Mettere al corrente di un tradimento può essere reato

E se scopro che il partner di una mia amica la tradisce, che faccio? Tutti ci siamo ritrovati in qualche circostanza dinanzi a questa domanda. La paura di scoprire un tradimento ai danni di una persona a noi cara e l’incapacità di reagire. Dirglielo la farebbe soffrire, non dirglielo sarebbe da vigliacchi e comprometterebbe il nostro rapporto qualora scoprisse il misfatto.

E alla fine si sa: “Chi si fa i fatti suoi campa cento anni”. Ma una donna palermitana non ha fatto tesoro di questo proverbio e ha informato la cognata tramite sms, dei tradimenti del marito. Messaggini contornati di offese rivolte alla donna accusata di non essersi accorta delle relazioni extraconiugali del compagno.
E sono state proprio queste espressioni poco felici a far scattare la condanna della Corte di Cassazione dato che la rivelazione dell’infedeltà del partner, unita alle ingiurie, ha costituito il reato di molestia in quanto la signora è andata a disturbare e ad alterare la tranquillità personale della vittima e del suo nucleo familiare, mettendo a repentaglio anche l’ordine pubblico, date le eventuali reazioni, tutt’altro che amichevoli, della parte offesa.

In giudizio l’accusata ha fatto ha cercato di giustificarsi ricorrendo alle “buone intenzioni” con cui ha agito nei confronti della cognata, ma ha dovuto comunque pagare una multa e le spese processuali, per un totale di oltre 2000 euro.

Dunque nel caso di tradimento non avremo più neppure le persone con cui abbiamo rapporti più intimi a darci una mano. Sarà per questo, e per molti altri motivi, che in tanti hanno scelto di installare software spia sul cellulare del partner o hanno impiantanto delle piccolissime microspie nei luoghi più frequentati. In questo caso saranno loro i nostri migliori amici.

Dipendenti e social network

Una volta terminato un colloquio di lavoro è ormai abitudine che sia il titolare che l’intervistato corrano su facebook o altri social network per indagare su attitudini, usi, preferenze dell’interlocutore. “Curiosare” sarebbe il termine più appropriato a definire questa usanza consolidata che mira ad ottenere quante più informazioni possibili sul soggetto da assumere o, dall’altra parte, sulla persona su cui fare colpo.

La legge ha ribadito negli ultimi giorni che nessun datore di lavoro può intimare ad un dipendente, in sede di colloquio di lavoro, di accedere ai suoi profili social, magari con la scusa di valutare attitudini e predisposizioni nella gestione de proprio profilo.Nessuno vieta però di osservare ciò che è pubblico.

In California è entrato in vigore il Social Media Privacy Act, la legge USA più importante riguardante i nuovi scenari digitali, a difesa dei diritti di lavoratori e studenti. Nonostante lo stupore di molti, la legge prevede che il boss possa accedere agli account privati nel caso di sospetta cattiva condotta del dipendente. La Aclu, storica associazione americana per i diritti civili, ha fatto notare che la legge non tutela i giovanissimi, gli studenti, che spesso ricevono numerose richieste di accesso da parte del personale della scuola frequentata. Aperta la questione sulla possibilità del capo di “entrare” negli apparecchi elettronici in dotazione ai dipendenti.

In Italia non esiste una normativa che regoli specificatamente il controllo dei profili social; esiste solamente il divieto di indagini sulle opinioni politiche, religiose, sindacali, o comunque non attinenti al lavoro. Ma questo non crea molto interesse da parte degli amministratori delle aziende.

Secondo un servizio del New York Times, i dipendenti americani possono intravedere nei social network un posto sicuro in cui esprimersi liberamente e senza timore, anche in caso di critiche ai danni del capo.
A conferma di ciò, il National Labor Relations Board, un’agenzia del governo di Washington che sorveglia la correttezza delle relazioni industriali, si è pronunciato a favore dei lavoratori sulla delicata materia dei comportamenti in rete dichiarando, tra l’altro, illegali le restrizioni imposte all’uso dei social media.

