La gelosia, inizio o fine di un rapporto?

La gelosia è un sentimento presente nell’uomo così come nella donna, la differenza risiede nell’approccio. Le donne si sentono tradite dal punto di vista emotivo per una questione di fiducia, mentre l’uomo non sopporta di avere un rivale dal punto di vista fisico. Sono numerosissime le persone che ogni giorno acquistano dei cellulari spia con cui poter controllare le chiamate, gli sms inviati e ricevuti dal partner, ma anche sapere in ogni momento dove si trova e con chi si sta relazionando. Bisogna anche dire che molte volte i gelosi hanno un sesto senso più spiccato. Infatti questi dispositivi vengono acquistati perlopiù da persone che hanno già dei sospetti riguardanti il comportamento del proprio compagno e non è raro che questi si rivelino fondati.

C’è chi dice che è solo una forma di egoismo e di possessività, altri dichiarano che senza di essa non si può parlare di vero amore. Da sempre la gelosia ha creato opinioni discordanti e da queste ne derivano destini opposti: uno è il rafforzamento dell’intesa, l’altro è il suo sgretolamento progressivo.

Il termine “gelosia” deriva dal greco e significa ardore e rivalità, in esso sembrano convogliare una passionalità aggressiva e una serie di comportamenti tesi a salvaguardare la coppia. Il geloso ha infatti uno spiccato istinto di protezione per la coppia stessa. Di fronte ad atteggiamenti particolari da parte di “esterni” nei confronti del partner, infastidito, agisce subito a favore dell’unione. A volte con ironia, a volte in maniera più aggressiva, fa notare la sua gelosia difendendo dal nemico. Di contro il partner può reagire sentendo la passione e rimanendo affascinato, oppure esserne infastidito.

A destare fastidio sono soprattutto i comportamenti eccessivi. Si tratta dei gelosi che non riescono a ragionare dinanzi a semplici sospetti. Si chiudono al dialogo, alzano la voce, minacciano di porre fine alla storia e a volte reagiscono con atti di violenza verbale, ma anche fisica. Episodi che segnano la coppia in maniera indissolubile. In questo caso, il problema risiede nella scarsa fiducia e nel timore dell’abbandono. Potrebbe trattarsi di un disturbo affettivo dell’infanzia.

Ma alla fine la gelosia è un sentimento molto comune, si sa “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”. E’ opportuno quindi correre ai ripari e togliersi qualche dubbio senza dover rovinarsi l’esistenza. La risposta potrebbe sicuramente essere un cellulare spia Endoacustica con il quale non farsi fregare proprio dalle persone più vicine.

Bocciata proposta anti porno dell’Unione Europea

marzo 25, 2013 Bullismo Nessun Commento

Un’ondata di proteste si è innalzata a causa della proposta, vagliata dal Parlamento UE, di eliminazione di ogni forma di pornografia dai media.

La “mozione per eliminare gli stereotipi di genere in Ue” ha innescato il timore che si possa arrivare un giorno a vietare il porno; i cittadini si sono rivoltati contro Bruxelles, costringendo gli eurodeputati a mettere dei filtri alle proprie caselle di posta  elettronica intasate da centinaia di migliaia di messaggi a difesa della libertà della rete.

La proposta chiedeva in breve agli Stati membri dell’UE di fare ogni sforzo possibile per eliminare la discriminazione delle donne dalla pubblicità e esigeva inoltre il bando di ogni forma di pornografia dai media. E’ stata questa ultima parte a destare polemiche circa la libertà di diffondere liberamente contenuti in rete.

Il Parlamento, dopo aver ammesso di aver scelto parole poco adatte e troppo generiche per la sua proposta, ha cancellato dal testo la frase che evocava il “divieto di tutte le forme di pornografia nei mezzi di informazione e della pubblicità di turismo sessuale”. Ha riscontrato inoltre che gran parte delle proteste erano state inoltrare da un numero “molto limitato” di indirizzi IP e che quindi poteva rappresentare una strumentalizzazione del caso.

