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Gli italiani tradiscono con gli ex

Sapere se il partner ci tradisce è alla base delle incertezze nel 90% dei rapporti. Telefonate di nascosto, freddezza nella relazione, atteggiamenti sfuggenti, mettono in allarme e destano sospetti circa la fedeltà del proprio partner.  La sete di sapere se il partner ci tradisce trova risposte positive in numerosi casi nei quai vengono impiegati software spia e piccolissimi video registratori installati di nascosto in auto, uffici ed abitazioni privati. Ma non è tutto. Da una ricerca degli ultimi giorni emerge che sei italiani su dieci tradiscono con l’ex. La voglia di revival piccanti pare essere una tentazione a cui cede il 66% dei traditori italiani. Come mezzo privilegiato per riaccendere la passione, si piazza alla prima posizione Facebook che, per il 39% si è rivelato lo strumento più efficace.

La ricerca condotta da un sito di incontri extraconiugali evidenza un costante aumento del numero di persone attratte dall’idea di tornare sui propri passi invece che di impelagarsi in nuove conquiste. E non si tratterebbe di “ex qualunque”. A far battere nuovamente il cuore è sempre più spesso il ragazzo o la ragazza dei tempi dell’università (45%), ma anche il primo amore del liceo nel 31% dei casi.

Riaccendere una vecchia passione è facile, soprattutto quando si conservano di un ex ricordi intensi e spensierati. Di colpo si riscopre la familiarità di quegli attimi che non hanno a che fare con figli, mutui, lavoro e responsabilità. Ma da questi  tradimento occasionali si rischia di non uscirne più. Inevitabilmente, insieme ai ricordi tornano a galla sentimenti, questioni irrisolte e dubbi spesso frutto di una semplice illusione.

Qui entra in gioco l’astuzia del partner che non deve farsi sopraffare dalla routine ma deve affrontare con coraggio la faccenda. Certo, è sempre meglio parlare, prove alla mano. E raccogliere conversazioni Facebook o flirt telefonici non è poi così difficile con i nuovi dispositivi tecnologici Endoacustica Europe facilmente acquistabili online e pronti a casa in poche ore.

Alto rischio di tradimento sotto l’ombrellone

Estate, sole, vacanze, mare, uomini e donne in bella mostra, voglia di trasgredire dalla solita routine e sale anche la voglia di tradire il/la proprio/a compagno/a.

Dati statistici alla mano provano che ciò che spinge al tradimento in vacanza è la voglia di trasgressione. A quanto pare, è proprio da sotto l’ombrellone che vengono lanciati gli sguardi proibiti ai vicini, tanto meglio se anche loro fidanzati o ammogliati. Sembra infatti che uno dei principali divertimenti dei vacanzieri sia quello di mettere alla prova la fedeltà delle altre persone sulla spiaggia.
A istigare i tradimenti sarebbe, per il 33% degli uomini, la visione irresistibile di corpi svestiti, in spiaggia come in città, mentre il 40% delle donne cede se si sente desiderata, protagonista di un incontro “magico”. E forse questo alleggerisce le colpe dei colpevoli.

Non si tratta di vera e propria voglia di tradire ma di un modo per sentirsi ancora desiderati, attraenti ed anche per prendersi un pò gioco dell’altro sesso o riaccendere la gelosia nel partner, la passione e il desiderio nella vita di coppia.

A parte chi passa intenzionalmente le ferie da solo, con reali intenzioni di tradire il partner. Chi tradisce veramente cerca di dare la colpa al clima spensierato e vacanziero, ma molto probabilmente chi tradisce al mare, lo può fare anche in casa, in ufficio, nella stanza di un hotel. E spesso la relazione cominciata in vacanza continua per diversi mesi attraverso pc e cellulari. Al sospetto di un tradimento, diverse persone hanno fatto ricorso a software spia che consentono di conoscere in tempo reale il traffico sul telefonino controllato, in modo da troncare la relazione sul nascere e non logorarsi durante le meritate vacanze.

