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358 telefonate e 500 sms in un mese: l’amante diventa stalker

settembre 16, 2013 Stalking Nessun Commento

Dodici anni da amanti, tra incontri segreti e bugie. Poi la fiamma dell’amore si è spenta, almeno per lei, che ha deciso di troncare la relazione. Un duro colpo per lui, che non si è rassegnato dinanzi alla decisione. Ma riconquistarla si è rivelato impossibile. Così è scattata la presa di posizione: «O con me o con nessuno». La delusione si è già trasformata in ossessione: in un mese 539 sms e 358 telefonate.

Una storia di ordinario stalking se non fosse per centinaia di volantini e foto dei due amanti spediti a casa di lei ma chiaramente indirizzati al marito. L’amante deluso ha cercato anche di discolparsi del vile gesto denunciando ignoti per aver stampato i volantini che ritraevano momenti di clandestina intimità. Alla fine il pubblico ministero, esiti investigativi alla mano, condotti attraverso l’uso di strumenti altamente tecnologici, ha concluso che è stata tutta una macchinazione dell’uomo dal cuore spezzato.

I due amanti, di un comune della provincia di Bergamo, non sono proprio giovanissimi: lui, un 65enne, imprenditore edile caduto in disgrazia, 49 anni lei. La donna ha mentito per mesi a suo marito dicendo di aver trovato un lavoro. Al mattino si preparava, usciva di casa e raggiungeva l’amante, che pare l’aiutasse anche economicamente. 

Ma a gennaio ha deciso di chiudere il rapporto. Dopo numerosi tentativi di far cambiare idea alla donna, lui ha perso il controllo e ha cominciato a tormentarla. Lei non ha più sopportato la situazione, denunciandolo. Il pm ha affidato ad un esperto informatico l’installazione di un software di controllo sul cellulare della signora in modo da intercettare chiamate, sms e conoscere in ogni momento la sua posizione GPS al fine di tutelarla. Ciò che ne è uscito è stato amore, disperazione, molestie. La prassi dello stalking. A seguito di perquisizione nell’abitazione del 69enne, sono stati rinvenuti gli stessi volantini diretti al marito tradito. Lui si è giustificato con la denuncia contro ignoti presentata. Ma per il pm il quadro indiziario indica altro, cioè che l’uomo è uno stalker. Il giudice dopo aver ascoltato l’imprenditore, che ha ammesso la fine del rapporto, negando però di essere ossessionato dalla donna, ha imposto la misura cautelare di allontanamento.

La necessità di avere prove concrete spesso allunga i tempi necessari per arrestare situazioni di stalking. Il protrarsi del periodo di molestie potrebbe rivelarsi molto pericoloso. Per questo è necessario dotarsi privatamente, prima ancora che attraverso le forze dell’ordine, di strumenti atti al controllo e alla sorveglianza per la propria difesa personale e la tutela delle persone che ci circondano. Endoacustica Europe è l’azienda leader nel settore della sicurezza e della sorveglianza. La vasta gamma di prodotti offerti dall’azienda contribuisce ogni giorno ad ottenere prove schiaccianti per difendersi da stalking e molestie.

Alto rischio di tradimento sotto l’ombrellone

Estate, sole, vacanze, mare, uomini e donne in bella mostra, voglia di trasgredire dalla solita routine e sale anche la voglia di tradire il/la proprio/a compagno/a.

Dati statistici alla mano provano che ciò che spinge al tradimento in vacanza è la voglia di trasgressione. A quanto pare, è proprio da sotto l’ombrellone che vengono lanciati gli sguardi proibiti ai vicini, tanto meglio se anche loro fidanzati o ammogliati. Sembra infatti che uno dei principali divertimenti dei vacanzieri sia quello di mettere alla prova la fedeltà delle altre persone sulla spiaggia.
A istigare i tradimenti sarebbe, per il 33% degli uomini, la visione irresistibile di corpi svestiti, in spiaggia come in città, mentre il 40% delle donne cede se si sente desiderata, protagonista di un incontro “magico”. E forse questo alleggerisce le colpe dei colpevoli.

Non si tratta di vera e propria voglia di tradire ma di un modo per sentirsi ancora desiderati, attraenti ed anche per prendersi un pò gioco dell’altro sesso o riaccendere la gelosia nel partner, la passione e il desiderio nella vita di coppia.

A parte chi passa intenzionalmente le ferie da solo, con reali intenzioni di tradire il partner. Chi tradisce veramente cerca di dare la colpa al clima spensierato e vacanziero, ma molto probabilmente chi tradisce al mare, lo può fare anche in casa, in ufficio, nella stanza di un hotel. E spesso la relazione cominciata in vacanza continua per diversi mesi attraverso pc e cellulari. Al sospetto di un tradimento, diverse persone hanno fatto ricorso a software spia che consentono di conoscere in tempo reale il traffico sul telefonino controllato, in modo da troncare la relazione sul nascere e non logorarsi durante le meritate vacanze.

