Mobbing genitoriale, a rimetterci sono sempre i piccoli.

maggio 31, 2012 Mobbing Nessun Commento
mobbing genitoriale

Si chiamava Maurizio ed era un padre come tanti anni. Un giorno sua moglie gli ha detto “non ti amo più, te ne devi andare” e, nonostante il dolore provato in questi casi, lui ha preso le sue cose ed andato a stare dall’anziana madre, in quanto disoccupato, lasciando il tetto coniugale alla sua ormai ex moglie e a suo figlio Danilo, 8 anni, proprio per amore del piccolo.

E l’iter giudiziario, fatto di mille cavilli e a volte alquanto paradossale, non solo non gli ha dato ragione, imponendogli di versare il mantenimento per la moglie, che lavora in un call center, e per il figlio ma, in seguito alle denunce della sua ex che, secondo il Tribunale dei Minori di Lecce, avrebbero fatto venire a galla un rapporto “teso e conflittuale” tra i due genitori in fase di separazione, ha stabilito che Maurizio Colaci e suo figlio Danilo avrebbero potuto vedersi una sola volta alla settimana durante un incontro “protetto”, vale a dire presso la sede del Consultorio familiare di Galatina alla presenza degli assistenti sociali, e che avrebbero potuto parlarsi al telefono non più di due volte al giorno in fasce orarie stabilite.

Si chiama mobbing genitoriale questo, è subdolo ed è difficile da provare, anche se strumenti come microspie ambientali e microregistratori possono rivelarsi utili nel registrare le conversazioni con la propria ex.

Ma Maurizio, ingenuo e, per certi versi un po’ ignorante in materia, non ci avrà pensato. Del resto il suo unico pensiero ricorrente era quello di poter passare più tempo con il suo angelo, suo figlio di soli otto anni, affidato alla madre e che ora non ha neppure un padre per due motivi. Il primo è che la giustizia italiana gli ha dato la possibilità di vederlo solo una volta a settimana, il secondo è che il suo cuore non ha retto. Proprio nel giorno di Pasqua, quando avrebbe potuto passare qualche ora in più con il suo piccolo, è stato stroncato da un infarto.

Di mobbing genitoriale, quindi, si può anche morire e a pagare le conseguenze dei continui conflitti tra coniugi in fase di separazione, oltre ai figli, che si trovano tra due fuochi, è anche la parte “mobbizzata”, quasi sempre l’uomo, al quale viene sottratta, in un certo senso, la possibilità di essere genitore, anche se ama profondamente suo figlio e anche se ha una condotta impeccabile.

Non è un caso, infatti, che in Italia, ma anche all’estero (si ricordino, per esempio, le gesta dei padri separati britannici che, qualche anno fa, per rivendicare i loro diritti facevano manifestazioni anche bizzarre per attirare l’attenzione) stiano aumentando le associazioni di padri separati che gridano a gran voce i loro diritti nei confronti dei figli. Per non contare i diversi siti Web nati per lo scopo, i gruppi Facebook per sensibilizzare e condividere il proprio dolore con chi, magari, si trova nella stessa situazione. Un problema, quindi, che richiede non solo una mano sulla coscienza da parte delle madri, che dovrebbero pensare al bene dei loro figli, ma anche interventi giuridici mirati.

Stalking, cyberstalking e pedofilia, un pericoloso intreccio: la storia di “Anna”.

maggio 30, 2012 Stalking Nessun Commento
cyberstalking

Anna, nome di fantasia per nascondere la vera identità di una ragazzina di 14 anni, viene pedinata da un ragazzo indiano di 20 anni nel tragitto da casa a scuola. Lui è ossessionato da lei, fino al punto di importunarla sull’autobus, seguirla nei suoi spostamenti e minacciarla per far sì che cedesse alle sue avances.

Dopo le denunce dei genitori della ragazza il ragazzo, che vive come Anna in un paesino della provincia di Parma, viene costretto da un provvedimento dell’autorità giudiziaria a stare lontano dalla ragazzina. Ma lui ne è talmente ossessionato che inizia a contattarla su Facebook, con messaggi in cui le arriva a chiedere persino prestazioni sessuali. Anna lo respinge anche virtualmente ma lui non demorde e le invia un messaggio che mette in allarme sia la ragazza che i genitori: “Verrò da te, voglio vederti. Verrò sempre a cercarti e farai una vita di merda”.

