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Le donne in carriera tradiscono più frequentemente

Siamo proprio sicuri che a tradire siano solo gli uomini? E’ una discussione che, in realtà, non ha mai trovato delle conferme, almeno fino a quando l’indagine non ha cominciato ad interessare anche le aziende. Nonostante una sorta di innata tradizione parli di maggiori infedeltà da parte dei maschietti, sembra che non sia proprio così per le donne in carriera sempre molto impegnate e fuori casa per parecchio tempo.

Coloro che sono soliti svolgere analisi settoriali all’interno delle imprese non hanno dubbi: le ragazze che hanno più potere decidono più liberamente della propria vita e se si stancano della persona che hanno accanto non esitano, con o senza dispiacere, a liberarsene o, almeno, a “provare altro”. Ad interessarsi per primi di questa spinosa vicenda che va avanti da anni, sono stati i ricercatori della Tilburg University, in Olanda. Dalle loro osservazioni pare che indipendentemente dal sesso, le persone che ricoprono posizioni di potere siano più inclini al tradimento.

E sarà per questo che sono cresciute le vendite di spy phone, particolari telefoni che permettono di conoscere tutto il traffico telefonico della persona “spiata”, la posizione e permettono anche di ascoltare cosa avviene attorno all’apparecchio telefonico. Un controllo a 360° utilizzato sempre più di frequente da uomini (ma anche donne) che nutrono qualche dubbio circa il comportamento del proprio partner. A lavoro come nel tempo libero.

In questo senso, quindi, gli uomini non possono sentirsi al sicuro ma di certo nemmeno le donne, visto che le posizioni al vertice sono quasi sempre affidate al sesso maschile. Nello studio il team ha coinvolto oltre 1.500 professionisti, notando che la propensione all’infedeltà dipende molto dai livelli di potere ed autostima delle singole persone, sia uomini che donne. Per cui più si ottengono alte cariche e meno si diventa affidabili.

Il mito del “Don Giovanni”, ieri come oggi

Tante storie ci vengono proposte ogni giorno circa la necessità irrefrenabile di tradimento di cui sono affetti numerosi uomini, ma anche donne. Negli anni si è affermato il termine “Don Giovanni” per definire tanti uomini corrono dietro ad ogni gonna per il piacere di aggiungere un’altra conquista alla loro agenda. Questi uomini non si innamorano mai, seducono le donne e poi le abbandonano non solo per piacere sessuale, ma per un meccanismo inconscio di inganno l’altro sesso. Poi svaniscono, alla ricerca di nuove conquiste senza preoccuparsi del dolore e della rabbia che lasciano dietro di sé.

Calza bene la storia di Gisella, sedotta ed abbandonata, ma che ha fatto scudo della prima esperienza per non ripetere gli stessi errori.  “Dopo la separazione avvenuta circa sette anni fa, terminata a causa di ripetuti tradimenti di mio marito, ho avuto una relazione con un uomo della mia età molto coinvolgente. La nostra era una relazione a distanza, ci vedevamo nel weekend.

Negli ultimi due anni sono diventata esigente rispetto alla relazione, ho chiesto a lui di condividere un progetto di vita insieme e dopo tante fughe, le sue, ho capito che oltre l’immaturità c’era ben altro. Ho scoperto che passava molto tempo al telefono,“per lavoro” mi diceva. Ma questa volta non gli ho creduto. Durante uno dei nostri appuntamenti, ho aspettato che andasse in bagno, e approfittando della sua assenza, ho installato sul suo telefono un software spia. Da quel momento ho potuto monitorare a distanza le sue conversazioni, i suoi messaggi e la sua posizione. Inoltre quando volevo potevo far diventare il suo telefono una microspia ambientale, in modo da ascoltare tutto ciò che accadeva nell’ambiente in cui si trovava.

Devo dire che ho avuto un’ottima idea. Ben presto mi sono resa conto che frequentava altre donne, avvenenti, spesso impegnate, ma comunque conosciute al lavoro, al fine di condividere con le stesse momenti di autoerotismo.
In seguito alla mia scoperta, non ho esitato a mollare il “Don Giovanni”. Ho compreso che la mia dignità non è sub ordinabile in nessun caso. Ringrazio Endoacustica Europe che mi ha suggerito l’utilizzo del programma spia e lo consiglio a chi ha incertezze circa il proprio partner. Dietro un dubbio, c’è sempre un buon motivo, l’ho capito a mie spese”.

358 telefonate e 500 sms in un mese: l’amante diventa stalker

settembre 16, 2013 Stalking Nessun Commento

Dodici anni da amanti, tra incontri segreti e bugie. Poi la fiamma dell’amore si è spenta, almeno per lei, che ha deciso di troncare la relazione. Un duro colpo per lui, che non si è rassegnato dinanzi alla decisione. Ma riconquistarla si è rivelato impossibile. Così è scattata la presa di posizione: «O con me o con nessuno». La delusione si è già trasformata in ossessione: in un mese 539 sms e 358 telefonate.