Questa idea è ancora più valida dal momento che meno del 10% degli uomini confesserebbe il misfatto, negando fino all’inverosimile. La carne è debole, soprattutto se abbronzata e scoperta e le trasgressioni attirano tutti.

1 donna su 6 tradisce il proprio marito

Il numero di donne che tradiscono il marito negli ultimi 20 anni è salito ben del 40%, una crescita che fa capire che le cose stanno davvero cambiando nelle dinamiche uomo – donna e che il matrimonio non gode certo di ottima salute.

Una ricerca ha mostrato che le donne stanno recuperando il “gap” che le separava dagli uomini in quanto a relazioni extraconiugali. Se un tempo era il marito quello che tradizionalmente tradiva la moglie, adesso i ruoli si stanno eguagliando, per non dire ribaltando del tutto. In realtà, sono ancora gli uomini a detenere lo scettro dei più infedeli.

Secondo uno studio le ragioni di questo cambiamento sono semplici: le donne sono più autonome, guadagnano di più e hanno per questo motivo più occasioni di tradire, rischiando meno dal punto di vista economico in caso di divorzio.
Le donne sono insomma in grado di affrontare le possibili conseguenze di una loro infedeltà. Ma come mai il gentil sesso tradisce sempre più di frequente? La spinta sembra essere sempre l’insoddisfazione matrimoniale che purtroppo accomuna moltissime coppie.

Complice di questo aumento di tradimenti è certamente internet che ha offerto a uomini e donne la possibilità di conoscersi in rete e magari poi frequentarsi anche al di fuori del mondo virtuale. Sebbene anche in questo caso gli uomini restino quelli che visitare più siti d’incontri e così via, le donne li seguono a ruota e utilizzano sempre di più questi portali alla ricerca di piccole o grandi avventure fuori dal letto coniugale.

Molti mariti, ma anche molte mogli, si sono dotati di piccoli strumenti che non destano sospetti e consentono di conoscere cosa avviene all’interno di un pc. Chat, facebook, e siti di incontri non sono più un mistero dato che tutto viene registrato in piccolissimi dispositivi disponibili sul sito www.endoacustica.com. Allo stesso modo esistono software spia della stessa azienda che consento di conoscere tutto ciò che passa attraverso e attorno al cellulare del partner. L’utilizzo di questi prodotti non comporta una mancanza di fiducia nel proprio partner, ma il desiderio di salvaguardare una relazione che potrebbe attraversare un periodo non facile.

Tentato rapimento di un bambino in spiaggia

luglio 25, 2013 Bullismo Nessun Commento

Una notizia molto inquietante circola in questi giorni sulle spiagge italiane. Un gruppetto di uomini, pare di origine indiana, ha tentato di rapire un bambino di pochi anni nelle vicinanze di una spiaggia del litorale a nord di Brindisi. I malintenzionati hanno agito in pieno giorno e solo grazie all’attenzione di un signore non sono riusciti a portare a termine il rapimento. Dopo aver lasciato l’auto sul ciglio della strada, pronta per la fuga, uno di loro ha atteso che qualche bambino si avvicinasse. Individuata la vittima, l’uomo ha attirato la sua attenzione e, con una scusa, lo ha invitato a seguirlo. Il bambino è caduto in trappola, mosso dalla tipica curiosità infantile. A questo punto, però, a rovinare i piani dei malintenzionati ci ha pensato un signore che, per fortuna, si è accorto di quello strano “movimento” e, avvicinandosi al bambino, ha messo in fuga il gruppetto.



Un incubo che ha turbato una tranquilla giornata di mare. Episodio purtroppo non isolato. Una disavventura simile capitò quattro anni fa ad un ragazzo di 11 anni, oggetto di “attenzioni” di due uomini che cercarono di farlo salire con la forza in auto, ma dovettero desistere di fronte alla sua reazione. Due anni prima, un altro ragazzino di 11 anni denunciò un tentativo di rapimento da parte di due zingari tra le bancarelle del mercato.



Fortunatamente molti pericolosi “allontanamenti” sono stati frenati grazie all’ausilio di strumenti come i braccialetti anti smarrimento. Si tratta di simpatici bracciali che il bambino indossa comodamente durante le sue giornate in spiaggia, in gita, al parco o in qualsiasi ambiente. Impostando una distanza limite, il bracciale allarma l’unità base, custodita da un genitore o da un supervisore, quando il bambino si allontana oltre la distanza predefinita. Lo stesso dispositivo funziona anche da allarme anti annegamento, segnala cioè quando il bambino è immerso in acqua oltre una data profondità. Molti lidi si sono attrezzati per fornire questo importante servizio ai bagnanti, altri genitori più avveduti si sono equipaggiati autonomamente acquistando il prodotto direttamente dal sito www.endoacustica.com.

