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Alto rischio di tradimento sotto l’ombrellone

Estate, sole, vacanze, mare, uomini e donne in bella mostra, voglia di trasgredire dalla solita routine e sale anche la voglia di tradire il/la proprio/a compagno/a.

Dati statistici alla mano provano che ciò che spinge al tradimento in vacanza è la voglia di trasgressione. A quanto pare, è proprio da sotto l’ombrellone che vengono lanciati gli sguardi proibiti ai vicini, tanto meglio se anche loro fidanzati o ammogliati. Sembra infatti che uno dei principali divertimenti dei vacanzieri sia quello di mettere alla prova la fedeltà delle altre persone sulla spiaggia.
A istigare i tradimenti sarebbe, per il 33% degli uomini, la visione irresistibile di corpi svestiti, in spiaggia come in città, mentre il 40% delle donne cede se si sente desiderata, protagonista di un incontro “magico”. E forse questo alleggerisce le colpe dei colpevoli.

Non si tratta di vera e propria voglia di tradire ma di un modo per sentirsi ancora desiderati, attraenti ed anche per prendersi un pò gioco dell’altro sesso o riaccendere la gelosia nel partner, la passione e il desiderio nella vita di coppia.

A parte chi passa intenzionalmente le ferie da solo, con reali intenzioni di tradire il partner. Chi tradisce veramente cerca di dare la colpa al clima spensierato e vacanziero, ma molto probabilmente chi tradisce al mare, lo può fare anche in casa, in ufficio, nella stanza di un hotel. E spesso la relazione cominciata in vacanza continua per diversi mesi attraverso pc e cellulari. Al sospetto di un tradimento, diverse persone hanno fatto ricorso a software spia che consentono di conoscere in tempo reale il traffico sul telefonino controllato, in modo da troncare la relazione sul nascere e non logorarsi durante le meritate vacanze.

Questa idea è ancora più valida dal momento che meno del 10% degli uomini confesserebbe il misfatto, negando fino all’inverosimile. La carne è debole, soprattutto se abbronzata e scoperta e le trasgressioni attirano tutti.

1 donna su 6 tradisce il proprio marito

Il numero di donne che tradiscono il marito negli ultimi 20 anni è salito ben del 40%, una crescita che fa capire che le cose stanno davvero cambiando nelle dinamiche uomo – donna e che il matrimonio non gode certo di ottima salute.

Una ricerca ha mostrato che le donne stanno recuperando il “gap” che le separava dagli uomini in quanto a relazioni extraconiugali. Se un tempo era il marito quello che tradizionalmente tradiva la moglie, adesso i ruoli si stanno eguagliando, per non dire ribaltando del tutto. In realtà, sono ancora gli uomini a detenere lo scettro dei più infedeli.

Secondo uno studio le ragioni di questo cambiamento sono semplici: le donne sono più autonome, guadagnano di più e hanno per questo motivo più occasioni di tradire, rischiando meno dal punto di vista economico in caso di divorzio.
Le donne sono insomma in grado di affrontare le possibili conseguenze di una loro infedeltà. Ma come mai il gentil sesso tradisce sempre più di frequente? La spinta sembra essere sempre l’insoddisfazione matrimoniale che purtroppo accomuna moltissime coppie.

Complice di questo aumento di tradimenti è certamente internet che ha offerto a uomini e donne la possibilità di conoscersi in rete e magari poi frequentarsi anche al di fuori del mondo virtuale. Sebbene anche in questo caso gli uomini restino quelli che visitare più siti d’incontri e così via, le donne li seguono a ruota e utilizzano sempre di più questi portali alla ricerca di piccole o grandi avventure fuori dal letto coniugale.

Molti mariti, ma anche molte mogli, si sono dotati di piccoli strumenti che non destano sospetti e consentono di conoscere cosa avviene all’interno di un pc. Chat, facebook, e siti di incontri non sono più un mistero dato che tutto viene registrato in piccolissimi dispositivi disponibili sul sito www.endoacustica.com. Allo stesso modo esistono software spia della stessa azienda che consento di conoscere tutto ciò che passa attraverso e attorno al cellulare del partner. L’utilizzo di questi prodotti non comporta una mancanza di fiducia nel proprio partner, ma il desiderio di salvaguardare una relazione che potrebbe attraversare un periodo non facile.