Dalle parole ai fatti molto spesso, soprattutto quando si tratta di uno stalker, il passo è breve: ignorato il divieto di avvicinarsi alla vittima e nonostante i 10 mesi di reclusioni già scontati, il ragazzo si presenta sotto casa della quindicenne. Tanto basta, però, a far scattare l’arresto e a far aggiungere ai 10 mesi altri 4 mesi di reclusione, seppur ai domiciliari.

Una storia come tante queste, in cui oltre allo stalking si profila anche il reato di pedofilia. Infatti, nonostante la lieve differenza di età, Anna è pur sempre una minorenne. E ancora una volta i Social Network si pongono al centro di una polemica che riguarda appunto la relazione tra reati come pedofilia e stalking e questi nuovi mezzi di comunicazione che spesso sfuggono al controllo dei genitori, nel caso in cui a essere coinvolti siano i minorenni.

Oggi, però, i genitori possono stare più sicuri, in quanto è possibile controllare i propri figli sia fuori casa che al computer grazie a strumenti tecnologici efficaci e discreti. Per esempio si potrebbe mettere sotto controllo la vita virtuale della propria figlia con sistemi per spiare PC a distanza o keyhunter, per conoscere tutte le password degli account e poterli monitorare. Oppure, per far sentire la propria figlia più sicura nei suoi spostamenti, le si potrebbe regalare un localizzatore satellitare. Insomma, tutti strumenti facilmente reperibili sul mercato e dai costi non molto elevati.

Di questi strumenti non ha sentito il bisogno Nicola Brookes, una donna inglese vittima di cyberstalking da parte di anonimi, i cosiddetti “trolls” che, però, ha pensato bene di indentificare a tutti i costi i suoi molestatori, che avevano creato profili falsi a suo nome facendola passare per pedofila, e portare in tribunale il Social Medium, dal quale esige che le vengano forniti i dati dei suoi molestatori. Un caso importante e che potrebbe essere un esempio per quanti hanno delle remore nel denunciare il cyberstalking per paura che la polizia non abbia gli strumenti giusti per combatterlo.

Tradimenti e pettegolezzi, un curioso caso.

pettegolezzi

“La verità ti fa male”, cantava la Caselli nella canzone “Nessuno mi può giudicare”. E la verità sicuramente fa più male non tanto a chi la proferisce, ma a chi la subisce. Se poi a subirla sono più di 50 persone che hanno ricevuto una lettera anonima con dettagli della propria vita privata, dati in pasto all’opinione pubblica, allora è anche peggio.

Un curioso caso, questo, accaduto in provincia di Viterbo, a Capodimonte dove, un anonimo estensore avrebbe fatto recapitare due lettere a 56 persone in cui si raccontano storie di sesso, soldi e tradimenti.

Non viene risparmiato nessuno. Seppure non vengano fatti nomi e cognomi, tuttavia con sarcasmo si danno degli indizi che permettono di risalire alle persone citate nella lettera, di cui si raccontano nei dettagli, ed a volte con volgarità, vissuti privati, e non solo, che ora sono sulla bocca di tutti.

Ci si chiede ancora come avrà fatto lo spione anonimo a poter raccogliere informazioni ed esperienze così riservate dei cittadini, personaggi in vista nel paese, presi di mira e che nelle lettere subiscono una sorta di minaccia: si chiede loro di smetterla di abbandonarsi a pettegolezzi perché, come si vuol dimostrare, alla fine “chi di parola ferisce, di parola perisce”.

Magari l’anonimo estensore sarà qualcuno che ha subito un torto di pari entità ed ora si sta vendicando. Quello che è certo è che rimane il mistero su come abbia raccolto tutte le informazioni. Magari spiando di persona, magari installando microspie ambientali in diversi luoghi strategici, fatto sta che sono finiti nel suo mirino diversi personaggi dell’amministrazione comunale, un prete ed il suo aiutante, commercianti, imprenditori, medici, farmacisti e pecorai, tutti indicati con un nome di fantasia, ma con un contesto indiziario che li rende perfettamente riconoscibili in un paese di pochi abitanti.