Dunque se da un lato si vogliono porre delle restrizioni nell’uso dei social, dall’altro il controllo dei dipendenti risulta spesso impossibile. Molti imprenditori, date le continue notizie di fuga di dati riservati e spionaggio industriale, hanno fatto ricorso a particolari strumenti per il controllo dei pc a distanza o hanno installato sistemi di videosorveglianza che a volte riescono ad identificare fino a 36 milioni di immagini al secondo!

Il mobbing coniugale e familiare

gennaio 21, 2013 Mobbing Nessun Commento

L’utilizzo del termine mobbing è stato recentemente esteso anche all’ambito coniugale e familiare. Questo si verifica nel momento in cui vengono attuati atteggiamenti aggressivi e vessatori all’interno del nucleo familiare. Classico esempio del mobbing coniugale può essere rappresentato da un coniuge che mette in atto minacce, violenze psichiche e fisiche nei confronti dell’altro, allo scopo di ottenere qualcosa: costringerlo ad un comportamento che va contro il suo volere, come ad esempio lasciare la casa coniugale, acconsentire alla separazione, estromettersi da decisioni importanti, ecc.
Si tratta di una strategia comportamentale persecutoria fatta di piccoli gesti, ostilità, chiusura della comunicazione, continue critiche, assoluta indifferenza allo scopo di sminuire l’altro. Alla stregua del mobbing lavorativo tali atteggiamenti opprimenti, sistematici e ripetuti, minacciano la dignità, l’autostima ma anche l’integrità fisica e psichica della vittima.

Aldilà del mobbing coniugale, sempre all’interno di un nucleo familiare, possiamo distinguere il mobbing familiare, inteso come l’insieme di condotte mobbizzanti ai danni di un membro della famiglia, sia esso un genitore, un figlio o un altro parente stretto. Denigrazioni, minacce, delegittimazione del ruolo familiare e sociale, indifferenza…sono alcuni degli atteggiamenti tipici in questi casi di mobbing.
I comportamenti si concretizzano in una serie di vere e proprie vessazioni (soprattutto di tipo psicologico) che portano il soggetto destinatario a sminuire la propria personalità, ad annullare la propria autostima occupando una posizione di totale sottomissione rispetto all’aguzzino.

Per definire, dal punto di vista giuridico, la sussistenza di una ipotesi di mobbing familiare o mobbing coniugale, è necessario che tali condotte si ripetano nel tempo e che siano verificabili. Infatti spesso si ricorre all’utilizzo di microspie o microcamere che, nascoste negli ambienti maggiormente frequentati, aiutano la vittima a dimostrare la realtà dei fatti.
Raramente infatti tali condotte sfociano in maltrattamenti fisici ma in ogni caso la vittima cade spesso in uno stato paragonabile a quello delle vittime di violenze, restie per paura o vergogna a denunciare.
Secondo una sentenza del T.A.R. Campania (Napoli Sez. II n. 2036 del 20 aprile 2009), “il mobbing presuppone dunque i seguenti elementi: a) la pluralità dei comportamenti e delle azioni a carattere persecutorio (illecite o anche lecite, se isolatamente considerate), sistematicamente e durevolmente dirette contro il dipendente; b) l’evento dannoso; c) il nesso di causalità tra la condotta e il danno; d) la prova dell’elemento soggettivo”.
Dello stesso avviso, la Corte di Appello di Torino che nel 2000 plasmò, per la prima volta, la fattispecie indicando che un “comportamento, in pubblico, offensivo ed ingiurioso nei confronti dell’altro coniuge, sia in violazione delle regole di riservatezza, e sia, soprattutto, in riferimento ai doveri di fedeltà, correttezza e rispetto derivanti dal matrimonio, condotta ancor più grave se accompagnata dalle insistenti pressioni con cui il coniuge stesso invita reiteratamente l’altro ad andarsene di casa”.

Avere una falsa identità sul web è reato

C’è chi sul web si dipinge come la nuova Belen Rodriguez, chi preferisce sentirsi come il misterioso Jhonny Deep, fatto sta che moltissime persone creano ogni giorno account falsi al fine di vivere qualche momento di adulazione e, perché no, rimediare un invito a cena o una relazione clandestina.

