio la faccenda. Certo, è sempre meglio parlare, prove alla mano. E raccogliere conversazioni Facebook o flirt telefonici non è poi così difficile con i nuovi dispositivi tecnologici Endoacustica Europe facilmente acquistabili online e pronti a casa in poche ore.

Le donne in carriera tradiscono più frequentemente

Siamo proprio sicuri che a tradire siano solo gli uomini? E’ una discussione che, in realtà, non ha mai trovato delle conferme, almeno fino a quando l’indagine non ha cominciato ad interessare anche le aziende. Nonostante una sorta di innata tradizione parli di maggiori infedeltà da parte dei maschietti, sembra che non sia proprio così per le donne in carriera sempre molto impegnate e fuori casa per parecchio tempo.

Coloro che sono soliti svolgere analisi settoriali all’interno delle imprese non hanno dubbi: le ragazze che hanno più potere decidono più liberamente della propria vita e se si stancano della persona che hanno accanto non esitano, con o senza dispiacere, a liberarsene o, almeno, a “provare altro”. Ad interessarsi per primi di questa spinosa vicenda che va avanti da anni, sono stati i ricercatori della Tilburg University, in Olanda. Dalle loro osservazioni pare che indipendentemente dal sesso, le persone che ricoprono posizioni di potere siano più inclini al tradimento.

E sarà per questo che sono cresciute le vendite di spy phone, particolari telefoni che permettono di conoscere tutto il traffico telefonico della persona “spiata”, la posizione e permettono anche di ascoltare cosa avviene attorno all’apparecchio telefonico. Un controllo a 360° utilizzato sempre più di frequente da uomini (ma anche donne) che nutrono qualche dubbio circa il comportamento del proprio partner. A lavoro come nel tempo libero.

In questo senso, quindi, gli uomini non possono sentirsi al sicuro ma di certo nemmeno le donne, visto che le posizioni al vertice sono quasi sempre affidate al sesso maschile. Nello studio il team ha coinvolto oltre 1.500 professionisti, notando che la propensione all’infedeltà dipende molto dai livelli di potere ed autostima delle singole persone, sia uomini che donne. Per cui più si ottengono alte cariche e meno si diventa affidabili.

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spyphone Uno spyphone o cellulare spia gsm, è un normale telefonino su cui è stato installato preventivamente un software spia, che permette di monitorare la persona in possesso del telefono stesso. Lo Spyphone deve essere regalato (in ambito familiare), o concesso in dotazione (in ambito lavorativo).

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microregistratori digitali Microregistratori digitali ad attivazione vocale, con durata di registrazione fino a 1200 ore. Sono usciti ormai da tempo dal grande schermo, per entrare di prepotenza nella vita di tutti i giorni, nelle situazioni più disparate che fino a pochi anni fa nemmeno la fervida fantasia di uno scrittore di spionaggio avrebbe potuto immaginare.
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Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.
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