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Test di infedeltà: scopri se il tuo partner ti tradisce

Hai dei dubbi sulla fedeltà del tuo partner? Sospetti che il tuo coniuge ti tradisca? Esistono degli indizi che possono preannunciare un’avventura amorosa clandestina o che possano aiutarti a fare un quadro generale della situazione. Questo test non solo ti aiuterà a capire se il tradimento c’è o meno, ma fornirà anche dei piccoli suggerimenti per far luce sulla relazione.

1. Come è il suo rapporto con le bugie?

A) Intimo, ne racconta spesso

B) Gliene scappano, ma non è un’abitudine

C) Direi che non ne racconta

 

2. Lascia liberamente il suo telefono cellulare in giro?

 

A) Mai, lo porta sempre con sé

B) A volte

C) Non è molto attento al cellulare

 

3. Presta attenzione al suo aspetto (abbigliamento, profumo, capelli, ecc.)?

 

A) Ultimamente è molto attento

B) Un po’ più dei mesi precedenti

C) Come al solito

 

4. Il tuo partner è costretto recentemente e inaspettatamente a “lavorare più a lungo” o a frequenti “cene tra amici”?

 

A) Si, ultimamente capita spesso

B) Forse qualche volta in più

C) La frequenza non è cambiata

 

5. Spegne spesso il cellulare quando è a casa?

 

A) Si

B) A volte si, a volte no

C) No, lo lascia acceso

 

6. Il suo atteggiamento nei tuoi confronti è cambiato?

 

A) E’ insopportabile, mi critica su ogni cosa

B) Ora che ci penso, è un po’ più freddo

C) A me pare che si comporti come sempre

 

7. La vostra vita sessuale

 

A) Abbiamo pochi momenti di intimità

B) Qualche volta siamo troppo stanchi

C) Non mi sembra che sia cambiato nulla

 

Soluzione del test 

 

Maggioranza di A

Indipendentemente da questo test, ti è già chiaro che il tuo partner ti tradisce. Hai solo difficoltà ad ammetterlo e tenti di reprimerlo. Ti consigliamo di affrontare la realtà facendoti aiutare da un software spia che installato sul suo cellulare ti consentirà di conoscere dove va, con chi è e cosa fa. In questo modo non potrai più evitare quest’argomento che certamente ti affligge e soprattutto avrai valide argomentazioni per affrontare il tuo partner.

Maggioranza di B

Ci possono essere degli indizi dell’infedeltà del tuo partner. Tuttavia, non esiste mai assoluta certezza e alcuni cambiamenti del tuo compagno possono essere sintomi di un rinnovato amore nei tuoi confronti. Se la situazione ti tormenta, allora dovresti dissolvere i tuoi dubbi. Un ottima alleata sarebbe certamente un microspia che installata in auto o nei posti che frequenta il tuo partner potrà fornirti rapidamente le risposte che tanto stai cercando.

Maggioranza di C

É improbabile che il tuo partner ti tradisca. Non dovresti essere troppo sospettoso al riguardo, ma chiediti come mai hai questi dubbi? Forse in fondo c’è qualche situazione poco chiara su cui dovresti far luce. Magari potresti utilizzare un GPS tracker per monitorare i suoi spostamenti o ascoltare qualche conversazione sospetta con sua madre o con gli amici attraverso un trasmettitore ambientale che potrebbe rassicurarti e eliminare i tuoi sospetti.

Le donne in carriera tradiscono più frequentemente

Siamo proprio sicuri che a tradire siano solo gli uomini? E’ una discussione che, in realtà, non ha mai trovato delle conferme, almeno fino a quando l’indagine non ha cominciato ad interessare anche le aziende. Nonostante una sorta di innata tradizione parli di maggiori infedeltà da parte dei maschietti, sembra che non sia proprio così per le donne in carriera sempre molto impegnate e fuori casa per parecchio tempo.

Coloro che sono soliti svolgere analisi settoriali all’interno delle imprese non hanno dubbi: le ragazze che hanno più potere decidono più liberamente della propria vita e se si stancano della persona che hanno accanto non esitano, con o senza dispiacere, a liberarsene o, almeno, a “provare altro”. Ad interessarsi per primi di questa spinosa vicenda che va avanti da anni, sono stati i ricercatori della Tilburg University, in Olanda. Dalle loro osservazioni pare che indipendentemente dal sesso, le persone che ricoprono posizioni di potere siano più inclini al tradimento.

E sarà per questo che sono cresciute le vendite di spy phone, particolari telefoni che permettono di conoscere tutto il traffico telefonico della persona “spiata”, la posizione e permettono anche di ascoltare cosa avviene attorno all’apparecchio telefonico. Un controllo a 360° utilizzato sempre più di frequente da uomini (ma anche donne) che nutrono qualche dubbio circa il comportamento del proprio partner. A lavoro come nel tempo libero.

In questo senso, quindi, gli uomini non possono sentirsi al sicuro ma di certo nemmeno le donne, visto che le posizioni al vertice sono quasi sempre affidate al sesso maschile. Nello studio il team ha coinvolto oltre 1.500 professionisti, notando che la propensione all’infedeltà dipende molto dai livelli di potere ed autostima delle singole persone, sia uomini che donne. Per cui più si ottengono alte cariche e meno si diventa affidabili.