I nomi di fantasia consentono di agire on line senza essere controllati da partner magari gelosi o consapevoli dell’indole poco fedele. Ma la corte di Cassazione mette fine a questo mondo parallelo fatto di belli imbusti e avvenenti giovinette affermando che avere una falsa identità sul web è reato e si rischia fino ad un anno di reclusione. Infatti la magistratura ha inquadrato la comunissima trasgressione come un delitto contro la fede pubblica e non contro la persona, in cui si prefigura un abuso dei mezzi di comunicazione offerti dalla rete

A tal proposito, la Cassazione ha confermato la condanna ricevuta per sostituzione d’identità da un uomo che aveva creato un account di posta elettronica utilizzando il nome di una propria conoscente con l’obiettivo di provocarle un danno. Attraverso l’utilizzo dell’indirizzo email della vittima, l’uomo aveva allacciato rapporti con utenti della rete spacciandosi per la ragazza che a sua volta aveva cominciato a ricevere telefonate con proposte di incontri a scopo sessuale.
La Corte d’appello ha chiarito che l’articolo n. 494 del Codice penale a tutela dell’identità ha come obiettivo anche la protezione della fede pubblica degli utenti che, come in questo caso, credono di entrare in relazione con una persona diversa da quella reale. Infatti gli inquirenti hanno sottolineato che ad esser preso in giro non è il server che fornisce l’account, ma gli utenti della rete che interagiscono con una persona “irreale”.

E’ vero dunque che iscriversi con una falsa identità è un gioco da ragazzi e potrebbe far vivere per alcuni istanti situazioni irreali e fantasiose, ma è vero anche che dobbiamo stare molto attenti. Prima della Cassazione potrebbe esserci infatti il nostro partner che, essendosi accorto di “strani movimenti”, utilizza dei piccoli accorgimenti per monitorare l’utilizzo del pc. E’ questo il caso dell’impiego di strumenti per il controllo del computer come le key hunter e le key record di Endoacustica che registrano ogni carattere che viene digitato sulla tastiera del pc senza destare il minimo sospetto. Traditori on line state ben attenti!

«Carolina si è suicidata per colpa di chi la sfotteva»

gennaio 9, 2013 Bullismo Nessun Commento

Un gesto all’apparenza immotivato quello che ha spinto Carolina Picchio, una ragazzina di soli 14 anni, a togliersi la vita lanciandosi dal balcone dell’appartamento del padre, a Novara.
La procura della Repubblica ha già aperto un’inchiesta, ma l’accusa più pesante arriva dagli utenti dei social network, primo tra tutti twitter. I compagni di classe e gli amici di Carolina hanno lanciato l’hashtag #RIPcarolina e in molti parlano di bullismo: Carolina si sarebbe tolta la vita perché continuamente insultata a scuola dai coetanei.

Una ragazza giovane e molto bella, solare con la passione per l’atletica che ad un tratto ha perso la sua vivacità e si è spenta lentamente. La tortura è cominciata su Facebook: insulti, foto osé rubate. La sua tristezza ha allontanato anche molti “amici” che non trovavano più divertimento a stare con lei e così la «Caro» è stata sempre più isolata.

Dalla scorsa estate la ragazza viveva a Novara con il padre, la mamma brasiliana non abitava con loro. Aveva già cambiato scuola nel corso di questi quattro mesi e trascorreva molto tempo ad allenarsi in palestra. «Nessuno di noi ha mai pensato che potesse essere vittima di bullismo» ha dichiarato il preside della sua scuola attuale.
Si sta indagando sui messaggi e sulle foto osé di cui parlano i ragazzi, si teme che l’effetto social abbia amplificato la vicenda. Si parla anche di una presunta lettera che la 14enne avrebbe lasciato prima del tragico gesto.

Intanto su Twitter le accuse incalzano «Carolina si è suicidata per colpa di chi la sfotteva». Ancora una volta è il mondo dei social network che detta le regole. «Insultano anche me», «Domani devo tornare a scuola… e vedere quei deficienti…non ce la faccio», si legge tra i tanti tweet. Messaggi forti che non andrebbero sottovalutati. Molti genitori non potendo aver accesso ai contenuti di tutte le attività online dei ragazzi, ricorrono a strumenti di controllo remoto per pc che permettono di conoscere cosa avviene anche all’interno dei social. Altri utilizzano software spia che, installati sul cellulare, permettono di monitorare messaggi e chiamate, ma anche di conoscere la posizione gps del telefono e dunque del ragazzo. Strumenti impensabili fino a poco tempo fa, ma ormai di pregnante importanza per la protezione degli adolescenti.