Questa idea è ancora più valida dal momento che meno del 10% degli uomini confesserebbe il misfatto, negando fino all’inverosimile. La carne è debole, soprattutto se abbronzata e scoperta e le trasgressioni attirano tutti.

La nuova frontiera del tradimento: il chexting

novembre 20, 2012 Tradimenti Coniugali 1 Commento

Se mettiamo insieme la parola cheat, tradire e texting, messaggiare, ecco a voi il nuovo neologismo che vuol dire flirtare o addirittura tradire via cellulare. Attività talmente diffusa che ha richiesto un nome per essere definita in maniera esatta,chexting.

I casi di celebrità come Sandra Bullock con il marito Jesse James o il campione di golf Tiger Woods hanno fatto scuola: il tradimento via sms può portare al divorzio.
Il bello del chexting, che ci sia o meno l’effettivo tradimento carnale, è che la gratificazione non termina quando le due parti interrompono la comunicazione, infatti la persona può ri-leggere i messaggi ogni volta che lo desidera, ritrovando così l’eccitazione del momento.

Secondo gli esperti, i casi di divorzio dovuti ai tradimenti tecnologici, via chat, e-mail o cellulare, sono in crescita. Gli sms sono gli strumenti che senza dubbio hanno maggiore diffusione data la loro costante presenza nella vita di tutti; il nostro fidato cellulare amico può divenire anche complice.

E se fosse proprio lui a tradirci? Numerosi sono i partner di presunti traditori che ricorrono a strumenti tecnologici per scovare la base dell’infedeltà non importa se si tratta di flirt innocenti o di storie consolidate. I mezzi più diffusi sono le microspie ambientali e i software spia. Le microspie sono utilizzate per la maggiore, quando si ha un dubbio su un preciso luogo in cui possono consumarsi strane situazioni, sia questo il luogo di lavoro, l’auto o la propria casa. Nascondendo una cimice in questi luoghi è facile capire cosa avviene e soprattutto chi sono i protagonisti della vicenda.
I software spia, invece, sono utilizzati per un controllo a 360°. Infatti permettono non solo di controllare le attività primarie del telefono, e quindi chiamate e sms, ma anche di sapere esattamente la posizione dell’apparecchio ed ascoltare cosa avviene intorno. Il tutto ovviamente senza destare il benché minimo sospetto.

Utili accorgimenti per una vita sentimentale “più serena”, se pensiamo che circa la metà delle storie di infedeltà si svolgono in luoghi usuali e hanno a che fare con tradimenti avvenuti tramite strumenti tecnologici. Insomma, mai abbassare la guardia.

“Mi lasci? Ti restituisco tutto, anche gli SMS!”. Denunciato per stalking.

luglio 23, 2012 Stalking Nessun Commento
cellulare che invia sms

Quando si parla di stalking, ovvero di atti persecutori, ci vengono in mente, soprattutto e purtroppo, ex partner che, non rassegnandosi alla fine di una relazione, perseguitano la persona oggetto del loro desiderio fino farle avvertire uno stato di ansia e paura che pregiudica il vivere quotidiano, la normalità.

Aprendo i giornali arrivano continue notizie di atti violenti compiuti da stalker nei confronti delle proprie vittime: si va da minacce di morte, che, anche se non sfociano poi in azioni violente, causano un certo disagio in chi le subisce, a pedinamenti, appostamenti e aggressioni, come nel caso del 34enne perugino che ha fatto esplodere una bomba carta sotto casa della ex.

Chi si trova ad essere vittima di tali atti, si sente in gabbia, come se non fosse più libero di spostarsi e di avere una vita sociale, temendo continuamente per la propria incolumità. Spesso si ha paura anche di denunciare: si teme di non essere creduti o si temono ritorsioni ben peggiori. Ci sono casi, come quello di una donna americana, in cui, però, le vittime sono riuscite a provare la loro condizione avvalendosi di strumenti come mini videoregistratori, che hanno permesso loro di registrare lo stalker al momento della minaccia.