Il mito del “Don Giovanni”, ieri come oggi

Tante storie ci vengono proposte ogni giorno circa la necessità irrefrenabile di tradimento di cui sono affetti numerosi uomini, ma anche donne. Negli anni si è affermato il termine “Don Giovanni” per definire tanti uomini corrono dietro ad ogni gonna per il piacere di aggiungere un’altra conquista alla loro agenda. Questi uomini non si innamorano mai, seducono le donne e poi le abbandonano non solo per piacere sessuale, ma per un meccanismo inconscio di inganno l’altro sesso. Poi svaniscono, alla ricerca di nuove conquiste senza preoccuparsi del dolore e della rabbia che lasciano dietro di sé.

Calza bene la storia di Gisella, sedotta ed abbandonata, ma che ha fatto scudo della prima esperienza per non ripetere gli stessi errori.  “Dopo la separazione avvenuta circa sette anni fa, terminata a causa di ripetuti tradimenti di mio marito, ho avuto una relazione con un uomo della mia età molto coinvolgente. La nostra era una relazione a distanza, ci vedevamo nel weekend.

Negli ultimi due anni sono diventata esigente rispetto alla relazione, ho chiesto a lui di condividere un progetto di vita insieme e dopo tante fughe, le sue, ho capito che oltre l’immaturità c’era ben altro. Ho scoperto che passava molto tempo al telefono,“per lavoro” mi diceva. Ma questa volta non gli ho creduto. Durante uno dei nostri appuntamenti, ho aspettato che andasse in bagno, e approfittando della sua assenza, ho installato sul suo telefono un software spia. Da quel momento ho potuto monitorare a distanza le sue conversazioni, i suoi messaggi e la sua posizione. Inoltre quando volevo potevo far diventare il suo telefono una microspia ambientale, in modo da ascoltare tutto ciò che accadeva nell’ambiente in cui si trovava.

Devo dire che ho avuto un’ottima idea. Ben presto mi sono resa conto che frequentava altre donne, avvenenti, spesso impegnate, ma comunque conosciute al lavoro, al fine di condividere con le stesse momenti di autoerotismo.
In seguito alla mia scoperta, non ho esitato a mollare il “Don Giovanni”. Ho compreso che la mia dignità non è sub ordinabile in nessun caso. Ringrazio Endoacustica Europe che mi ha suggerito l’utilizzo del programma spia e lo consiglio a chi ha incertezze circa il proprio partner. Dietro un dubbio, c’è sempre un buon motivo, l’ho capito a mie spese”.

Gli slip anti-tradimento: grande invenzione o strumento inaffidabile?

Un’azienda di biancheria intima giapponese ha creato degli slip  “anti-tradimento” che nascondono al loro interno un sensore “di controllo. Il prodotto è destinato a padri di famiglia molto premurosi, a mariti iper-gelosi o a fidanzate paranoiche. La particolarità del “pant” messo in vendita alla cifra di 99 dollari sta nel fatto che è dotato di un chip collegato direttamente ad un computer che permette di verificare il battito cardiaco e la temperatura corporea della persona che lo indossa (si pensa ad una donna visto il modello pubblicizzato), consentendo così di sorvegliare in qualsiasi istante i suoi movimenti.

Se fosse così semplice con una sonda ed un processore,  ogni adulterio potrebbe essere evitato o scoperto. Infatti quando lo slip viene indossato, la sonda individua una temperatura  differente da quella dell’ambiente e inoltra l’impulso al processore che a questo punto segnala l’ora precisa. In seguito, il sistema operativo rimane in stand-by e si riattiva soltanto dopo un altro cambiamento di calore.

La sonda in dotazione è in grado di registrare anche il ph della pelle, dando in questo modo la  prova che chi vestiva quelle mutande era il proprio compagno.  Il processore è anche connesso con dei fili che registrano la forma dello slip in modo da verificare eventuali cambiamenti di posizione. Dopodiché basta connettere lo slip con il processore ad un computer, che saprà rivelare se l’indumento è stato tolto e precisamente per quanto tempo. L’indumento è anche ergonomico e si può lavare semplicemente come gli altri intimi.

Una volta letta la descrizione del “pant” risultano lampanti numerosi dubbi e perplessità, su un indumento che ha poco di affidabile e credibile. Avere la necessità di svelare un tradimento è ben altra cosa anche perché spesso comporta turbamenti psicologici e dei fastidi anche a livello fisico. Chi ne ha reale bisogno si affida ovviamente ad aziende che lavorano nel campo della sicurezza e della sorveglianza. Uno degli strumenti più utilizzati, oltre alle microspie, è sicuramente lo spy phone o cellulare spia. E’ un prodotto assolutamente invisibile che facendo sentire così il partner libero di agire. Con numerosissime funzionalità il software è in grado di fornire risposte certe ed innegabili.

