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Donne single al centro delle azioni di mobbing

settembre 15, 2014 Mobbing Nessun Commento

Costrette a prendere le ferie nei periodi più scomodi e spesso molestate psicologicamente e/o sessualmente. In Italia, così come in molti altri Paesi, il fatto di essere “libera” diventa spesso un’arma a doppio taglio per donne che, paradossalmente, hanno investito energie proprio per garantirsi il massimo dell’indipendenza e dar spazio alla carriera.

E’ un tipo di mobbing meno appariscente, forse anche meno conosciuto, figlio di evoluzioni sociali sviluppatesi negli ultimi 10-15 anni e quindi non ancora ben codificato: il mobbing a danno delle donne single.
Lavoratrici, cioè, che non hanno figli e in molti casi neanche un compagno e che quindi sono costrette a sopportare un sovraccarico lavorativo e psicologico da colleghi e superiori che viene talvolta sottovalutato se non completamente ignorato. Questo è un fenomeno che si verifica molto spesso nei luoghi di lavoro privati. Le donne single subiscono, inoltre, il mobbing sessuale, ovvero molestie messe in atto da colleghi e superiori, finalizzate a danneggiare immagine e carriera della persona in questione. Moltissime giovani donne si sono trovate a dover affrontare ammiccamenti e battute a sfondo sessuale, o tentativi di seduzione e inviti, almeno una volta nella propria vita professionale.

E’ la storia di Carla, 43enne, licenziata dopo non aver ceduto alle avance del capo reparto, ma che si è fatta forza e ha raccolto con un microfono in un portachiavi tutte le tristi battute per poi avanzare azioni legali e recuperare appieno il suo posto. Ma anche la storia di Mina, 37enne, costretta a turni esagerati e trattata in maniera discriminatoria che si è riscattata raccogliendo le prove con una cimice e portandole in Tribunale.

Di fatto, anche queste donne subiscono una sorta di discriminazione che le porta a rinunciare, per non perdere le posizioni professionali acquisite, a una vita privata, sia con un compagno che con dei figli. Bisogna tutelarsi affinché questo fenomeno cessi sia ai propri danni che a quelli di altre donne nella stessa situazione. E’ importante denunciare sempre, raccogliendo prove che incastrino i colpevoli attraverso strumenti professionali che permettano registrazioni chiare senza destare sospetti.

1 donna su 6 tradisce il proprio marito

Il numero di donne che tradiscono il marito negli ultimi 20 anni è salito ben del 40%, una crescita che fa capire che le cose stanno davvero cambiando nelle dinamiche uomo – donna e che il matrimonio non gode certo di ottima salute.

Una ricerca ha mostrato che le donne stanno recuperando il “gap” che le separava dagli uomini in quanto a relazioni extraconiugali. Se un tempo era il marito quello che tradizionalmente tradiva la moglie, adesso i ruoli si stanno eguagliando, per non dire ribaltando del tutto. In realtà, sono ancora gli uomini a detenere lo scettro dei più infedeli.

Secondo uno studio le ragioni di questo cambiamento sono semplici: le donne sono più autonome, guadagnano di più e hanno per questo motivo più occasioni di tradire, rischiando meno dal punto di vista economico in caso di divorzio.
Le donne sono insomma in grado di affrontare le possibili conseguenze di una loro infedeltà. Ma come mai il gentil sesso tradisce sempre più di frequente? La spinta sembra essere sempre l’insoddisfazione matrimoniale che purtroppo accomuna moltissime coppie.

Complice di questo aumento di tradimenti è certamente internet che ha offerto a uomini e donne la possibilità di conoscersi in rete e magari poi frequentarsi anche al di fuori del mondo virtuale. Sebbene anche in questo caso gli uomini restino quelli che visitare più siti d’incontri e così via, le donne li seguono a ruota e utilizzano sempre di più questi portali alla ricerca di piccole o grandi avventure fuori dal letto coniugale.

Molti mariti, ma anche molte mogli, si sono dotati di piccoli strumenti che non destano sospetti e consentono di conoscere cosa avviene all’interno di un pc. Chat, facebook, e siti di incontri non sono più un mistero dato che tutto viene registrato in piccolissimi dispositivi disponibili sul sito www.endoacustica.com. Allo stesso modo esistono software spia della stessa azienda che consento di conoscere tutto ciò che passa attraverso e attorno al cellulare del partner. L’utilizzo di questi prodotti non comporta una mancanza di fiducia nel proprio partner, ma il desiderio di salvaguardare una relazione che potrebbe attraversare un periodo non facile.

La gelosia, inizio o fine di un rapporto?