Individuare il reato, però, non è sempre facile: si è già parlato in questo blog di uomo che, tentando di riconquistare la ex compagna, ha iniziato a mandare centinaia di fiori e di lettere ma, nonostante ciò, è stato condannato per stalking. E proprio in questi giorni arriva dal Trentino un’altra curiosa notizia: lui, un libero professionista di 60 anni, lei una donna più giovane di 20 anni. Hanno una relazione dal 2006 al 2010, poi si lasciano e lei gli dice “Restituiscimi tutto”. Lui la prende alla lettera ed inizia a restituire non solo regali, denaro e oggetti prestati, ma persino SMS inviati, per un totale di 1.800 messaggi e 13.000 euro. La donna allora lo denuncia per stalking, affermando di aver ricevuto minacce, pedinamenti e appostamenti. L’uomo, pur difendendosi dicendo che ogni incontro e che ogni messaggio era esclusivamente per restituire tutto alla ex compagna, come lei stessa gli aveva chiesto di fare, è stato condannato per molestie, con risarcimento alla donna di 280 euro.

Una vicenda curiosa, ma che porta a riflettere sul labile confine che spesso c’è tra un uomo troppo innamorato e non rassegnato alla fine di un rapporto ed uno stalker, pronto a passare da minacce verbali ad aggressioni fisiche.

Endoacustica Europe

Quando gli atti persecutori passano attraverso il cellulare, come difendersi.

luglio 16, 2012 Stalking Nessun Commento
stalking attraverso il telefono

Due anni e quattro mesi, questa la condanna inflitta dai giudici al commesso 35enne di Bergamo che lo scorso anno aveva tempestato la ex 30enne con una media di 36 chiamate e messaggi al giorno, più di 1000 in un mese.

I due si erano lasciati ad aprile e l’uomo, non sopportando e non rassegnandosi al distacco, aveva iniziato a mandare messaggi ingiuriosi e minatori alla donna che, stanca delle continue offese e minacce, ha ben pensato di recarsi dalle forze dell’ordine e denunciare il suo ex per stalking.

L’uomo sarebbe stato riconosciuto colpevole anche per i reati di minacce, violenza privata e violazione di domicilio e assolto, invece, per quelli di sequestro di persona e violenza sessuale.

Nonostante gli avvocati difensori del commesso abbiano dimostrato come l’uomo sia stato in un certo senso “incentivato” ad inviare i messaggi dalla stessa vittima, che in 300 occasioni avrebbe risposto alle presunte molestie telefoniche, i giudici lo hanno giudicato colpevole e condannato.

Non è certo un caso isolato questo, ma spicca per la mole dei messaggi inviati e per il senso di tormento che la vittima avrà provato nel riceverli.

Il telefono cellulare, apparecchio di cui ormai non si può più fare a meno, si trasforma spesso in un mezzo per compiere atti persecutori, dapprima verbali, ma che spesso sfociano in violenze fisiche sulla vittima. Fermare lo stalker o, in qualche modo, farlo desistere, non è sempre facile. Ma la tecnologia permette oggi di sentirsi più al sicuro.

Se foste degli stalker, continuereste a chiamare un numero al quale, invece della la vostra ex, risponde una voce maschile? Qualcuno magari sì, ma è stato dimostrato come i cambiavoce telefonici siano molto efficaci nel prevenire questi atti, facendo credere allo stalker che la vittima abbia cambiato numero o che sia sempre accompagnata. Continuereste a chiamare o ad inviare messaggi intimidatori ad un numero che magari non è più della vostra ex o a una persona che non è mai sola?

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È successo qualche giorno fa a Centocelle, alle porte di Roma. Un tizio insiste pigiando più volte sui tasti del citofono, gridando a squarciagola di volere del denaro. Quando si rende conto che la sua richiesta rimarrà ancora una volta inascoltata, strappa via con forza il citofono dal muro aiutandosi con un taglierino. La proprietaria del condominio preso di mira da mesi dallo stalker lo riconosce immediatamente e lo denuncia …

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