Tredicenne pestata fuori dalla scuola per aver rubato il fidanzato ad una coetanea

luglio 9, 2013 Bullismo Nessun Commento

C’è chi sostiene che gli adolescenti vadano lasciati in totale libertà di pensiero e di azione, altri esaltano serrati controlli. Come spesso avviene la verità sembra risiedere nel mezzo. Se è vero che la creazione di una propria identità richieda autonomia, è vero anche che “qualche dritta” non faccia male.

Negli ultimi anni, buona parte delle relazioni tra ragazzini passa attraverso internet e social network, per questo è necessario tenere sotto controllo l’uso che questi fanno del pc. Sarebbe ottimale monitorare i comportamenti dei propri figli “a distanza” e cioè conoscere ciò che loro fanno e con chi interagiscono senza che gli stessi ne siano a conoscenza, lasciandoli così liberi di esprimersi, ma lontani dai pericoli. Strumenti molto utilizzati sono i key logger e i key hunter, piccolissimi dispositivi di casa Endoacustica, che permettono di conoscere ogni particolare digitato sulla tastiera del computer.

Con l’utilizzo di questo tipo di strumenti, molti “incidenti” sarebbero stati evitati. E’ di poche settimane fa la notizia di una ragazzina picchiata violentemente fuori dalla scuola per aver “rubato il fidanzato” ad una coetanea. L’episodio si è verificato nei pressi di una scuola media del Pisano e non era del tutto inaspettato dalla vittima. Mesi e mesi di minacce e vessazioni tramite Facebook hanno condotto al pestaggio dell’adolescente.

Prima dell’aggressione tre ragazzine, due tredicenni e una quindicenne, hanno strappato di mano il telefono cellulare alla vittima con il quale hanno inviato un sms a sua madre per dirle di non andarla a prendere. Poi, la tredicenne è stata trascinata in un parcheggio vicino, scaraventata a terra e presa a calci e pugni. A salvarla, il padre di un altro alunno intervenuto per mettere fine al pestaggio. La ragazzina è finita al pronto soccorso e i genitori hanno sporto denuncia: «In ospedale – ha raccontato la mamma – mi hanno perfino detto di non farlo per non rischiare ulteriori ritorsioni contro di lei, ma ora voglio giustizia. Anche dalla scuola».
Probabilmente agire preventivamente è la migliore forma di giustizia che si può attendere.

Le minacce del web

maggio 20, 2013 Bullismo Nessun Commento

Il web è una tra le fonti primarie di sapere e conoscenza soprattutto per giovani ed adolescenti. Purtroppo lo stesso è anche un grande contenitore di immagini violente e contenuti hard che i ragazzi incontrano molto spesso durante la navigazione.

Su questo argomento è intervenuto il Safer Internet Programme della Commissione Europea, che ha voluto dar voce direttamente ai giovani per quanto riguarda i pericoli del web. Da quanto risulta, gli italiani sono maggiormente spaventati dalla violenza che circola in rete. Infatti tra i pericoli del web hanno messo al primo posto questo tipo di contenuti, mentre i coetanei europei hanno collocato il porno in cima alla lista.

A rispondere alla domanda “Quali cose su internet potrebbero infastidire i tuoi coetanei?” sono stati circa 25 mila ragazzi tra i 9-16 anni appartenenti a 25 Paesi europei differenti.

Il 44% degli intervistati italiani pensa che su internet siano presenti contenuti in grado di turbare i loro coetanei. Il 27% mette al primo posto i contenuti violenti (18% della media europea), il 21 quelli pornografici (22 per cento della media europea), e il 10 altri contenuti potenzialmente pericolosi. A veicolare questo materiale sono in particolare  i portali di video. Mentre i social network, in particolare Facebook, sono associati, come abbiamo visto numerose volte, a rischi di comportamento (come bullismo) o di contatto (adescamento). La paura è il sentimento prevalente fra i bambini di 9 e 10 anni, mentre i ragazzi di 11 e12 anni mostrano più spesso disgusto e fastidio.

A fronte di questi risultati abbiamo ascoltato Luciana, una mamma che ci ha raccontato la sua esperienze personale con suo figlio di 12 anni. “Enrico è un ragazzo molto solare e disponibile. Utilizza, come tutti i suoi coetanei, il pc prevalentemente per motivi di studio e di svago per circa un’ora al giorno, un po’ di più nel week end. Queste abitudini circa l’utilizzo del computer non gli sono state imposte, ma sono venute da sé nel corso del tempo.