Una persona su tre spia le mail del proprio partner

Mancato log-out, password poco sicure, ma soprattutto piccoli strumenti di monitoraggio. E’ questo ciò che facilita il controllo della posta elettronica del partner.  Secondo una ricerca di Google, realizzata su un campione di 2.000 persone in Italia, una persona su tre ha sbirciato almeno una volta la posta elettronica altrui.  Mail, documenti e informazioni sono spesso sotto la lente di ingrandimento di partner sospettosi.

La poca sicurezza delle password è uno degli “aiutini” per aver accesso al mondo informatico del partner. Pare infatti che il 10% degli utenti scelga il nome del proprio cane o gatto come password, mentre l’8% usa la  parola “password”. C’è chi poi rischia ancora di più, come quel 6% di persone che lascia la password appuntata su un post-it nei pressi del pc. Il 13% degli italiani dichiara di essere entrato in un account altrui indovinandone la password, approfittando del mancato log-out da una sessione attiva o per mezzo di strumenti di controllo. Fra questi, un terzo (33%) è entrato in quello del partner, atteggiamento soprattutto maschile, e quasi un quinto in quello del proprio ex (17%), questa volta però con una buona prevalenza delle donne. Uno su dieci ha, invece, cercato di indovinare la password di un collega di lavoro.

E forse indovinare non è così difficile come sembra, dal momento che addirittura l’11% dichiara di usare come password una data significativa, ad esempio l’anniversario di matrimonio, mentre l’11% ricorre alla data di nascita di un parente stretto. Il 62% cambiano la password solo quando diventa necessario, solo il 24% lo fa regolarmente, mentre il 16% dichiara di usare sempre le stesse password. In generale le donne sono più inclini a condividere la password con i propri partner. Più della metà degli intervistati scrive le proprie password da qualche parte: un diario, un file nel proprio PC, il proprio telefono, un post-it.

Se tutto ciò non dovesse avvenire, niente paura. I partner più smart si sono dotati di piccoli strumenti come key hunter e key record che, in modo del tutto discreto, consentono di memorizzare non solo password ed email, ma tutto ciò che viene digitato sulla tastiera del pc. Dunque una valida alternativa per chi è a contatto con partner più attenti alla propria sicurezza informatica.

C’è da riconosce che il più delle volte chi decide di controllare il partner, ha già una forte motivazione per farlo: sospetto di tradimento o di qualche affare poco chiaro. Dunque diventa di stretta necessità andare a verificare alcuni dubbi ed incertezze, meglio farlo con strumenti affidabili.

La gelosia, inizio o fine di un rapporto?

La gelosia è un sentimento presente nell’uomo così come nella donna, la differenza risiede nell’approccio. Le donne si sentono tradite dal punto di vista emotivo per una questione di fiducia, mentre l’uomo non sopporta di avere un rivale dal punto di vista fisico. Sono numerosissime le persone che ogni giorno acquistano dei cellulari spia con cui poter controllare le chiamate, gli sms inviati e ricevuti dal partner, ma anche sapere in ogni momento dove si trova e con chi si sta relazionando. Bisogna anche dire che molte volte i gelosi hanno un sesto senso più spiccato. Infatti questi dispositivi vengono acquistati perlopiù da persone che hanno già dei sospetti riguardanti il comportamento del proprio compagno e non è raro che questi si rivelino fondati.

C’è chi dice che è solo una forma di egoismo e di possessività, altri dichiarano che senza di essa non si può parlare di vero amore. Da sempre la gelosia ha creato opinioni discordanti e da queste ne derivano destini opposti: uno è il rafforzamento dell’intesa, l’altro è il suo sgretolamento progressivo.

Il termine “gelosia” deriva dal greco e significa ardore e rivalità, in esso sembrano convogliare una passionalità aggressiva e una serie di comportamenti tesi a salvaguardare la coppia. Il geloso ha infatti uno spiccato istinto di protezione per la coppia stessa. Di fronte ad atteggiamenti particolari da parte di “esterni” nei confronti del partner, infastidito, agisce subito a favore dell’unione. A volte con ironia, a volte in maniera più aggressiva, fa notare la sua gelosia difendendo dal nemico. Di contro il partner può reagire sentendo la passione e rimanendo affascinato, oppure esserne infastidito.

A destare fastidio sono soprattutto i comportamenti eccessivi. Si tratta dei gelosi che non riescono a ragionare dinanzi a semplici sospetti. Si chiudono al dialogo, alzano la voce, minacciano di porre fine alla storia e a volte reagiscono con atti di violenza verbale, ma anche fisica. Episodi che segnano la coppia in maniera indissolubile. In questo caso, il problema risiede nella scarsa fiducia e nel timore dell’abbandono. Potrebbe trattarsi di un disturbo affettivo dell’infanzia.

Ma alla fine la gelosia è un sentimento molto comune, si sa “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”. E’ opportuno quindi correre ai ripari e togliersi qualche dubbio senza dover rovinarsi l’esistenza. La risposta potrebbe sicuramente essere un cellulare spia Endoacustica con il quale non farsi fregare proprio dalle persone più vicine.

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