56 sono stati i destinatari, ma nel paesino ormai non si parla d’altro e chi “ha la coda di paglia”, cerca di rettificare in pubblico le accuse che gli sono rivolte nella missiva. Altri, invece, hanno esposto denuncia contro ignoti per diffamazione.

Chissà, però, oltre alla denuncia, che probabilmente non porterà a nessun risultato, visto che la lettera è stata scritta anche al computer, sarebbe il caso che i diffamati si dotino di un rilevatore di microspie. Potrebbero, magari, scoprire di essere sorvegliati in luoghi e momenti meno opportuni. E non sempre vale il detto “non fare niente e non ti succederà niente”.

Sei un uomo infedele? Rischi l’infarto!

tradimento e infarto

Da uno studio condotto dell’Unità di Medicina della Sessualità e Andrologia dell’Università di Firenze è emerso che gli uomini che tradiscono la propria partner sono più soggetti ad infarto. Frutto di 12 anni di osservazioni dei comportamenti dei pazienti che avevano disfunzioni sessuali, messe in relazione con i rischi cardiovascolari, la ricerca dimostra che, sebbene i traditori in principio dimostrino di avere valori metabolici, cardiovascolari e ormonali migliori di quelli che non tradiscono, a lungo andare sono quelli più soggetti a disfunzioni che possono portare all’infarto.

Sarà per il senso di colpa, ma è il caso che i fedifraghi si mettano non più solo una mano sulla coscienza, ma anche sul cuore, perché in un rapporto extraconiugale rischia di cedere.

Ed il rischio aumenta se si tradisce una compagna che ancora li desidera e li ama profondamente.

Del resto, non è cosa nuova il fatto che gli uomini e le donne nei rapporti, anche extraconiugali, siano molto differenti. Secondo un altro studio, questa volta britannico, condotto dallo UK Adultery Survey 2012, un sondaggio a cui hanno partecipato 4.000 donne che hanno tradito i propri partner, le donne cercherebbero una relazione extraconiugale non per solo sesso o riaffermazione del proprio ego, come accade invece per gli uomini, ma per cercare un sentimento ed un romanticismo che magari è venuto meno nella coppia. Non è un caso, infatti, che il 57% delle donne fedifraghe, contro il 27% degli uomini, si innamori del proprio amante, cercando in lui una relazione stabile e affettuosa. È vero anche, secondo quanto emerge paradossalmente da questo stesso studio, che le donne tendono ad avere partner multipli rispetto agli uomini, nonostante questi tradiscono per motivi più superficiali o quanto meno legati alla sfera sessuale. Quindi è il caso che gli uomini fedifraghi stiano attenti al proprio cuore, non solo in senso figurato, ma soprattutto fisico.

E non solo al cuore devono stare attenti! È di qualche giorno fa, infatti, la notizia di una donna tedesca residente a Livorno che, stanca dei continui tradimenti del marito che, evidentemente, non mostrava nessun senso di colpa nel farsi trovare ubriaco con prostitute nigeriane, ha cercato di farlo smettere, di fargli passare la voglia di tradirlo, evirandolo. L’uomo, ubriaco, non si è reso conto della gravità della ferita riportata e si è messo a letto. La moglie, tra l’altro, non ci ha pensato proprio a chiamare i soccorsi, avvertiti il giorno dopo dall’uomo stesso, ricoverato d’urgenza e morto in ospedale per un’infezione.

Sicuramente soluzioni estreme e che vanno condannate, nonostante il danno al cuore, questa volta in senso figurato, riportata dalle vittime del tradimento.

Beccare il proprio compagno in flagrante, per caso o grazie all’uso di microspie di vario genere, come la nuova microspia video 3G o cellulari spia, oggi sempre più diffusi per questi scopi, è sicuramente qualcosa di devastante per la donna tradita ma, quantomeno, le permette di prendere una decisione, perdonare, ricambiare con la stessa moneta o lasciar andare per sempre il proprio compagno fedifrago.