Quello che l’Unione Europea voleva effettivamente proporre era il divieto della  pornografia, ma solo nelle pubblicità. Il problema sembra sia stato quindi di comunicazione. Bisogna però riconoscere che attraverso il web circolano immagini e contenuti pornografici di ogni genere e spesso ad averne accesso non sono solo gli adulti, ma anche bambini e adolescenti. Al momento l’unica possibilità di controllo resta l’auto difesa. Molti genitori utilizzano delle chiavette anti porno, una normale chiavetta usb che pulisce accuratamente il pc da immagini pornografiche grazie a complessi algoritmi che passano al setaccio l’hard disk. La libertà della rete è importante, ma la protezione dei più piccoli lo è allo stesso modo, basta saper conciliare le due cose.

Scoperti i maltrattamenti della baby sitter

Poche settimane fa, una signora è arrivata in azienda molto allarmata. Ha un bimbo di 2 anni che, per motivi di lavoro, lasciava per circa sei ore al giorno nelle mani di una baby sitter. La scelta della ragazza a cui affidare il proprio bambino era stata ardua e meticolosa. Insieme a suo marito avevano valutato curriculum su curriculum e avevano incontrato personalmente le candidate. La ragazza scelta oltre ad avere un ricco bagaglio di esperienza, risultò essere spigliata e solare, dunque fu la prescelta.

Nel momento in cui la signora si è rivolta da noi, la baby sitter lavorava già da quattro mesi nella famiglia: accudiva il bambino, gli dava da mangiare, lo portava a passeggio. La mamma raccontò che solitamente, al suo ritorno, il piccolo era triste, stanco e piagnucolante. Inoltre riportò che un giorno rientrando a casa, aveva notato strani segni sul viso del bambino, dei graffi. La giovane aveva giustificato l’accaduto con una caduta accidentale del piccolo. Episodio che tutto sommato può capitare ad un bambino, il quale però aveva strani atteggiamenti morbosi nei confronti dei genitori e di astio verso la baby sitter.

La signora ne aveva discusso con suo marito e insieme aveva preso coscienza che qualcosa non andava. Il team Endoacustica, una volta ascoltata la sua storia, le ha consigliato l’installazione di DVR All in One, un micro registratore audio e video, nel passeggino del bambino in modo da poter monitorare cosa accadeva in loro assenza. Le immagini registrate hanno turbato molto i genitori. La ragazza era tutt’altro che amorevole con il bambino, lo lasciava piangere per ore, mentre lei guardava la TV e, nel momento in cui il piccolo si rifiutava di mangiare, usava le maniere forti. I genitori hanno prontamente portato il materiale raccolto dai carabinieri sporgendo denuncia. Le prove sono state fondamentali per testimoniare il loro racconto. Ora è in corso il procedimento penale. La mamma ha preso un periodo di ferie per stare con suo figlio; difficilmente lascerà ancora il bimbo nella mani di baby sitter, seppur referenziate, in maniera incontrollata.

Denunciato per aver tagliato i capelli ad alcune donne nel bus

marzo 15, 2013 Stalking Nessun Commento

La prudenza non è mai abbastanza. Luoghi pubblici, bar, strade sono spesso teatri di scene di aggressione e violenza da parte di perfetti sconosciuti.

A Bologna qualche giorno fa è stato fermato un 40enne barese con l’accusa di aver tagliato i capelli a numerose donne. Come è chiaro capire, l’uomo non è un parrucchiere, anzi per esser più precisi è impiegato nel settore metalmeccanico. E come si spiega allora la vicenda? Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo aveva una vera e propria mania, quella di tagliare i capelli a giovani donne. Un desiderio irrefrenabile che gli ha portato guai con la giustizia.

