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“Mi lasci? Ti restituisco tutto, anche gli SMS!”. Denunciato per stalking.

luglio 23, 2012 Stalking Nessun Commento
cellulare che invia sms

Quando si parla di stalking, ovvero di atti persecutori, ci vengono in mente, soprattutto e purtroppo, ex partner che, non rassegnandosi alla fine di una relazione, perseguitano la persona oggetto del loro desiderio fino farle avvertire uno stato di ansia e paura che pregiudica il vivere quotidiano, la normalità.

Aprendo i giornali arrivano continue notizie di atti violenti compiuti da stalker nei confronti delle proprie vittime: si va da minacce di morte, che, anche se non sfociano poi in azioni violente, causano un certo disagio in chi le subisce, a pedinamenti, appostamenti e aggressioni, come nel caso del 34enne perugino che ha fatto esplodere una bomba carta sotto casa della ex.

Chi si trova ad essere vittima di tali atti, si sente in gabbia, come se non fosse più libero di spostarsi e di avere una vita sociale, temendo continuamente per la propria incolumità. Spesso si ha paura anche di denunciare: si teme di non essere creduti o si temono ritorsioni ben peggiori. Ci sono casi, come quello di una donna americana, in cui, però, le vittime sono riuscite a provare la loro condizione avvalendosi di strumenti come mini videoregistratori, che hanno permesso loro di registrare lo stalker al momento della minaccia.

Individuare il reato, però, non è sempre facile: si è già parlato in questo blog di uomo che, tentando di riconquistare la ex compagna, ha iniziato a mandare centinaia di fiori e di lettere ma, nonostante ciò, è stato condannato per stalking. E proprio in questi giorni arriva dal Trentino un’altra curiosa notizia: lui, un libero professionista di 60 anni, lei una donna più giovane di 20 anni. Hanno una relazione dal 2006 al 2010, poi si lasciano e lei gli dice “Restituiscimi tutto”. Lui la prende alla lettera ed inizia a restituire non solo regali, denaro e oggetti prestati, ma persino SMS inviati, per un totale di 1.800 messaggi e 13.000 euro. La donna allora lo denuncia per stalking, affermando di aver ricevuto minacce, pedinamenti e appostamenti. L’uomo, pur difendendosi dicendo che ogni incontro e che ogni messaggio era esclusivamente per restituire tutto alla ex compagna, come lei stessa gli aveva chiesto di fare, è stato condannato per molestie, con risarcimento alla donna di 280 euro.

Una vicenda curiosa, ma che porta a riflettere sul labile confine che spesso c’è tra un uomo troppo innamorato e non rassegnato alla fine di un rapporto ed uno stalker, pronto a passare da minacce verbali ad aggressioni fisiche.

Endoacustica Europe

Bullismo contro disabile a scuola. “Nostra figlia seviziata”.

luglio 17, 2012 Bullismo Nessun Commento
segnale carrozzina

Aleggia già l’ombra del mobbing presso l’Istituto Alberti di Savona: alcuni insegnanti, infatti, tra cui Adriana Caviglia, avrebbero pronta una denuncia, a tal proposito, contro il dirigente della scuola.

In questi giorni, invece, la scuola sarebbe al centro di un altro dibattito: si parla di bullismo tra ragazzi che, secondo l’avvocato difensore della vittima, Cristiano Angelini, e secondo la famiglia della stessa, sarebbe sfociato in qualcosa di più grave, che va dagli insulti per la malattia a toccamenti, a furti di materiale scolastico e merende, a ferimenti con oggetti acuminati.

Una posizione difficile quella degli studenti accusati e soprattutto della scuola, dagli insegnanti al dirigente stesso, che avrebbero dovuto vigilare ma che, secondo quanto riportato dalla vittima, sarebbero stati abbastanza superficiali nell’etichettare gli avvenimenti come semplici bravate di ragazzi un po’ vivaci.

“L’istituto ha fatto quello che poteva. Abbiamo discusso il caso in consiglio di classe e adottato provvedimenti disciplinari nei confronti dei ragazzi che si sono resi colpevoli della non integrazione del diverso e anche la famiglia si era dichiarata soddisfatta di quanto fatto dalla scuola”, afferma la vice preside Tiziana Saino.

Tuttavia, i genitori della ragazza parlano di atti persecutori e hanno chiesto l’intervento della magistratura, affinché siano accertate tutte le responsabilità per i reati previsti, che l’avvocato Angelini configura in lesioni, minacce, abbandono di persone minori o incapaci e danneggiamento.

Una vicenda, insomma, ancora poco chiara e che richiede maggiori indagini. Una vicenda come tante altre, in cui molto spesso è difficile distinguere tra “bravata leggera” e vero e proprio bullismo, un comportamento persecutorio e continuativo nei confronti della vittima, di cui arriva a segnare profondamente la psiche, soprattutto se si tratta di una persona che ha già problemi di un certo tipo, come in questo caso.