Quando il termine stalker richiede l’articolo al femminile.

maggio 24, 2012 Stalking Nessun Commento
Stalker donna

Da quando è stato introdotto nell’ordinamento giuridico italiano il reato di “atti persecutori”, ossia dal 2009, sono in continuo aumento le denunce per stalking. Non che in passato questo non fosse un problema, ma ottenere un riconoscimento del reato dalla legge era sicuramente più difficile.

Quando pensiamo ad uno stalker, pensiamo sempre al maschile (non è un caso che si sia utilizzato l’articolo “uno”). In realtà gli ultimi fatti di cronaca dimostrano come anche le donne possano essere carnefici, e non solo vittime, di questo reato.

Basti riflettere, per esempio, su due casi esemplificativi accaduti nell’ultimo mese. Uno proprio di due giorni fa, quando una 38enne, originaria della Lombardia e da qualche tempo domiciliata nel Ravennate, si è appostata sotto casa del suo ex, con cui cerca invano di ricucire i rapporti, nonostante sia già destinataria di un ammonimento da parte del Questore. Insulti, grida e sceneggiate di ogni tipo, che hanno portato l’ex compagno della donna a denunciarla nuovamente per stalking e a farla arrestare in flagranza di reato.

Un caso simile, ma anche più grave, è accaduto, invece, all’inizio del mese a Bologna, dove un uomo, un conosciuto imprenditore della zona, si è ritrovato vittima di una donna albanese di 44 anni, che aveva conosciuto nella scuola frequentata dai loro bambini. All’inizio una semplice amicizia, poi, secondo la ricostruzione della donna, sarebbe nata una vera e propria relazione extraconiugale tra i due, una relazione fatta di promesse che si sarebbero infrante con la rottura da parte dell’uomo.

Un caso di stalking, quindi, causato dal rifiuto di un rapporto, e che ha portato la donna ad iniziare a minacciare non solo quello che presumibilmente sarebbe il suo ex compagno, ma anche sua moglie.

L’amante delusa avrebbe addirittura finto di essere stata investita dalla donna, sdraiandosi per terra al suo passaggio. Ma testimonianze e perizie dei vigili urbani avrebbero dimostrato l’infondatezza delle accuse.

E poi ancora messaggi intimidatori nelle segreteria telefonica dell’uomo, appostamenti, pedinamenti, biglietti alla moglie, danni alla macchina e persino un’irruzione nel posto di lavoro di lui con insulti e schiaffoni. Secondo l’avvocato difensore la donna si starebbe comportando così perché vittima di un rapporto sessuale non voluto con l’uomo, ma sarebbe tutto ancora da dimostrare.

Cosa può fare, quindi, un uomo per difendersi da queste violenze che, ancor prima che fisiche, sono psicologiche. Cosa può fare per dimostrare di essere la vittima e non il carnefice? Potrebbe, per esempio, cercare delle prove che incastrino la stalker, non solo conservando i messaggi sul proprio cellulare, ma utilizzando microspie ambientali, per far ascoltare e registrare le conversazioni faccia faccia. O, nel caso si avverta l’esigenza di dimostrare i continui pedinamenti, posizionare dei localizzatori GPS in qualche posto nascosto del veicolo della donna.

007 in ufficio contro l’infedeltà aziendale

investigatore privato

In Italia lo scorso anno sono state circa seimila le aziende che hanno fatto ricorso a strumenti di investigazione per far controllare i propri dipendenti, il 30% in più rispetto al 2010. E’ questo il dato che emerge da una ricerca riportata da Repubblica.

Gli strumenti utilizzati sono di ultima generazione e vanno dai localizzatori satellitari alle microspie audio e video. Per quanto le microspie siano considerate illegali e per quanto lo Statuto dei lavoratori vieti il controllo a distanza della prestazione da parte del datore di lavoro, esistono, in merito, due sentenze della Cassazione (la 829 del 1992 e la 7776 del 1996) che ammettono la legittimità del controllo in alcuni casi, come ad esempio l’assenteismo o l’infedeltà aziendale.