L’uomo ha insospettito i poliziotti perché è stato visto salire e scendere numerose volte dagli autobus, perquisito, è stato trovato in possesso di tre paia di forbici da parrucchiere e due ciocche di capelli femminili gelosamente custodite nella tasca interna del giubbotto. Portato in Questura, il maniaco ha ammesso di averle tagliate a giovani donne a bordo dei mezzi pubblici. Non è escluso che il feticista, che vive e lavora nel barese, si sia recato fino a Bologna in occasione della fiera della cosmesi e della bellezza, certo di trovare molte “vittime” alle quali tagliare i capelli. Tra le denunce c’è stata infatti una da parte di una visitatrice del Cosmoprof che si è rivolta al posto di polizia della fiera, per denunciare che qualcuno le aveva tagliato una ciocca di capelli. L’uomo è stato denunciato per violenza privata e porto illegale di forbici.

Un episodio quasi ridicolo, che può anche strappare un sorriso. Non si può dire la stessa cosa per le numerose violenze consumate per le strade ad opera di perfetti sconosciuti. Numerosissime donne, ma anche uomini, hanno pensato alla propria sicurezza e portano sempre con sé degli spray anti aggressione. Uno dei più affidabili è X spray, il prodotto anti aggressione di Endoacustica che consente di bloccare momentaneamente la visuale dell’aggressore grazie alla sua consistenza schiumosa di colore blu. Ovviamente Endoacustica ha pensato anche all’eventualità in cui l’aggressore si dia alla fuga. In questo caso, una volta rimossa la schiuma dal viso, il colore blu rimarrà sulla pelle per circa tre giorni e questo faciliterà l’identificazione del soggetto. X spray non è nocivo e costituisce un semplice accorgimento che potrebbe rivelarsi importantissimo.

Mobbing: aggredita cassiera in un supermercato

marzo 12, 2013 Mobbing Nessun Commento

44 anni, peruviana, con due figli di cui uno piccolo, problemi renali e un contratto part-time di 30 ore settimanali per poco più di 1000 euro netti al mese. Questo è il quadro di una cassiera di un supermercato Esselunga di Milano che maltrattata e umiliata, ha resistito anche se malata, alle continue vessazioni. Poi, quando è stata aggredita fisicamente, non ce l’ha fatta più e ha deciso di reagire e denunciando tutto alla polizia.

Le capita di stare male, ma non le è consentito di andare in bagno. Un giorno le è capitato anche di urinarsi addosso perché non le era stata data la possibilità di andare in bagno e nemmeno per potersi cambiare fino alla fine del turno. Finito il lavoro “umiliata e piangente” si è recata in ospedale dove le è stata diagnosticata una cistite emorragica: 15 giorni di malattia la prognosi.

Ma qualche giorno fa un episodio ancora più grave: un’aggressione nello spogliatoio del negozio da parte di una persona non ancora identificata. Dopo le 16.30 la cassiera scende le scale per cambiarsi e uno sconosciuto le copre gli occhi con una banda, le blocca le mani, le infila in bocca un panno e le sbatte la testa contro i muri del bagno. Poi urlandole “piscia” e altre parole ostili preme il tasto dello sciacquone. “Quando mi ha messo la testa nel water”, ha detto la vittima, “ho visto i miei figli che mi salutavano per l’ultima volta e mi sono raccomandata a Dio”.

Lei sviene e il direttore la aiuta, accompagnandola in ospedale. La lavoratrice ha sporto denuncia alla polizia: “Voglio sapere chi è stato a picchiarmi e perché”. E soprattutto riferendosi alla sua denuncia di mobbing dice “di voler lottare ora perché nessuno sia sottoposto alle stesse umiliazioni che ho subito io”. 

Purtroppo invece umiliazioni e vessazioni sono all’ordine del giorno. Difficile è sempre raccogliere prove che attestino questi episodi. In molti casi i dipendenti si sono rivelati astuti filmando con microcamere gli episodi di mobbing a loro carico. Queste immagini si sono spesso rivelate la chiave di volta per risolvere la loro malaugurata situazione. Infatti, in altri casi, in assenza di prove, i tribunali non hanno potuto dare pareri favorevoli alle denunce del caso. Penne, orologi da polso, bottoni, cravatte possono nascondere piccolissime telecamere che consentono di riprendere umiliazioni e minacce e di risolvere casi che possono, a lungo andare, provocare stress, insonnia e disturbi psichici da non sottovalutare.