Palpeggiamenti durante il colloquio di lavoro

luglio 18, 2013 Mobbing Nessun Commento

Quando è tornata a casa, è scoppiata in un pianto ininterrotto. E tra le lacrime ha raccontato quello che poco prima le era successo: durante il colloquio a cui si era presentata per un posto da segretaria, il titolare le aveva messo le mani addosso, palpeggiandola e facendole esplicite proposte di natura sessuale in cambio del lavoro. La mamma della ragazza, appena ventenne, ha preso il cellulare e ha chiamato immediatamente la polizia.

Mentre la ragazza veniva accompagnata all’ospedale per gli accertamenti del caso, gli agenti della questura hanno raggiunto l’azienda, una piccola ditta di trasporti, in cui sarebbero avvenute le molestie. Una volta sul posto, i poliziotti sono stati avvicinati da un’altra ragazza, anch’essa ventenne: anche lei avrebbe subito ripetuti palpeggiamenti da parte dell’imprenditore (un sessantenne con precedenti penali) durante il periodo di prova che aveva effettuato nell’azienda per quello stesso lavoro per cui la sua coetanea si era presentata dopo aver letto un annuncio del Centro per l’impiego.

Entrambe le ragazze sono state invitate in questura e le loro accuse sono state messe a verbale. Le molestie subite da parte dell’uomo erano praticamente della stessa natura. Le forze dell’ordine hanno voluto vederci chiaro sulla questione e, senza perdere altro tempo, hanno dotato la ragazza che svolgeva il periodo di prova di un orologio con microcamera incorporata e si sono piazzati nei pressi dell’azienda. La ragazza, rimasta in azienda per pochissimi minuto, ha registrato alcune conversazioni molto esplicite, fornendo prove schiaccianti.

Spetterà adesso alla procura della Repubblica esaminare le testimonianze e gli elementi di prova raccolti. L’imprenditore al momento è indagato per il reato di violenza sessuale. Purtroppo come spesso avviene gli inquirenti hanno bisogno di prove per procedere in maniera spedita con la prassi giudiziaria. Nel privato sarebbe opportuno presentarsi sempre ad “incontri al buio” che siano di natura professionale o personale, muniti di strumenti di auto tutela, in maniera da metter fine alla marea di abusi che si consumano ogni giorno e che mietono continuamente nuove vittime.

Tredicenne pestata fuori dalla scuola per aver rubato il fidanzato ad una coetanea

luglio 9, 2013 Bullismo Nessun Commento

C’è chi sostiene che gli adolescenti vadano lasciati in totale libertà di pensiero e di azione, altri esaltano serrati controlli. Come spesso avviene la verità sembra risiedere nel mezzo. Se è vero che la creazione di una propria identità richieda autonomia, è vero anche che “qualche dritta” non faccia male.

Negli ultimi anni, buona parte delle relazioni tra ragazzini passa attraverso internet e social network, per questo è necessario tenere sotto controllo l’uso che questi fanno del pc. Sarebbe ottimale monitorare i comportamenti dei propri figli “a distanza” e cioè conoscere ciò che loro fanno e con chi interagiscono senza che gli stessi ne siano a conoscenza, lasciandoli così liberi di esprimersi, ma lontani dai pericoli. Strumenti molto utilizzati sono i key logger e i key hunter, piccolissimi dispositivi di casa Endoacustica, che permettono di conoscere ogni particolare digitato sulla tastiera del computer.

Con l’utilizzo di questo tipo di strumenti, molti “incidenti” sarebbero stati evitati. E’ di poche settimane fa la notizia di una ragazzina picchiata violentemente fuori dalla scuola per aver “rubato il fidanzato” ad una coetanea. L’episodio si è verificato nei pressi di una scuola media del Pisano e non era del tutto inaspettato dalla vittima. Mesi e mesi di minacce e vessazioni tramite Facebook hanno condotto al pestaggio dell’adolescente.

Prima dell’aggressione tre ragazzine, due tredicenni e una quindicenne, hanno strappato di mano il telefono cellulare alla vittima con il quale hanno inviato un sms a sua madre per dirle di non andarla a prendere. Poi, la tredicenne è stata trascinata in un parcheggio vicino, scaraventata a terra e presa a calci e pugni. A salvarla, il padre di un altro alunno intervenuto per mettere fine al pestaggio. La ragazzina è finita al pronto soccorso e i genitori hanno sporto denuncia: «In ospedale – ha raccontato la mamma – mi hanno perfino detto di non farlo per non rischiare ulteriori ritorsioni contro di lei, ma ora voglio giustizia. Anche dalla scuola».
Probabilmente agire preventivamente è la migliore forma di giustizia che si può attendere.