Tempo di saldi: uomini in vetrina

Poco tempo fa avevamo parlato degli uomini maltrattati dalle partner. Un fenomeno inverso a quello comunemente conosciuto e su cui si basano numerose campagne di sensibilizzazione e il lavoro di sempre più associazioni a carattere sociale.
A rimarcare l’uguaglianza del fenomeno che avviene tanto ai danni delle donne quanto a discapito degli uomini, è giunta la campagna pubblicitaria di “Adopte un mec”, uno dei siti di incontri più popolari in Francia.

Le donne target, giovani ed emancipate, sono invitate a scegliere da un catalogo simile a quello di un supermercato l’uomo da “adottare”. Con questo termine, oggettivamente poco carino, si sottolinea un rapporto quasi di sottomissione dell’uomo nei confronti della donna che lo mette nel carrello della spesa.

E non è tutto. Fermo restando che lo shopping è una delle attività predilette dal gentil sesso, il sito ha pensato di concretizzare lo shop virtuale in un locale commerciale di Parigi portando in vetrina maschi in carne e ossa. I prodotti in vetrina erano gli utenti del sito giudicati più affascinanti e accanto a loro era posto un cartello che ne indicava la tipologia: romantico, forzuto, timido, intellettuale…Le clienti, una volta scelta la merce, hanno ottenuto il numero di telefono o l’indirizzo email in modo da approfondire la conoscenza. Il tono del sito è sempre ironico “Settimana internazionale dei baffi”, “Svendita totale sui ricci”, “Serie speciale carote”, “Offerta speciale sui pelosi”.

Le donne hanno apprezzato l’iniziativa definendola ingegnosa e divertente e andando ad incrementare le visite del sito di incontri che si aggirano attorno ai 2,5 milioni. E agli uomini, al momento, pare che la cosa vada bene. Il fatto di esser trattati come merce non li disturba molto.

Chissà che un giorno qualcuno non trovi il proprio marito o compagno in vetrina. D’altronde se a loro fa piacere, figuriamoci a chi osserva. Ma le donne più furbe non perdono d’occhio il proprio partner; molte hanno installato software che consentono la localizzazione GPS sul cellulare del proprio amato. In questo modo qualora lui fosse in vetrina…potrebbero essere le prime ad ammirarlo!

Calendario

gennaio: 2013
L M M G V S D
« Dic   Feb »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Login

ADS

 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spyphone o cellulare spia gsm, è un normale telefonino su cui è stato installato preventivamente un software spia, che permette di monitorare la persona in possesso del telefono stesso. Lo Spyphone deve essere regalato (in ambito familiare), o concesso in dotazione (in ambito lavorativo).

 MICROREGISTRATORI
microregistratori digitali Microregistratori digitali ad attivazione vocale, con durata di registrazione fino a 1200 ore. Sono usciti ormai da tempo dal grande schermo, per entrare di prepotenza nella vita di tutti i giorni, nelle situazioni più disparate che fino a pochi anni fa nemmeno la fervida fantasia di uno scrittore di spionaggio avrebbe potuto immaginare.
 MICROFONI DA MURO
Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.
 CAMUFFATORI DI VOCE
Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta ed il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.

 ALLARME ANTI-ANNEGAMENTO E ANTISMARRIMENTO
localizzatore rf

Allarme anti-annegamento e antismarrimento è un sistema di protezione che combina un allarme anti-annegamento ed uno anti-smarrimento, ed è particolarmente efficace come sistema elettronico di sicurezza per proteggere i vostri bambini o animali domestici.