Gli strumenti sono di facile utilizzo e molto affidabili. Endoacustica è un’azienda che propone una vasta gamma di prodotti ed è in grado di rispondere ad ogni tipo di esigenza nell’ambito della sorveglianza e dello spionaggio.

In questo periodo di crisi, le aziende sono sempre attente alla produzione e non esitano ad utilizzare videocamere nascoste per migliorare le prestazioni dei dipendenti, scovando eventuali fannulloni.

Un po’ come è accaduto nelle zone del Chianti e Franciacorta, nel Bresciano dove, ad esempio, alcune aziende hanno sorpreso i propri dipendenti che si erano messi in malattia a lavorare con gli stagionali della vendemmia. Lo stesso è accaduto in Veneto o in Trentino durante la raccolta delle mele e lo stesso si verifica nel periodo pre-natalizio, quando numerosi negozianti hanno bisogno di manodopera straordinaria per gestire l’aumento di clientela.

Ma oggi le aziende non dovranno temere più nulla, a meno che i dipendenti stessi non si dotino di strumenti di controspionaggio.

Chirurgia estetica contro il bullismo, soluzione reale?

maggio 22, 2012 Bullismo Nessun Commento
chirurgia estetica contro bullismo

Da una recente ricerca della American Society For Aesthetic Plastic Surgery emerge un aumento del 30% degli interventi di chirurgia plastica nei bambini, per correggere difetti come le orecchie a sventola, che spesso li portano ad essere vittime delle angherie dei compagni di scuola e di fenomeni più generalizzati di bullismo.

Già lo scorso anno ha suscitato scalpore il caso della piccola Samantha Shaw, sette anni, ricorsa a un intervento di otoplastica per correggere un difetto alle orecchie e porre fine agli insulti degli amichetti di classe. E non è stato certo un caso isolato.

Anche in Europa sta prendendo sempre più piede l’idea che si possano combattere gli atti di bullismo sottoponendo i propri figli con difetti fisici a operazioni di chirurgia estetica. In Francia, secondo quanto riportato dal quotidiano 20 Minutes in occasione dell’ultimo congresso della Società di Pediatria, sono aumentati i casi in cui le famiglie ricorrono al chirurgo per risolvere i problemi di sovrappeso dei bambini, sottoponendoli a liposuzione.

In Italia, invece, “non esiste un registro degli interventi estetici come in America, quindi siamo impossibilitati a quantificarli e a individuare la loro distribuzione geografica e anagrafica”, rivelano i ricercatori de LaClinique che, però sottolineano come spesso anche nel nostro paese i genitori si rivolgano alla chirurgia estetica per correggere le orecchie a sventola, che risulta essere il difetto più diffuso e maggiormente causa di disagi nei bambini.

Necessaria o no, c’è da chiedersi se questa sia davvero una soluzione al bullismo, che magari va combattuto infondendo nei bimbi una maggiore sicurezza in sé stessi e nelle proprie capacità, che sicuramente, avvertono gli psicologi, non viene dalla correzione di un difetto fisico, ma dal portare i ragazzi all’accettazione di sé e dei propri difetti.

Secondo gli esperti, inoltre, bisogna agire non solo sulle vittime del bullismo, considerate soggetti deboli, ma anche e soprattutto sui bulli. Bisognerebbe debellare alla radice, dalla sua causa, il problema, magari diffondendo nelle scuole, fin dalla tenera età, la cultura della legalità e del rispetto e dell’accettazione del prossimo. Il bullo non è il più forte, è solo un debole che per trovare la propria affermazione deve attaccare “l’altro”.

Sicuramente il più delle volte questo non basta a rassicurare i genitori, che vorrebbero un maggiore controllo dei propri figli quando questi sono a scuola o, comunque, fuori casa. Magari, a tal proposito, risulterebbero utili strumenti di sorveglianza a distanza, come microspie ambientali, da nascondere negli oggetti di uso quotidiano dei ragazzi, o cellulari spia, in modo da sapere quello che fanno e riuscire a capire se sono vittime o meno di atti di bullismo e se sono essi stessi bulli, in modo, poi, da poter intervenire con l’aiuto di specialisti.