Una storia di ordinario stalking se non fosse per centinaia di volantini e foto dei due amanti spediti a casa di lei ma chiaramente indirizzati al marito. L’amante deluso ha cercato anche di discolparsi del vile gesto denunciando ignoti per aver stampato i volantini che ritraevano momenti di clandestina intimità. Alla fine il pubblico ministero, esiti investigativi alla mano, condotti attraverso l’uso di strumenti altamente tecnologici, ha concluso che è stata tutta una macchinazione dell’uomo dal cuore spezzato.

I due amanti, di un comune della provincia di Bergamo, non sono proprio giovanissimi: lui, un 65enne, imprenditore edile caduto in disgrazia, 49 anni lei. La donna ha mentito per mesi a suo marito dicendo di aver trovato un lavoro. Al mattino si preparava, usciva di casa e raggiungeva l’amante, che pare l’aiutasse anche economicamente. 

Ma a gennaio ha deciso di chiudere il rapporto. Dopo numerosi tentativi di far cambiare idea alla donna, lui ha perso il controllo e ha cominciato a tormentarla. Lei non ha più sopportato la situazione, denunciandolo. Il pm ha affidato ad un esperto informatico l’installazione di un software di controllo sul cellulare della signora in modo da intercettare chiamate, sms e conoscere in ogni momento la sua posizione GPS al fine di tutelarla. Ciò che ne è uscito è stato amore, disperazione, molestie. La prassi dello stalking. A seguito di perquisizione nell’abitazione del 69enne, sono stati rinvenuti gli stessi volantini diretti al marito tradito. Lui si è giustificato con la denuncia contro ignoti presentata. Ma per il pm il quadro indiziario indica altro, cioè che l’uomo è uno stalker. Il giudice dopo aver ascoltato l’imprenditore, che ha ammesso la fine del rapporto, negando però di essere ossessionato dalla donna, ha imposto la misura cautelare di allontanamento.

La necessità di avere prove concrete spesso allunga i tempi necessari per arrestare situazioni di stalking. Il protrarsi del periodo di molestie potrebbe rivelarsi molto pericoloso. Per questo è necessario dotarsi privatamente, prima ancora che attraverso le forze dell’ordine, di strumenti atti al controllo e alla sorveglianza per la propria difesa personale e la tutela delle persone che ci circondano. Endoacustica Europe è l’azienda leader nel settore della sicurezza e della sorveglianza. La vasta gamma di prodotti offerti dall’azienda contribuisce ogni giorno ad ottenere prove schiaccianti per difendersi da stalking e molestie.

Tredicenne pestata fuori dalla scuola per aver rubato il fidanzato ad una coetanea

luglio 9, 2013 Bullismo Nessun Commento

C’è chi sostiene che gli adolescenti vadano lasciati in totale libertà di pensiero e di azione, altri esaltano serrati controlli. Come spesso avviene la verità sembra risiedere nel mezzo. Se è vero che la creazione di una propria identità richieda autonomia, è vero anche che “qualche dritta” non faccia male.

Negli ultimi anni, buona parte delle relazioni tra ragazzini passa attraverso internet e social network, per questo è necessario tenere sotto controllo l’uso che questi fanno del pc. Sarebbe ottimale monitorare i comportamenti dei propri figli “a distanza” e cioè conoscere ciò che loro fanno e con chi interagiscono senza che gli stessi ne siano a conoscenza, lasciandoli così liberi di esprimersi, ma lontani dai pericoli. Strumenti molto utilizzati sono i key logger e i key hunter, piccolissimi dispositivi di casa Endoacustica, che permettono di conoscere ogni particolare digitato sulla tastiera del computer.

Con l’utilizzo di questo tipo di strumenti, molti “incidenti” sarebbero stati evitati. E’ di poche settimane fa la notizia di una ragazzina picchiata violentemente fuori dalla scuola per aver “rubato il fidanzato” ad una coetanea. L’episodio si è verificato nei pressi di una scuola media del Pisano e non era del tutto inaspettato dalla vittima. Mesi e mesi di minacce e vessazioni tramite Facebook hanno condotto al pestaggio dell’adolescente.

Prima dell’aggressione tre ragazzine, due tredicenni e una quindicenne, hanno strappato di mano il telefono cellulare alla vittima con il quale hanno inviato un sms a sua madre per dirle di non andarla a prendere. Poi, la tredicenne è stata trascinata in un parcheggio vicino, scaraventata a terra e presa a calci e pugni. A salvarla, il padre di un altro alunno intervenuto per mettere fine al pestaggio. La ragazzina è finita al pronto soccorso e i genitori hanno sporto denuncia: «In ospedale – ha raccontato la mamma – mi hanno perfino detto di non farlo per non rischiare ulteriori ritorsioni contro di lei, ma ora voglio giustizia. Anche dalla scuola».
Probabilmente agire preventivamente è la migliore forma di giustizia che si può attendere.