ARTICOLI IN RILIEVO

Cyberstalking e sistemi tecnologici di prevenzione

15 Set 2016

cyber-stalking

Che la tecnologia abbia apportato alle nostre vite notevoli vantaggi è fuori discussione. Spesso però tendiamo a minimizzare i pericoli derivanti dall’utilizzo incauto degli strumenti tecnologici messi a nostra disposizione. Uno dei casi più emblematici in tal senso è quello che concerne lo stalking online, o cyberstalking, ovvero la molestia perpetrata a danno di individui che utilizzano la rete per comunicare tra loro. Anche qui la forma persecutoria assume le …

Stalking citofonico. Un modo tutto nuovo di importunare

10 Set 2015

stalking-woman

È successo qualche giorno fa a Centocelle, alle porte di Roma. Un tizio insiste pigiando più volte sui tasti del citofono, gridando a squarciagola di volere del denaro. Quando si rende conto che la sua richiesta rimarrà ancora una volta inascoltata, strappa via con forza il citofono dal muro aiutandosi con un taglierino. La proprietaria del condominio preso di mira da mesi dallo stalker lo riconosce immediatamente e lo denuncia …

Stalking all’interno dell’azienda, scattano le manette

22 Lug 2014

Per nove volte ha vuotato una bottiglia d’acqua sulla stampante della collega mandandola in tilt. La donna ha poi riferito anche di aver trovato delle croci segnate sulle fotografie dei figli. Per una serie di “dispetti” il cui movente è ancora poco chiaro, un uomo di 65 anni della provincia di Brindisi, dipendente della Provincia, è stato raggiunto da un’ordinanza cautelare con cui si dispone il divieto di avvicinamento alla …

Sei vittima dello stalking? Ecco cosa fare

16 Dic 2013

Il reato di stalking si configura quando qualcuno (spesso, un ex partner) compie una serie di atti (che possono essere minacce o molestie, ma anche atti apparentemente innocui, come l’invio continuo di indesiderati sms, fiori, o biglietti) tanto da compiere violenza psicologica nei confronti della vittima ingenerandole un comprensibile stato di ansia e paura oppure costringendola a cambiare abitudini personali (sostituire utenza telefonica, cambiare residenza, ecc.) o ancora ingenerandole un fondato timore per la propria …

Il team che rapisce le ragazzine adescandole su Facebook

31 Ott 2013

Una macchina organizzativa ben strutturata ha portato al rapimento di una tredicenne bresciana, portata fino a Lugano da un adulto conosciuto via Facebook e affetto da turbe sessuali. All’inquietante piano hanno preso parte più persone, un gruppo organizzatosi per agganciare giovanissime prede attraverso i social network. L’episodio ha avuto inizio a settembre quando la ragazzina, che frequenta la scuola media a Isorella, a sud di Brescia, ha allacciato un’amicizia attraverso …

358 telefonate e 500 sms in un mese: l’amante diventa stalker

16 Set 2013

Dodici anni da amanti, tra incontri segreti e bugie. Poi la fiamma dell’amore si è spenta, almeno per lei, che ha deciso di troncare la relazione. Un duro colpo per lui, che non si è rassegnato dinanzi alla decisione. Ma riconquistarla si è rivelato impossibile. Così è scattata la presa di posizione: «O con me o con nessuno». La delusione si è già trasformata in ossessione: in un mese 539 …

Allarme stalking all’interno dei condomini

30 Mag 2013

Liti condominiali per volumi troppo alti, pulizie, sacchetti di immondizia nel pianerottolo o gestione degli spazi comuni sono all’ordine del giorno in quasi tutti i condomini. Pare che negli ultimi tempi siamo numerosi i casi in cui la tensione tra vicini sfocia in veri e propri episodi di stalking. L’allarme è stato lanciato dall’associazione degli amministratori di immobili, che ovviamente consiglia alle vittime di rivolgersi in primo luogo all’amministratore di …

Due persone in pochi giorni sfigurate con l’acido dagli ex

3 Mag 2013

Le storie d’amore finite male possono divenire davvero pericolose e spesso sono fonte di atti di stalking e persecuzioni che sfociano in vere e proprie violenze. Ne sono esempio due tragedie avvenute di recente. La prima riguarda un’avvocatessa di 35 anni, Lucia Annibali, aggredita nei pressi della sua casa, a Pesaro, da un uomo con il volto coperto che le ha gettato sul viso dell’acido. La donna ha aperto il portone …