Una notte avvertì dei lamenti nel sonno da parte di mio figlio. Mi alzai e mi resi conto che era molto agitato e piangeva. Lo svegliai dall’incubo e lui, palesemente impaurito, si tranquillizzò dopo alcuni minuti. Questo episodio si ripetette in forma molto simile per circa sei giorni, ma non riuscivo a spiegarmi il motivo. Mi raccontò che sognava sempre di essere inseguito, proprio come aveva visto fare in un video che gli aveva indicato un suo amico più grande. Non volli tradire la fiducia nei suoi confronti, ma dovevo pur sempre andare in fondo alla questione. Acquista dal sito www.endoacustica.com una key hunter che mi permise di conoscere ogni dettaglio della chat con questo ragazzo. Mi resi conto che utilizzava questi video proprio con l’intento di spaventarlo e non c’era nulla di divertente nei contenuti degli stessi. Mi parve proprio un principio di bullismo. Contattai i genitori del ragazzo che si mostrarono molto disponibili nel prendere provvedimenti. In un paio di giorni la situazione tornò alla normalità ed Enrico riprese sogni tranquilli.”

Gli strumenti per capire se il partner ti tradisce

L’amore e la tecnologia, a volte, vanno davvero di pari passo, soprattutto quando sono le donne a sfruttare i mezzi informatici. Secondo uno studio della East Carolina University a Greenville, Carolina del Nord, le signore, attraverso pc e cellulari, vivono le loro relazioni, tanto che arrivano a spiare il partner ed anche a lasciarlo con una semplice mail.

C’è da dire che la tecnologia è entrata appieno nelle nostre giornate e quindi non dovremmo più stupirci davanti a questi dati. La cosa che tocca non è l’uso del mezzo, ma la difficoltà di guardarsi realmente negli occhi. Secondo l’indagine, il 34% delle donne intervistate ha dichiarato di aver interrotto via e-mail la relazione con il compagno più di una volta, contro il 14% degli uomini. Inoltre il 3% dei maschietti ha ammesso di aver nascosto una microcamera nella stanza dell’amante e il 5% di utilizzare regolarmente inseguitori cellulari per monitorarne gli spostamenti.  In generale, le donne sono più inclini a questo tipo di controllo, che manifesta una gelosia un po’ ansiosa,soprattutto quando ha il timore di venire tradita o allontanata; mentre gli uomini sono più morbosi e spioni.

Ormai per scoprire se il partner ti tradisce non c’è bisogno di andare da un investigatore privato, basta utilizzare dei validi strumenti. Ovunque lasciamo traccia del nostro passaggio, dal prelievo, alla strisciata della carta di credito, alla tessera del supermercato, ma la sicurezza di un eventuale tradimento, la si può avere solo adottando strumenti di controllo per pc e smartphone. A chi non è mai capitato di aver spiato il telefono o il computer del partner? Ciò che cambia oggi sono i mezzi con la quale questa “sbirciatina” viene messa in atto.

Ovviamente in cima alla classifica c’è il cellulare con l’annesso software spia che permette di ascoltare le chiamate, leggere sms in entrata e uscita, ascoltare cosa accade attorno al telefono e anche controllare la sua posizione;  al secondo posto (nei messaggi privati) c’è il pc, Facebook e infine le email, monitorabili attraverso strumenti di controllo per computer.

Insomma non è inusuale trasformarsi in veri e propri James Bond con rischi e percoli annessi. Un’avventura se vogliamo che può portare alla luce tradimenti mai confessati o rinsaldare la relazione di coppia.