Ragazzi della “Roma bene” resi schiavi da una banda di bulli

aprile 26, 2013 Bullismo Nessun Commento

Numerosi genitori hanno da tempo adottato sistemi di controllo per il cellulare dei propri figli. Software invisibili che permettono il controllo a 360° di ciò che accade nella vita degli adolescenti dentro e fuori casa. Attraverso questi strumenti infatti è possibile ascoltare le chiamate, leggere sms in entrata e uscita, sapere in diretta cosa accade attorno al telefono e anche controllare la sua posizione.

Mezzi di certo discutibili, ma che in molti casi hanno salvato la vita di adolescenti in difficoltà. Purtroppo gli episodi di bullismo sono davvero frequenti e si realizzano in varie fasi, quindi intervenire in tempo è possibile, solo se sono si è a conoscenza di ciò che accade.

Una notizia di pochi giorni fa ha come protagonisti degli insospettabili. Rampolli della “Roma bene” resi schiavi da una banda di bulli che da anni terrorizzavano i coetanei costringendoli a rubare nelle proprie case. Pena: pestaggi ripresi con i telefonini. Continue minacce e vessazioni, costringevano i ragazzi a fornire somme di denaro comprese tra 100 e 300 euro, assieme a smartphone, oggetti in oro, scarpe, giubbotti, e qualsiasi altro indumento griffato o di valore, a volte sottratto anche dalla cassaforte di famiglia. Inoltre gli “schiavi” erano tenuti ad eseguire i loro ordini come accompagnarli dove e quando volevano, offrire loro da bere o da mangiare. Violenze fisiche e psicologiche, minacce, ingiurie erano le conseguenze se non avessero obbedito.

Ci sono voluti anni e tanto coraggio per denunciare ai carabinieri, i quali hanno fermato una banda di bulli, tra cui un maggiorenne italiano e cinque minorenni figli di stranieri. I danni morali e psicologici di certo non potranno essere facilmente ripagati.   Sono episodi come questi che spingono attenti genitori ad adottare sistemi di controllo per salvaguardare la vita dei propri figli.

Gli strumenti per capire se il partner ti tradisce

L’amore e la tecnologia, a volte, vanno davvero di pari passo, soprattutto quando sono le donne a sfruttare i mezzi informatici. Secondo uno studio della East Carolina University a Greenville, Carolina del Nord, le signore, attraverso pc e cellulari, vivono le loro relazioni, tanto che arrivano a spiare il partner ed anche a lasciarlo con una semplice mail.

C’è da dire che la tecnologia è entrata appieno nelle nostre giornate e quindi non dovremmo più stupirci davanti a questi dati. La cosa che tocca non è l’uso del mezzo, ma la difficoltà di guardarsi realmente negli occhi. Secondo l’indagine, il 34% delle donne intervistate ha dichiarato di aver interrotto via e-mail la relazione con il compagno più di una volta, contro il 14% degli uomini. Inoltre il 3% dei maschietti ha ammesso di aver nascosto una microcamera nella stanza dell’amante e il 5% di utilizzare regolarmente inseguitori cellulari per monitorarne gli spostamenti.  In generale, le donne sono più inclini a questo tipo di controllo, che manifesta una gelosia un po’ ansiosa,soprattutto quando ha il timore di venire tradita o allontanata; mentre gli uomini sono più morbosi e spioni.

Ormai per scoprire se il partner ti tradisce non c’è bisogno di andare da un investigatore privato, basta utilizzare dei validi strumenti. Ovunque lasciamo traccia del nostro passaggio, dal prelievo, alla strisciata della carta di credito, alla tessera del supermercato, ma la sicurezza di un eventuale tradimento, la si può avere solo adottando strumenti di controllo per pc e smartphone. A chi non è mai capitato di aver spiato il telefono o il computer del partner? Ciò che cambia oggi sono i mezzi con la quale questa “sbirciatina” viene messa in atto.

Ovviamente in cima alla classifica c’è il cellulare con l’annesso software spia che permette di ascoltare le chiamate, leggere sms in entrata e uscita, ascoltare cosa accade attorno al telefono e anche controllare la sua posizione;  al secondo posto (nei messaggi privati) c’è il pc, Facebook e infine le email, monitorabili attraverso strumenti di controllo per computer.

Insomma non è inusuale trasformarsi in veri e propri James Bond con rischi e percoli annessi. Un’avventura se vogliamo che può portare alla luce tradimenti mai confessati o rinsaldare la relazione di coppia.