Babysitter picchia brutalmente neonato che le impedisce di guardare la TV

Immagini sconvolgenti riprese da una telecamera nascosta di percosse selvagge contro un bambino piccolissimo da parte di una baby sitter russa. Sta facendo molto discutere questo video che riporta in maniera inequivocabile i maltrattamenti della tata. Secondo quanto dichiarato dalla stessa 55enne, a scatenare la sua rabbia sono state le incessanti urla del bambino che le impedivano di godersi il suo programma preferito in tv.

Il video è stato realizzato a Krasnoyarsk, una cittadina della Russia siberiana centrale. A scoprire tale brutalità gli stessi genitori del bambino che, insospettiti dagli estenuanti pianti del piccolo alla semplice visione della babysitter, hanno deciso di monitorare l’atteggiamento della donna durante l’orario lavorativo attraverso una microcamera installata in casa.

Le registrazioni non lasciano dubbi: ripetuti strattoni e schiaffi sulla testa e sul corpo del piccolo costituivano le “cure” quotidiane della babysitter orco. A scioccare è soprattutto l’inumana brutalità con cui la donna inveisce contro il bambino.

Al momento del fermo da parte degli agenti di polizia, la 55enne si sarebbe giustificata accusando i genitori del comportamento irrequieto del bambino: “Sono loro ad averlo rovinato – avrebbe detto la donna – il bambino grida per tutto il tempo e chiede sempre di essere preso in braccio”. A dire della babysitter, dunque, il suo atteggiamento farebbe parte di una sorta di “terapia educativa”, una forma di tutela decisamente poco umana.

Purtroppo, eventi di questo genere si sono verificati di recente anche in diverse zone dell’Europa e degli Stati Uniti. La necessità di lasciare in affidamento i propri figli durante le ore di lavoro, porta spesso ad assumere come babysitter gente sconosciuta che si presenta alla porta sfogliando curriculum ad hoc e decantando decenni di esperienza nel settore.

Ora, sulla scia delle numerose notizie sempre più shoccanti, i genitori oltre a prestare tutte le attenzioni possibili nella scelta della tata, utilizzando sempre più spesso degli strumenti per la sorveglianza, come la microcamera utilizzata dai genitori russi. Lo strumento ideale è nella maggior parte dei casi è il DVR All in One, un microregistratore audio e video che viene installato pressoché ovunque anche in prese elettriche o giochi per bambini. In questo modo non si desta alcun sospetto e si può agire per garantire la sicurezza dei bambini.

L’amante si lancia dalla finestra

Ecco un divertente esempio di come una soap opera prenda vita nella realtà. Un video proveniente dal Brasile raffigura l’esilarante fuga di un uomo dalla casa della sua amante dopo che il marito è rincasato all’improvviso. E la strada scelta per la fuga è una finestra al terzo piano.

La vicenda ha inizio con un marito e una moglie che litigano su un balcone al terzo piano di un condominio. “Di chi è questa camicia?!” esclama il marito in portoghese. La moglie con rabbia getta la maglia in una folla palesemente divertita.

Mentre il litigio va avanti, appagando la curiosità dei presenti, da una finestra su un lato appare un uomo a petto nudo e apparentemente agitato. Questo si lancia dalla finestra con  una fune di fortuna, creata annodando t-shirt e capi di abbigliamento vari e comincia coraggiosamente a scendere.

La folla schiamazza ridacchiando dello sfortunato e della coppia e urla “Cornuto” al marito portoghese, palesemente tradito. Intanto sulla scena arrivano i vigili del fuoco per assistere l’uomo nella fuga fortuita. I presenti urlano “Jump!” per invitare l’amante a saltare. E così l’uomo di tuffa sul tappeto di salvataggio, inveisce contro la coppia, mostrando il pugno, ed anche contro i curiosi accorsi; a piedi nudi, accigliato e a torso nudo, scappa via.

Questa storia può far sorridere, ma allo stesso tempo poteva avere un epilogo ben più serio, come spesso accade. In molti installano software spia sul cellulare del partner. Questi gli permettono di ascoltare chiamate, leggere sms in entrata ed in uscita, ascoltare ciò che avviene intorno al telefono ed anche conoscere la posizione geografica. Sono strumenti che aiutano ad evitare brutte sorprese, come l’episodio sopra descritto, e a capire se sulla coppia c’è l’ombra del tradimento.

VIDEO

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