La gelosia è un sentimento presente nell’uomo così come nella donna, la differenza risiede nell’approccio. Le donne si sentono tradite dal punto di vista emotivo per una questione di fiducia, mentre l’uomo non sopporta di avere un rivale dal punto di vista fisico. Sono numerosissime le persone che ogni giorno acquistano dei cellulari spia con cui poter controllare le chiamate, gli sms inviati e ricevuti dal partner, ma anche sapere in ogni momento dove si trova e con chi si sta relazionando. Bisogna anche dire che molte volte i gelosi hanno un sesto senso più spiccato. Infatti questi dispositivi vengono acquistati perlopiù da persone che hanno già dei sospetti riguardanti il comportamento del proprio compagno e non è raro che questi si rivelino fondati.

C’è chi dice che è solo una forma di egoismo e di possessività, altri dichiarano che senza di essa non si può parlare di vero amore. Da sempre la gelosia ha creato opinioni discordanti e da queste ne derivano destini opposti: uno è il rafforzamento dell’intesa, l’altro è il suo sgretolamento progressivo.

Il termine “gelosia” deriva dal greco e significa ardore e rivalità, in esso sembrano convogliare una passionalità aggressiva e una serie di comportamenti tesi a salvaguardare la coppia. Il geloso ha infatti uno spiccato istinto di protezione per la coppia stessa. Di fronte ad atteggiamenti particolari da parte di “esterni” nei confronti del partner, infastidito, agisce subito a favore dell’unione. A volte con ironia, a volte in maniera più aggressiva, fa notare la sua gelosia difendendo dal nemico. Di contro il partner può reagire sentendo la passione e rimanendo affascinato, oppure esserne infastidito.

A destare fastidio sono soprattutto i comportamenti eccessivi. Si tratta dei gelosi che non riescono a ragionare dinanzi a semplici sospetti. Si chiudono al dialogo, alzano la voce, minacciano di porre fine alla storia e a volte reagiscono con atti di violenza verbale, ma anche fisica. Episodi che segnano la coppia in maniera indissolubile. In questo caso, il problema risiede nella scarsa fiducia e nel timore dell’abbandono. Potrebbe trattarsi di un disturbo affettivo dell’infanzia.

Ma alla fine la gelosia è un sentimento molto comune, si sa “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”. E’ opportuno quindi correre ai ripari e togliersi qualche dubbio senza dover rovinarsi l’esistenza. La risposta potrebbe sicuramente essere un cellulare spia Endoacustica con il quale non farsi fregare proprio dalle persone più vicine.

Tempo di saldi: uomini in vetrina

Poco tempo fa avevamo parlato degli uomini maltrattati dalle partner. Un fenomeno inverso a quello comunemente conosciuto e su cui si basano numerose campagne di sensibilizzazione e il lavoro di sempre più associazioni a carattere sociale.
A rimarcare l’uguaglianza del fenomeno che avviene tanto ai danni delle donne quanto a discapito degli uomini, è giunta la campagna pubblicitaria di “Adopte un mec”, uno dei siti di incontri più popolari in Francia.

Le donne target, giovani ed emancipate, sono invitate a scegliere da un catalogo simile a quello di un supermercato l’uomo da “adottare”. Con questo termine, oggettivamente poco carino, si sottolinea un rapporto quasi di sottomissione dell’uomo nei confronti della donna che lo mette nel carrello della spesa.

E non è tutto. Fermo restando che lo shopping è una delle attività predilette dal gentil sesso, il sito ha pensato di concretizzare lo shop virtuale in un locale commerciale di Parigi portando in vetrina maschi in carne e ossa. I prodotti in vetrina erano gli utenti del sito giudicati più affascinanti e accanto a loro era posto un cartello che ne indicava la tipologia: romantico, forzuto, timido, intellettuale…Le clienti, una volta scelta la merce, hanno ottenuto il numero di telefono o l’indirizzo email in modo da approfondire la conoscenza. Il tono del sito è sempre ironico “Settimana internazionale dei baffi”, “Svendita totale sui ricci”, “Serie speciale carote”, “Offerta speciale sui pelosi”.

Le donne hanno apprezzato l’iniziativa definendola ingegnosa e divertente e andando ad incrementare le visite del sito di incontri che si aggirano attorno ai 2,5 milioni. E agli uomini, al momento, pare che la cosa vada bene. Il fatto di esser trattati come merce non li disturba molto.

Chissà che un giorno qualcuno non trovi il proprio marito o compagno in vetrina. D’altronde se a loro fa piacere, figuriamoci a chi osserva. Ma le donne più furbe non perdono d’occhio il proprio partner; molte hanno installato software che consentono la localizzazione GPS sul cellulare del proprio amato. In questo modo qualora lui fosse in vetrina…potrebbero essere le prime ad ammirarlo!