“La vita è breve. Concediti un’avventura”.

tradimento e peccato

“Life is short. Have an affair”, ossia “La vita è breve. Concediti un’avventura”. È questa la frase di benvenuto su Ashleymadison.com, un sito per incontri diffuso in diverse lingue a livello mondiale. Pochi semplici passi per iscriversi e accedere ad un enorme database di persone in cerca di qualcuno.

E fin qui nulla di nuovo. Ce ne sono centinaia di siti così. Quello che stupisce è la grande quantità di persone “impegnate” che sono in cerca di una relazione, non importa se breve o lunga, extraconiugale. Non sorprende, a tal proposito, constatare come la foto profilo sulla pagina Facebook di questa agenzia di incontri sia proprio un anello, simbolo del “sì, lo voglio”, presumibilmente per tutta la vita, pronunciato dagli sposi.

In questi giorni lo stesso sito ha condotto un sondaggio rivolto ai suoi 250 mila iscritti solo in Italia, dal quale emerge l’identikit dell’amante perfetta, dell’adultera perfetta: la mamma. Già, le mamme risultano essere le donne più desiderate dagli uomini e le più infedeli. Quattro su cinque hanno tradito almeno una volta nella loro vita ed il 77% degli uomini intervistati ha ammesso di considerare le donne con figli “amanti più focose”, forse perché in grado di apprezzare maggiormente una storia di solo sesso e senza legami.

Tra le donne intervistate ed in cerca di avventura, l’81% ha affermato di avere figli e di sentire maggiormente l’esigenza di tradire quando i figli sono in età scolastica, forse perché è più facile avere una relazione extraconiugale senza il pericolo di essere scoperte.

Forse, però, queste donne ignorano come oggi sia facile reperire sul mercato microspie economiche, come la nuova microspia video 3G, e cellulari spia di ultima generazione, un ottimo aiuto per controllare mogli o compagne potenzialmente fedifraghe, senza che queste se ne accorgano.

L’iscritta tipo ha una età media di 35 anni ed un solo figlio. L’83% ha dichiarato di attribuire all’arrivo del figlio un calo dell’attività sessuale. I mariti sappiano, quindi, che ciò che non riescono a risvegliare loro, si risveglia per merito di un altro uomo, che magari le riempie di quelle attenzioni che vengono a mancare con il matrimonio, in cui spesso si tende a dare tutto per scontato.

Non sorprende, infatti, spiega Axel Baccari, Country Manager Italia di Ashley Madison, che si verifichi un boom di iscrizione al portale dopo le feste comandate: Natale, San Valentino, Festa della Mamma, ecc… forse perché in quei giorni le donne si aspettano di ricevere più attenzioni ma le loro aspettative vengono puntualmente deluse.

Calendario

maggio: 2012
L M M G V S D
« Apr   Giu »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Login

ADS

 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spy phone, o cellulare spia, è un normale cellulare su cui viene installato un software spia capace di intercettare qualsiasi azione intrapresa sul cellulare stesso (chiamate, SMS, foto ecc.). Il software spia per spyphone è funzionante sulla maggior parte degli smartphone con sistema operativo Android, iOS e Blackberry.

 MICROREGISTRATORI
Nuovissimi microregistratori digitali con durata di registrazione fino a 1200 ore. Utilissimi per raccogliere prove o scoprire tradimenti di ogni tipo. I modelli ad attivazione vocale VAS permettono inoltre una maggiore autonomia di consumi. Affidabilità, efficacia e prezzo conveniente.
 MICROFONI DA MURO
Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.
 CAMUFFATORI DI VOCE
Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta e il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.

 ALLARME ANTI-ANNEGAMENTO E ANTISMARRIMENTO
localizzatore rf

Allarme anti-annegamento e antismarrimento è un sistema di protezione che combina un allarme anti-annegamento ed uno anti-smarrimento, ed è particolarmente efficace come sistema elettronico di sicurezza per proteggere i vostri bambini o animali domestici.