Scoperti i maltrattamenti della baby sitter

Poche settimane fa, una signora è arrivata in azienda molto allarmata. Ha un bimbo di 2 anni che, per motivi di lavoro, lasciava per circa sei ore al giorno nelle mani di una baby sitter. La scelta della ragazza a cui affidare il proprio bambino era stata ardua e meticolosa. Insieme a suo marito avevano valutato curriculum su curriculum e avevano incontrato personalmente le candidate. La ragazza scelta oltre ad avere un ricco bagaglio di esperienza, risultò essere spigliata e solare, dunque fu la prescelta.

Nel momento in cui la signora si è rivolta da noi, la baby sitter lavorava già da quattro mesi nella famiglia: accudiva il bambino, gli dava da mangiare, lo portava a passeggio. La mamma raccontò che solitamente, al suo ritorno, il piccolo era triste, stanco e piagnucolante. Inoltre riportò che un giorno rientrando a casa, aveva notato strani segni sul viso del bambino, dei graffi. La giovane aveva giustificato l’accaduto con una caduta accidentale del piccolo. Episodio che tutto sommato può capitare ad un bambino, il quale però aveva strani atteggiamenti morbosi nei confronti dei genitori e di astio verso la baby sitter.

La signora ne aveva discusso con suo marito e insieme aveva preso coscienza che qualcosa non andava. Il team Endoacustica, una volta ascoltata la sua storia, le ha consigliato l’installazione di DVR All in One, un micro registratore audio e video, nel passeggino del bambino in modo da poter monitorare cosa accadeva in loro assenza. Le immagini registrate hanno turbato molto i genitori. La ragazza era tutt’altro che amorevole con il bambino, lo lasciava piangere per ore, mentre lei guardava la TV e, nel momento in cui il piccolo si rifiutava di mangiare, usava le maniere forti. I genitori hanno prontamente portato il materiale raccolto dai carabinieri sporgendo denuncia. Le prove sono state fondamentali per testimoniare il loro racconto. Ora è in corso il procedimento penale. La mamma ha preso un periodo di ferie per stare con suo figlio; difficilmente lascerà ancora il bimbo nella mani di baby sitter, seppur referenziate, in maniera incontrollata.

“Bang with friends”, l’app per far sesso con gli amici di Facebook

Bang with friends” è il nome della nuova app di Facebook che non desta dubbi già dal titolo, decisamente esplicito. Fare sesso con gli amici del social network lo scopo dell’applicazione sviluppata da tre sconosciuti al fine di “aiutare utenti anonimi ad acquisire nuovi amici per la notte”. Accedendo all’app vengono visualizzati gli amici di sesso opposto, infatti al momento prevedrebbe solamente accoppiamenti etero, solo per errore potrebbe visualizzare utenti che non hanno specificato il proprio genere. Una volta effettuato l’accesso è possibile inviare un chiaro messaggio alla persona che vi interessa. Il prescelto riceverà una notifica e potrà scegliere se rispondere o meno alla proposta. L’applicazione, pur promettendo totale anonimato a chi la utilizza, non convince gli amanti della privacy. Alcune notifiche, come quella dell’iscrizione alla pagina, rischiano di apparire pubblicamente. A differenza di altri servizi del genere “Bang With Friends” crea dei collegamenti solamente fra utenti che abbiamo fra i nostri amici su Facebook che non solo utilizzano il servizio, ma anche si mostrano disponibili ad un eventuale incontro al buio.

Circa 20mila sono stati gli iscritti nell’arco di una sola settimana nonostante le numerose critiche. Si accusa l’app di amplificare le potenzialità di un rapporto virtuale ai danni di una comunicazione face to face. Gli sviluppatori si difendono rendendo pubblico il loro intento di rivolgersi principalmente agli studenti del college che utilizzano i social per entrare in contatto con nuovi amici e far nascere nuove relazioni. Vogliono inoltre abbattere i tabù e i moralismi che ruotano attorno all’ambito sessuale. I creatori sostengono come l’applicazione – che mostra una donna parzialmente nuda sdraiata su un letto nell’immagine sulla home page – non sia pensata soltanto per gli uomini. A proposito della versione solo per eterosessuali spiegano che non è una presa di posizione contro la comunità LGBT, ma si tratta solamente di una versione provvisoria, ancora da migliorare che prevedrebbe anche limitazioni per minori e parenti.

Non c’è tregua nella giungla di internet con i social network che strizzano l’occhio alle relazioni clandestine e sono sempre più orientati a nascondere fatti e misfatti. Sembrerebbe impossibile “controllare” ciò che figli e partner combinano online. Per questo molti utenti, sia uomini che donne, utilizzano sistemi di monitoraggio pc a distanza che permettono di evitare spiacevoli sorprese ed umiliazioni pubbliche, o per meglio dire, social!

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