I pareri e le versioni discordanti degli insegnanti, poi, rendono più difficile l’individuazione delle responsabilità. Più facile sarebbe stato se, ai primi segnali di tali atti, fossero state installate delle telecamere nascoste, che avrebbero fornito prove inconfutabili di certi avvenimenti. Gli insegnanti avrebbero ancora negato l’evidenza?

Endoacustica Europe

Quando gli atti persecutori passano attraverso il cellulare, come difendersi.

luglio 16, 2012 Stalking Nessun Commento
stalking attraverso il telefono

Due anni e quattro mesi, questa la condanna inflitta dai giudici al commesso 35enne di Bergamo che lo scorso anno aveva tempestato la ex 30enne con una media di 36 chiamate e messaggi al giorno, più di 1000 in un mese.

I due si erano lasciati ad aprile e l’uomo, non sopportando e non rassegnandosi al distacco, aveva iniziato a mandare messaggi ingiuriosi e minatori alla donna che, stanca delle continue offese e minacce, ha ben pensato di recarsi dalle forze dell’ordine e denunciare il suo ex per stalking.

L’uomo sarebbe stato riconosciuto colpevole anche per i reati di minacce, violenza privata e violazione di domicilio e assolto, invece, per quelli di sequestro di persona e violenza sessuale.

Nonostante gli avvocati difensori del commesso abbiano dimostrato come l’uomo sia stato in un certo senso “incentivato” ad inviare i messaggi dalla stessa vittima, che in 300 occasioni avrebbe risposto alle presunte molestie telefoniche, i giudici lo hanno giudicato colpevole e condannato.

Non è certo un caso isolato questo, ma spicca per la mole dei messaggi inviati e per il senso di tormento che la vittima avrà provato nel riceverli.

Il telefono cellulare, apparecchio di cui ormai non si può più fare a meno, si trasforma spesso in un mezzo per compiere atti persecutori, dapprima verbali, ma che spesso sfociano in violenze fisiche sulla vittima. Fermare lo stalker o, in qualche modo, farlo desistere, non è sempre facile. Ma la tecnologia permette oggi di sentirsi più al sicuro.

Se foste degli stalker, continuereste a chiamare un numero al quale, invece della la vostra ex, risponde una voce maschile? Qualcuno magari sì, ma è stato dimostrato come i cambiavoce telefonici siano molto efficaci nel prevenire questi atti, facendo credere allo stalker che la vittima abbia cambiato numero o che sia sempre accompagnata. Continuereste a chiamare o ad inviare messaggi intimidatori ad un numero che magari non è più della vostra ex o a una persona che non è mai sola?

Endoacustica Europe

Lei lo lascia e lui la riempie di poesie e lettere. Accusato di stalking.

luglio 11, 2012 Stalking Nessun Commento
lettera d'amore

Si è abituati a sentire, quando si tratta di stalking, di uomini e donne violenti che, non accettando il rifiuto da parte di quello che vedono come l’oggetto del proprio desiderio, riversano la propria rabbia proprio su quella persona che dicono di amare fortemente. Un “fortemente” che rasenta il limite della follia e che sfocia in un amore malato, possessivo e ossessivo, che fa della persona “amata” la vittima di atti persecutori.

In questi ultimi giorni, però, è apparsa sul Corriere una notizia a dir poco bizzarra: un uomo di 67 anni, un certo Giovanni Castellaneta, di Roma, non accettando di essere stato lasciato dalla sua compagna di dieci anni più giovane, dopo un amore intenso durato quattro anni, decide non far passare un giorno senza scrivere una lettera piena di sentimento e passione alla sua bella. E di notte, nonostante i continui rifiuti di lei, scavalca il muretto del suo giardino e infila la lettera nella cassetta della posta.

Non solo lettere, ben 140, ma anche poesie romantiche, cartoline (67) e mazzi di rose inviati al domicilio della donna che, dopo due anni di continue e dolci attenzioni, non ce la fa più e si presenta con tutto il malloppo di missive alla Polizia e denuncia l’uomo per atti persecutori.

Il pm, Antonio Calarescu, cerca di convincere Giovanni che è andato ben oltre un semplice ed innocente corteggiamento, ma l’uomo non si rassegna, non può stare senza esternare il suo amore, e continua a scrivere per la donna che ama. Le ultime lettere, però, gli vengono sequestrate, e lui viene mandato a processo per stalking. L’avvocato difensore, Ilaria Margherita Losi, cerca di convincere la vittima: “Lei potrebbe perdonarlo. Le sue sono soltanto bellissime lettere d’amore”.

Un caso decisamente insolito, lontano dalla violenza a cui si è abituati leggendo le notizie. Nessun pedinamento, nessun bisogno compulsivo di spiare la propria ex, solo dolcezza e sentimento scritti nero su bianco che portano inevitabilmente a chiedersi: può il troppo amore, anche se non sfocia in atti violenti, essere considerato stalking?

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