Torino: accetta un passaggio e rischia lo stupro

ottobre 10, 2012 Stalking Nessun Commento

Accetta un passaggio da un automobilista e si ritrova a casa di uno sconosciuto tra urla e percosse, rischiando di essere violentata. E’ questo quanto accaduto qualche giorno fa a Torino ad una ragazza di origine spagnola.

I fatti: la giovane è salita a bordo dell’auto di un gentile ragazzo peruviano perché bisognosa di un passaggio. L’uomo l’ha condotta in casa propria e, una volta nell’appartamento, ha cominciato a gridare rendendo palesi le sue intenzioni. Le sue urla hanno destato l’attenzione dei residenti del quartiere Parella che, affacciandosi, hanno visto la ragazza uscire di corsa dal condominio, con le mani piene di sangue, inseguita dal peruviano.

Un testimone ha raccontato la paura della giovane inseguita dall’uomo che cercava di rassicurare i presenti dicendo che la vittima si era fatta male da sola, ma le cinque dita di una mano impresse sulla faccia della giovane donna non hanno lasciato dubbi. Il peruviano ha proseguito volendosi discolpare, dicendo che era passato da casa solo per prendere un documento. La ragazza, dal suo canto, ha dichiarato che l’uomo l’ha resa prigioniera e che, una volta entrata in casa, ha cominciato a spogliarla e a picchiarla impedendole di uscire. Lei ha cercato di difendersi prendendo un coltello con cui probabilmente è stata ferita nel tentativo di disarmarla. Al termine della vicenda, la spagnola è stata assistita subito dagli abitanti del quartiere e dal soccorso medico, mentre l’uomo è riuscito a fuggire.

Una storia che rivela diversi passaggi oscuri. Una cosa è certa, purtroppo non costituisce un episodio isolato. Per questo le donne dovrebbero cercare di auto tutelarsi o quanto meno auto difendersi. Endoacustica ha pensato ad una valida “soluzione di difesa”, si tratta dell’X-Spray, una schiuma che una volta spruzzata sul volto dell’aggressore, oltre ad impedirne temporaneamente la visuale, lascia macchie blu che restano per diversi giorni in modo da facilitarne il riconoscimento. Un accessorio da portare in borsetta per evitare spiacevoli eventi.

Stalking: le donne inglesi hanno paura di denunciare e di non essere credute.

luglio 31, 2012 Stalking Nessun Commento

Secondo una recente ricerca, finanziata dalla Northern Rock Foundation e condotta dalla Durham University su un campione di 577 donne inglesi, la polizia e le forze dell’ordine non godono della piena fiducia in caso di denunce per violenze, domestiche e non, e stalking.

Secondo le donne intervistate questi, che sarebbero crimini molto seri per il 97% di loro, non sarebbero presi in seria considerazione dalla polizia. Di qui, la loro riluttanza a denunciare eventi del genere, anche per altri due principali motivi: la paura di combattere contro qualcuno che si conosce, spesso un parente, e la paura di non essere credute e che il proprio caso sia sottovalutato. Solo il 49% del campione ha affermato che denuncerebbe la violenza domestica e solo poco più della metà (53%) denuncerebbe in genere atti persecutori.

“Sappiamo che la polizia ha aggiunto nuove risorse e sta facendo grandi sforzi per migliorare sia la parte investigativa che l’assistenza alla vittima. Nonostante ciò, questa ricerca mostra che le donne sono ancora riluttanti a fare il primo passo e denunciare questi crimini alla polizia”, ha affermato uno dei ricercatori, il dottor Nicole Westmarland.

Paura di non essere protette abbastanza o nel modo giusto e paura di non essere credute, soprattutto. Ecco perché sempre più donne, vittime di continui abusi e stalking, si affidano a nuovi strumenti tecnologici che permettono di fornire prove certe della loro condizione di perseguitate, trovando così la forza di denunciare e di venirne fuori.

È il caso di Carol, una delle donne intervistate per la ricerca che, vittima da anni di stalking, ha deciso che così la sua vita non poteva più andare avanti e, per raccogliere prove contro il suo carnefice, ha deciso di munirsi di un mini videoregistratore, grazie al quale ha potuto filmare gli “incontri spiacevoli” e le minacce verbali del suo ex marito, che si stavano trasformando in vere e proprie aggressioni fisiche.

Carol alla fine è riuscita a dimostrare e denunciare, molte loro donne si nascondono dietro la loro stessa ombra, con la paura di parlarne con qualcuno, sia esso anche un parente o un amico. Questo in Inghilterra. Chissà se questa è una buona approssimazione di quello che succede anche in Italia, dove sono sempre più le donne perseguitate e soffocate da uno stalking che, come dimostrano le notizia di cronaca, spesso si trasformano in omicidi

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