La voce, spia del tradimento

L’infedeltà è molto diffusa ed in crescente aumento. Quasi un italiano su due ha confessato di avere un amante. Poco credibili sono quelle persone che sostengono di non aver notato nulla: qualcosa nella coppia di solito non va, a prescindere dal tradimento vero e proprio. Ci sono sempre degli indizi, degli atteggiamenti inusuali, delle prove. Ad esempio, gli uomini credono che le donne con la voce troppo squillante siano meno affidabili, mentre le donne sono convinte che gli uomini con un tono di voce molto profondo siano meno fedeli.

Sulla tematica della “voce”, intesa come fonte di informazioni paralinguistiche, si è espressa l’università canadese “McMaster”. In particolare, i ricercatori hanno esaminato la relazione tra la tonalità della voce e l’infedeltà percepita. Secondo gli esperti, proprio nella tonalità sono nascosti i meccanismi che portano alla scelta del proprio compagno. Infatti, ogni persona ha dei parametri di riferimento e ovviamente cerca di non impelagarsi in storie poco convincenti già “a primo ascolto”.

Lo studio ha comportato l’ascolto di alcune voci da parte di un gruppo di volontari. Ciò che ne è risultato è che sia gli uomini sia le donne usano la tonalità della voce come un segnale di tradimento futuro. In particolare credono che siano portati a tradire le donne con un tono alto e gli uomini con una tonalità profonda.
Il caso è scientificamente testato: gli uomini con la voce bassa hanno alti livelli di testosterone, mentre le donne con la voce squillante hanno un alto tasso di estrogeni. Come spesso accade dietro un caso sociale risiede una verità scientifica.
La voce è usata spesso per sedurre e per conquistare la propria preda anche telefonicamente. Spesso si usano dei cambia voce sia per nascondere la propria identità all’interlocutore che per rendere perfetta la propria voce al telefono.
Insomma il souve affair passa anche tra le intricate reti telefoniche.

Facebook per le coppie, nasce “Noi”

Dopo esser stato definito sfascia famiglie ed esser stato chiamato in causa in numerose separazioni dei giorni nostri, costringendo i partner più “smart” all’utilizzo di strumenti di controllo per pc, Facebook prova a far pace con le coppie online. Come? Rendendo anche la coppia social con l’applicazione “Us”, ovvero “Noi”, attraverso la quale gli instancabili romantici possono condividere tutto, ma proprio tutto, ciò che avviene all’interno della coppia: foto, pensieri, video e chi più ne ha, più ne posti.

In realtà “Noi” è un’estensione della funzionalità di Facebook già esistente, che consente di visualizzare i dettagli dell’amicizia clikkando sulla rotella in altro a destra del profilo, accedendo alle impostazioni della pagina, e quindi selezionando “vedi dettagli amicizia”. A questo punto viene visualizzata la cronaca delle interazioni tra due persone dal momento in cui hanno stretto l’amicizia social. “Noi” porta, attraverso un link, ad una pagina molto simile a questa, ma in maniera più diretta ed offre anche maggiori spazi personalizzabili. Oltre a tenere un diario con i suoi status e aggiornamenti, l’utente “accoppiato” potrà quindi gestire una puntuale cronaca d’amore, con il livello di privacy configurabile dalle impostazioni principali.

Se l’amore dovesse finire, la pagina Facebook di coppia potrebbe presto trasformarsi in una pagina di sfogo o meglio ancora in una pagina dove denigrare pubblicamente l’ex partner.
Negli USA una donna di 43 anni ha pubblicato sulla pagina “Noi” del suo amante una foto che ritraeva se stessa e l’uomo in atteggiamenti intimi. Ovviamente la sorpresa non è stata gradita dalla controparte, né tantomeno dalla partner ufficiale. In tanti utilizzando invisibili sistemi di controllo per pc che tengono alla larga questo tipo di scoperte, prevenendo il rischio di tradimenti online.

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