ARTICOLI IN RILIEVO

Cyberstalking e sistemi tecnologici di prevenzione

15 Set 2016

cyber-stalking

Che la tecnologia abbia apportato alle nostre vite notevoli vantaggi è fuori discussione. Spesso però tendiamo a minimizzare i pericoli derivanti dall’utilizzo incauto degli strumenti tecnologici messi a nostra disposizione. Uno dei casi più emblematici in tal senso è quello che concerne lo stalking online, o cyberstalking, ovvero la molestia perpetrata a danno di individui che utilizzano la rete per comunicare tra loro. Anche qui la forma persecutoria assume le …

Stalking citofonico. Un modo tutto nuovo di importunare

10 Set 2015

stalking-woman

È successo qualche giorno fa a Centocelle, alle porte di Roma. Un tizio insiste pigiando più volte sui tasti del citofono, gridando a squarciagola di volere del denaro. Quando si rende conto che la sua richiesta rimarrà ancora una volta inascoltata, strappa via con forza il citofono dal muro aiutandosi con un taglierino. La proprietaria del condominio preso di mira da mesi dallo stalker lo riconosce immediatamente e lo denuncia …

Stalking all’interno dell’azienda, scattano le manette

22 Lug 2014

Per nove volte ha vuotato una bottiglia d’acqua sulla stampante della collega mandandola in tilt. La donna ha poi riferito anche di aver trovato delle croci segnate sulle fotografie dei figli. Per una serie di “dispetti” il cui movente è ancora poco chiaro, un uomo di 65 anni della provincia di Brindisi, dipendente della Provincia, è stato raggiunto da un’ordinanza cautelare con cui si dispone il divieto di avvicinamento alla …

Sei vittima dello stalking? Ecco cosa fare

16 Dic 2013

Il reato di stalking si configura quando qualcuno (spesso, un ex partner) compie una serie di atti (che possono essere minacce o molestie, ma anche atti apparentemente innocui, come l’invio continuo di indesiderati sms, fiori, o biglietti) tanto da compiere violenza psicologica nei confronti della vittima ingenerandole un comprensibile stato di ansia e paura oppure costringendola a cambiare abitudini personali (sostituire utenza telefonica, cambiare residenza, ecc.) o ancora ingenerandole un fondato timore per la propria …

Il team che rapisce le ragazzine adescandole su Facebook

31 Ott 2013

Una macchina organizzativa ben strutturata ha portato al rapimento di una tredicenne bresciana, portata fino a Lugano da un adulto conosciuto via Facebook e affetto da turbe sessuali. All’inquietante piano hanno preso parte più persone, un gruppo organizzatosi per agganciare giovanissime prede attraverso i social network. L’episodio ha avuto inizio a settembre quando la ragazzina, che frequenta la scuola media a Isorella, a sud di Brescia, ha allacciato un’amicizia attraverso …

358 telefonate e 500 sms in un mese: l’amante diventa stalker

16 Set 2013

Dodici anni da amanti, tra incontri segreti e bugie. Poi la fiamma dell’amore si è spenta, almeno per lei, che ha deciso di troncare la relazione. Un duro colpo per lui, che non si è rassegnato dinanzi alla decisione. Ma riconquistarla si è rivelato impossibile. Così è scattata la presa di posizione: «O con me o con nessuno». La delusione si è già trasformata in ossessione: in un mese 539 …

Allarme stalking all’interno dei condomini

30 Mag 2013

Liti condominiali per volumi troppo alti, pulizie, sacchetti di immondizia nel pianerottolo o gestione degli spazi comuni sono all’ordine del giorno in quasi tutti i condomini. Pare che negli ultimi tempi siamo numerosi i casi in cui la tensione tra vicini sfocia in veri e propri episodi di stalking. L’allarme è stato lanciato dall’associazione degli amministratori di immobili, che ovviamente consiglia alle vittime di rivolgersi in primo luogo all’amministratore di …

Due persone in pochi giorni sfigurate con l’acido dagli ex

3 Mag 2013

Le storie d’amore finite male possono divenire davvero pericolose e spesso sono fonte di atti di stalking e persecuzioni che sfociano in vere e proprie violenze. Ne sono esempio due tragedie avvenute di recente. La prima riguarda un’avvocatessa di 35 anni, Lucia Annibali, aggredita nei pressi della sua casa, a Pesaro, da un uomo con il volto coperto che le ha gettato sul viso dell’acido. La donna ha aperto il portone …