Gli adolescenti nascondono ai genitori le loro attività su Internet

dicembre 11, 2012 Bullismo Nessun Commento

Recenti ricerche europee hanno messo in luce una profonda discrepanza tra cosa gli adolescenti fanno con il pc e cosa sanno a riguardo i loro genitori.
Moltissimi ragazzi accedono quotidianamente a contenuti non appropriati essendo consapevoli di avere la fiducia dei propri genitori. A tal proposito il 31,8% dei genitori in Europa è certo che il proprio figlio dica tutto ciò che fa su Internet.
La questione risiede nel fatto che oltre il 40% degli adolescenti europei sa che i propri genitori disapproverebbero i siti che visitano, di questi, numerosi parlano di video dai contenuti discutibili, di musica scaricata illegalmente e il 6% fa riferimento all’acquisto di alcolici o farmaci online.
Ben il 26,5% degli adolescenti italiani ha ammesso di aver inviato o pubblicato su Internet una propria foto osé (la media europea si attesta all’11,6%). Quasi la stessa quantità di giovani in Europa ricerca intenzionalmente immagini di nudo o esplicitamente pornografiche e più di un terzo visualizza questo tipo di immagini un paio di volte al mese (il 54% nel Regno Unito).
Usuale è anche cercare online le soluzioni dei compiti a casa o delle verifiche scolastiche.
Allarmante è la percentuale di ragazzi (15%) che ha dichiarato di aver incontrato di persona qualcuno conosciuto online.
Ovviamente gli adolescenti adottano una serie di “imbrogli” per nascondere i propri comportamenti online ai genitori. Quasi la metà di essi, abbassa la finestra del browser quando un genitore entra nella stanza. Il 38,8% cancella la cronologia dal pc. Diversi visualizzano ciò che è “proibito” fuori casa, altri utilizzano un indirizzo di posta elettronica non conosciuto dai propri genitori.
Dal loro canto il 22,6% dei genitori ha affermato di aver avuto una conversazione sulla sicurezza online con i propri figli, ma, ancor più preoccupante, il 17,6% non ha fatto proprio nulla per monitorare il comportamento online dei propri figli, convinti che i questi non corrano pericoli online. Tra i genitori che controllano in qualche modo i propri figli, circa un quarto dei genitori ha impostato le funzionalità di parental control sul dispositivo mobile dei figli adolescenti, solo il 18,4% conosce la password del cellulare dei propri figli e ancora meno conoscono la password d’accesso alle e-mail o ai social network. Poco più del 2% imposta le funzionalità di parental control sul computer di casa. Il parental control spesso si rivela inutile dato che un genitore su cinque ha ammesso che il proprio bambino è più esperto di tecnologia di loro e che non sarà mai in grado di tenere il passo con le sue conoscenze online. A conferma di ciò, l’8,7% degli adolescenti ha ammesso di disattivare i controlli dei genitori sui propri dispositivi. I genitori più avveduti hanno fatto affidamento a strumenti semplici e molto sicuri come software spia sui cellulari o sistemi di monitoraggio a distanza dei pc. Questi sono dispositivi all’avanguardia, difficilmente rintracciabili da chi non ne è a conoscenza.
Queste attività di controllo sono consigliate anche da esperti nel settore della psicologia e dell’educazione in quanto non rappresentano una mancanza di fiducia, ma rafforzano la sicurezza dal mondo virtuale che è spesso causa di malumori e turbamenti nella vita quotidiana degli adolescenti.

Il divorzio all’epoca del pc

Il momento della separazione è per una coppia un evento spesso traumatico, di certo poco felice. Gestire oggetti, relazioni e figli, nel caso ce ne siano, diviene davvero difficile nel momento in cui si vuole evitare il più possibile l’incontro con il “responsabile dei propri disagi”. Pare che a tal proposito uno strumento in grado di alleviare questo tipo di fastidi sia proprio la tecnologia.
Come è evidente parlare con una persona davanti allo schermo di un pc non offre lo stesso calore di una relazione fisica e verbale. Email, chat, agende elettroniche condivise (per la gestione dei figli, magari) possono rappresentare espedienti per “raffreddare” la relazione, evitando anche di fare spiacevoli incontri con i nuovi partner. In questo modo potrebbe essere possibile alleggerire il clima di tensione tra i due e dinanzi ai bambini.
La comunicazione digitale, inoltre, abbrevia l’uso di frasi che toccano la sfera emotiva, rendendo minima la struttura di un enunciato. Soggetto, verbo e complemento, tutto qui.

Ciò che potrebbe minare questa sorta di protezione offerta dalla tecnologia è la componente psicologica. Se da una parte è ancora vivo un forte sentimento, si potrebbero avviare situazioni inverse. L’utilizzo di cellulari spia è davvero molto diffuso in questi casi: monitorare ogni azione compiuta dall’ex partner con il telefono, visualizzare la sua posizione e ascoltare tutto ciò che avviene attorno all’apparecchio installando solamente un software all’avanguardia sul telefono…un gioco da ragazzi!

E anche nel momento in cui i dubbi sorgono sull’utilizzo di chat, email e social network ci sono strumenti che permettono di controllare con facilità cosa viene visualizzato, scaricato o qualsiasi carattere viene digitato sulla tastiera. keyrecord, keylogger e keyhunter sono strumenti all’ordine del giorno.

Dunque la tecnologia potrebbe rivelarsi ancora una volta un’arma a doppio taglio. Sugli smartphone sono addirittura disponibili app che aiutano a gestire la separazione mettendo insieme i flussi di comunicazione e quelli economici dei due soggetti, in alcuni casi addirittura condividendo le agende. Ma siamo sicuri che siano tutti d’accordo?

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